{"id":13185,"date":"2020-10-16T14:07:44","date_gmt":"2020-10-16T14:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=13185"},"modified":"2020-10-16T14:07:44","modified_gmt":"2020-10-16T14:07:44","slug":"un-solo-corpo-san-clemente-povero-tra-i-poveri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2020\/10\/un-solo-corpo-san-clemente-povero-tra-i-poveri\/","title":{"rendered":"Un solo corpo: San Clemente, povero tra i poveri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Evangelizzare ed essere evangelizzati dai poveri della periferia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La povert\u00e0 \u00e8 una delle dimensioni essenziali del nostro essere consacrati come missionari redentoristi. Il motivo principale \u00e8 dato dal nostro conformarci a Ges\u00f9, che facendosi povero con i poveri a motivo della sua kenosis, ci ha resi ricchi con la sua copiosa redenzione (cf. Cost. 61). Il secondo motivo \u00e8 l&#8217;istituzione della nostra comunit\u00e0 missionaria che, nel suo ideale di vita evangelica e sollecitudine apostolica, condivide tutti i suoi beni in modo fraterno, (cf. Cost. 62-63). Il terzo motivo \u00e8 costituito dal nostro essere solidali con i poveri, da sempre nostri compagni nell&#8217;evangelizzazione, la cui condotta di vita lavorativa e la loro abnegazione ci sono di stimolo (Cfr. Cost. 65). Infine, la povert\u00e0 \u00e8 un presupposto per la nostra apertura missionaria, la quale non richiede sforzi materiali o culturali per indirizzarci ad incontrare i pi\u00f9 abbandonati (Cfr. Cost. 66-67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Clemente Maria Hofbauer ha abbracciato la povert\u00e0 consacrata come un amico, dal quale non si sarebbe mai separato. Nacque povero, visse povero ed ebbe cura dei poveri. La vita religiosa e clericale non gli ha mai procurato vantaggi materiali. Possiamo affermare che non ha dovuto fare un&#8217;opzione per i poveri perch\u00e9 non ha mai abbandonato n\u00e9 la povert\u00e0 e n\u00e9 l&#8217;ambiente dei poveri, con i quali ha sempre condiviso i suoi beni materiali e, soprattutto, spirituali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una famiglia povera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall&#8217;infanzia, San Clemente ha condiviso &#8220;il disagio e l&#8217;insicurezza dei poveri&#8221; (Gen. Stat. 045). Nono di dodici fratelli, San Clemente vide suo padre morire quando ancora non aveva sette anni. Dopo questo avvenimento ebbe inizio la lotta per la sopravvivenza per questa famiglia numerosa, in cui, anche i bambini dovevano partecipare al lavoro quotidiano affinch\u00e9 a nessuno mancasse un tozzo di pane. Questa precariet\u00e0, potrebbe essere stata la causa principale della morte di sette dei suoi fratelli, quando questi erano ancora bambini. Pur sognando di diventare un giorno sacerdote, San Clemente non riusc\u00ec mai a pagarsi completamente gli studi. Da adolescente, intraprese il mestiere di fornaio, per aiutare finanziariamente la sua famiglia. Pertanto, la coesistenza di povert\u00e0 e di lavoro avrebbe forgiato la condotta di vita di San Clemente. Anche da Redentorista, si \u00e8 sempre sentito &#8220;vincolato dalla legge del lavoro&#8221; (Cf. Cost. 64) ed \u00e8 stato un lavoratore instancabile per garantire la sopravvivenza dei suoi confratelli e dei poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La povert\u00e0 nel suo percorso vocazionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei suoi 69 anni di vita, pochi sono stati i momenti in cui San Clemente non ha avuto difficolt\u00e0. Ha dovuto lottare duramente e, solo grazie alla sua fede e tenacia, egli ha potuto superare i continui ostacoli e le precariet\u00e0. Per conseguire i suoi studi, lavor\u00f2 come panettiere in un monastero. Terminati gli studi, si ritrov\u00f2 nuovamente senza risorse per andare avanti. Poich\u00e9 desiderava donarsi totalmente a Dio, a 24 anni, intraprese un&#8217;esperienza di eremita e pellegrino, che sarebbe durata nove anni. Questa esperienza di povert\u00e0 e insicurezza lo port\u00f2 ad una profonda intimit\u00e0 e totale fiducia in Dio, preparandolo ad affrontare, con determinazione, sia le situazioni piacevoli che quelle difficili che avrebbe incontrato sul suo cammino. Solo all&#8217;et\u00e0 di 32 anni, ormai adulto, riusc\u00ec a completare gli studi