{"id":14124,"date":"2021-03-09T16:25:30","date_gmt":"2021-03-09T16:25:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=14124"},"modified":"2021-03-09T16:26:23","modified_gmt":"2021-03-09T16:26:23","slug":"verso-il-xxvi-capitolo-generale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2021\/03\/verso-il-xxvi-capitolo-generale\/","title":{"rendered":"Verso il XXVI Capitolo Generale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA PREPARAZIONE DEL XXVI CAPITOLO GENERALE:<\/strong><br \/>\n<strong>CHIAMATA, ISTRUZIONI, INVIO, SFIDE, SOGNI E SPERANZE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo iniziato la preparazione del XXVI Capitolo Generale. Abbiamo ricevuto le risposte dalle (V) Province alle nostre prime provocazioni. Uso la parola provocazione per il suo significato intenso: dal latino: pro = avanti, fuori; vocare = chiamare. Nel mondo antico questa parola significava una chiamata a combattere, a sfidare. In questo senso, il nuovo tempo che sta iniziando \u00e8 una chiamata a tutti i confratelli a farsi avanti, a provocare ed essere provocati, a essere sfidati, a uscire e combattere, a risvegliare dal nostro profondo il nostro essere Redentorista con le conseguenze che ci\u00f2 porta alla nostra consacrazione. La nostra vocazione, la nostra chiamata all&#8217;azione, \u00e8 una provocazione del Signore che ci ha chiamati, ci ha fatto andare avanti, ci ha presentato e sfidato alla missione. Quindi la domanda: cosa significa celebrare un Capitolo Generale in un contesto di tanti cambiamenti e dopo l&#8217;esperienza della pandemia? \u00e8 anche provocatorio per la nostra stessa vocazione e missione &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensando a questo tema, cercher\u00f2 di fare una lettura pasquale e battesimale dell&#8217;esperienza capitolare che abbiamo cominciato a vivere e che avr\u00e0 il suo sviluppo nelle tre fasi. Nella tradizione giudaico-cristiana, l&#8217;esperienza pasquale \u00e8 segnata dalle realt\u00e0 del deserto, della liberazione, della morte e della risurrezione. Se Pasqua significa vita nuova, il battesimo \u00e8 la liberazione dell&#8217;uomo vecchio e il passaggio all&#8217;uomo nuovo. Per noi questo include cercare di annunciare il Vangelo in modo sempre nuovo (San Clemente), con rinnovata speranza, rinnovati cuori e rinnovate strutture (XXIV Capitolo Generale). Per questo, celebrare il Capitolo generale nel contesto attuale \u00e8 anche fare una lettura pasquale della storia con il suo esodo, fuga, morte, liberazione e risurrezione. \u00c8 mettersi nell&#8217;esperienza dell&#8217;esodo, della croce, del sepolcro vuoto, percorrere la strada di Emmaus e dalla casa di Emmaus per ascoltare i suoi insegnamenti e tornare in Galilea (cfr Mc 16,6 -7). In altre parole, \u00e8 una chiamata a lasciarsi alle spalle le ombre, i muri, le paure e la sicurezza di Gerusalemme e tornare alla missione. Per questo \u00e8 importante aderire al nucleo fondante del battesimo di Ges\u00f9: la chiamata, l&#8217;istruzione e l&#8217;invio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Dal battesimo viene l&#8217;invio e la missione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel battesimo di Ges\u00f9 appare la figura dello Spirito che lo conferma: &#8220;Questo \u00e8 il mio figlio prediletto&#8221; (Mc 1,11). Non c&#8217;\u00e8 oggi lo Spirito per ricordare a tutti i confratelli della Congregazione che sono figli prediletti? Non ci chiede, in base a questo, di ricordare i nostri ricordi di redenzione e di condividerli con i pi\u00f9 poveri e abbandonati? So che questo \u00e8 vero, quindi non siamo abbandonati nemmeno in questi tempi bui in cui viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione di Ges\u00f9 inizia con il suo battesimo. In Marco, la nascita del Figlio di Dio avviene al suo battesimo. Marco non presenta una genealogia di