{"id":1576,"date":"2015-04-27T07:08:25","date_gmt":"2015-04-27T07:08:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1576"},"modified":"2016-04-27T07:08:45","modified_gmt":"2016-04-27T07:08:45","slug":"chiamati-a-dare-la-vita-per-labbondante-redenzione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2015\/04\/chiamati-a-dare-la-vita-per-labbondante-redenzione\/","title":{"rendered":"Chiamati a Dare la Vita Per l\u2019Abbondante Redenzione"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008080; font-size: large;\"><b>Communicanda I &#8211; 2003-2009<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Communicanda <\/em>1<br \/>\n<\/strong>Prot. N\u00b0\u00a0 0000 110\/04<br \/>\nRoma, 8 aprile 2004<br \/>\nGioved\u00ec, <em>In coena Domini<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h3>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Carissimi confratelli,<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">a tutti voi, chiamati insieme a noi a <em>dare la vita per l\u2019abbondante redenzione<\/em> giunga il nostro saluto pi\u00f9 cordiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto tra il \u201cdare la vita\u201d e la trasformazione delle strutture<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn3\" name=\"_ednref3\"> [3] <\/a> pu\u00f2 apparire a molti come forzato, forse arbitrario. In comune, tra la prima e la seconda parte del testo appena citato, c\u2019\u00e8 solo l\u2019urgenza di cambiare: le nostre idee su Dio e sulla nostra vita da una parte, e le strutture dall\u2019altra. Dal canto suo, il Capitolo Generale non ha detto molto per avallare questo collegamento, che per\u00f2 a nostro parere ha due solidi motivi su cui fondarsi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha ricordato la lettera inviata alla Congregazione il 2 febbraio scorso, \u201cil tema <em>Dare la vita per<\/em> <em>l\u2019abbon-dante redenzione<\/em> \u00e8 una chiamata alla conversione, un invito per ciascuno di noi a cambiare le nostre idee su Dio e la nostra vita; e, nello stesso tempo, esso porta a riflettere su come le strutture della nostra Congre-gazione debbano essere trasformate perch\u00e9 i Redentoristi siano pi\u00f9 fedeli, creativi ed audaci nel portare avanti la missione che \u00e8 stata loro affidata\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn2\" name=\"_ednref2\"> [2] <\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono trascorsi oltre cinque mesi dalla conclusione del XXIII Capitolo Generale, e con questa <em>Communicanda <\/em>vogliamo trattare due punti importanti, che il Capitolo ha definito, affidandone l\u2019esecuzione al Consiglio Generale e alle altre strutture di governo della Congregazione: vale a dire il tema per il sessennio, e in secondo luogo il processo di ristrutturazione della Congregazione. E\u2019 nostra intenzione che ad altri impegnativi temi sollecitati dal Capitolo, come ad es. la Redenzione<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn1\" name=\"_ednref1\"> [1] <\/a>, siano dedicate nel corso del sessennio altre <em>Communicanda.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; da una parte troviamo il cammino percorso dalla Congregazione nel post-Concilio, che ultimamente ha indotto i Redentoristi a chiedersi con onest\u00e0 quale fosse il posto da essi riservato a Cristo nella loro vita. La chiamata a dare la vita vuole portare ad ulteriori conseguenze il tema della spiritualit\u00e0, mettendo in discussione la totalit\u00e0 della nostra dedizione alla missione e quindi anche le strutture <em>in<\/em> e<em> per<\/em> le quali la realizziamo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; dall\u2019altra parte, ci rendiamo conto dell\u2019estrema rapidit\u00e0 con cui il mondo cambia, e del fatto che le nostre strutture fanno fatica a stare al passo con questo cambio. Se le strutture che la Congregazione si \u00e8 dato sono servite alla realizzazione della sua missione in precedenti fasi della nostra storia, oggi, di fronte a un mondo che cambia, dobbiamo veri-ficare fino a che punto esse hanno una ragion d\u2019essere. \u201cDare la vita per la Redenzione\u201d non pu\u00f2 limitarsi ad un atto di spiritualit\u00e0 intimistico, ma deve tener conto delle sfide che il mondo d\u2019oggi ci pone.