{"id":10380,"date":"2019-11-04T15:15:19","date_gmt":"2019-11-04T15:15:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=10380"},"modified":"2019-11-04T15:27:24","modified_gmt":"2019-11-04T15:27:24","slug":"il-papa-e-la-missione-senza-gesu-non-possiamo-far-nulla-intervista-con-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2019\/11\/il-papa-e-la-missione-senza-gesu-non-possiamo-far-nulla-intervista-con-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Il Papa e la missione: \u00abSenza Ges\u00f9 non possiamo far nulla\u00bb &#8211; Intervista con Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alcuni stralci del libro-intervista con il Pontefice, a conclusione del Mese missionario straordinario, dove il Papa dice: \u00abLa Chiesa o \u00e8 annuncio o non \u00e8 Chiesa\u00bb. Il volume, edito da Libreria Editrice Vaticana e Edizioni San Paolo, \u00e8 in libreria dal 5 novembre.<\/em><\/p>\n<p>Roma (Agenzia Fides) &#8211; \u00abLa gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita di coloro che si incontrano con Ges\u00f9\u00bb. Cos\u00ec inizia la Esortazione apostolica Evangelii gaudium, pubblicata da Papa Francesco nel novembre 2013, otto mesi dopo il Conclave che lo aveva eletto Vescovo di Roma e Successore di Pietro. Quel testo programmatico del pontificato invitava tutti a ri-sintonizzare ogni atto, riflessione e iniziativa ecclesiale \u00absull\u2019annuncio del Vangelo nel mondo attuale\u00bb. Quasi sei anni dopo, per l\u2019ottobre 2019 appena concluso, il Pontefice ha indetto il Mese missionario straordinario, e nel contempo ha convocato a Roma l\u2019Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi dedicata alla Regione amazzonica, con l\u2019intento di suggerire anche nuovi cammini di annuncio del Vangelo nel \u201cpolmone verde\u201d martoriato dallo sfruttamento predatorio che violenta e infligge ferite \u00abai nostri fratelli e alla nostra sorella terra\u00bb (omelia del Santo Padre per la messa di chiusura del Sinodo per la Regione panamazzonica).<br \/>\nDurante questo arco di tempo, Papa Francesco ha disseminato nel suo magistero riferimenti insistenti alla natura propria della missione della Chiesa nel mondo. Ad esempio, il Pontefice ha ripetuto infinite volte che annunciare il Vangelo non \u00e8 \u00abproselitismo\u00bb, e che la Chiesa cresce \u00abper attrazione\u00bb e per \u00abtestimonianza\u00bb. Una costellazione di espressioni tutte orientate a suggerire per accenni qual \u00e8 il dinamismo proprio di ogni opera apostolica, e quale pu\u00f2 essere la sua sorgente.<br \/>\nDi tutto questo, e di molto altro, Papa Francesco parla nel libro-intervista intitolato \u00abSenza di Lui non possiamo far nulla. Una conversazione sull\u2019essere missionari oggi nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Agenzia Fides ne propone in anteprima alcuni estratti.<\/p>\n<p><strong>Lei ha raccontato che da giovane voleva andare missionario in Giappone. Si pu\u00f2 dire che il Papa \u00e8 un missionario mancato?<\/strong><\/p>\n<p>Non lo so. Sono entrato nei gesuiti perch\u00e9 mi colpiva la loro vocazione missionaria, il loro andare sempre verso le frontiere. Allora non sono potuto andare in Giappone. Ma ho sempre avvertito che annunciare Ges\u00f9 e il suo Vangelo comporta sempre un certo uscire e mettersi in cammino.<br \/>\nLei ripete sempre: \u201cChiesa in uscita\u201d. L\u2019espressione viene rilanciata da tanti, e a volte sembra diventato uno slogan abusato, a disposizione di quelli, sempre pi\u00f9 numerosi, che passano il tempo a dar lezioni alla Chiesa su come dovrebbe o non dovrebbe essere.