Laici, consacrati, istituti, associazioni … I nuovi orizzonti della vita consacrata

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Le Suore Oblate del Santissimo Redentore presenti al Congresso Internazionale sulla Vita Consacrata, tenutosi a Roma

“Consacrazione” e “Vita Consacrata”: due concetti con significati molteplici  e che sono stati alla base del Congresso Internazionale sulla Vita Consacrata tenutosi a Roma tra il 3 e il 6 maggio, fra i partecipanti Lourdes Perramon, Superiora Generale delle Suore Oblate del Santissimo Redentore, e Angela Corduente, della Provincia d’Europa. Tre giorni di colloqui in cui si è approfondito la sostanza di questi concetti e l’udienza con Papa Francisco. A questo incontro hanno partecipato istituti religiosi e delle società di vita apostolica, istituti secolari, l’ordine delle vergini … E per la prima volta, sono state anche invitate le associazioni e i movimenti ecclesiali, che senza essere consacrati alcuni dei loro membri appartengono alla Vita consacrata.

Lourdes Perramon, superiora general de las Hermanas Oblatas del Santísimo Redentor, y Ángela Corduente, de la Provincia Europa.

Le conferenze sono state elaborate sul sostegno di questi concetti, da diversi aspetti: dalla parte biblica, con Nuria Calduch; dalla parte teologica e il carisma con José Rey Garcia de Paredes; e dal lato legale con Sebastiano Paciolla. A questo sono stati aggiunti una serie di contributi estratti da un seminario prima del Congresso.

Francesco: È lo Spirito Santo che crea la diversità

In questi giorni c’è stato uno spazio speciale per l’incontro con il Santo Padre. Francesco ha rivolto ai presenti alcune parole brevi ma molto significative, in sintonia con gli argomenti discussi al Congresso. Mostrando il suo senso dell’umorismo, il Pontefice ha detto che “lo Spirito Santo è una calamità, perché non si stanca mai di essere creativo”. E questa creatività si manifesta soprattutto in queste nuove forme di vita consacrata, con i carismi … “È interessante, poiché è l’autore della diversità, ma allo stesso tempo il Creatore dell’unità”.

D’altra parte, il Papa ha parlato delle tre basi principali della vita consacrata: preghiera, povertà e pazienza. La prima, intesa come “il ritorno alla prima chiamata, il tempo in cui Lui ti ha guardato negli occhi e ti ha detto, vieni, lascia tutto e vieni”. La povertà, intesa dalle costituzioni di ogni congregazione, è un fattore non negoziabile: “Senza povertà non possiamo discernere ciò che sta accadendo nel mondo”. Infine, la pazienza dovrebbe essere come quella di Gesù nell’orto degli ulivi o quella di “portare sulla schiena” di San Paolo. “Non si tratta solo della pazienza nella vita comunitaria, ma anche della sofferenza del mondo, dei problemi e anche della pazienza di fronte ai problemi comuni della vita consacrata, come la scarsità di vocazioni”. Una pazienza come quella di Abramo che aspetta un bambino: fertile. “Se pregate, e siete pazienti e poveri, siete sicuri che sarete fruttuosi. E questo è ciò che auguro alla vita religiosa: essere fruttuosi”.

Si può leggere il messaggio del Papa  quí.

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