<\/p>\n<p>5.Alla luce di questi motivi, vogliamo fare due ulteriori precisazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; collegando il \u201cdare la vita\u201d al cambio di strutture, non partiamo da un punto zero. Gi\u00e0 gli ultimi Capitoli Generali hanno trattato alcuni dei temi spirituali accennati in questa <em>Communicanda<\/em>, e si sono interrogati sulla validit\u00e0 delle nostre strutture. Consideriamo tutto questo come parte della nostra memoria storica e come ulteriore spinta a cambiare, proprio per dare un approdo al cammino fin qui gi\u00e0 fatto;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; l\u2019intento di questa <em>Communicanda<\/em> \u00e8 soprattutto animare, avviando una riflessione. Ad esempio i temi della spiritualit\u00e0 e della missione delineati nella prima e nella seconda parte non sono accostati con preoccupazione dogmatica n\u00e9 trattati in modo esaustivo, essi vogliono solo preparare la successiva riflessione sulle strutture, e a partire da questa avviare nella Congregazione un graduale processo di trasformazione. A tale scopo la terza parte trova in questo testo un maggiore sviluppo, e va considerata come l\u2019apporto specifico che questa <em>Communicanda<\/em> vuole offrire alla missione redentorista oggi.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nI.Dare la Vita Oggi<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Un tema coraggioso<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Certamente quello che il Capitolo Generale ha affidato a tutti noi per i prossimi sei anni, non \u00e8 un tema facile. <em>Dare la vita per l\u2019abbondante redenzione<\/em> \u00e8 un pro-gramma ambizioso e controcorrente, non in linea con una tendenza oggi generalmente diffusa, che guarda con sospetto a chi si d\u00e0 totalmente e senza riserve.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Mentre oggi risulta cos\u00ec difficile impegnarsi a tempo pieno e definitivamente, in qualsiasi vocazione, il Capitolo ci sprona a dare la vita, e ci\u00f2 non pu\u00f2 essere fatto che \u201cper sempre\u201d. Quando molti vedono nell\u2019uso senza regole della libert\u00e0 personale un criterio per dire che una vita \u00e8 riuscita, il Capitolo ci invita a fare delle nostre esistenze un dono. In un tempo in cui la salvezza rischia di passare da <em>locus theologicus<\/em> a tema di economia e politica, il Capitolo ripropone l\u2019abbondante redenzione come qualcosa per cui valga la pena spendere i propri giorni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se \u2013 come abbiamo ipotizzato poco fa \u2013 \u201cdare la vita\u201d chiama in causa le stesse strutture con cui realizziamo la nostra missione, anche in questo caso la scelta del Capitolo ci appare come una coraggiosa risposta alle sfide del nostro tempo. Sempre pi\u00f9 ci rendiamo conto che il nostro \u00e8 un mondo globalizzato, dove i problemi di una regione si ripercuotono immediatamente sulle altre, e dove una cultura rischia di diventare egemone rispetto alle altre (pensiamo solo all\u2019uso di internet). Questo mondo, dove la comunicazione e la rapidit\u00e0 degli spostamenti sono alla base di una nuova antropologia, dove le migrazioni di masse e di etnie lasciano intravedere scenari nuovi di coabitazione e di confronto culturale, \u00e8 per il Capitolo una sfida a ripensare le nostre strutture e a rapportarle alle nuove sfide della missione. In un tempo in cui il crollo delle ideologie lascia sempre minori speranze ai poveri per un futuro migliore e crea un divario sempre pi\u00f9 netto tra loro e i ricchi, in un\u2019epoca in cui lo sfruttamento della manodopera dei paesi poveri a vantaggio delle multinazionali delle nazioni pi\u00f9 ricche raggiunge dimensioni scandalose, il Capitolo ci spinge a prendere posizione, e a dare la vita, non solo una parte di noi, ai pi\u00f9 abbandonati.