e, finalmente, a 33 anni, intraprese un nuovo pellegrinaggio a Roma, dove ebbe modo di incontrare i Redentoristi; un\u2019esperienza, questa, che avrebbe segnato la sua scelta vocazionale e la sua svolta missionaria. Il noviziato e la preparazione all&#8217;ordinazione si succederanno nel giro di un anno. E, con una decisione senza precedenti, San Clemente (all&#8217;et\u00e0 di 34 anni) e padre Thaddeus H\u00fcbl sarebbero ripartiti per il nord, questa volta, come sacerdoti redentoristi, senza soldi e senza una meta fissa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La povert\u00e0 nel suo ministero missionario<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Clemente diede vita alla prima fondazione redentorista transalpina a San Benno, nella periferia di Varsavia, iniziando da una piccola chiesa e una casa molto semplice. L\u00ec, i primi tre Redentoristi non italiani, piantarono il seme della Congregazione Redentorista, che sarebbe fiorita irradiando il carisma di Sant&#8217;Alfonso in tutti i continenti. A Varsavia non mancavano n\u00e9 i poveri, n\u00e9 lo zelo missionario per Ges\u00f9, ma non erano liberi di predicare le missioni popolari, cos\u00ec come si faceva in Italia. E siccome non si rassegnavano a convivere con questi limiti, ebbero la saggia idea di dar vita ad una missione permanente nella Chiesa di San Benno, dove il \u200b\u200bministero continuo dell\u2019accoglienza e celebrazioni ben ordinate si propagavano e attiravano tutti. Cos\u00ec, come emanazione del carisma missionario di sant&#8217;Alfonso, san Clemente trov\u00f2 nella povert\u00e0 la via per annunciare il Vangelo, con uno zelo sempre nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La povert\u00e0 come preoccupazione per i poveri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Clemente &#8220;era chiamato il &#8216;padre dei poveri&#8217;; e, infatti, i poveri, gli abbandonati e gli emarginati trovarono in lui un compagno e un amico sincero. Viveva con i poveri, essendo egli stesso povero, e con loro condivideva generosamente quello che aveva. Trascorreva spesso il suo tempo con i malati e i moribondi, preparandoli, attraverso il sacramento della riconciliazione, all&#8217;incontro con Cristo Redentore (Lettera del Padre Generale, 02\/02\/2020). A Varsavia, san Clemente individu\u00f2 i pi\u00f9 poveri, soprattutto, in quelli che erano state le vittime maggiori di tante guerre: i bambini abbandonati e gli orfani. Li accolse come poteva e affront\u00f2 enormi difficolt\u00e0 per nutrirli, educarli e catechizzarli. L&#8217;immagine di lui che bussa alla porta del tabernacolo, chiedendo cibo per i suoi figli, \u00e8 un&#8217;icona del suo amore affettivo ed effettivo per i poveri. Trasmise questa medesima sensibilit\u00e0 alla sua comunit\u00e0, che non smise mai di provvedere il cibo ai poveri che bussavano alle loro porte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Povert\u00e0 nella comunit\u00e0 redentorista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunit\u00e0 di Varsavia dipendeva, interamente, dal lavoro di ogni confratello e dai benefattori, che l&#8217;avrebbero aiutata in tempi di crisi. San Clemente si prendeva spesso cura della cucina per preparare da mangiare ai suoi confratelli. La casa era molto piccola per il crescente numero di membri, ma, nonostante tutto, anche cos\u00ec, veniva condivisa con gli orfani. San Clemente, sebbene dirigesse una comunit\u00e0 internazionale, con membri provenienti sia da paesi invasi che da paesi invasori, mostr\u00f2 sempre una grande stima per i suoi confratelli e li consider\u00f2 tutti santi. Durante le persecuzioni e le ingiustizie subite, San Clemente si appell\u00f2 a Dio e a tutte le autorit\u00e0 possibili per proteggere la sua comunit\u00e0. Purtroppo, questo si dimostr\u00f2 vano e tutti furono costretti a disperdersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le difficolt\u00e0, la solidariet\u00e0 port\u00f2 San Clemente a collaborare con i confratelli in Italia, soprattutto, nel portare avanti la canonizzazione di Sant&#8217;Alfonso. Senza dubbio, San Clemente ha predicato ci\u00f2 che ha vissuto e ha vissuto ci\u00f2 che ha predicato. Ha avuto il coraggio di chi confida che &#8220;\u00e8 Dio che dirige tutto&#8221;. Per questo, poteva incidere nel suo motto: &#8220;Annunciare il Vangelo in modo sempre