<br \/>\n\u201cChiesa in uscita\u201d non \u00e8 una espressione alla moda che mi sono inventato io. \u00c8 il comando di Ges\u00f9, che nel Vangelo di Marco chiede ai suoi di andare in tutto il mondo e predicare il Vangelo \u00aba ogni creatura\u00bb. La Chiesa o \u00e8 in uscita o non \u00e8 Chiesa. O \u00e8 in annuncio o non \u00e8 Chiesa. Se la Chiesa non esce si corrompe, si snatura. Diventa un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p><strong>Che cosa diventa una Chiesa che non annuncia e non esce?<\/strong><\/p>\n<p>Diventa un\u2019associazione spirituale. Una multinazionale per lanciare iniziative e messaggi di contenuto etico-religioso. Niente di male, ma non \u00e8 la Chiesa. Questo \u00e8 un rischio di qualsiasi organizzazione statica nella Chiesa. Si finisce per addomesticare Cristo. Non dai pi\u00f9 testimonianza di ci\u00f2 che opera Cristo, ma parli a nome di una certa idea di Cristo. Un\u2019idea posseduta e addomesticata da te. Organizzi tu le cose, diventi il piccolo impresario della vita ecclesiale, dove tutto avviene secondo programma stabilito, e cio\u00e8 solo da seguire secondo le istruzioni. Ma non riaccade mai l\u2019incontro con Cristo. Non riaccade pi\u00f9 l\u2019incontro che ti aveva toccato il cuore all\u2019inizio.<\/p>\n<p><strong>La missione \u00e8 di per s\u00e9 antidoto a tutto questo? Basta la volont\u00e0 e lo sforzo di \u201cuscire\u201d in missione per evitare queste distorsioni?<\/strong><\/p>\n<p>La missione, la \u201cChiesa in uscita\u201d, non sono un programma, una intenzione da realizzare per sforzo di volont\u00e0. \u00c8 Cristo che fa uscire la Chiesa da se stessa. Nella missione di annunciare il Vangelo, tu ti muovi perch\u00e9 lo Spirito Santo ti spinge, e ti porta. E quando tu arrivi, ti accorgi che Lui \u00e8 arrivato prima di te, e ti sta aspettando. Lo Spirito del Signore \u00e8 arrivato prima. Lui previene, anche per prepararti il cammino, ed \u00e8 gi\u00e0 all\u2019opera.<\/p>\n<p><strong>In un incontro con le Pontificie opere missionarie, Lei ha suggerito loro di leggere gli Atti degli Apostoli, come testo abituale di preghiera. Il racconto degli inizi, e non un manuale di strategia missionaria \u201cmoderno\u201d. Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>Il protagonista degli Atti degli Apostoli non sono gli apostoli. Il protagonista \u00e8 lo Spirito Santo. Gli Apostoli lo riconoscono e lo attestano per primi. Quando comunicano ai fratelli di Antiochia le indicazioni stabilite al Concilio di Gerusalemme, scrivono: \u00abAbbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi\u00bb. Loro riconoscevano con realismo in fatto che era il Signore ad aggiungere ogni giorno alla comunit\u00e0 \u00abquelli che erano salvati\u00bb, e non gli sforzi di persuasione degli uomini.<\/p>\n<p><strong>E adesso \u00e8 come allora? Non \u00e8 cambiato niente?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperienza degli apostoli \u00e8 come un paradigma che vale per sempre. Basta pensare a come le cose negli Atti degli apostoli avvengono gratuitamente, senza forzature. \u00c8 una vicenda, una storia di uomini in cui i discepoli arrivano sempre secondi, arrivano sempre dopo lo Spirito Santo che agisce. Lui prepara e lavora i cuori. Scombussola i loro piani. \u00c8 lui a accompagnarli, guidarli e consolarli dentro tutte le circostanze che si trovano a vivere. Quando arrivano i problemi e le persecuzioni, lo Spirito Santo lavora anche l\u00ec, in maniera ancora pi\u00f9 sorprendente, con il suo conforto, le sue consolazioni. Come avviene dopo il primo martirio, quello di Santo Stefano.