{"id":1550,"date":"2015-04-27T06:09:16","date_gmt":"2015-04-27T06:09:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550"},"modified":"2016-04-27T06:16:26","modified_gmt":"2016-04-27T06:16:26","slug":"ai-membri-della-congregazione-del-santissimo-redentore-16-ottobre-2005","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2015\/04\/ai-membri-della-congregazione-del-santissimo-redentore-16-ottobre-2005\/","title":{"rendered":"Ai Membri della  Congregazione del Santissimo Redentore-16 ottobre 2005"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">Roma, 16 ottobre 2005<br \/>\nProt. N\u00b0 0000 286\/2005<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>re: il termine dell\u2019Anno Gerardino<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carissimi confratelli,<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>A tutti voi giunga il nostro saluto nel santissimo, caro Dio unico datore dell\u2019abbondante redenzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine dell\u2019Anno Gerardino, che ha visto la felice coincidenza di due anniversari, riguardante uno dei santi pi\u00f9 conosciuti della nostra famiglia religiosa, il centenario della canonizzazione (1\u00b0 dicembre 1904) e il 250\u00b0 anniversario della morte (16 ottobre 1755) di Gerardo Maiella, inviamo a voi tutti, padri, fratelli, studenti, novizi e postulanti, questa nostra lettera.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in occasione dell\u2019apertura del giubileo di san Gerardo, cos\u00ec scriveva \u00abL\u2019Anno Gerardino costituisce per l\u2019intera Famiglia dei Redentoristi un\u2019occasione propizia per rinnovare l\u2019impegno personale e comunitario nel rispondere alle sfide attuali dell\u2019evangelizzazione con la stessa prontezza e creativit\u00e0 di san Gerardo e del Fondatore sant\u2019Alfonso Maria de Liguori, al loro tempo\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gerardo infatti \u00e8 \u00abfulgido esempio\u00bb di quell\u2019\u00abatteggiamento spirituale\u00bb richiesto oggi per l\u2019evangelizzazione; perci\u00f2 \u00abvi esorto \u2013 continuava il Papa \u2013 a seguire il suo stesso itinerario spirituale e, come lui, a restare fedeli al vostro carisma, senza temere le immancabili difficolt\u00e0 che ogni vero rinnovamento porta con s\u00e9\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li>Gerardo oltre ad essere fulgido esempio per tutta la Congregazione \u00e8 soprattutto un uomo apostolico che con il suo impegno ha annunciato la Parola Dio, ha riportato a Dio tanti cuori, si \u00e8 fatto carit\u00e0 per gli altri e ha difeso in ogni occasione la dignit\u00e0 della persona. Questo dinamismo spirituale-apostolico, vissuto da Gerardo, \u00e8 un valido stimolo per rispondere in modo creativo alle sfide dell\u2019evangelizzazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornare alle nostre radici significa proprio rileggere e far memoria, del nostro \u201cpatrimonio di santit\u00e0\u201d che ha incarnato e ha donato la vita per l\u2019annuncio della redenzione. L\u2019esortazione apostolica post-sinodale Vita consecrata ci ricorda che \u00abi santi e le sante sempre sono stati fonte e origine di rinnovamento nelle pi\u00f9 difficili circostanze in tutta la storia della Chiesa\u00bb (n. 35).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li>L\u2019ultimo Capitolo Generale (Roma 2003), indicando come tema del sessennio \u201c<em>Chiamati a dare la vita per l\u2019abbondante redenzione<\/em>\u201d, ha voluto sottolineare con coraggio questa \u00abconversione personale e comunitaria\u00bb, per un annuncio sempre fedele all\u2019intuizione carismatica delle nostre origini cos\u00ec come ci invitava Giovanni Paolo II.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro impegno precipuo come redentoristi \u00e8 annunciare a tutti gli uomini la Copiosa Redemptio; solo incarnando ci\u00f2, nella vita personale e comunitaria, saremo testimoni vocazionali credibili del Regno dei Cieli. A partire da queste indicazioni vogliamo condividere le nostre riflessioni sulla ricchezza spirituale di Gerardo, ma soprattutto il suo messaggio, ancora attuale per il nostro oggi.