Ges\u00f9, ma \u00e8 presentato da Giovanni Battista e battezzato da lui. Esce con la potenza dello Spirito che lo metter\u00e0 alla prova nel deserto. Nel deserto, Ges\u00f9 si confronta con le sue luci e ombre personali, le luci e le ombre della storia e della sua missione, e l\u00ec deve discernere (cf. Mc 1,9-13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Matteo il battesimo \u00e8 preceduto dalla storicit\u00e0 di Ges\u00f9: un uomo nato nel tempo, soggetto alla legge e ai poteri del suo tempo. In questo contesto inizia la sua missione. Non \u00e8 uno fuori dalla storia. La sua missione si incarna nella storicit\u00e0 del suo tempo ed \u00e8 qui che inizia il suo ministero in Galilea (cfr Mt 4,12-15,50).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca lo presenta come un uomo che affronta il dramma della storia intessuto dall&#8217;umanit\u00e0, con i suoi contesti sacri e con i suoi rapporti umani. In Luca vediamo la doppia genealogia di Ges\u00f9. Dopo il suo battesimo, l&#8217;umano, le sue tentazioni e il suo programma missionario vengono riaffermati (Cf. Lc 1,5\u20132,1-17; 3,21-38; 41-13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Giovanni, il Verbo incarnato \u00e8 stato battezzato e incarnato nella storia umana come l&#8217;Agnello di Dio per compiere la missione del Padre (cfr Jn1,29-34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, tutti gli evangelisti raccontano il battesimo di Ges\u00f9, l&#8217;inizio della sua missione, la chiamata ai suoi discepoli, l&#8217;istruzione e l&#8217;invio nel mondo per la missione. Dal suo battesimo nasce la missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Il Capitolo come luogo della memoria pasquale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando al contesto della storia umana oggi, possiamo dire che siamo al crocevia di Emmaus, nella situazione di quella comunit\u00e0 dopo la morte di Ges\u00f9, segnata dallo spirito di delusione e frustrazione. Abbiamo fatto molti piani e tutto \u00e8 stato fermato o distrutto in un modo o nell&#8217;altro. Forse ci troviamo a questo punto, come discepoli tristi, a causa della pandemia che ha cambiato totalmente le nostre vite. Ma non \u00e8 vero che ha migliorato i nostri rapporti con gli altri, trasformato il nostro modo di rapportarci al mondo. Forse stiamo perdendo un&#8217;incredibile opportunit\u00e0 di conversione personale e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questa realt\u00e0, qual \u00e8 il nostro atteggiamento? Cosa veramente vogliamo? Lasciare passare il Maestro e rimanere nell&#8217;oscurit\u00e0 del tempo da soli con i nostri ricordi nostalgici che ci confortano per rimanere addormentati nella nostra zona di comfort? \u00c8 ora di prendere la decisione di entrare nella casa di Emmaus con Cristo, la Luce del Mondo, per fare la nostra strada e lasciare che i nostri cuori brucino, perch\u00e9, se lo lasciamo passare, rimarremo nei ricordi del passato senza la speranza pasquale che ci mostra nuovi orizzonti. Dove sono oggi il crocevia e la casa Emmaus nella Congregazione \/ Conferenze \/ e le nostre (V) Province?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celebrare un Capitolo, dopo una cos\u00ec drammatica esperienza pandemica, oggi significa tornare alla questione fondamentale del nostro credo. Se attraverso il battesimo abbiamo fatto la professione di fede nelle verit\u00e0 che la Chiesa insegna e ci impegniamo a metterle in pratica, \u00e8 anche il momento della nostra storia per riaccendere la nostra professione di fede di Redentoristi per<strong> rinnovare<\/strong> la nostra vita apostolica, per promuovere gli adattamenti delle istituzioni stesse della Congregazione, le norme di vita e il bisogno della Chiesa per gli uomini e le donne di oggi (cf. Cost. 107). Si tratta di capire che la Congregazione \u00e8 un corpo vivo nutrito dalla