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Quale missione giustifica strutture nuove?<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno di un mondo che cambia cos\u00ec rapida mente, a molti di noi sar\u00e0 capitato di chiedersi se la missione redentorista abbia ancora un senso che la giustifichi profondamente, al servizio della vera redenzione dell\u2019uomo, e soprattutto se essa abbia prospettive di futuro. Talvolta ci assale il dubbio se l\u2019intuizione spirituale, missionaria e teologico-morale di sant\u2019Alfonso, con tutta la tradizione che ne \u00e8 nata, abbia ancora diritto di cittadinanza in questo mondo. Sappiamo bene che dalla risposta a queste domande dipende tutto: dalla pastorale vocazionale alla formazione che diamo ai nostri giovani, dalla predicazione missionaria, ai progetti di aiuto sociale e al nostro impegno per la giustizia e la pace, per finire all\u2019assistenza che riserviamo ai nostri anziani. Solo una convincente e positiva risposta a queste domande pu\u00f2 giustificare un ulteriore cambio delle nostre strutture, con il gravoso lavoro che esso comporta.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Molti potrebbero attendersi da parte nostra una risposta esauriente, cosa che non costituisce l\u2019oggetto principale di questa <em>Communicanda<\/em>. Altri vorrebbero trovarvi una dichiarazione ciecamente ottimista. Siamo ben consapevoli di star vivendo tutti ancora una fase di ricerca, di esodo duro e spesso arido, nel quale fatica a delinearsi un futuro credibile per la nostra missione, se non per la vita religiosa pi\u00f9 in generale e per la Chiesa stessa. Pur tuttavia, non possiamo fare a meno di richiamare in queste pagine, seppur brevemente, alcune tracce di una investigazione tutta da proseguire, sia da parte dei nostri teologi che dei confratelli impegnati pi\u00f9 direttamente nella pastorale. In realt\u00e0, pi\u00f9 che delle tracce, ci sembra di intravedere dei solchi nei quali queste tracce dovrebbero essere ricalcate. Sono gli spazi vuoti creati dalle contraddizioni del mondo che sono poi le nostre stesse contraddizioni, sono dicotomie che comunque levano al cielo un grido di salvezza a cui toccher\u00e0 rispondere.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Pensiamo ad esempio allo spazio sempre pi\u00f9 grande che oggi i diritti dell\u2019individuo vanno conquistando: \u00e8 possibile immaginare \u2013 e fino a quando \u2013 un mondo simile? E in che misura questi diritti individuali rischiano di erodere progressivamente il terreno proprio della solidariet\u00e0, l\u2019unico che pu\u00f2 far sperare in un futuro?<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u2013 soprattutto nei paesi pi\u00f9 ricchi \u2013 sono il consumo e il piacere a dettare la sola ragione di vita, c\u2019\u00e8 da chie-dersi: ha ancora spazio la piet\u00e0 nel cuore dell\u2019uomo del nostro tempo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensiamo poi al campo morale, dove oggi il senso di colpa \u00e8 reso quasi nullo da un malinteso diritto alla libert\u00e0 personale: pur tuttavia, quando \u00e8 in gioco il bene comune, emerge prepotente un bisogno di etica, di correttezza politica e trasparenza negli interessi. Come conciliare libert\u00e0 individuale e salvaguardia del bene comune? E di fronte al peccato consumato e denunciato, in che misura si \u00e8 capaci di misericordia, quale fiducia viene accordata al peccatore e al suo riscatto? E se si concede perdono e possibilit\u00e0 di recupero, questi non sono visti come una scorciatoia per l\u2019impunit\u00e0?