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li>In occasione di questo centenario non possiamo che rendere grazie a Dio per tutte le altre figure di fratelli laici, che ci ha donato lungo i secoli, i quali seguendo le orme di Cristo nel nostro Istituto, rappresentano il nostro patrimonio di santit\u00e0. Senza il lavoro, silenzioso e prezioso, di tanti fratelli laici la nostra Congregazione non si potrebbe reggere in quanto viene a mancare un \u00abpolmone\u00bb del nostro essere comunit\u00e0 per l\u2019annuncio.<\/li>\n<li><strong> La Spiritualit\u00e0 di Gerardo<\/strong><\/li>\n<li>Dalla lettura dell\u2019epistolario di Gerardo, emerge che gi\u00e0 durante la sua vita, per le azioni compiute e per le parole dette e scritte, appare un uomo fuori dal comune. La \u201cpazzia\u201d per Ges\u00f9 Eucaristia, i gesti di \u201ccarit\u00e0\u201d, il silenzio dinanzi alla calunnia, gli conferiscono l\u2019immagine di una persona straordinaria. Egli, scorgendo l\u2019immagine di Dio nel volto dell\u2019uomo, cerca di alleviare le sofferenze, sia fisiche che spirituali, di coloro che incontra sul suo cammino. Per avvicinarsi alla spiritualit\u00e0 di Gerardo occorre partire dal suo rapporto familiare con Dio che egli definisce, \u00absantissimo, caro Dio\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn2\" name=\"_ednref2\"> [2] <\/a>Si tratta di un Dio vicino, amato con tutte le forze, sentito come il tesoro e il senso decisivo della vita: un Dio presenza di amore, con cui \u00e8 bello vivere in rapporto di amicizia.<\/li>\n<li>Analizzando gli scritti di Gerardo, emerge che sviluppa un percorso spirituale sempre pi\u00f9 segnato dalla vicinanza misericordiosa di Dio, che sfocia in rapporto comunionale intimo, che \u00e8 il cuore della \u201ccopiosa redemptio\u201d. In forza di essa il rapporto con Dio diventa per Gerardo un rapporto che d\u00e0 pienezza, gioia, sicurezza: un rapporto che \u201csciala\u201d, secondo l\u2019espressione di un frammento di lettera a suor Maria di Ges\u00f9 trasmessoci dal Caione: \u00abIo mi trattengo in Napoli per compagno al P. Margotta ed ora pi\u00f9 che mai me la scialer\u00f2 col mio caro Dio\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn3\" name=\"_ednref3\"> [3] <\/a>Anche vivendo in questa profonda comunione con il suo \u00abcaro Dio\u00bb, Gerardo sa che ha bisogno di momenti specifici di preghiera, di silenzio, di solitudine e che non pu\u00f2 far mai a meno dell\u2019eucaristia.<\/li>\n<li>La spiritualit\u00e0 di Gerardo \u00e8 testimonianza degli orizzonti di speranza, di libert\u00e0, di gioia che Dio, con la sua chenosi misericordiosa, ha aperto agli uomini: il caro Dio, con il quale vive in profonda comunione, \u00e8 presenza di amore che rende capaci di liberarsi, di crescere, di \u00abingrandirsi\u00bb. Nel Regolamento, egli annota queste parole emblematiche che possono essere viste quasi come il suo testamento spirituale: \u00abCerti hanno l\u2019impegno di fare questo e quello; ed io ho solo l\u2019impegno di fare la volont\u00e0 di Dio\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn4\" name=\"_ednref4\"> [4]<\/a><\/li>\n<li>Gerardo \u00e8 l\u2019innamorato di Maria, il suo amore per la Madre di Dio \u00e8 sincero, spontaneo, legato ai gesti e al linguaggio della devozione mariana, propria del popolo. Egli si affida completamente nelle mani di Maria e la elegge, insieme allo Spirito Santo, come sua protettrice e consolatrice. Il continuo riferimento alla Madonna nei suoi scritti, non assume solamente il valore di difesa, ma \u00e8 garanzia affinch\u00e9 l\u2019amore, la comunione con il prossimo siano lette alla luce del \u00abVangelo della vita\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn5\" name=\"_ednref5\"> [5]<\/a><\/li>\n<li><strong> La spiritualit\u00e0 di Gerardo per il nostro oggi<\/strong><\/li>\n<li>Gerardo \u00e8 portatore ancora oggi di un messaggio spirituale in grado di sostenere e stimolare la fedelt\u00e0 al vangelo in una testimonianza di carit\u00e0, capace di cogliere i bisogni dei pi\u00f9 abbandonati. \u00c8 necessario guardare a Gerardo dall\u2019angolazione di una spiritualit\u00e0 impegnata a rispondere alle sfide attuali dell\u2019evangelizzazione, per porre in risalto la carica di gioia e di speranza che contrassegna il suo cammino, che sfocia in una dinamica d\u2019annuncio redentivi, missionaria e vocazionale verso i pi\u00f9 abbandonati.