{"id":13595,"date":"2020-12-11T05:34:52","date_gmt":"2020-12-11T05:34:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=13595"},"modified":"2020-12-10T21:37:57","modified_gmt":"2020-12-10T21:37:57","slug":"samaritanus-bonus-rimanere-accanto-a-chi-soffre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2020\/12\/samaritanus-bonus-rimanere-accanto-a-chi-soffre\/","title":{"rendered":"Samaritanus bonus: rimanere accanto a chi soffre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 giugno 2020, il Santo Padre ha approvato la <a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2020\/09\/22\/0476\/01077.html\"><em>Samaritanus bonus<\/em><\/a>, una Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita. La <em>Samaritanus bonus<\/em> si pone in continuit\u00e0 con il ricco magistero sui temi del fine vita, ma con caratteristiche proprie. Essa risponde a un mutato contesto culturale, medico e giuridico, e riflette lo stile pastorale di papa Francesco e la sua attenzione per gli aspetti di fragilit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0 dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Lettera consta di cinque sezioni. La prima sezione <em>Prendersi cura del malato<\/em> parte dalla constatazione che <strong>\u00ab\u00e8 difficile riconoscere il profondo valore della vita umana quando, nonostante ogni sforzo assistenziale, essa continua ad apparirci nella sua debolezza\u00a0 e fragilit\u00e0<\/strong>\u00bb, ma \u00e8 proprio questa vulnerabilit\u00e0 che \u00abd\u00e0 fondamento all\u2019etica del prendersi cura\u00bb a imitazione del Buon Samaritano. Per questo la Lettera chiede a chi si prende cura delle persone in fasi critiche e terminali della vita \u201cdi avere uno sguardo contemplativo\u00bb che non si impossessa della vita dell\u2019altro, ma ne coglie la unicit\u00e0 e irripetibilit\u00e0 e se ne prende cura. Guarire, infatti, non \u00e8 sempre possibile, ma si pu\u00f2 sempre avere cura. Nella seconda sezione <em>L\u2019esperienza vivente del Cristo sofferente e l\u2019annuncio della speranza<\/em> si afferma la possibilit\u00e0 di sperimentare \u00abla vicinanza del Dio fatto uomo alle molteplici forme dell\u2019angoscia e del dolore che possono colpire i malati e i loro familiari, durante le lunghe giornate della malattia e nel fine vita\u00bb. <strong>Il Cristo crocifisso si offre al sofferente come \u00abinterlocutore credibile a cui rivolgere la parola, il pensiero, a cui consegnare l\u2019angoscia e la paura\u00bb.<\/strong> La terza sezione ci chiede di avere <em>Il cuore che vede del Samaritano<\/em> per aprirci alla compassione e lasciarsi interrogare dalla fragilit\u00e0 riconoscendo in essa una chiamata di Dio a riconoscere la vita quale dono sacro e inviolabile. Nella quarta sezione vengono evocati <em>Gli ostacoli culturali che oscurano il valore sacro di ogni vita umana<\/em>: un uso equivoco del concetto di dignit\u00e0 del morire, una comprensione erronea della compassione che porta all\u2019eutanasia, l\u2019individualismo esasperato che condanna alla solitudine e impoverisce le relazioni personali scartando le vite pi\u00f9\u00a0 fragili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo sfondo antropologico, si colloca la quinta e pi\u00f9 estesa sezione dedicata a <em>L\u2019insegnamento del Magistero<\/em>. \u00c8 la trattazione pi\u00f9 approfondita finora prodotta dal Magistero intorno all\u2019etica del fine vita ed \u00e8 articolata in dodici punti. Si affronta prima di tutto <strong>il dramma dell\u2019eutanasia e il suicidio assistito che sono una sconfitta della medicina e della societ\u00e0 <\/strong>(V,1). Riguardo alle cure si ricorda l\u2019obbligo morale di escludere l\u2019accanimento terapeutico e la possibilit\u00e0 di ricorrere a mezzi straordinari e\/o sproporzionati, tenendo presente che \u00abla proporzionalit\u00e0\u2026 si riferisce alla totalit\u00e0 del bene del malato\u00bb (V,2). Si ribadisce il dovere di prestare, finch\u00e9 sono giovevoli per il malato, le cure di base e, segnatamente, alimentazione e idratazione (V,3).\u00a0 Bella e attuale \u00e8 la parte dedicata alle cure palliative: esse sono \u00absimbolo tangibile del compassionevole stare accanto a chi soffre\u00bb e sono da intendersi in modo pi\u00f9 ampio rispetto alla visione tradizionale \u00abcome approccio integrato di cura\u00bb (V,4). <strong>Nell\u2019assistenza al malato terminale \u00e8 centrale il ruolo della famiglia<\/strong> che, pertanto, deve ricevere aiuti e mezzi adeguati ed essere seguita anche a livello umano e spirituale <strong>\u00abpoich\u00e9 costituisce un\u2019unica unit\u00e0 di cura con il malato\u00bb<\/strong> (V,5). Una novit\u00e0 per i documenti magisteriali \u00e8 l\u2019ampia trattazione dell\u2019accompagnamento e della cura delle situazioni critiche in et\u00e0 prenatale pediatrica (V,6). Qualche imprecisione tecnica si nota nell\u2019argomento delle terapie analgesiche e della sedazione palliativa, ma gi\u00e0 l\u2019averlo affrontato <em>ex professo<\/em> \u00e8 importante (V,7). La questione della dignit\u00e0 delle vite scartate torna in riferimento alle persone in stato vegetativo e di minima coscienza per le quali si chiede la continuit\u00e0 delle terapie minimali, ma insieme a un adeguato sostegno per tutti coloro che, familiari o no, si prendono cura di loro (V,7). Connesso al problema dell\u2019eutanasia e del suicidio assistito <strong>si prospetta l\u2019obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari e delle istituzioni cattoliche arrivando \u2013 se necessario \u2013 alla disobbedienza civile<\/strong> (V,9). Dopo una riflessione sull\u2019accompagnamento pastorale e sacramentale di chi va verso la morte (V,10) si affronta, per la prima volta, il <strong>problema della vicinanza pastorale verso chi chiede eutanasia o suicidio assistito <\/strong>e l\u2019impossibile conciliabilit\u00e0 fra scelte di morte e i sacramenti della fede (V,11). Un ultimo punto riguarda alla riforma del sistema educativo e della formazione degli operatori sanitari per aprirsi alle esigenze di un\u2019assistenza integrale della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un contesto culturale che sembra riporre tutta la fiducia nella tecnoscienza, la <em>Samaritanus bonus<\/em> pone al centro dell\u2019atto di cura la relazione umana. Mentre eutanasia e suicidio assistito esprimono rinuncia e disperazione, <strong>la Lettera invita a trovare un senso nel tramonto della vita, <\/strong>quando l\u2019umana fragilit\u00e0 di cui siamo impastati emerge dolorosamente e solo uno sguardo purificato pu\u00f2 scorgere nel volto del malato i lineamenti del <em>Christus patiens<\/em>, facendosi com-passione e prossimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>padre Maurizio P. Faggioni, OFM<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) Il 25 giugno 2020, il Santo Padre ha approvato la Samaritanus bonus, una Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita. 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