fede pasquale che, nello stesso tempo, \u00e8 motivo della sua esistenza e del suo annuncio (kerygma). E come corpo vivente, ha bisogno di lasciare che certe cellule muoiano per rinnovarsi. Alla luce di tutto ci\u00f2 che stiamo vivendo, cosa dobbiamo rinnovare? Non \u00e8 ora di prendere le nostre storie personali e consacrate e rinnovare la nostra vocazione, la chiamata all&#8217;azione del nostro essere attraverso la provocazione del Signore della Storia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prospettiva battesimale della nascita dell&#8217;uomo nuovo (Gv 3,1-12), il Capitolo \u00e8 chiamato, nella prospettiva del discernimento, a \u201cfare nuove tutte le cose\u201d (Ap 20,5). Fare nuove tutte le cose non significa abbandonare tutto il percorso intrapreso fino ad ora, ma piuttosto percepire la novit\u00e0 dello Spirito che muove la storia e ci fa essere creativi. Ges\u00f9, in teoria, non aveva bisogno di essere battezzato, poich\u00e9 era il Figlio del Padre. Non ha abbandonato questa realt\u00e0, ma il battesimo gli ha dato una missione, l&#8217;ha proseguita in un altro modo, senza fargli abbandonare la Legge e i Profeti, ma perfezionandoli, dando loro un nuovo significato. Il suo battesimo lo riafferma come il Figlio diletto che si propone di rinnovare le cose. Lui, essendo il Figlio di Dio, prima di iniziare il suo cammino, ha attraversato l&#8217;autocritica del deserto per assumere definitivamente il progetto del Padre. Le esperienze del deserto si fanno anche nei Capitoli: in mezzo alla novit\u00e0 pasquale di fare nuove tutte le cose, compaiono le tentazioni dell&#8217;avere, del potere e del piacere. Come possiamo superarli per non deviare dalla missione del Padre? Per questo \u00e8 molto importante l&#8217;autocritica del deserto, che costituisce un elemento di discernimento e consapevolezza della missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le tentazioni nel deserto, Ges\u00f9 si reca nella sinagoga di Galilea e definisce chiaramente il suo progetto (cfr Lc 4,14-21). Riafferma la continuit\u00e0 della Legge e dei Profeti citando Isaia e invoca lo Spirito che lo unge e lo invia ad annunciare la buona novella ai pi\u00f9 abbandonati del suo tempo. Lo Spirito presente nel battesimo unge, manda, si espande sulle vie aperte da Giovanni Battista, lo accompagna sulla croce e lo risuscita. In questo senso, ogni Capitolo Generale \u00e8 un&#8217;esperienza della sinagoga di Galilea nell&#8217;elaborazione di un programma per il sessennio. Come possiamo garantire che le decisioni del Capitolo non solo tocchino il cuore dei confratelli, ma abbiano anche una risonanza di abbondante redenzione nella vita dei nostri interlocutori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver annunciato il suo contenuto programmatico, Ges\u00f9 chiama discepoli provenienti da contesti, esperienze e istruttori diversi. \u00c8 essenziale che un Capitolo, con il suo mosaico di esperienze culturali, umane, di fede e apostoliche, sia &#8220;discepolato&#8221; mettendosi ai piedi del Maestro per essere istruito, per imparare da lui i pericoli della missione e per essere inviato il mondo. Un Capitolo che non ascolta la voce dello Spirito e l&#8217;istruzione del Maestro \u00e8 solo un atto canonico formale che produce una serie di decisioni per la Congregazione e non \u00e8 un esempio di discernimento della volont\u00e0 di Dio alla\u00a0luce della fede pasquale e pu\u00f2 avere pochissima influenza sulla nostra vita apostolica. Possiamo correre il rischio di diventare Babele cercando di parlare un&#8217;unica lingua, quella dell&#8217;uniformit\u00e0, e non l&#8217;esperienza della Pentecoste in cui, attraverso l&#8217;ascolto e il discernimento, lo Spirito del Signore ci manda nel mondo per annunciare che la redenzione \u00e8 abbondante. Cosa vogliamo per il prossimo Capitolo Generale: l&#8217;esperienza di Babele o l&#8217;esperienza della Pentecoste? Da dove vengono le nostre istanze di discernimento? E come possiamo e dobbiamo esercitare la nostra corresponsabilit\u00e0? (Cfr. Cost. 35, 73,1\u00ba\u00a7, 98, 112).