nuovo&#8221;. La sua povert\u00e0 ha costituito la sua ricchezza missionaria, la quale, a sua volta, ha consentito a Dio di operare meraviglie attraverso le sue vicissitudini e il suo dinamismo missionario. La sua morte \u00e8 stato il suo ultimo atto di povert\u00e0 perch\u00e9 in essa si \u00e8 radicato, in ogni angolo della terra, il fiorente albero della Congregazione Redentorista. Per questo, ci sentiamo di rendergli omaggio quale cofondatore della nostra Famiglia missionaria, il cui carisma arricchisce e completa il carisma fondante di Sant&#8217;Alfonso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domande per il confronto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) In che modo, l&#8217;esperienza della povert\u00e0 di San Clemente \u00e8 una testimonianza che ci edifica e, allo stesso tempo, ci induce a confrontarci con il nostro modo di vivere la povert\u00e0 nella nostra esperienza personale, nella nostra comunit\u00e0 e nella nostra Unit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Avverto, nella mia vita personale e nella mia comunit\u00e0, che l&#8217;impegno a lavorare \u00e8 una dimensione importante per praticare la povert\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) La solidariet\u00e0 verso i poveri ha messo in discussione il mio stile di vita personale, il vivere comunitario, la vita nell&#8217;Unit\u00e0 e mi ha incoraggiato ad andare incontro ai poveri, per essere loro di aiuto nei bisogni, come ha fatto San Clemente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) Fino a che punto siamo stati fedeli nella condivisione dei beni all&#8217;interno della comunit\u00e0, tra le varie comunit\u00e0 e tra le Unit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PREGHIERA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signore Ges\u00f9, nostro Santissimo Redentore, ci hai donato un carisma missionario che ha le sue radici nell&#8217;annuncio della tua missione a Nazareth (Lc 4,18-21). Ci hai unti con il tuo Spirito per essere portatori della Buona Novella ai poveri e gli abbandonati. E ci hai donato nei nostri santi, tra cui san Clemente Maria, esempi concreti di questo carisma, per incoraggiarci a vivere la vita missionaria e la santit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possa, la contemplazione della testimonianza della povert\u00e0, nella vita e nella missione di san Clemente, rinnovare, in ciascuno di noi e nelle nostre comunit\u00e0, il desiderio di vivere la povert\u00e0 in tutte le sue dimensioni. Liberaci dall&#8217;autocompiacimento e dall&#8217;individualismo, donaci una profonda sensibilit\u00e0 verso ogni persona povera e verso le ingiustizie sociali del nostro mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aiutaci a praticare la povert\u00e0 e la condivisione dei nostri beni. Possa, questo, essere fonte di gioia per la vita fraterna in comunit\u00e0, impegno nel lavoro quotidiano e apertura alla disponibilit\u00e0 missionaria nel servire ovunque siamo chiamati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Te lo chiediamo, nostro Santissimo Redentore, per intercessione di San Clemente Maria Hofbauer, come dono per questo Anno Giubilare, in cui celebriamo il 200 \u00b0 anniversario della sua morte. Amen!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/05\/Cssr-Coat-of-Arms-with-motto.gif\"><img class=\"size-full wp-image-12135 alignleft\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/05\/Cssr-Coat-of-Arms-with-motto.gif\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"204\" \/><\/a>ONE BODY \u00e8 un testo di preghiera proposto dal Centro di Spiritualit\u00e0 Redentorista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo testo \u00e8 stato scritto in da <strong>Ulysses da Silva, CSsR<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione: \u00a0<strong>Antonio Pupo CSsR<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per maggiori informazioni: Piotr Chyla CSsR (Direttore del Centro di Spiritualit\u00e0 &#8211;\u00a0 <span style=\"color: #0000ff;\">fr.chyla@gmail.com<\/span>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evangelizzare ed essere evangelizzati dai poveri della periferia Introduzione La povert\u00e0 \u00e8 una delle dimensioni essenziali del nostro essere consacrati come missionari redentoristi. 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