Italia: A Pagani solenne processione del Corpo di S. Alfonso

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Dal 23 luglio al 3 agosto si sono svolti a Pagani i festeggiamenti annuali in onore di S. Alfonso. Ma quest’anno le manifestazioni legate al culto del Santo sono state davvero imponenti. L’attesa del Giubileo, a Pagani e nei dintorni, non si ferma al desiderio di varcare la Porta Santa, ma è fortemente caratterizzata da un evento straordinario: la processione del Corpo di S. Alfonso per le vie della cittadina campana. Ogni venticinque anni, come da consuetudine ormai acclarata, le reliquie del Fondatore dei Redentoristi diventano oggetto di speciale venerazione da parte del popolo di Dio, in una modalità pubblica e ufficiale.

A Preparare la solennità, durante i giorni della novena, sono intervenuti Vescovi e sacerdoti, appositamente invitati, a celebrare e a spezzare il pane della Parola ad una comunità che riconosce nel Santo Vescovo il suo protettore e il suo modello. Un fitto programma ha messo insieme momenti di forte spiritualità e iniziative di festa civile, momenti in cui la comunità evade dal suo quotidiano per entrare nel tempo sacro della festa, preludio di quella escatologica.

Giovedì, 31 luglio, ha presieduto la celebrazione eucaristica vespertina il superiore provinciale dei Redentoristi di Europa Sud p. Gennaro Sorrentino, già superiore della casa religiosa e parroco della Parrocchia, il quale nella sua omelia ha sottolineato la straordinarietà di questo momento storico per la comunità, segno di una Chiesa che cammina unita e guarda ai suoi santi come modelli di vita cristiana e come particolari intercessori presso il Signore. S. Alfonso è stato un missionario della speranza – ha esordito p. Sorrentino – e questa sua missione di portare ai più poveri la speranza del Vangelo, è un messaggio che Egli non ha mai smesso di annunciare, con la parola, con gli scritti, con la sua presenza profetica nella Chiesa e tra gli uomini più abbandonati del suo e del nostro tempo.

Ed è proprio all’insegna della Speranza, in questo anno giubilare, rimane centro delle riflessioni della Chiesa, che si è preparata e realizzata la processione dell’urna che contiene le venerate reliquie del santo vescovo. A curare la regia il parroco p. Francesco Ansalone, il superiore della comunità p. Lorenzo Fortugno, i confratelli e un apposito comitato. 

Già a conclusione della concelebrazione, oltre alla Basilica gremita da un popolo trepidante, anche la piazza antistante non riusciva a contenere le persone accorse, non solo da Pagani, ma dai comuni vicini e da molti altri luoghi della Diocesi, della Campania e da altri luoghi, per partecipare ad una manifestazione di fede di grande portata storica.

Non appena l’Urna ha varcato la soglia della Basilica, un’ovazione commossa si è levata come una preghiera corale, che ha avuto il suo inizio il quel momento per continuare a ritmo battente per tutta la serata. Il ritornello “S. Alfonso prega per noi!” è stato la colonna sonora di tutto il pellegrinaggio, perpetuando sonoramente la richiesta di aiuto e protezione, che dalla morte del Santo fino ad oggi, risuona dinanzi alle sue reliquie. In molti modi e in svariate occasioni, nelle circostanze della vita civile e in quelle delle singole famiglie e delle persone, Pagani ha sperimentato l’efficacia del patrocinio di sant’Alfonso, baluardo di difesa della città. 

S. Alfonso, attraverso il suo Corpo, ritorna in mezzo al suo popolo, alla sua gente, ai suoi devoti che ordinariamente sono abituati a recarsi nella sua cappella per venerarlo e sostare in preghiera. 

La processione si è snodata per le vie adiacenti alla casa religiosa, per poi continuare nelle principali strade della città, con una suggestiva tappa nel centro storico.

A presiedere questo momento di Grazia il vescovo diocesano monsignor Giuseppe Giudice, insieme al superiore provinciale dei Redentoristi, ai sacerdoti della città e della diocesi, ai numerosi confratelli giunti a Pagani da diverse comunità, non soltanto dell’Italia, ma anche da paesi europei che costituiscono la nuova unità redentorista, da poco costituita, la Provincia di Europa Sud, guidata nei suoi primi passi da un superiore maggiore, vissuto per molto tempo all’ombra di sant’Alfonso. Tra i Redentoristi che hanno preso parte al corteo processionale, anche i giovani confratelli che si preparano ad emettere la Professione perpetua, il prefetto degli Studenti p. Maurizio Iannuario e altri Padri venuti da Napoli, da Roma e perfino dall’Ucraina, testimoniando il legame del Santo con le popolazioni martoriate dalla guerra, attraverso l’opera di evangelizzazione e di promozione umana portata avanti dai suoi figli. Un momento di condivisione e di preghiera che ha mostrato, anche fisicamente, il volto universale della Congregazione del Santissimo Redentore, un unico corpo missionario, presente in oltre ottanta paesi del mondo.

