{"id":21,"date":"2015-09-14T08:16:22","date_gmt":"2015-09-14T08:16:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?page_id=21"},"modified":"2015-10-22T14:59:54","modified_gmt":"2015-10-22T14:59:54","slug":"nostro-stemma","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/redentoristi\/nostro-stemma\/","title":{"rendered":"Nostro Stemma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Lo Stemma\u00a0della<\/strong><br \/>\n<strong>Congregazione del Santissimo Redentore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal01.jpg\"><img class=\"aligncenter wp-image-347 size-full\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal01.jpg\" alt=\"cssrseal01\" width=\"250\" height=\"338\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal01.jpg 250w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal01-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Storia e significato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei nostri testi legislativi (Regole del 1749, Costituzioni del 1764, Costituzioni e Statuti del 1982) non si dice niente sopra lo stemma della Congregazione. Si parla solamente del sigillo. Ma il sigillo \u00e8 stato usato sempre come stemma della stessa. Lo St. 06, che riprende sostanzialmente la cost. 717 del 1764, cos\u00ec definisce il sigillo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 60px;\">Il sigillo della Congregazione \u00e8 formato da una croce con la lancia e la spugna, posti su tre monti; ai lati della croce figurano i nomi abbreviati di Ges\u00fa e di Maria; sopra la croce, un occhio con raggi luminosi; in cima a tutto una corona. Intorno al sigillo si legge: \u201cCopiosa Apud Eum Redemptio\u201d (cf. Salmo 129,7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Origine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019inizio della fondazione si vide la necessit\u00e0 di avere un sigillo con il quale garantire legalmente i documenti che si dovevano presentare alle autorit civili\u00e0 o religiose per l\u2019approvazione dell\u2019istituto, delle sue regole e delle nuove fondazioni. Per cui S. Alfonso e i suoi primi compagni scelsero alcuni simboli religiosi che, in qualche modo, indicavano l\u2019idea o finalit\u00e0 del nuovo istituto, aggiungendo alcuni elementi decorativi che seguivano, pi\u00f9 o meno, le norme dell\u2019araldica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal02.jpg\"><img class=\"size-full wp-image-348 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal02.jpg\" alt=\"cssrseal02\" width=\"160\" height=\"227\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elaborazione del sigillo richiese vari anni, ma non sappiamo con precisione tutti i passi che si diedero fino a giungere ad un sigillo definitivo. Nella Casa Anastasio, Scala, c\u2019\u00e8 un grafito, attribuito al Fr. Vito Curzio, che si considera come il primo stemma dell\u2019istituto. Nella parete, vicino al forno, si vede la croce<br \/>\nsu un monte, la lancia, la spugna, una scala, con la data 1738. Il sigillo della Congregazione rimase praticamente definito prima della approvazione pontificia delle Regole (1749), come si vede negli atti dell\u2019Assemblea capitolare del 1747.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal03.jpg\"><img class=\"size-full wp-image-349 alignright\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal03.jpg\" alt=\"cssrseal03\" width=\"150\" height=\"129\" \/><\/a>Il segretario aveva scritto: Il sigillo: la croce su tre monti, e al di sopra della croce l\u2019occhio raggiante. S. Alfonso cancell\u00f2 queste ultime parole, e aggiunse: la croce con la lancia e la spugna, e a lato i nomi di Ges\u00fa e di Maria. Al di sopra della croce un occhio raggiante, con in cima la corona. A continuazione viene il disegno del sigillo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal04.jpg\"><img class=\" wp-image-350 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal04.jpg\" alt=\"cssrseal04\" width=\"150\" height=\"322\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal04.jpg 220w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal04-140x300.jpg 140w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal04-196x420.