<\/p>\n<p><strong>Che cosa avviene?<\/strong><\/p>\n<p>Inizia un tempo di persecuzione, e tanti discepoli fuggono da Gerusalemme, vanno nella Giudea e nella Samaria. E l\u00ec, mentre sono sparpagliati e fuggitivi, cominciano a annunciare il Vangelo, anche se sono soli e con loro non ci sono gli Apostoli, rimasti a Gerusalemme. Sono battezzati, e lo Spirito santo d\u00e0 loro il coraggio apostolico. L\u00ec si vede per la prima volta che il battesimo \u00e8 sufficiente per diventare annunciatori del Vangelo. La missione \u00e8 quella cosa l\u00ec. La missione \u00e8 opera Sua. \u00c8 inutile agitarsi. Non serve organizzare noi, non serve urlare. Non servono trovate o stratagemmi. Serve solo chiedere di poter rifare oggi l\u2019esperienza che ti fa dire \u00ababbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E se non c\u2019\u00e8 questa esperienza, che senso hanno le chiamate alla mobilitazione missionaria?<\/strong><\/p>\n<p>Senza lo Spirito, voler fare la missione diventa un\u2019altra cosa. Diventa, direi, un progetto di conquista, la pretesa di una conquista che realizziamo noi. Una conquista religiosa, o forse ideologica, magari fatta anche con buone intenzioni. Ma \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p><strong>Citando Papa Benedetto XVI, Lei ripete spesso che la Chiesa cresce per attrazione. Cosa intende indicare? Chi attrae? Chi viene attirato?<\/strong><\/p>\n<p>Lo dice Ges\u00f9 nel Vangelo di Giovanni. \u00abQuando sar\u00f2 innalzato da terra, attirer\u00f2 tutti a me\u00bb. E nello stesso Vangelo, dice anche: \u00abNessuno viene a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato\u00bb. La Chiesa ha sempre riconosciuto che questa \u00e8 la forma propria di ogni moto che avvicina a Ges\u00f9 e al Vangelo. Non una convinzione, un ragionamento, una presa di coscienza. Non una pressione, o una costrizione. Si tratta sempre di una attrazione. Gi\u00e0 il Profeta Geremia dice \u00abtu mi hai sedotto, e io mi sono lasciato sedurre\u00bb. E questo vale per gli stessi apostoli, per gli stessi missionari, e per la loro opera.<\/p>\n<p><strong>In che modo avviene quanto Lei ha appena descritto?<\/strong><\/p>\n<p>Il mandato del Signore di uscire e annunciare il vangelo preme da dentro, per innamoramento, per attrazione amorosa. Non si segue Cristo e tanto meno si diventa annunciatori di lui e del suo Vangelo per una decisione presa a tavolino, per un attivismo autoindotto. Anche lo slancio missionario pu\u00f2 essere fecondo solo se avviene dentro questa attrazione, e la trasmette agli altri.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il significato di queste parole rispetto alla missione e all\u2019annuncio del Vangelo?<\/strong><\/p>\n<p>Vuol dire che se a attirarti \u00e8 Cristo, se ti muovi e fai le cose perch\u00e9 sei attirato da Cristo, gli altri se ne accorgono senza sforzo. Non c\u2019\u00e8 bi- sogno di dimostrarlo, e tanto meno di ostentarlo. Invece, chi pensa di fare il protagonista o l\u2019impresario della missione, con tutti i suoi buoni propositi e le sue dichiarazioni d\u2019intenti spesso finisce per attirare nessuno.<\/p>\n<p><strong>Lei, nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium, riconosce che tutto questo pu\u00f2 \u00abprocurarci una certa vertigine\u00bb. Come quella di chi si immerge in un mare dove non sa cosa incontrer\u00e0. Che cosa voleva suggerire con questa immagine? Queste parole riguardano anche la missione?