{"id":11393,"date":"2020-02-28T12:17:12","date_gmt":"2020-02-28T12:17:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=11393"},"modified":"2020-02-28T12:17:12","modified_gmt":"2020-02-28T12:17:12","slug":"suicidio-assistito-accompagnare-sino-alla-fine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2020\/02\/suicidio-assistito-accompagnare-sino-alla-fine\/","title":{"rendered":"Suicidio assistito: accompagnare sino alla fine?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La discussione bioetica sul fine vita negli ultimi anni si \u00e8 focalizzata sul cosiddetto diritto a morire (<em>right to die<\/em>) del paziente inteso come massima espressione della sua autonomia. Dal punto di vista razionale appare assurdo che un soggetto affermi se stesso con un atto che ha come finalit\u00e0 la propria autodistruzione: essere viventi \u00e8 la condizione previa per poter prendere qualsiasi decisione e, per ci\u00f2 stesso, la vita non pu\u00f2 essere oggetto possibile di scelta. La legalizzazione o la tolleranza in alcuni paesi del suicidio di un paziente con l\u2019assistenza di un sanitario (in Italia dal 2019 con una <a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/actionSchedaPronuncia.do?anno=2019&amp;numero=242\">sentenza della Corte Costituzionale<\/a>) (<a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/documenti\/comunicatistampa\/CC_CS_20190925200514.pdf\">comunicato<\/a>) costituisce una sfida per la pastorale: la volont\u00e0 di darsi la morte non si configura mai come un atto moralmente accettabile, cos\u00ec come non \u00e8 accettabile collaborare a mettere in atto una intenzione suicida. Tuttavia sembra contrario alla carit\u00e0 che una persona sofferente sia lasciato sola dalla Comunit\u00e0 cristiana in un momento cos\u00ec drammatico; per questo motivo sono stati prodotti negli ultimi anni diversi documenti che affrontano questa situazione nuova e conturbante<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>. Nel dicembre del 2019 \u00e8 uscito, dopo un intenso dibattito interno, un documento della Conferenza dei Vescovi Svizzeri,<em> <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/191205_ao326_Attitudepastoraleface%C3%A0lapratiquedusuicideassist%C3%A9_f.pdf\">Attitude pastorale face \u00e1 la pratique du suicide assist\u00e9. Orientations pastorales<\/a> <\/em>(<a href=\"http:\/\/www.ivescovi.ch\/societa\/etica\/pastorale-et-suicide-assiste\">Scheda<\/a>)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel documento si prende atto della crescente domanda di suicidio assistito e la si esamina dal punto di vista psicologico, sociologico ed etico. Il desiderio di suicidio pu\u00f2 essere suscitato dalla paura di patire sofferenze insopportabili o di cadere preda dell\u2019accanimento terapeutico o di perdere la propria dignit\u00e0 al termine della vita, ma anche da un profondo senso d\u2019inutilit\u00e0 soprattutto negli anziani. \u00c8 dovere della societ\u00e0 fornire vicinanza, assistenza e cure palliative che sono le vere risposte alle cause di richiesta di suicidio assistito (cfr. <em>Attitude <\/em>5-8). Si pu\u00f2 capire la dinamica psicologica che porta alla richiesta di suicidio, ma non si pu\u00f2 mai giustificare un atto intenzionalmente suicida, n\u00e9 farsi collaboratori di esso, soprattutto se si tratta di personale sanitario che, per etica professionale, dovrebbe essere sempre al servizio della vita (cfr. <em>Attitude<\/em> 7-11). Alquanto delicata \u00e8 la posizione dell\u2019agente pastorale. I Vescovi svizzeri formulano una regola generale che chiede un attento discernimento caso per caso: \u00abBisogna accompagnare <em>il pi\u00f9 avanti possibile <\/em>le persone decise a un suicidio medicalmente assistito\u00bb (<em>Attitude<\/em> 15). L\u2019accompagnamento comporta di prendere atto delle intenzioni suicide, senza che questo significhi condividerle e senza mai perdere la speranza che esse vengano superate. \u00abBisogna, al contrario, considerare