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>In questo sigillo, che pare disegnato da S. Alfonso, c\u2019\u00e8 anche il motto Copiosa apud eum redemptio e lo stemma si appoggia su due piccoli rami (di palma?). Quest\u2019ultimo dettaglio non si ritrova in questo modo su nessun sigillo o stemma, e mai venne tenuto in conto nella legislazione della Congregazione. Tuttavia dalla seconda met\u00e0 del secolo XIX i rami di alloro e di ulivo (o a volte di palma), appaiono spesso dietro lo stemma della Congregazione. Eppure su ci\u00f2 non si dice niente nelle Costituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due anni dopo l\u2019Assemblea del 1747 il sigillo della Congregazione appare nella copertina della seconda edizione delle Visite al Santissimo, Napoli 1749, e da allora esso \u00e8 stato considerato come stemma ufficiale della Congregazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stemma e il suo simbolismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal05.gif\"><img class=\"size-full wp-image-351 alignright\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal05.gif\" alt=\"cssrseal05\" width=\"156\" height=\"157\" \/><\/a>Mai si \u00e8 avuta una spiegazione ufficiale degli elementi che conformano il sigillo o stemma dell\u2019istituto. Gli elementi simbolici che o compongono rappresentano l\u2019opera della redenzione realizzata da Ges\u00f9 Cristo e che l\u2019istituto deve annunciare sotto la protezione di Maria. Da ci\u00f2 la croce sul monte con lancia e spugna, i nomi di Ges\u00fa e Maria, e il motto Copiosa apud eum redemptio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019araldica un occhio dentro a un triangolo equilatero \u00e8 simbolo della Trinit\u00e0. Mancando qui il triangolo, l\u2019occhio pu\u00f2 essere interpretato anche come lo sguardo misericordioso di Dio verso l\u2019umanit\u00e0, cio\u00e8 la provvidenza divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal06.gif\"><img class=\"size-full wp-image-352 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal06.gif\" alt=\"cssrseal06\" width=\"156\" height=\"207\" \/><\/a>Elementi araldici, complementari o di adorno, possono considerarsi la corona (di marchese) e il ramo di palma, di alloro e di ulivo. La corona sopra lo stemma si pu\u00f2 interpretare come la corona di gloria che si merita con la perseveranza nella vocazione. La stessa interpretazione di trionfo e di premio pu\u00f2 darsi alla palma, ulivo o alloro. Le tre cime del monte non hanno un valore simbolico special; \u00e8 il modo normale di rappresentare un monte secondo le norme dell\u2019araldica<br \/>\n.<br \/>\nNon sappiamo che cosa mosse S. Alfonso e i suoi compagni a scegliere gli elementi che compongonpo il sigillo-stemma della Congregazione. Gli atti dell\u2019assemblea capitolare del 1747, non danno alcuna spiegazione. I simboli scelti si giustificano da soli come espressione del fine e della spiritualit\u00e0 di un istituto missionario sotto il nome\u00a0del Santissimo Salvatore. Tuttavia alcuni biografi di S. Alfonso considerano che in qualche modo hanno influito nella elaborazione del sigillo i fatti straordinari che hanno avuto luogo a Scala durante l\u2019esposizione<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal07.jpg\"><img class=\" wp-image-353 alignright\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal07.jpg\" alt=\"cssrseal07\" width=\"263\" height=\"186\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal07.jpg 300w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal07-100x70.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a> del Santissimo Sacramento, specialmente nel triduo precedente alla fondazione dell\u2019Istituto il 9 di novembre del 1732. I testimoni affermano di aver visto nell\u2019ostia una croce nera, o di colore oscuro, sopra un monte, e gli strumenti della passione; varie persone parlanno di una stella, o stelle, e di una cosa bianca, come una nube. S. Alfonso dice che egli vide \u00abuna croce di colore oscuro e gli parve vedere una nuvoletta come una stella che era pi\u00f9 bianca delle specie sacramentali, che stava al lato della croce, la quale a sua volta era di colore oscuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Falcoia inform\u00f3 S. Alfonso lo stesso giorno seguente alla prima \u00abapparizione\u00bb (11 di settembre 1732), dicendogli che le monache, passato lo spavento del primo momento, pensa vano che \u00abcon ci\u00f2 la sua Divina Maest\u00e0 ha voluto autentificare e confermare l\u2019Istituto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal08.gif\"><img class=\" wp-image-354 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal08.gif\" alt=\"cssrseal08\" width=\"82\" height=\"87\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con ci\u00f2, non deve meravigliare la coincidenza degli elementi principali del sigillo o stemma dell\u2019istituto con il contenuto fondamentale delle apparizioni eucaristicche: il monte, la croce e gli strumenti della passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Copiosa apud eum redemptio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come motto del sigillo Mons. Falcoia, nel 1736, aveva proposto Jer 1,11: Virgam vigilantem ego video. S. Alfonso prefir\u00ec il salmo 129,7: Copiosa apud eum redemptio. Spesse volte S. Alfonso usa nei suoi scritti queste parole del salmo, e sempre con l\u2019 intenzione dichiarata di stimolare la fiducia del peccatore nella misericordia infinita di Dio, poich\u00e9 per mezzo di Ges\u00f9 Cristo, con l\u2019opera della redenzione, ha manifestato il suo immenso amore a tutti gli uomini nel perdonare i nostri