A rendere più suggestiva la processione, sono intervenute numerose associazioni, confraternite, “congreghe” e gruppi locali, preceduti dai loro gonfaloni e seguiti dagli aderenti, ognuno con il proprio abito o segno distintivo. Anche numerose religiose hanno preso parte alla manifestazione, insieme ad una fiumana di popolo. Al seguito del feretro il sindaco della città e le autorità civili e militari. Nell’atto di affidamento, pregato dinanzi al Comune, il primo cittadino ha affidato tutta la comunità a sant’Alfonso, rinnovando la fiducia nella sua intercessione e consegnando alle nuove generazioni un’eredità spirituale che diventa identità cittadina ed emblema di appartenenza.

L’immagine più commovente è stata quella di un popolo unito nella preghiera e nella comune venerazione di un Santo con il quale vanta antichi legami, trasmessi attraverso le generazioni e giunti fino ai nostri giorni, sfidando i radicali cambiamenti epocali e dimostrando che la fede e la venerazione dei santi non segue le mode, ma rimane punto fermo nella vita dei cristiani e in particolare degli abitanti di Pagani, i quali, senza distinzione di età, hanno fatto a gara per omaggiare il Santo di cui si onorano di custodire le sacre spoglie e le più belle memorie.

Adulti e anziani, giovani, ragazzi e bambini, ammalati sulle loro carrozzelle, intere famiglie hanno sfilato in processione fieri di rendere il loro tributo di amore al Santo. La preghiera animata, il canto intercalato, gli evviva, immancabilmente accompagnati dallo sparo di mortaretti e da strade e balconi addobbati, hanno trasformato le vie della città in un abbraccio commosso e sentito al Santo Fondatore.

E’ proprio vero: S. Alfonso non invecchia mai! Il suo fascino e la sua forza di attrazione è la prova – se ce ne fosse bisogno – dell’attualità del suo messaggio e della forza di ispirazione che egli continua ad esercitare sui cristiani di oggi, come su quelli dei secoli passati. Questa perenne contemporaneità si è manifestata nei modi espressivi del popolo devoto, capace di contagiare con il suo entusiasmo e di fondere in un unico sentimento la preghiera e la festa. Per tutti gli abitanti di Pagani S. Alfonso è uno di famiglia. Accoglierlo nelle vie del centro storico, dinanzi alle chiese, presso la casa comunale e nelle piazze cittadine è stato come il ritorno di una persona cara, tanto attesa e apportatrice di speranza. Ed è proprio la speranza che ha caratterizzato la vita e la missione di sant’Alfonso, capace di creare percorsi spirituali che hanno aperto orizzonti nuovi ai senza-speranza del suo tempo.

A conclusione della lunga processione, è stato il vescovo della Diocesi a porre sotto il patrocinio del Santo dottore tutto il popolo di Dio affidato alle sue cure pastorali, insieme ai suoi figli, i Redentoristi, alla terra campana, alla comunità locale e alla Chiesa Universale. S. Alfonso – ha auspicato Monsignor Giudice – interceda per questa comunità affinché si compiano le sue legittime aspirazioni di pace e di giustizia. La benedizione ha concluso il pellegrinaggio giubilare alfonsiano, per continuare con ulteriori e ripetute manifestazioni di devozione, anche all’interno della Basilica. Il popolo sembrava non essere ancora appagato nella sua devozione e nel suo innato desiderio di contatto con il Santo vescovo. Una fila interminabile di persone ha sfilato dinanzi alla sua Urna, posta sul presbiterio: mani tese, occhi bagnati di commozione, labbra che mormoravano una preghiera e una sosta che si cercava di prolungare ancora, attimi catturati e immortalati dagli obbiettivi dei cellulari, nel desiderio di portare con sé e condividere con il mondo del web e dei social, una forte esperienza di fede.

Il giorno seguente, solennità liturgica di sant’Alfonso, già dal mattino è stato un continuo accorrere di fedeli per la partecipazione alla Messa e per la consueta visita al Santo. La Messa vespertina celebrata dal Vescovo diocesano e concelebrata dal superiore provinciale dai confratelli e da altri sacerdoti, sul sagrato della Basilica, ha visto ancora una massiccia partecipazione e un grande fervore religioso.

S. Alfonso è vivo! E continua la sua missione di maestro della Fede e Luce della Chiesa per il popolo di Dio che lo venera con convinzione, e lo ha scelto come suo autorevole maestro e avvocato di misericordia presso il Signore!

P. Vincenzo La Mendola C.Ss.R.