I Redentoristi della Viceprovincia di Malesia-Singapore concludono il ritiro annuale

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I Redentoristi della Viceprovincia di Malesia-Singapore hanno recentemente concluso il loro ritiro annuale, tenutosi da lunedì 9 marzo a venerdì 13 marzo e guidato da frate David Leary OFM. Il ritiro ha riunito i confratelli per diversi giorni di preghiera, riflessione e dialogo fraterno sul tema «Trovare Dio nel nostro luogo».

Ciascuna delle otto conferenze del ritiro è iniziata in un’atmosfera riflessiva con musica meditativa e canti, aiutando i confratelli a entrare in uno spirito contemplativo. Alcune delle preghiere di apertura sono state tratte dai canti di Margaret Rizza, tra cui Calm Me Lord e Inpoured Spirit, che hanno contribuito a creare l’atmosfera per una riflessione e una preghiera tranquille durante tutto il ritiro.

La prima conferenza ha invitato i confratelli a riflettere su “Dove siamo nel tempo e nello spazio?”. Partendo da Matteo 24,3-8, frate David ha parlato dei tempi delle sfide che la Congregazione sta attualmente affrontando, in particolare nel contesto della fusione in corso tra la Provincia dell’Oceania e quella dello Sri Lanka. La riflessione ha incoraggiato i confratelli a leggere i segni dei tempi con fede e apertura, riconoscendo che Dio continua ad agire anche nei momenti incerti di transizione. La conferenza si è conclusa con una commovente poesia di Artur Dron, un giovane poeta ucraino, che rifletteva sulle parole di 1 Corinzi 13: «L’amore non viene mai meno».

Il secondo intervento, intitolato “Essere delicatamente indifesi davanti a Dio”, era radicato in Genesi 3,8–13, 20–21, riflettendo sull’incontro tra Dio, Adamo ed Eva dopo la caduta. La sessione ha esplorato le reazioni dei primi esseri umani di fronte a Dio e ha riflettuto sulla vulnerabilità che un’autentica relazione con Dio richiede. Frate David ha parlato del miracolo delle relazioni umane e della lotta spesso presente al loro interno. La riflessione si è conclusa con la poesia di Regina Bechtle “Deep Calls to Deeper”, invitando i confratelli a confidare in Dio nei moti più profondi del cuore.

La terza conferenza, “Disturbo nel silenzio”, è iniziata con Marco 6,31, dove Gesù invita i discepoli a “venire in un luogo tranquillo e riposare”. Attingendo alle riflessioni di Timothy Radcliffe OP e Łukasz Popko OP nel loro libro Questioning God, frate David ha esplorato come Dio spesso parli attraverso i turbamenti delle nostre emozioni, domande ed esperienze di vita. Piuttosto che evitare questi movimenti interiori, i confratelli sono stati invitati a riconoscerli come possibili luoghi in cui Dio opera silenziosamente.

La quarta conferenza ha affrontato il tema della preghiera e l’importanza del silenzio creativo, partendo da Matteo 6,5-7. Un’idea chiave introdotta è stata il concetto di “ostruzionismo”, inteso come tattica dilatoria che impedisce un autentico incontro con Dio. Frate David ha descritto due dimensioni di questa realtà: l’ostruzionismo umano, in cui le persone evitano di affrontare verità più profonde dentro di sé, e l’ostruzionismo divino, in cui Dio opera pazientemente nel tempo per portare a compimento la trasformazione. La riflessione si è conclusa con le parole di preghiera del Salmo 139, che esprime magnificamente l’inescitable presenza di Dio.

Il quinto intervento, intitolato “Ostruzionismo e cambiamento”, ha proseguito questa riflessione esplorando come il dialogo con Dio possa portare alla trasformazione. Partendo da Isaia 1,18–20 e Giovanni 4,7–9, frate David ha collocato la riflessione nel contesto della Quaresima e delle realtà travagliate del mondo odierno. Ha introdotto la parola ebraica “yakah”, spiegando che non significa semplicemente discutere in senso moderno, ma piuttosto un dialogo tra due persone alla ricerca della verità e del bene comune. Ciò ha aperto la strada a una conversazione significativa tra i confratelli sulle loro paure, ansie, sfide e speranze mentre affrontano il futuro della Viceprovincia. La condivisione che ne è seguita è stata sincera e sentita, poiché molti confratelli hanno parlato apertamente delle realtà che portano con sé e della chiamata ad abbracciare nuovi percorsi per il futuro.

Un momento particolarmente commovente durante il ritiro si è verificato il terzo giorno, quando i confratelli hanno partecipato a uno speciale servizio di guarigione. Attraverso una semplice liturgia, sono stati invitati a cercare la guarigione da Dio e la riconciliazione tra di loro. Questo momento ha permesso al ritiro di diventare non solo un tempo di riflessione, ma anche un’esperienza di rinnovamento piena di grazia.

La sesta conferenza, tenuta il quarto giorno del ritiro, ha riflettuto sulla parabola del Figlio Prodigo. La riflessione ha suscitato una vivace discussione tra i confratelli. Una riflessione ha paragonato la Provincia dell’Oceania al padre della parabola, mentre la Viceprovincia di Malesia-Singapore è stata paragonata al figlio maggiore. Sebbene il padre rassicuri il figlio maggiore dicendo: «Tutto ciò che ho è tuo», il figlio maggiore esita ancora a partecipare alla festa del padre. Questa immagine è diventata un potente spunto di riflessione mentre i confratelli valutavano la propria disponibilità ad abbracciare nuove realtà e relazioni. Durante questa sessione, frate David ha anche condiviso personalmente il proprio percorso di scoperta di Dio non solo in luoghi sacri come il santuario, ma anche nella vita quotidiana e nel proprio cuore.

Il settimo intervento, intitolato “Chi sono io?”, si è rivolto all’interiorità e ha riflettuto sulla ricerca del sé autentico e del bene comune. Partendo dalle ben note parole di Papa Francesco, “Chi sono io per giudicare?”, la riflessione ha tratto ispirazione dalla saggezza dei Padri del Deserto. Frate David ha parlato di come le persone oggi si sentano spesso assillate da lotte interiori ed emozioni contrastanti, e ha sottolineato l’importanza di un’onesta consapevolezza di sé, dell’umiltà e della compassione. I confratelli sono stati incoraggiati a evitare il pettegolezzo, a riconoscere onestamente le proprie lotte e a coltivare un desiderio più profondo di amare e di diventare persone d’amore. La sessione si è conclusa con riflessioni ispirate al messaggio quaresimale di Papa Leone per il 2026.

L’ottava e conclusiva conferenza ha riunito le intuizioni chiave del ritiro sotto il tema centrale “Trovare Dio nel nostro posto”. Frate David ha ricordato ai confratelli che Dio li incontra non solo in momenti spirituali straordinari, ma anche all’interno delle realtà ordinarie della loro vocazione, della vita comunitaria e della missione.

Il ritiro si è concluso con una nota di speranza e positività, mentre i confratelli condividevano le loro esperienze, i loro impegni e le loro speranze per il futuro. Sebbene questo ritiro annuale possa benissimo essere l’ultimo come viceprovincia prima dell’inizio della fusione, ha offerto una pausa molto necessaria ai confratelli della Malesia-Singapore per riunirsi in preghiera, riflessione e condivisione sincera delle loro realtà, mentre continuano il loro servizio missionario ora con un oceano più vasto di provincia oltre l’Oceania.

Durante il ritiro, la comunità ha anche accolto calorosamente P. Avel dall’Indonesia, giunto nella Viceprovincia per il suo incarico missionario.

P. Antony Prabhu, CSsR.