{"id":14325,"date":"2021-04-01T10:17:48","date_gmt":"2021-04-01T08:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=14325"},"modified":"2024-06-24T09:31:30","modified_gmt":"2024-06-24T07:31:30","slug":"il-beato-gennaro-maria-sarnelli-propagatore-della-devozione-a-san-giuseppe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2021\/04\/il-beato-gennaro-maria-sarnelli-propagatore-della-devozione-a-san-giuseppe\/","title":{"rendered":"Il Beato Gennaro Maria Sarnelli propagatore della devozione a San Giuseppe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;Anno di San Giuseppe, annunciato da Papa Francesco, ci chiama a onorare San Giuseppe come custode e protettore della Chiesa e dei suoi fedeli con sincera preghiera e devozione, incoraggiando tutti a prendere la sua vita virtuosa come nostro modello per la realizzazione della nostra vocazione a santit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em><strong>Padre Vincenzo La Mendola C.Ss.R.<\/strong>, esplorando la storia della Congregazione del Santissimo Redentore, presenta il <strong>Beato Gennaro Maria Sarnelli<\/strong> come propagatore della devozione di San Giuseppe:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Molto si \u00e8 scritto sulla devozione di sant\u2019Alfonso verso san Giuseppe, specialmente in occasione di nuove edizioni del suo gi\u00e0 noto <em>Settenario<\/em>, pi\u00f9 volte ristampato, fino ai nostri giorni<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Ne ha dato le coordinate storiche il curatore del volume X delle opere ascetiche del santo, p. Oreste Gregorio, proponendo un\u2019edizione critica dello stesso, inserito tra gli opuscoli, aggiunti alla <em>Via della salute<\/em>. L\u2019operetta devozionale dal titolo <em>Settenario in onore di san Giuseppe,<\/em> fu pubblicata per la prima volta a Napoli nel 1758 insieme alla <em>Novena di Natale. <\/em>Del suo contenuto ci ha dato interessanti spunti di riflessione la professoressa Filomena Sacco, in un recente articolo<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli autori che precedono sant\u2019Alfonso nella letteratura inerente san Giuseppe, nella bibliografia giuseppina ne sono segnalati numerosi, specialmente membri della scuola francescana e carmelitana. Tra di essi ebbe particolare risonanza in epoca moderna l\u2019opera del gesuita A. M. Patrignani, <em>Il divoto di San Giuseppe fornito di esempli e di pratiche fruttuose per venerarlo, <\/em>apparsa a Venezia nel 1716. Essa fu la principale fonte di riferimento per l\u2019operetta alfonsiana. Tuttavia non fu l\u2019unico modello di riferimento. Tra i pi\u00f9 prossimi a Sant\u2019Alfonso vi sono alcuni autori napoletani precedenti o a lui contemporanei. Tra questi un ruolo di preminenza ebbe certamente il suo primo compagno Gennaro Maria Sarnelli. Egli nella letteratura giuseppina di stampo popolare occupa un posto di rilievo, per aver dato l\u2019attuale codificazione ad una pia pratica molto diffusa <em>I sette dolori e le sette allegrezze di san Giuseppe<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>. <\/em>A rivelare il primato del Sarnelli in questo particolare ambito \u00e8 proprio uno dei pi\u00f9 noti e accreditati studiosi del santo, p. Tarcisio Stramare. Egli trattando l\u2019argomento relativo alle devozioni di et\u00e0 moderna, riferendosi alle <em>Sette allegrezze e ai sette dolori<\/em> scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La devozione sembra modellata sulla corrispondente devozione all\u2019Addolorata, allora assai in voga. Ai sette dolori vennero presto aggiunte le sette allegrezze. La pratica dei Sette dolori e sette allegrezze di san Giuseppe, approvata dai Sommi Pontefici, \u00e8 molto diffusa. La formula \u00e8 attribuita al beato Gennaro Sarnelli (+ 1744), uno dei primi religiosi di sant\u2019Alfonso<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pia pratica ebbe origine nel secolo XVI, in ambito francescano, come sostiene lo stesso Stramare, in una sua dettagliata analisi storico-bibliografica sull\u2019argomento. L\u2019origine \u00e8 da attribuire ad un cappuccino italiano, Giovanni da Fano (+ 1539)<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, al