<\/li>\n<li>La solidariet\u00e0 pronta e generosa con tutti i bisognosi \u00e8 un tratto fondamentale della spiritualit\u00e0 di Gerardo Maiella che ci invita a riflettere sul nostro essere redentoristi. La solidariet\u00e0 con i poveri \u00e8 in Gerardo soprattutto fedelt\u00e0 al Redentore e alla sua scelta di condivisione con noi. La vera carit\u00e0 progetta i gesti e le parole partendo sempre dai bisogni degli altri. \u00c8 fedele alla maniera in cui Cristo \u00e8 venuto incontro all\u2019uomo: si incarna nella concreta situazione di necessit\u00e0 del fratello, per tentare una risposta che sia effettivamente di aiuto. La carit\u00e0 \u00e8 perci\u00f2 sempre ricca di rispetto sincero ed indica sempre un annuncio redentivo per l\u2019uomo.<\/li>\n<li>La devozione popolare invoca Gerardo come il protettore delle gestanti e tale riconoscimento \u00e8 presente gi\u00e0 quando egli \u00e8 in vita. Si \u00e8 radicato, fortemente, dopo la morte ed \u00e8 continuato, senza subire flessioni, fino ai nostri giorni anche attraverso alcuni riconoscimenti ufficiali. La nascita di qualsiasi bambino\u00a0 rende attuale il grande evento di Betlemme e ogni donna diviene lo strumento, nelle mani di Dio, per accogliere questo grande mistero (Cf. Evangelium vitae, n. 1). \u00abQuesto tratto tipico della sua carit\u00e0 \u2013 come ci ricordava Giovanni Paolo II nella sua lettera \u2013 costituisce \u2013 per noi redentoristi \u2013 e per i fedeli un incoraggiamento ad amare, difendere e servire sempre la vita umana\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn6\" name=\"_ednref6\"> [6]<\/a><\/li>\n<li>In occasione dell\u2019anno eucaristico, non dobbiamo dimenticare che la spiritualit\u00e0 di Gerardo, come ogni autentica spiritualit\u00e0 cristiana, \u00e8 centrata sull\u2019eucaristia. Egli ci invita soprattutto a lasciarci stupire dalla \u201cpazzia\u201d di un Dio che si dona senza condizioni e gratuitamente: si fa pane non solo per rimanere con noi, ma per rimanere in noi e trasformarci in lui. Perch\u00e9 questo si realizzi occorre affidarsi e lasciarsi guidare dalla vergine Maria, \u00abdonna \u201ceucaristica\u201d con l\u2019intera sua vita\u00bb.<a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_edn7\" name=\"_ednref7\"> [7]<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>III.\u00a0 Una continua esortazione vocazionale<br \/>\nnel messaggio di Gerardo<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"14\">\n<li>Nella vita quotidiana, e come spesso capita anche nelle nostre comunit\u00e0, i rapporti sono ancora troppo retti dalla logica della contrapposizione e marcati dalla paura: non abbiamo il coraggio di muovere il primo passo; aspettiamo che l\u2019altro tenda per primo la mano; dimentichiamo per\u00f2 <em>che solo l\u2019anticipo di fiducia rende l\u2019altro capace di fiducia<\/em>. Soprattutto deve preoccupare la maniera in cui la paura spinge a vedere il povero, il diverso: non pi\u00f9 il portatore di un appello etico da cogliere, ma il nemico da cui difendersi. Questi atteggiamenti ci fanno essere non-testimoni del \u00abvangelo della vita\u00bb. In questo contesto si svela quanto mai attuale l\u2019invito di Gerardo: <em>allegramente, animo grande<\/em>! Occorre ridare spazio alla speranza, nella vita personale come in quella comunitaria e apostolica. Possiamo farlo, perch\u00e9 Dio con noi sta scrivendo una storia di liberazione e di pienezza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 essenziale al fine del nostro apostolato avere sempre un \u201canimo grande\u201d in Dio, per diventare annunciatori della redenzione e veri<em>testimoni vocazionali<\/em>. Ai giovani che ci incontrano dobbiamo testimoniare il motivo che muove le nostre giornate, \u00abpronti a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza\u00bb che \u00e8 Cristo in noi (1Pt 3,15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre riscoprire il ruolo e la dignit\u00e0 di ogni vocazione e particolarmente dei fratelli coadiutori. Da sempre essi sono stati il ponte verso il mondo dove viviamo, permettendoci una vera incarnazione nel tessuto sociale. Essi con il loro apostolato fatto semplicit\u00e0 di linguaggio, condividendo le gioie e i dolori quotidiane del popolo, hanno da sempre saputo comprendere in profondit\u00e0 i bisogni degli abbandonati.