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni confratello eserciti la sua vocazione battesimale partecipando con entusiasmo agli incontri preparatori che si svolgono nelle comunit\u00e0 locali di ogni Conferenza. Quanto pi\u00f9 intensi e approfonditi sono la preparazione e le discussioni, tanto migliori saranno i frutti delle fasi a venire. Ogni confratello, con la sua ricchezza, la sua esperienza e il suo entusiasmo, costituisce l&#8217;organismo vivo, fecondo e dinamico che \u00e8 la Congregazione. Esentarsi da questa opportunit\u00e0 di partecipazione \u00e8 abbandonarsi all&#8217;indifferenza e non sentirsi parte di un corpo missionario che si fonda su un carisma di profonda densit\u00e0 teologica e spirituale che cerca di redimere l&#8217;intero essere umano (cfr Cost. 6), \u00e8 chiudersi allo Spirito che ci spinge a leggere i segni dei tempi e a rispondere in \u200b\u200bmodo creativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre fasi del Capitolo fanno parte del cammino sinodale redentorista. La fase preparatoria (prima fase) ci appare come Giovanni Battista che prepara le vie del Signore. E in questo viaggio, il Signore cammina con noi e ci pone le domande e mette le preoccupazioni nei nostri cuori. \u00c8 il momento del dialogo in cui emergono preoccupazioni, delusioni, progetti falliti, luci, speranze e voglia di continuare. \u00c8 il momento della chiamata alla conversione del cuore e della mente per il bene della missione. Dopo essere svegliati, aver aperto gli occhi e raggiunto il bivio di Emmaus, \u00e8 il momento delle discussioni a casa, la fase canonica(seconda), dove \u00e8 il Signore che istruisce con le sue Scritture e il suo Spirito, condivide con noi il pane per nutrirci e avere la forza per continuare la missione. \u00c8 il momento del discernimento all&#8217;interno della Casa di Emmaus dove il cuore arde e si cerca di fare nuove tutte le cose. Nella terza fase, con il cuore ardente, siamo di nuovo inviati nel mondo alla pecora smarrita senza pastore (cfr Mt 9,36), con la certezza che il Signore ci ha chiamati, istruiti e inviati. Cos\u00ec, il Capitolo nel suo insieme \u00e8 il luogo della memoria pasquale, dove si costruiscono sogni e speranze e dove si superano il conforto e il silenzio sterile del sepolcro e si corre ad annunciare agli altri l&#8217;abbondante redenzione (Cf. Mt 28,8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Chiama, istruisci e annuncia: sii segno di speranza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;appello che il Signore della Storia ci fa oggi \u00e8 di non negare la storia stessa e questo momento storico (postmodernit\u00e0, globalizzazione, progresso tecnologico, conflitti, fondamentalismo, pandemie, povert\u00e0 crescente, ecc.). La sua provocazione \u00e8 che prendiamo tutto nelle nostre mani, le luci, le ombre, e lavoriamo nella crisi con speranza, con il cuore ardente e senza paura. L&#8217;esperienza pasquale del nostro battesimo ci incoraggia a percorrere le strade di Emmaus, anche con il cuore turbato, con le nostre visioni nebulose e senza conoscere lo straniero che cammina con noi. Anche senza riconoscerlo, \u00e8 l\u00ec, e non ci lascia sul sentiero e nell&#8217;oscurit\u00e0 della nostra mancanza di visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;istruzione che il Signore ci invita \u00e8 di sedere insieme nella Grande Casa di Emmaus, il Capitolo nel suo insieme, come un corpo missionario vivente e, per corresponsabilit\u00e0, discernere insieme. Il grande problema dei nostri Capitoli \u00e8 che la stragrande maggioranza non si sente chiamata dalla propria amministrazione