<\/strong><\/p>\n<p>La missione non \u00e8 un progetto aziendale ben collaudato. Non \u00e8 nemmeno uno spettacolo organizzato per contare quanta gente vi prende parte grazie alle nostre propagande. Lo Spirito Santo opera come vuole, quando vuole e dove vuole. E questo pu\u00f2 comportare una certa vertigine. Eppure il vertice della libert\u00e0 riposa proprio in questo lasciarsi portare dallo Spirito, rinunciando a calcolare e a controllare tutto. E proprio in questo imitiamo Cristo stesso, che nel mistero della sua Resurrezione ha imparato a riposare nella tenerezza delle braccia del Padre.<br \/>\nLa misteriosa fecondit\u00e0 della missione non consiste nelle nostre intenzioni, nei nostri metodi, nei nostri slanci e nelle nostre iniziative, ma riposa proprio in questa vertigine: la vertigine che si avverte davanti alle parole di Ges\u00f9, quando dice \u00absenza di me non potete far nulla\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ama ripetere anche che la Chiesa cresce \u00abper testimonianza\u00bb. Quale suggerimento sta cercando di dare con questa sua insistenza?<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019attrazione si fa testimonianza in noi. Il testimone attesta ci\u00f2 che l\u2019opera di Cristo e del suo Spirito hanno compiuto realmente nella sua vita. Dopo la Resurrezione, \u00e8 Cristo stesso che si rende visibile agli apostoli. \u00c8 lui che fa di loro dei testimoni. Anche la testimonianza non \u00e8 una propria prestazione, si \u00e8 testimoni delle opere del Signore.<\/p>\n<p><strong>Altra cosa che Lei ripete spesso, in questo caso in chiave negativa: la Chiesa non cresce per proselitismo e la missione della Chiesa non \u00e8 proselitismo. Come mai tanta insistenza? \u00c8 per custodire i buoni rapporti con le altre Chiese e il dialogo con le tradizioni religiose?<\/strong><\/p>\n<p>Il problema con il proselitismo non \u00e8 solo il fatto che contraddice il cammino ecumenico e il dialogo interreligioso. C\u2019\u00e8 proselitismo dovunque c\u2019\u00e8 l\u2019idea di far crescere la Chiesa facendo a meno dell\u2019attrazione di Cristo e dell\u2019opera dello Spirito, puntando tutto su un qualsiasi tipo di \u201cdiscorso sapiente\u201d. Quindi, come prima cosa, il proselitismo taglia fuori dalla missione Cristo stesso, e lo Spirito Santo, anche quando pretende di parlare e agire in nome di Cristo, in maniera nominalistica. Il proselitismo \u00e8 sempre violento per sua natura, anche quando la dissimula o la esercita con i guanti. Non sopporta la libert\u00e0 e la gratuit\u00e0 con cui la fede pu\u00f2 trasmettersi, per grazia, da persona a persona. Per questo il proselitismo non \u00e8 solo quello del passato, dei tempi dell\u2019antico colonialismo, o delle conversioni forzate o comprate con la promessa di vantaggi materiali. Ci pu\u00f2 essere proselitismo anche oggi, anche nelle parrocchie, nelle comunit\u00e0, nei movimenti, nelle congregazioni religiose.<\/p>\n<p><strong>E allora, cosa vuol dire annunciare il Vangelo?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019annuncio del Vangelo vuol dire consegnare in parole sobrie e precise la testimonianza stessa di Cristo, come fecero gli apostoli. Ma non serve inventare discorsi persuasivi. L\u2019annuncio del Vangelo pu\u00f2 essere anche sussurrato, ma passa sempre attraverso la forza sconvolgente dello scandalo della croce. E segue da sempre la via indicata nella lettera di San Pietro apostolo, che consiste nel semplice \u00abdare ragione\u00bb agli altri della propria speranza. Una speranza che rimane scandalo e stoltezza agli occhi del mondo.