peccati e nel farci figli suoi. La redenzione \u00e8 la prova che Dio ci ama ed ha misericordia di noi, perch\u00e9 ci perdona e ci ricolma di beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal09.gif\"><img class=\" wp-image-355 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal09.gif\" alt=\"cssrseal09\" width=\"191\" height=\"192\" \/><\/a>Nel suo libro Traduzione dei salmi e dei cantici del divino ufficio, nell\u2019introduzione al salmo 129, S. Alfonso indica il senso fondamentale di questo salmo come espressione della fiducia del peccatore nella misericordia divina per mezzo di Ges\u00f9 Cristo: \u00abIn questo salmo si considerano i giude\u00ed prima della liberazione dalla schiavit\u00f9 di Babilonia. Serve quindi per ogni peccatore che, oppresso dal peso dei suoi peccati, chiede aiuto a Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il versicolo 7 S. Alfonso lo commenta cos\u00ed: \u00abQui il profeta indica il fondamento di tutte le nostre speranze, che \u00e8 il sangue di Cristo, con il quale doveva redimere il genere umano. Porci\u00f2 dice: perch\u00e9 la misericordia di Dio \u00e8 infinita e ben pu\u00f2 egli redimerci da tutti i nostri mali con abbondanti aiuti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La redenzione \u00e8 copiosa non solo perch\u00e9 ci libera dal peccato e da tutti i suoi effetti, ma perch\u00e9 ci da anche vita nuova in Cristo. Ci\u00f2 S. Alfonso lo esprime ponendo in relazione il versicolo 7 del salmo 129 con altri testi che parlano dell\u2019\u00ababbondanza\u00bb di grazia e di vita nuova, specialmente Gv 10,10: Io sono venuto perch\u00e9 abbiano vira e l\u2019abbiano in abbondanza; e anche Rom 5,15: Ma con il dono non succede come con il delitto e Rom 5 20: Dove abbond\u00f3 il peccato sovrabbond\u00f3 la grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintonia con S. Alfonso, le costituzioni prendono la redenzione nel suo senso pi\u00f9 ampio, quando, nella Cost. 6, descrivono i Redentoristi come \u00abservi umili e audaci del Vangelo\u00bb:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal10.gif\"><img class=\" wp-image-356 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal10.gif\" alt=\"cssrseal10\" width=\"215\" height=\"224\" \/><\/a>\u00abNel loro annuncio, proclamano la redenzione copiosa: cio\u00e8, l\u2019amore del Padre \u201cche ci ha amati per primo, ci ha mandato\u00a0il suo Figlio come propiziazione per i nostri peccati\u201d (1Jn 4,10),\u00a0e vivifica con lo Spirito Santo coloro che credono im Lui. Questa redenzione prende la persona nella sua totalit\u00e0, e perfeziona e trasfigura tutti i valori umani affinch\u00e9 tutto incontri la sua unit\u00e0 in Cristo (cfr. Ef 1,10; 1Cor 3,23) e sia condotto al suo fine: la terra nuova e il cielo nuovo (cfr. Apo 21,1)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo stesso modo si esprime il Papa Giovanni Paolo II nei suoi messaggi ai Redentoristi. In occasione del secondo centenario della morte di S. Alfonso (1987), il Papa invitava i Redentoristi a parlare in tutte le loro attivit\u00e0 apostoliche \u00abdi Dio Padre, che \u00e8 \u201cricco in misericordia\u201d, e della \u201ccopiosa\u201d redenzione di Cristo, Redentore dell\u2019uomo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 esplicitamente, in occasione del terzo centenario della nascita di S. Alfonso (1996), il Papa definisce il significato fondamentale della copiosa redenzione come la misericordia e l\u2019amore di Dio all\u2019umanit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abBisogna mettere in risalto, come S. Alfonso, la centralit\u00e0 di Cristo come mistero della misericordia del Padre in tutta la pastorale. I Redentoristi non devono stancarsi mai di annunciare la copiosa redemptio, vale a dire, l\u2019amore infinito con cui Dio in Cristo si inchina verso l\u2019umanit\u00e0, cominciando sempre da coloro che hanno pi\u00f9 bisogno di essere sanati e liberati, perch\u00e9 sono i pi\u00f9 condizionati dalle conseguenze nefaste del peccato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, lo stemma della Congregazione, e specialmente il motto Copiosa apud eum Redemptio, hanno assunto oggi un\u2019importanza maggiore che nel passato essendo considerati come una espressione molto accertata della identit\u00e0 e della missione della Congregazione del Santissimo Redentore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal11.gif\"><img class=\"size-full wp-image-357 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/cssrseal11.gif\" alt=\"cssrseal11\" width=\"252\" height=\"204\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Stemma\u00a0della Congregazione del Santissimo Redentore Storia e significato Nei nostri testi legislativi (Regole del 1749, Costituzioni del 1764, Costituzioni e Statuti del 1982) non si dice niente sopra lo stemma della Congregazione. 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