e si astiene dal fare insieme l&#8217;esperienza di imparare dal discepolato e di discernere. E questo ha delle conseguenze perch\u00e9 non fa bruciare il cuore. Quando i nostri capitoli andranno oltre l&#8217;obbligo canonico e diventeranno un&#8217;esperienza pasquale di fede che cerca di rinnovare i cuori e le strutture per la missione, le decisioni saranno pi\u00f9 reattive e l&#8217;annuncio pi\u00f9 eloquente. Cosa vogliamo imparare dal Signore? Siamo disposti ad ascoltare la sua voce e quella dei nostri interlocutori o solo la nostra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo sessennio abbiamo toccato concretamente le ferite del mondo attraverso la pandemia e tutti gli effetti che ha provocato e causer\u00e0 soprattutto nella vita dei poveri. Per questo l&#8217;intera preparazione del Capitolo riprende il tema del XXV Capitolo Generale: Testimoni del Redentore, in solidariet\u00e0 per la missione in un mondo ferito. Cosa significa in un mondo ferito essere testimoni del Redentore e solidali con la missione? In che modo questo influisce sulla nostra comunit\u00e0 dedicata a Cristo Redentore e al popolo, sulla nostra formazione iniziale e permanente, sulle nostre strutture di governo e sul processo di ristrutturazione per la missione in risposta ai segni dei tempi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;uscita dalla casa Emmaus, l&#8217;annuncio diventa obbligatorio: &#8220;E guai a me se non predicassi il Vangelo!&#8221; (1 Cor 9.16). Quindi, in questo momento della storia, la provocazione del Signore \u00e8 che non dobbiamo aver paura di osare di fare qualcosa di nuovo. Non possiamo tornare indietro nella nostra storia. Siamo stati chiamati, istruiti, battezzati e inviati per essere testimoni del Redentore. In questo triste momento della nostra umanit\u00e0, il nostro Capitolo deve essere il luogo del sogno e del rinnovamento della speranza, per essere sale, luce e lievito per questo mondo (cfr Mt 5,13-16; Lc 13,20-21). Siamo chiamati a percorrere il cammino della memoria pasquale di Ges\u00f9 e ad incontrarlo nuovamente nell&#8217;odierna Galilea con un nuovo programma di missione, essendo pi\u00f9 audaci e profetici, essendo fedeli al nostro carisma e proclamando l&#8217;abbondante apud eum redemptio. \u00c8 questo ci\u00f2 che vogliamo annunciare? Alfonso visse un momento di grande trasformazione culturale e diede alla Chiesa il suo grande contributo sia in campo pastorale che teologico. Lo ha fatto anche Clemente a modo suo, portando la Congregazione in altri contesti in mezzo alle difficolt\u00e0. Che cosa ci chiama e ci manda il Signore oggi per testimoniare il nostro battesimo e il nostro invio? Cosa ci insegna, dove ci manda? Quali sono le sfide che dobbiamo affrontare? Quali sono le nostre speranze e i nostri sogni per una Congregazione ristrutturata? Insieme, come corpo missionario, con forte fede, gioiosa speranza, ardente carit\u00e0, ardente zelo e costante preghiera, e con il cuore legato a Cristo Redentore, non perdetevi d&#8217;animo nell&#8217;arduo per portare a tutti la copiosa redenzione di Cristo (cf. Cost. Venti). Questo \u00e8 un compito nostro, del nostro tempo &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Padre\u00a0<\/em><em>Rog\u00e9rio Gomes, C.Ss.R<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/lattes.cnpq.br\/3342824164751325\">http:\/\/lattes.cnpq.br\/3342824164751325<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PREPARAZIONE DEL XXVI CAPITOLO GENERALE: CHIAMATA, ISTRUZIONI, INVIO, SFIDE, SOGNI E SPERANZE Introduzione Abbiamo iniziato la preparazione del XXVI Capitolo Generale. Abbiamo ricevuto le risposte dalle (V) Province alle nostre prime provocazioni. Uso la parola provocazione per il suo significato intenso: dal latino: pro = avanti, fuori; vocare = chiamare. 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