<\/p>\n<p><strong>Da cosa si riconosce il \u201cmissionare\u201d cristiano?<\/strong><\/p>\n<p>Un tratto distintivo \u00e8 quello di fare da facilitatori, e non da controllori della fede. Facilitare, rendere facile, non porre noi ostacoli al desiderio di Ges\u00f9 di abbracciare tutti, di guarire tutti, di salvare tutti. Non fare selezioni, non fare \u201cdogane pastorali\u201d. Non fare la parte di quelli che si mettono sulla porta a controllare se gli altri hanno i requisiti per entrare. Ricordo i parroci e le comunit\u00e0 che a Buenos Aires avevano messo in campo tante iniziative per rendere pi\u00f9 facile l\u2019accesso al battesimo. Si erano accorti che negli ultimi anni stava crescendo il numero di quelli che non venivano battezzati per tanti motivi, anche sociologici, e volevano ricordare a tutti che essere battezzati \u00e8 una cosa semplice, che tutti lo possono chiedere, per s\u00e9 e per i propri figli. La strada presa da quei parroci e da quelle comunit\u00e0 era una sola: non aggiungere pesi, non accampare pretese, togliere di mezzo ogni difficolt\u00e0 di carattere culturale, psicologico o pratico che poteva spingere le persone a rinviare o lasciar cadere l\u2019intenzione di battezzare i propri figli.<\/p>\n<p><strong>In America, all\u2019inizio dell\u2019evangelizzazione, i missionari discutevano su chi fosse \u201cdegno\u201d di ricevere il battesimo. Come andarono a finire quelle dispute?<\/strong><\/p>\n<p>Papa Paolo III rifiut\u00f2 le teorie di chi sosteneva che gli indios erano per natura \u201cincapaci\u201d di accogliere il Vangelo e conferm\u00f2 la scelta di chi facilitava il loro battesimo. Sembrano cose passate, eppure anche adesso ci sono circoli e settori che si presentano come \u201cilustrados\u201d, illuminati, e sequestrano anche l\u2019annuncio del Vangelo nelle loro logiche distorte che dividono il mondo tra \u201ccivilt\u00e0\u201d e \u201cbarbarie\u201d. L\u2019idea che il Signore abbia tra i suoi prediletti anche tante \u201ccabecitas negras\u201d li irrita, li mette di cattivo umore. Considerano buona parte della famiglia umana come se fosse un\u2019entit\u00e0 di classe inferiore, inadatta a raggiungere secondo i loro standard i livelli decenti nella vita spirituale e intellettuale. Su questa base pu\u00f2 svilupparsi un disprezzo per i popoli considerati di secondo livello. Tutto questo \u00e8 emerso anche in occasione del Sinodo dei vescovi sull\u2019Amazzonia.<\/p>\n<p><strong>In diversi tendono a porre in alternativa dialettica l\u2019annuncio chiaro della fede e le opere sociali. Dicono che non bisogna ridurre la missione al sostegno alle opere sociali. \u00c8 una preoccupazione legittima?<\/strong><\/p>\n<p>Tutto quello che \u00e8 dentro l\u2019orizzonte delle Beatitudini e delle opere di misericordia va d\u2019accordo con la missione, \u00e8 gi\u00e0 annuncio, \u00e8 gi\u00e0 missione. La Chiesa non \u00e8 una Ong, la Chiesa \u00e8 un\u2019altra cosa. Ma la Chiesa \u00e8 anche un ospedale da campo, dove si accolgono tutti, cos\u00ec come sono, si curano le ferite di tutti. E questo fa parte della sua missione. Tutto dipende dall\u2019amore che muove il cuore di chi fa le cose. Se un missionario aiuta a scavare un pozzo in Mozambico, perch\u00e9 si \u00e8 accorto che serve a quelli che lui battezza e a cui predica il Vangelo, come si fa a dire che quell\u2019opera \u00e8 separata dall\u2019annuncio?