suo <em>De Arte Unione<\/em> (1536). Egli in appendice riporta un pio esercizio intitolato \u201cLi septe pater nostri de san Joseph\u201d, facendone autore lo stesso san Giuseppe, il quale, dopo aver salvato due monaci naufragati sulle coste della Fiandra, li avrebbe esortati a recitare ogni giorno sette Pater e Ave in memoria dei suoi dolori<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle su san Giuseppe, apparse dal XVI secolo in poi, erano opere per lo pi\u00f9 riservate ad un pubblico di lettori piuttosto ristretto, costituito dagli ecclesiastici e da poche persone alfabetizzate. Le pratiche proposte nei libri menzionati erano lunghe e impegnative. Spesso erano costituite da meditazioni e preghiere, intervallate da inni, strofe e altre preghiere. Alcune erano scritte in latino, come l\u2019opera del carmelitano Arnoldo di San Giuseppe, che nel 1682, a Napoli, citt\u00e0 in cui si stava affermando il culto verso il santo, aveva pubblicato un <em>Manuale di devozione verso san Giuseppe, <\/em>in due volumi, inserendo la pia pratica delle sette allegrezze e sette dolori nel primo. Occorreva ridurre il testo ad una forma pi\u00f9 schematica e breve che consentisse la memorizzazione e la stampa in piccoli opuscoli da diffondere tra il popolo. Ad intuire questa necessit\u00e0 fu proprio il Beato Sarnelli, fecondo scrittore di opere spirituali divulgative e di piccoli stampati popolari che faceva distribuire durante le missioni popolari. In questo il Sarnelli fu anticipatore e ispiratore dello stesso sant\u2019Alfonso. Egli nel 1738 ripubblicando la sua opera <em>La via facile e sicura al paradiso<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>, <\/em>in fondo al secondo tomo, aggiungeva varie devozioni, tra cui quella verso il santo, la cui devozione popolare a Napoli si stava affermando velocemente. Basti solo pensare ai luoghi sacri, chiese, cappelle ed edicole votive, dedicate a san Giuseppe, specialmente in ambito carmelitano. Il curatore afferma che \u00absant\u2019Alfonso non fu estraneo alla compilazione\u00bb.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> \u00c8 evidente che la collaborazione pastorale ed editoriale tra i due missionari avesse altri punti di contatto, come l\u2019attenzione verso alcune devozioni di cui essi si fecero promotori. \u00c8 da rilevare che entrambi avevano contatti con la spiritualit\u00e0 carmelitana, specialmente con quella riformata, di cui frequentavano la produzione letteraria e gli ambienti napoletani, elemento che avvalora il loro impegno nella promozione di una devozione sentita come prioritaria al Carmelo<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 molto probabile che il Sarnelli intendesse diffondere tra il popolo della Capitale e dei suoi Casali la pia pratica, favorendo il suo inserimento tra quelle pi\u00f9 frequentate dal popolo devoto. Era il mercoled\u00ec il giorno della settimana dedicato al santo. In molte chiese si recitavano le allegrezze e i dolori, oltre alla messa votiva e ad altre coronelle o invocazioni. La devozione al \u00abpurissimo sposo di Maria\u00bb aveva fatto breccia nel sentimento religioso popolare e la sua figura ideale si imponeva come modello di virt\u00f9 familiari, sociali e religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strutta del testo devozionale sarnelliano \u00e8 schematica e funzionale ad una ben studiata pedagogia spirituale. Nel settenario di invocazioni si associano i sette dolori alle sette allegrezze (<em>gioie o gaudi<\/em>) della vita di san Giuseppe. Per ogni dolore e per la sua rispettiva allegrezza \u00e8 richiamato l\u2019episodio evangelico di riferimento e vi \u00e8 abbinata un\u2019invocazione nella quale si chiede al santo una precisa virt\u00f9 o grazia. Tra una preghiera e l\u2019altra si intercala la recita di un <em>Pater Ave e Gloria. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo risponde ad una struttura ben articolata. Nell\u2019enunciazione del dolore o della allegrezza, si considera un episodio della vita di Cristo, riportato nei vangeli o nella tradizione. Nell\u2019invocazione che segue ogni singolo dolore e allegrezza si chiede di ottenere una virt\u00f9 correlata al contenuto appena enunciato di cui il santo \u00e8 modello esemplare o una grazia spirituale collegata a quel particolare episodio richiamato. Abbinare meditazione e preghiera era tipico dello stile di Sarnelli e poi di Sant\u2019Alfonso. Per entrambi la meditazione precede la preghiera. E la preghiera scaturisce dal testo meditato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le virt\u00f9 o le grazie richieste non sono a caso, ma rispondono ad una precisa impostazione spirituale che segue un ordine prestabilito. Nel primo dolore si chiede la grazia della contrizione dei peccati, inizio della conversione, e nell\u2019ultima allegrezza si chiede la vita eterna. Mentre il fedele orante ripercorre i momenti salienti della vita di san Giuseppe, chiede al santo stesso l\u2019intercessione per il proprio cammino di fede. Si chiedono virt\u00f9 tipiche ricorrenti nell\u2019ascetica sarnelliana e alfonsiana: l\u2019amore alle umiliazioni e alla vita nascosta, l\u2019avversione alle grandezze del mondo e alle comodit\u00e0, il primato di Dio nei propri affetti, lo zelo per la salvezza delle anime, la fortezza nelle contrariet\u00e0, l\u2019amore alla preghiera, il fervore, l\u2019odio al peccato, il cercare solo la gloria di Dio, la perseveranza finale. Nel <em>Settenario<\/em> convergono tutti i temi della spiritualit\u00e0 del Sarnelli e poi di sant\u2019Alfonso, che ha il suo centro nella conformazione (imitazione e sequela) a Cristo, espressa eloquentemente nella formula <em>Che io odii tutto ci\u00f2 che odia Ges\u00f9 e che ami tutto ci\u00f2 che ama Ges\u00f9. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La devozione per Sarnelli non \u00e8 una semplice e naturale effusione di affetti e di sentimenti, ma impegno e dedizione per crescere nella vita spirituale. Nel sottofondo si sente l\u2019ansia del missionario per la salvezza dei fratelli, l\u2019abilit\u00e0 del confessore e direttore spirituale nel tracciare un itinerario di perfezione evangelica, l\u2019autorevolezza del predicatore nell\u2019esortare e nel fornire i mezzi e gli strumenti utili per il proprio cammino di santit\u00e0. \u00c8 chiaro che il beato pensava e componeva le sue opere come <em>ausiliare e complementari <\/em>alla missione. Il libro o l\u2019opuscolo avevano lo scopo di garantire una continuit\u00e0 alla predicazione. Erano un aiuto efficace alla <em>vita devota<\/em> dei fedeli, sia che essa fosse praticata in parrocchia, sia in ambito domestico o privato. A questo proposito \u00e8 emblematica l\u2019intenzione che segue alla VI<sup>a<\/sup> allegrezza: <em>Vi prego ottenermi da Dio che io mi affezioni alla santa orazione e non lasci o diminuisca giammai, n\u00e9 per tedii e tentazioni, n\u00e9 per aridit\u00e0 e desolazioni, ma perseveri fino alla morte a conversare col mio Dio mediante questo beato esercizio. Gran santo questa grazia vi cerco sopra tutte le altre, perch\u00e9 gi\u00e0 so che chi \u00e8 anima di orazione \u00e8 salva e santa: ottenetemela Padre e maestro della orazione; ottenetemela per piet\u00e0, per quanto amate Ges\u00f9, per quanto amate Maria. <\/em>\u00c8 la preghiera pi\u00f9 lunga di tutto il settenario. In essa si condensano tutti gli insegnamenti essenziali sulla preghiera, espresse dal Sarnelli nelle sue opere e poi riprese e sviluppate da sant\u2019Alfonso nelle sue. La preghiera \u00e8 definita con la formule <em>conversare con Dio.<\/em> San Giuseppe \u00e8 chiamato <em>padre e maestro di orazione<\/em>, epiteto che richiama la devozione di santa Teresa di Ges\u00f9 verso il santo e la successiva spiritualit\u00e0 carmelitana, che ha in questo tema uno dei suoi cardini. Un\u2019altra formula rivela la pedagogia del missionario popolare nell\u2019inculcare l\u2019amore alla preghiera, tema privilegiato nella predicazione redentorista: <em>perch\u00e9 gi\u00e0 so che chi \u00e8 anima di orazione \u00e8 salva e santa. <\/em>Santit\u00e0 e salvezza sono gli obbiettivi della vita di Grazia. In queste brevi espressioni sono sintetizzati insegnamenti fondamentali che il fedele cristiano ripete nel momento in cui prega e interiorizza, recitando la pia pratica a cadenza settimanale. Il Sarnelli in questo ambito di produzione letteraria prende nettamente le distanze dallo stile fiorito e ampolloso del barocco e inaugura una nuova modalit\u00e0 di scrittura: pi\u00f9 essenziale, pi\u00f9 breve e calibrata, finalizzata all\u2019acquisizione di elementi utili alla vita spirituale. Nello schema che segue si riportano i temi dei dolori e delle allegrezze con le relative intenzioni di preghiera. A partire da essi \u00e8 possibile rendersi conto della struttura del <em>Settenario<\/em> e cogliere l\u2019organizzazione dei contenuti, il tono e lo stile utilizzato dall\u2019autore.