Un invito a tutti alla santità nella vita quotidiana, Tony Fidalgo C.Ss.R.

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dal Blog dell’Academia Alfonsiana (https://www.alfonsiana.org/blog/)

Un invito a tutti alla santità nella vita quotidiana

Santità: realtà che attrae e travolge. Vorremmo approfondire l’argomento sulla base della esortazione del Papa  Gaudete et Exsultate  (GE-2018), ma su alcuni elementi della spiritualità Redentorista, in quanto questi sono strettamente legati alla morale alfonsiana.

Il Papa vuole un rinnovamento fondamentale nello stile di vita dei cristiani, in modo che possa essere credibile e comunicabile come una vera buona novella per il mondo di oggi.

Sembra che Francesco mostri una chiara consapevolezza che senza un nuovo modo di affrontare le sfide del presente (prassi) e discernerle in profondità, per viverle nella vita quotidiana, in un modo nuovo e alternativo (spiritualità), nulla di ciò che si fa avrà un vero potere di trasformazione a lungo termine. Per fare ciò, propone l’atmosfera della «gioia», fonte ed espressione della vita cristiana. Lo fa partendo da due chiavi teologiche: la priorità della grazia e la direzionalità dell’insegnamento fondamentale di Gesù.

Per ripercorrere questo disegno, la prima cosa è quella di lasciare le false assicurazioni, le paure e le ristrettezza di vedute, e di lasciarci guidare dalla dinamica della grazia, per condurci a sentire, vedere, discernere e agire secondo il suo impulso e la direzionalità. Per questo il Papa invita tutti a questo processo: «fa che la grazia del tuo battesimo porti frutto in un cammino di santità» (GE 15). Possiamo già intuire che la santità non è uno stato, né statico né ideale, ma un modo di vivere che rende feconda la vita. Si tratta di far emergere il meglio, per migliorare ognuno e la realtà sociale (cfr GE 11). Il Papa si rivolge spesso a ciascuno direttamente (cfr. GE 14; 25; 34). Allo stesso tempo, parla di una santità che si verifica nel cuore di un popolo, di una comunità, perché «la santificazione è un percorso di comunità» (GE 141). È personale ma è comune, nessuno è o diventa un santo senza gli altri o a spese degli altri, ma insieme agli altri (cfr GE 6). L’obiettivo del Papa è ricordare che «tutti siamo chiamati ad essere santi» (GE 14) e «ciascuno sulla sua strada» (GE 11). Questo è molto alfonsiano. La spiritualità redentorista si basa sulla convinzione che tutti sono stati redenti in Cristo e che il servizio missionario non è altra cosa che risvegliare, formare e accompagnare le persone in tutti i giorni della loro vita (cfr GE 16; 109; 145), così facendo una scelta per seguire i passi del Redentore, scoprano questa chiamata e possano viverla attraverso una relazione familiare con Dio nella pratica di amare Gesù Cristo (cfr GE 85; 111; 145).

Padre Antonio Gerardo Fidalgo, CSsR

Hanno come modello discepolare Maria, la figura perfetta di libertà e liberazione. Hanno come principale obiettivo la Parola, primo e decisivo libro di spiritualità. E infine, hanno come obiettivo principale la «pratica di amare Gesù Cristo». Per realizzare questo programma di vita, la dedizione e la missione (la consacrazione) di ogni giorno, hanno quattro canali attraverso i quali si concretizza la spiritualità redentorista, e quindi la teologia morale: 1) Gesù Cristo Redentore; 2) la missione; 3) la preghiera; 4) L’opzione preferenziale per i poveri e i più abbandonati. Non possiamo approfondire questi canali, ma indicano già una via da seguire. Concludiamo con una nota di S. Alfonso: «Tutta la santità consiste nell’amare Dio, e tutto l’amore per Dio consiste nel fare la sua volontà» (Pratica di amare Gesù Cristo, nn. 21-22).

Padre Antonio Gerardo Fidalgo, CSsR

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