<\/p>\n<ol start=\"12\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Guardiamo anche allo scacchiere del mondo d\u2019oggi e al fatto che ormai si debba convivere con la costante paura del terrorismo: come coniugare il potente bisogno di pace da una parte, col diritto alla giustizia dall\u2019altra parte?<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se passiamo al campo della comunicazione, anche qui c\u2019\u00e8 un proliferare di contraddizioni: nella misura in cui abbondano i <em>mass media<\/em>, non \u00e8 spesso la condivisione profonda a mancare, dando luogo \u2013 in molti casi \u2013 ad una comunicazione povera e fredda? Inoltre, quante esistenze solitarie e problematiche si nascondono dietro l\u2019utente di una <em>chat<\/em>, di una rete, di cellulari? Al di l\u00e0 di questo culto della comunicazione, non intravediamo il bisogno di un amore pi\u00f9 grande, capace di dare senso a tutto ci\u00f2 che esiste? E tutto questo non ci chiama ad annunciare in modo nuovo Dio amore, al di l\u00e0 delle paure con cui la gente lo avvicina e delle false immagini che spesso gli vengono attribuite?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Cristo Redentore, unica risposta alle molte domande<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sappiamo di aver posto semplicemente delle domande, perch\u00e9 sappiamo che una risposta \u00e8 reperibile solo in una persona, Cristo. Sappiamo anche che troppo spesso non riusciamo a decifrare sia le domande che la risposta: le prime per via della rapidit\u00e0 del cambio in atto, la seconda forse per la nostra mancanza di fede. Ma nello stesso tempo sappiamo che solo Cristo \u201csvela pienamente l\u2019uomo all\u2019uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn4\" name=\"_ednref4\"> [4] <\/a><\/p>\n<p>Per la nostra missione di oggi e di domani, ancora Lui, il Cristo, non smette di essere la traccia sulla quale camminare, anzi la Via obbligata quanto necessaria: fare a meno di lui, dargli meno della nostra vita al servizio della Redenzione, \u00e8 un tradimento perpetrato allo stesso uomo di oggi. Di questo, in effetti, dobbiamo renderci conto: ad essere esposta a seria minaccia \u00e8 la stessa vocazione dell\u2019uomo, il suo codice genetico, l\u2019imma-gine e somiglianza per la quale egli \u00e8 stato pensato. E davanti a questa minaccia la nostra missione trova il suo motivo di essere oggi e le sue prospettive per domani. Proprio di fronte agli scenari di oggi troviamo un\u2018urgenza pi\u00f9 forte per la nostra missione, e con essa il diritto di invitare giovani e laici a condividere la nostra stessa vocazione.<\/p>\n<p><strong> II. Lasciarci Sedurre dall\u2019Amore di Dio in Cristo<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Fare tesoro del nostro cammino pi\u00f9 recente<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"15\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi decenni sono stati per tutta la Congregazione un\u2019occasione per rivisitare e approfondire il proprio carisma. Molto \u00e8 stato detto circa i fondamenti biblici e la ricchezza teologica della <em>copiosa redemptio<\/em>. Testi pi\u00f9 o meno voluminosi, articoli di riviste storiche e teologiche, tesi di laurea e di licenza sono stati dedicati allo specifico della nostra missione.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Consideriamo tutto questo cammino come fondamento della nostra identit\u00e0. Non pretendiamo riassumerlo in questa sede, n\u00e9 tanto meno metterlo in discussione, considerando anche alcune divergenze di lettura che tuttora sussistono tra i nostri studiosi. Forse di tutto questo lavoro sar\u00e0 prima o poi necessario fare un bilancio o una sintesi, ma anche su questo intento non vogliamo qui soffermarci pi\u00f9 del necessario.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ma proprio le ultime tappe del nostro cammino impongono alla nostra attenzione un punto dal quale non possiamo prescindere, e che a nostro parere \u2013 come abbiamo gi\u00e0 ricordato all\u2019inizio di questa <em>Communicanda<\/em> \u2013 deve ispirare la stessa ristrutturazione nella Congregazione. Gi\u00e0 il Capitolo Generale del 1997 ci aveva chiamati a verificare \u201dil modo in cui nutriamo ed esprimiamo la nostra relazione con Ges\u00f9 Cristo.