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"15\">\n<li>L\u2019esperienza spirituale di Gerardo, centrata in Dio, presenza di amore capace di \u201cscialare\u201d il cuore dell\u2019uomo, pu\u00f2 essere di incoraggiamento e di sostegno. In questi anni abbiamo potuto sperimentare il continuo bisogno di formazione continua per tutti i confratelli per meglio precisare il nostro annuncio, e mai come oggi, dobbiamo assicurarla a tutti i membri della Congregazione, specialmente ai fratelli laici (st. 084) e ai gruppi che si ispirano al nostro carisma come i Laici Associati Redentoristi. Nel contesto in cui viviamo, agiamo e testimoniamo, siamo chiamati ad elaborare, con la creativit\u00e0 dello Spirito Santo, \u00abpercorsi\u00bb che conducono alla vera vita.<\/li>\n<li>Incalza la necessit\u00e0 d\u2019impostare il nostro apostolato come annuncio liberante di tutto l\u2019uomo. Ogni vera progettazione pastorale \u00e8 sempre vocazionale. Siamo chiamati ad una progettazione apostolica che abbia come punto centrale la Pastorale Vocazionale, sia per i fratelli che per i sacerdoti. L\u2019assenza di essa denuncia la fragilit\u00e0 e la debolezza del nostro modo di essere comunit\u00e0 apostolica. L\u2019odierna carenza vocazionale, causata da molteplici fattori, trova radici spesso nel nostro stile di vita poco veritiero e attraente. Siamo chiamati come comunit\u00e0 e come singoli ad essere presenza invocante, provocante e testimoniante.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono da potenziare quelle forme di apostolato come la pastorale vocazionale, i LAR o le associazioni gerardine, che nel passato sono state fonte di discernimento e formazione cristiana per tante persone incontrate nel nostro cammino. Il nostro patrimonio di santit\u00e0, come in Gerardo \u201cvero animatore vocazionale\u201d, \u00e8 un valido stimolo e aiuto per intraprendere, con la grazia di Dio, nuovi percorsi di speranza che sfociano nella carit\u00e0 evangelica.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"17\">\n<li>L\u2019annunzio della <em>copiosa redemptio<\/em> allora sar\u00e0 credibile, se far\u00e0 trasparire la pienezza di vita che Cristo \u00e8 venuto a donare: \u00abSono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza\u00bb (Gv 10,10). Gerardo nei suoi 29 anni di vita ci ha testimoniato che \u00e8 possibile vivere in pienezza la vita, perch\u00e9 Dio \u00e8 presenza che attrae, riempie, fa vivere e d\u00e0 significato e senso a tutta l\u2019esistenza.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nome del Consiglio Generale,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cristo Redentore,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Joseph W. Tobin, C.Ss.R.<br \/>\nSuperiore Generale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019originale di questa lettera \u00e8 in italiano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1] <\/a><em>Messaggio al Rev.mo P. Joseph William Tobin in occasione delle celebrazioni dell\u2019Anno Gerardino<\/em>, n. 2, in <em>L\u2019Osservatore Romano<\/em>, 8 settembre 2004, 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2] <\/a>G. Maiella, <em>Scritti spirituali<\/em>, Materdomini 2001, 117.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3] <\/a><em>Ivi<\/em>, 135.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4] <\/a><em>Ivi<\/em>, 146.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5] <\/a><em>Messaggio al Rev.mo P. Joseph William Tobin<\/em> op. cit., 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6] <\/a><em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1550#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7] <\/a><em>Ecclesia de Eucaristia<\/em>, n. 53.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 16 ottobre 2005 Prot. 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