<\/p>\n<p><strong>Quali sono oggi le nuove attenzioni e sensibilit\u00e0 da esercitare nei processi volti a rendere fecondo l\u2019annuncio del vangelo nei diversi contesti sociali e culturali?<\/strong><\/p>\n<p>Il cristianesimo non dispone di un unico modello culturale. Come ha riconosciuto Giovanni Paolo II, \u00abrestando pienamente se stesso, nella totale fedelt\u00e0 all\u2019annuncio evangelico e alla tradizione ecclesiale, il cristianesimo porter\u00e0 anche il volto delle tante culture e dei tanti popoli in cui \u00e8 accolto e radicato\u00bb. Lo Spirito Santo abbellisce la Chiesa, con le espressioni nuove delle persone e delle comunit\u00e0 che abbracciano il Vangelo. Cos\u00ec la Chiesa, assumendo i valori delle differenti culture, diventa \u201csponsa ornata monilibus suis\u201d, \u201cla sposa che si adorna con i suoi gioielli\u201d, di cui parla il Profeta Isaia. E vero che alcune culture sono state strettamente legate alla predicazione del Vangelo e allo sviluppo di un pensiero cristiano. Ma nel tempo che stiamo vivendo, diventa ancora pi\u00f9 urgente tener presente che il messaggio rivelato non si identifica con nessuna cultura. E nell\u2019incontro con nuove culture o con culture che non hanno accolto la predicazione cristiana, non bisogna provare a imporre una determinata forma culturale insieme con la proposta evangelica. Oggi anche nell\u2019opera missionaria conviene ancor di pi\u00f9 non portare bagagli pesanti.<\/p>\n<p><strong>Missione e martirio. Lei ha richiamato spesso il vincolo intimo che unisce queste due esperienze.<\/strong><\/p>\n<p>Nella vita cristiana l\u2019esperienza del martirio e la proclamazione del Vangelo a tutti hanno la stessa origine, la stessa sorgente, quando l\u2019amore di Dio effuso nei nostri cuori dallo Spirito Santo dona forza, coraggio e consolazione. Il martirio \u00e8 la massima espressione del riconoscimento e della testimonianza resa a Cristo, che rappresentano il compimento della missione, dell\u2019opera apostolica. Penso sempre ai fratelli copti trucidati in Libia, che pronunciavano sottovoce il nome di Ges\u00f9 mentre venivano decapitati. Penso alle suore di Santa Madre Teresa uccise in Yemen, mentre accudivano i pazienti musulmani di una residenza di anziani disabili. Quando le hanno uccise, avevano i grembiuli di lavoro indossati sopra il loro abito religioso. Sono tutti dei vincitori, non delle \u201cvittime\u201d. E il loro martirio, fino allo spargimento di sangue, illumina il martirio che tutti possono patire nella vita di ogni giorno, con la testimonianza resa a Cristo ogni giorno. Quello che si pu\u00f2 vedere quando si va a visitare le case di riposo dei vecchi missionari, spesso malridotti dalla vita che hanno fatto. Un missionario mi ha detto che molti di loro perdono la memoria e non ricordano pi\u00f9 niente del bene che hanno fatto. \u00abMa non ha importanza\u00bb mi diceva \u00abperch\u00e9 invece questo il Signore lo ricorda molto bene\u00bb.\u00a0\u00a0(Agenzia Fides 4\/11\/2019)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni stralci del libro-intervista con il Pontefice, a conclusione del Mese missionario straordinario, dove il Papa dice: \u00abLa Chiesa o \u00e8 annuncio o non \u00e8 Chiesa\u00bb. Il volume, edito da Libreria Editrice Vaticana e Edizioni San Paolo, \u00e8 in libreria dal 5 novembre. 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