Sabato scorso, 6 dicembre, nella cappella della comunità di Sant’Alfonso a Roma, si è concluso il ritiro spirituale d’Avvento con un momento di particolare significato: p. Rogério Gomes, CSsR, Superiore generale della Congregazione del Santissimo Redentore, ha consegnato al dott. Massimo Bottini il diploma di Oblato Redentorista. Una cerimonia ricca di emozione, che ha sancito l’ingresso ufficiale del dott. Bottini nella famiglia spirituale redentorista, dopo anni di servizio generoso e competente come medico di primo contatto per la comunità.
Una giornata di riflessione e comunione
Il ritiro, guidato da p. Mario Boies, CSsR, professore dell’Accademia Alfonsiana, ha avuto come tema “L’Incarnazione: l’empatia di Dio verso l’umanità”, coinvolgendo le due comunità redentoriste romane di Sant’Alfonso e San Gioacchino. La giornata è stata un’occasione per approfondire il cammino dell’Avvento, preparandosi al Natale con preghiera, condivisione e riflessione, ispirandosi anche agli insegnamenti di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
Un legame spirituale con il carisma e la missione redentorista
Il momento culminante è stata l’Eucaristia presieduta da p. Rogério Gomes, durante la quale il dott. Bottini è stato accolto come Oblato della Congregazione Redentorista.
Nella sua omelia, il Superiore generale ha sottolineato che l’essere oblato non è una scelta segnata da voti religiosi, ma una libera e generosa comunione con il carisma redentorista: “Gli oblati si ispirano ai quattro pilastri della spiritualità redentorista: l’Incarnazione, la Croce, l’Eucaristia e la Vergine Maria. Essi cercano di essere segni vivi della misericordia di Dio, soprattutto tra i poveri e gli abbandonati. Nel mondo, in famiglia, nel lavoro e nella vita sociale, sono presenza evangelizzatrice e solidale, testimoni della copiosa redenzione di Cristo”, ha affermato p. Rogério.
Rivolto al nuovo Oblato, il Padre Generale ha aggiunto: “Caro dott. Bottini, la sua traiettoria di medico testimonia già un servizio al prossimo segnato da empatia, ascolto e dedizione, valori che nella nostra Congregazione chiamiamo compassione. Il medico, a mio avviso, incarna per eccellenza la figura del buon samaritano: colui che si ferma, vede, si prende cura e si fa prossimo. Il titolo che oggi riceve non fa che confermare, con gioia e gratitudine, ciò che la sua vita già manifesta: un impegno di fede vissuto con intelligenza, sensibilità e compassione”.
La cerimonia di consegna del diploma
Prima della benedizione finale, p. Rogério Gomes ha consegnato il diploma di Oblato al dott. Bottini, assistito da p. Gianni Congiu, CSsR, Rettore della comunità di Sant’Alfonso. Davanti alla comunità e alla sua famiglia, il dott. Bottini ha espresso la sua gratitudine per questo riconoscimento, definendolo “un onore immenso”, che gli permette di condividere più profondamente il carisma redentorista. “Mi impegno ad abbracciare questo dono e a contribuire, sotto la materna protezione della Beata Vergine del Perpetuo Soccorso, al bene che la vostra missione promuove nel mondo, portando l’amore e la speranza del Redentore ovunque”, ha dichiarato.
Un esempio di servizio e fede
La figura del dott. Bottini incarna l’incontro tra professionalità e spiritualità, dimostrando come la vocazione laicale possa essere un segno concreto della misericordia di Dio nel mondo. La Congregazione del Santissimo Redentore accoglie con gioia questo nuovo Oblato, augurando che la sua testimonianza possa essere un segno di speranza per quanti incontrerà nel suo servizio.
Che Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, accompagni il dott. Bottini e la sua famiglia in questo nuovo cammino di fede e missione.
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