\u201d<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn5\" name=\"_ednref5\"> [5] <\/a> Da parte sua, la lettera inviata alla Congregazione all\u2019inizio di questo sessennio sottolineava il nostro \u201cbisogno di lasciarci sedurre di nuovo dalla generosit\u00e0 assoluta e dall\u2019amore salvifico di Dio che \u00e8 donato in Cristo Ges\u00f9 Redentore\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn6\" name=\"_ednref6\"> [6] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">In altre parole, se \u201cCristo \u00e8 lo stesso ieri, oggi e sempre\u201d (Eb 13,8), quel che cambia \u00e8 il nostro rapporto con lui, le \u201cidee\u201d che ci siamo fatti di Dio e conseguentemente della nostra stessa vita<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn7\" name=\"_ednref7\"> [7] <\/a>, e la cui verifica \u00e8 alla base di ogni trasformazione, fosse anche delle nostre stesse strutture.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La domanda che pertanto diventa cruciale \u00e8: a che punto \u00e8 la nostra ricerca del volto di Cristo? Quali idee ci siamo fatti di lui? Per caso abbiamo smesso di tentare di capirlo? Conviviamo con lui come con un illustre sconosciuto, o \u2013 nel migliore dei casi \u2013 secondo imma-gini costruite da altri?<\/p>\n<p><strong><em>II nostro itinerario alla scoperta del volto di Cristo<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"19\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Anche Alfonso de Liguori dovette pi\u00f9 volte rivedere le sue idee sul Cristo e conseguentemente cambiare il suo rapporto con lui. La sua formazione giovanile lo vide adeguarsi alle idee religiose proprie della sua epoca: un Dio giudice severo da una parte, e dall\u2019altra un Cristo pi\u00f9 vicino all\u2019uomo che al Padre. Era Cristo che rappacificava l\u2019umanit\u00e0 con Dio e ne calmava lo sdegno, grazie alla sua sofferenza espiatrice, lo stesso Cristo scarnificato che vediamo nella tela dipinta da Alfonso nel 1719.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1723, anno che segna la sua \u201cconversione\u201d, Alfonso comincia a sentire la sua vita come chiamata all\u2019amore, e quindi come appello al dono di s\u00e8. Comincia a scoprire l\u2019importanza del cuore nel suo rapporto col Cristo, e poi soprattutto in seguito alle prime esperienze pastorali e missionarie il ruolo della speranza e della gioia. Quando poi si decide per la fondazione del nostro Istituto, dopo mille consultazioni e tra laceranti dubbi, una sola cosa gli \u00e8 chiara: egli deve \u201cfare della citt\u00e0 di Napoli un sacrificio totale a Ges\u00f9 Cristo\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn8\" name=\"_ednref8\"> [8] <\/a> Ma il suo itinerario spirituale non finisce sulle montagne di Scala: ancora le missioni, poi l\u2019insegnamento della teologia morale ai suoi studenti, la redazione di opere come le <em>Visite al Santissimo Sacramento<\/em> (1745) e successivamente della <em>Pratica di amare Ges\u00f9 Cristo<\/em> (1768) lo porteranno ad una sintesi cristologia matura e biblicamente fondata. Una sintesi che pu\u00f2 essere definita cos\u00ec: l\u2019amore del Padre trova la sua massima espressione nel darci suo Figlio, a sua volta fedele ritratto di Dio amore. E sono i misteri dell\u2019incarnazione, della nascita, della passione e morte, dell\u2019eucaristia i passaggi obbligati per capire l\u2019infinita tenerezza di Dio, pur non oscurando del tutto altri tratti del volto di Cristo cari alla teologia del tempo, come quello della vittima sacrificale.