{"id":14330,"date":"2021-04-02T05:26:20","date_gmt":"2021-04-02T05:26:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=14330"},"modified":"2021-04-01T17:52:49","modified_gmt":"2021-04-01T17:52:49","slug":"trascendere-loffesa-nel-dono","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2021\/04\/trascendere-loffesa-nel-dono\/","title":{"rendered":"Trascendere l\u2019offesa nel dono"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i confratelli redentoristi si parla spesso a tavola, anche di quanto ho esposto nel <a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/blog\/2021\/03\/12\/809\/\">precedente post<\/a>. Specie di domenica, quando abbiamo pi\u00f9 tempo per questo. A causa del coronavirus, si pu\u00f2 stare solo in due per tavolo, per rispettare doverosamente le distanze cautelari. Questo fa s\u00ec che si possa entrare in un dialogo pi\u00f9 interpersonale. <strong>Nella fiducia reciproca, anche a tavola si possono condividere pi\u00f9 profondamente le cose che si vivono nella concretezza, intercettando le lezioni da imparare e le consolazioni da cogliere. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mi aiuta a lasciare il pensiero spesso troppo umano e a sintonizzarmi con il pensiero e lo stile di vita dello stesso Ges\u00f9 che insieme cerchiamo di seguire nella vita religiosa. A volte emergono tratti sorprendenti, forse leggermente \u201coscurati\u201d anch\u2019essi, ma \u2013 quando esposti alla luce della carit\u00e0 reciproca \u2013 si trasformano. In uno dei colloqui \u00e8 emersa una mia persistente mancanza di riconciliazione con l\u2019esperienza che avevo fatto il Polonia, immerso appieno nella prima ondata della crisi sanitaria ancora in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sto riferendo all\u2019esperienza davvero forte, vissuta con la comunit\u00e0 dei redentoristi di Tuch\u00f3w (seminario) dove mi trovavo in quei mesi. Il Covid-19 ha scombussolato tutto: noi che eravamo in buona salute abbiamo dovuto trasferirci in un\u2019altra comunit\u00e0. In un primo momento, mi \u00e8 parso di vedere che i confratelli dell\u2019altra comunit\u00e0, terrificati dalla paura del contagio, quasi non ci volessero accogliere, pur trattandosi di una struttura separata, vicina alla loro comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo confessare: mi sono sentito ferito da questa non-accoglienza dei confratelli. Mi ha colpito proprio tanto questo essere indesiderato, questo essere inaccettabile per i fratelli, proprio nel momento di grande bisogno. Alla fine, siamo stati accolti nella struttura, ma\u2026 sempre distanziati, anche emotivamente, non sapendo gestire la grande paura per il Covid-19. Finito l\u2019anno accademico 2019-2020, sono tornato a Roma. Il cuore pare sia rimasto imprigionato nell\u2019esperienza di paura che effettivamente ha danneggiato i miei rapporti con alcuni confratelli. Lo portavo dentro. Credo che tutto stesse anzi stigmatizzandosi in una forma di ferita che non voleva guarire\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 qui che torna la narrazione sull\u2019avere tempo per l\u2019altro. Quando si ha il tempo, marcato dalla gentilezza e dalla bont\u00e0 che ascolta, la realt\u00e0 pu\u00f2 rivelarsi per quello che \u00e8 senza ferire\u2026 I colloqui \u201cevangelici\u201d a tavola, sul seguire Ges\u00f9 insieme nel concreto, hanno gettato un raggio di luce anche sulle mie oscurit\u00e0, in particolare sul mio non saper perdonare il passato appena concluso. Ho compreso che questa situazione come una chiamata personalissima di Ges\u00f9 rivolta a me. Mi sono reso conto di dover fare qualcosa. Ma che cosa dovevo fare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cerca di luce, nei colloqui semplici e disarmati a tavola, sono emerse alcune riflessioni semplici su come Dio-Carit\u00e0 supera l\u2019offesa. Un confratello si \u00e8 spinto a dire che <strong>Dio, in pratica, non Lo si pu\u00f2 offendere mai, perch\u00e9 Egli trascende sempre l\u2019offesa nel dono (riferibile a Benedetto XVI). Questo mi ha fatto fare uno scatto decisivo nel cuore. Mi sono detto: \u201cDevi trascendere l\u2019offesa (vera o presunta) nel dono, e subito!\u201d. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casualit\u00e0: lo stesso giorno su un gruppo interno <em>WhatsApp<\/em> \u00e8 comparsa una notizia sulla situazione grave relativa alla salute di due padri proprio della comunit\u00e0 di cui sto parlando con richiesta di preghiera per loro. Per me \u00e8 diventata un\u2019opportunit\u00e0 di fare un passo concreto, di trasformare la mia ferita in un dono. Ho risposto personalmente con un saluto e con una parola di assicurazione della mia preghiera fraterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, \u00e8 giunta un\u2019altra notizia preoccupante relativa a mia sorella e a suo figlio quattordicenne, anch\u2019essi nella lotta contro il coronavirus. Ho deciso di dare ai miei cari un segno concreto di vicinanza in questa situazione dolorosa, celebrando l\u2019Eucaristia per loro. Ma proprio in quel momento mi \u00e8 venuto il pensiero, che posso offrire questa messa anche per i miei confratelli di Lubaszowa. Anche loro sono stati contaminati dal virus\u2026 \u00e8 proprio nell\u2019Eucaristia che \u00e8 avvenuto il passo decisivo di guarigione, nel trascendere l\u2019offesa nel Dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 seguita una felice comunicazione da parte mia: \u00abPadre, alle 12.00 ho celebrato l\u2019Eucaristia qui, a Roma, davanti alla Madonna del Perpetuo Soccorso, per i vostri malati, per tutti voi\u00bb. Il confratello ha risposto immediatamente, con parole penetranti: \u00abPadre, grazie mille. Colgo l\u2019occasione per chiederti: se c\u2019\u00e8 stato qualcosa di sbagliato da parte mia durante il vostro soggiorno da noi nel mese di giugno scorso, scusatemi! A volte, proprio quando si vuole fare il bene, le cose vanno nel senso opposto. Volevo parlartene gi\u00e0 tempo fa, ma forse non ce n\u2019\u00e8 stata data l\u2019occasione. Grazie!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho risposto scrivendo: \u00abPadre, ho pensato alle mie reazioni. Ges\u00f9, recentemente, mi ha sollecitato con forza a perdonare e a (ri)costruire le relazioni. Sai, Padre, durante la mia permanenza a Tuch\u00f3w, quando la comunit\u00e0 era stata colpita dal virus, ho dovuto attraversare l\u2019esperienza di una grande paura per me stesso, ma Dio mi ha guidato. \u00c8 stato un cammino difficile. Non mi rendevo conto che anche gli altri fratelli si stavano confrontando con un\u2019esperienza analoga. Dispiace anche a me, per aver pensato e anche parlato male di voi. Mi dispiace, padre. Perdonami ti prego!\u00bb. Lui ha risposto: \u00abPadre, grazie mille. Padre, ti perdono e ti chiedo di perdonarmi\u00bb!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei concludere questa mia riflessione con un testo prezioso e forte di san Francesco d\u2019Assisi. Nel contesto del martirio dei primi frati, il Poverello d\u2019Assisi offre un monito ai suoi fratelli. Proprio qui si trova la fonte del titolo della enciclica di Papa Francesco: <em>Fratelli tutti<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<em>Ammonizione VI<\/em> dice: \u00abGuardiamo con attenzione, fratelli tutti, il buon pastore, che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce. Le pecore del Signore l\u2019hanno seguito nella tribolazione e nella persecuzione, nella vergogna e nella fame, nell\u2019infermit\u00e0 e nella tentazione e in altre simili cose, e per questo hanno ricevuto dal Signore la vita eterna. <strong>Perci\u00f2 \u00e8 grande vergogna per noi, servi di Dio, che i santi hanno compiuto le opere [\u2026] e noi vogliamo ricevere gloria e onore con il solo raccontarle\u00bb<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. <\/strong>I santi hanno \u201ccompiuto le opere\u201d, quindi si tratta dello stile della nostra vita, della nostra vita morale, in cui la parola nasce dai fatti e i fatti nascono dalla Parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono permesso di comunicare tutto questo, con tratti molto personali, per mettere in evidenza che <strong>ogni contesto, anche il pi\u00f9 oscuro, si illumina, se lungo la strada (anche a tavola) ci si incontra tra cuori aperti e gentili che \u201channo tempo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Padre Krzysztof Bielinski, CSsR<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> San Francesco d\u2019Assisi, <em>Ammonizioni <\/em>VI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) Con i confratelli redentoristi si parla spesso a tavola, anche di quanto ho esposto nel precedente post. 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