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"28\"><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>DOLORE<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><strong>VIRTU\u2019 O GRAZIA<\/strong><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>ALLEGREZZA<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><strong>VIRTU\u2019 O GRAZIA<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">1<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Gravidanza della Vergine<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>Contrizione dei peccati efficace emenda e mutazione di vita.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Rivelazione dell\u2019Incarnazione nel sogno<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>\u00abChe il mio cuore sia pieno della luce e della grazia dello Spirito Santo\u00bb.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">2<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Parto della Vergine in un stalla<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>\u00abOdio e avversione a tutte le comodit\u00e0 e grandezze vane del mondo\u00bb.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Vedere Ges\u00f9 glorificato dagli angeli, visitato dai pastori, adorato dai Magi.<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>Amore alla povert\u00e0, alle umiliazioni, alla vita nascosta e desiderio di piacere a Dio solo<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">3<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Circoncisione di Ges\u00f9<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>\u00abChe io cacci via dal mio cuore ogni pensiero ed ogni affetto che non \u00e8 di Dio\u00bb.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Imposizione del santo Nome di Ges\u00f9<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>\u00abFervoroso amore a Ges\u00f9 e che il suo sangue voglia efficacemente salvar l\u2019anima mia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">4<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>La profezia del vecchio Simeone<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>\u00abVero zelo per la salute eterna dei poveri peccatori e che procuri con orazioni, penitenze, elemosine, buoni esempi e desiderio, tirare tutte le anime alla conoscenza e amore del vostro e mio Ges\u00f9\u00bb.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Ges\u00f9 salvatore del genere umano<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>\u00abChe il mio cuore non abbia altri desideri ed altri impegni che vedere glorificato Dio e salvate le anime sue dilette; e che io con tutto il mondo ben capisco non esservi altro male fuori del peccato\u00bb.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">5<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Persecuzione di Erode e fuga in Egitto<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>\u00abFortezza negli incontri e nelle persecuzioni ed amore alla croce ed ai travagli e che abbia a pregare sempre ogni bene per chi mi perseguita e mi vuol male\u00bb.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>\u00abQuando vedeste gi\u00e0 cominciata ad abbattere l\u00e0 nell\u2019Egitto l\u2019idolatria e cominciate ad illuminare quelle anime che non conoscevano il vero Dio\u00bb<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>\u00abChe io odii tutto ci\u00f2 che odia Ges\u00f9 e che ami tutto ci\u00f2 che ama Ges\u00f9\u00bb.