che l\u2019accompagnamento spirituale \u00e8 un cammino di maturazione e di purificazione di tutti i desideri sotto lo sguardo di tenerezza e di misericordia di Dio\u00bb (<em>Attitude<\/em> 12). La celebrazione del sacramento della riconciliazione e la comunione eucaristica in questo contesto di accompagnamento chiedono di ben valutare le disposizioni del fedele sia riguardo alla sua reale consapevolezza della inaccettabilit\u00e0 di una scelta suicida, sia riguardo alla sua disponibilit\u00e0 a metterla in discussione e superarla. La terza parte del documento fornisce un\u2019ampia e variegata tipologia di situazioni (cfr. <em>Attitude<\/em> 21-30). Quando si danno le disposizioni sufficienti e non c\u2019\u00e8 rischio di dare l\u2019impressione di giustificare una scelta antievangelica, si possono celebrare i sacramenti, ma questa celebrazione non darsi in nessun modo quando la morte non \u00e8 accolta, ma \u00e8 procurata coscientemente e volontariamente. Il viatico \u00e8 il sacramento della vita che accompagna il fedele nel suo accogliere la morte come passaggio e non pu\u00f2 essere ricevuto in un contesto di ricerca volontaria della morte (cfr. <em>Attitude <\/em>16-17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019operatore pastorale \u00e8 invitato a restare accanto al candidato al suicidio fino all\u2019ultimo, nella speranza di un mutamento d\u2019intenzione, ma \u00abdeve lasciare la camera del paziente allorch\u00e9 inizia la procedura che precede immediatamente l\u2019assunzione del prodotto letale\u00bb (<em>Attitude <\/em>16). Secondo le indicazioni dei Vescovi \u00e8 inviato a ritirarsi in prossimit\u00e0 del luogo del suicidio per poter intervenire ogni momento, in caso di segni di pentimento, fosse anche nei minuti \u2013\u00a0 in media una ventina \u2013 che intercorrono fra l\u2019assunzione del farmaco letale e la perdita di coscienza prima della morte (<em>ibid.<\/em>). La stampa, inclusa quella cattolica, ha sottolineato nei titoli e nei commenti questo abbandono della stanza da parte del sacerdote, favorendo una impressione falsata del documento che non d\u00e0 indicazioni operative n\u00e9 rigoriste, n\u00e9 escludenti, ma che \u00e8 ispirato a grande piet\u00e0, comprensione e pazienza. Sar\u00e0 l\u2019esperienza pastorale quotidiana il banco di prova finale della bont\u00e0 di questi orientamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Padre Maurizio P. Faggioni, OFM<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Alla fine del 2016 i Vescovi della provincia canadese di Alberta e dei Territori del Nord-Ovest hanno pubblicato delle <em><a href=\"https:\/\/archgm.ca\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/2016-09-14_SacramentalPracticeinSituationsofEuthanasia.pdf?9910a6\">Guidelines for the Celebration of the Sacraments with Persons and Families Considering or Opting for Death by Assisted Suicide or Euthanasia<\/a><\/em>. Nello stesso periodo usciva <em><a href=\"http:\/\/dioceseofcharlottetown.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/2018-01-25-AEA-Pastoral-letter.pdf\">A Pastoral Reflection on Medical Assistance in Dying<\/a><\/em> della Atlantic Episcopal Assembly of the Catholic Church, a nostro avviso pi\u00f9 equilibrato del precedente. Nel marzo del 2017 veniva diffuso uno sconcertante documento del Gruppo belga dei Fratelli della Carit\u00e0 intitolato <em><a href=\"https:\/\/www.broedersvanliefde.be\/sites\/BVL\/files\/view_of_euthanasia_for_mental_suffering_in_a_non-terminal_situation_march_2017_english_version.pdf\">View of the Brothers of Charity Group in Belgium of euthanasia for mental suffering in a non-terminal situation<\/a><\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) La discussione bioetica sul fine vita negli ultimi anni si \u00e8 focalizzata sul cosiddetto diritto a morire (right to die) del paziente inteso come massima espressione della sua autonomia. 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