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">6<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Ritorno dall\u2019Egitto<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>\u00abChe io scansi e mi allontani da tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 fare ombra all\u2019anima mia, acci\u00f2 si conservi sempre pura e fervorosa\u00bb.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Vita nascosta a Nazaret e santa conversazione con Ges\u00f9 e Maria<\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>Amore alla preghiera e perseveranza in essa<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"28\">7<\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Lo smarrimento di Ges\u00f9 <\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><em>\u00abChe io non senta altra perdita che quella della grazia del mio Ges\u00f9, anzi mi rallegri nella perdita di cose temporali e solo pianga quando scapito nell\u2019amore del mio Dio\u00bb.<\/em><\/td>\n<td width=\"142\"><strong>Ritrovamento di Ges\u00f9 nel Tempio <\/strong><\/td>\n<td width=\"151\"><em>\u00abVi prego di farmi trovare la pienezza della grazia del mio Ges\u00f9 e che fino all\u2019ultimo momento della mia vita con tutta la intensit\u00e0 del mio cuore aspiri solo a Ges\u00f9 e venga poi con voi a lodarlo, a glorificarlo e a goderlo nel santo Paradiso\u00bb.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vincenzo La Mendola C.Ss.R.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> L\u2019ultima ristampa in italiano a cura di p. G. Silvestri \u00e8 inserita nel volume S. Alfonso M. De Liguori, <em>Novene, ottavari e un settenario, Meditazioni, preghiere e canti, <\/em>Shalom, Camerata Picena (AN), 2013, 59-93.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> F. Sacco, <em>Pensieri alfonsiani su san Giuseppe<\/em>, in <em>Scala News, notizie dal mondo redentorista (on line)<\/em>, del 19 marzo 2021.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> L\u2019edizione delle opere del Sarnelli a cui ci siamo riferiti per il <em>Settenario<\/em> e per le citazioni riportate in questo studio \u00e8: G. M. Sarnelli, <em>Il mondo riformato nella istituzione ed educazione dei fanciulli\u2026, <\/em>vol. II, Tipografia e Libreria di Andrea e Salvatore Festa, Napoli 1888, 434-438.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> La citazione \u00e8 riportata in M. Del Pozzo, <em>Con cuore di padre. L\u2019avventura umana e divina di san Giuseppe, <\/em>Ares, Milano 2020, 3 (<em>Introduzione<\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Su Giovanni da Fano vedi: C. Cargnoni, <em>Fonti, tendenze e sviluppo nella letteratura spirituale cappuccina primitiva, <\/em>in \u00abCollectanea Franciscana\u00bb, 48 (1978), 347-360.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> L\u2019argomento relativo alle devozioni e la loro origine storica \u00e8 trattato in tutto il capitolo X del volume: T. STRAMARE, <em>San Giuseppe. Dignit\u00e0, Privilegi, Devozioni,<\/em> Ed. Shalom, Camerata Picena (AN) 2008.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> La prima edizione \u00e8 del 1733. Cf. De Meulemeester, <em>Bibliographie, <\/em>II, 373.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> S. Alfonso M. De Liguori, <em>Via della salute e Opuscoli affini, <\/em>Opere Ascetiche X, testo critico, introduzione e note a cura di Oreste Gregorio, Ed. Storia e Letteratura, Roma 1968, XXX-XXXVII (<em>Introduzione<\/em>), in particolare la nota 4.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> L\u2019importanza storica della devozione a san Giuseppe nell\u2019Ordine del Carmelo \u00e8 sottolineata nella<em> Lettera dei Superiori Generali O. Carm. e O.C.D. alla famiglia carmelitana alla famiglia carmelitana nella ricorrenza del 150esimo anniversario della proclamazione del patrocinio di san Giuseppe sulla Chiesa universale, <\/em>dell\u20198 dicembre 2020.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Anno di San Giuseppe, annunciato da Papa Francesco, ci chiama a onorare San Giuseppe come custode e protettore della Chiesa e dei suoi fedeli con sincera preghiera e devozione, incoraggiando tutti a prendere la sua vita virtuosa come nostro modello per la realizzazione della nostra vocazione a santit\u00e0. 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