<\/p>\n<ol start=\"20\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Tutto questo pu\u00f2 sembrarci pacifico ed acquisito sul piano teologico, e in ogni caso fa parte della conoscenza che abbiamo del nostro fondatore. Quel che ci \u00e8 difficile immaginare \u00e8 il percorso, storico, esistenziale e spirituale che Alfonso ha compiuto nel corso della sua lunga vita. Davanti al Cristo che va scoprendo in modo sempre nuovo, egli non si mette nell\u2019atteggiamento del teologo speculativo. Il suo obiettivo \u00e8 innanzitutto pas-torale. Egli ascolta, legge, raccoglie testi, riflette, soprattutto prega quel che va scoprendo: ma tutto tende a portare questo Cristo che va scoprendo a coloro che pi\u00f9 ne hanno bisogno, vale a dire gli abbandonati, gli estromessi dai circoli teologici, dai salotti dei ben-pensanti, dalla normale cura pastorale assicurata dalla Chiesa, dalla dotta predicazione. E prima di tutto condivide questo stesso Cristo con la sua comunit\u00e0 redentorista, perch\u00e9 \u00e8 la comunit\u00e0 il primo segno dell\u2019abbon-dante redenzione, \u00e8 la comunit\u00e0 il luogo a cui i poveri possono liberamente accorrere per attingere a questa scoperta.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso, dunque, che il Capitolo Generale ha voluto prima di tutto che la Congregazione vivesse il tema <em>Dare la vita per l\u2019abbondante redenzione<\/em> in continuit\u00e0 con quello della spiritualit\u00e0 del precedente sessennio.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn9\" name=\"_ednref9\"> [9] <\/a> E non \u00e8 un caso che \u2013 oltre che la ristrutturazione \u2013 fosse la professione religiosa e il nostro modo di viverla oggi<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn10\" name=\"_ednref10\"> [10] <\/a> l\u2019altra grande preoccupazione del Capitolo. Qualcuno potrebbe aggiungervi anche la solidariet\u00e0, ma secondo la nostra opinione \u2013 maturata anche leggendo gli stessi documenti del Capitolo Generale \u2013 la solidariet\u00e0 rappresenta una delle dimensioni e delle ragioni che dovrebbero guidare la Congregazione alla ristrutturazione, pi\u00f9 che una preoccupazione fine a se stessa.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla professione religiosa, ecco un altro tema su cui ci auguriamo di tornare nel corso del sessennio, grazie anche alla collaborazione del Centro per la spiritualit\u00e0 redentorista. Quel che invece qui vogliamo sviluppare \u00e8 il tema della ristrutturazione, un processo che ogni congregato \u00e8 tenuto a condividere, facendolo nascere da un suo sempre rinnovato rapporto col Cristo, dal suo chiedersi incessantemente: come <em>dare oggi la vita per l\u2019abbondante redenzione<\/em>?<\/p>\n<p><strong><br \/>\nIII.\u00a0 La Ristrutturazione al Servizio della Missione<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Chiamati alla conversione<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"22\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Siamo chiamati alla conversione. Siamo chiamati a ri-esaminare il cammino fin qui percorso, a ridiscutere la nostra risposta alle esigenze attuali della missione redentorista, a rivedere il nostro stile di vita, la nostra mentalit\u00e0 e il nostro modo di organizzarci. Siamo invi-tati a rispondere con fedelt\u00e0 creativa alle sfide della missione nel mondo di oggi. Siamo chiamati ad essere fedeli al carisma della Congregazione e allo spirito del fondatore. Siamo invitati ad approfondire la ricerca di nuove maniere di rispondere alle esigenze dell\u2019an-nuncio del Vangelo, di annuncio della \u201c<em>copiosa redemptio<\/em>\u201d che troviamo in Ges\u00f9 Cristo, non solo con un discorso nuovo, o con un linguaggio nuovo, ma con una testimonianza di vita rinnovata.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">A partire dal Concilio Vaticano II la nostra Congregazione, e con essa l\u2019intera vita religiosa, \u00e8 entrata in questo processo. Abbiamo rivisto le nostre Costituzioni e Statuti; ci siamo sforzati di stabilire le priorit\u00e0 e abbiamo cercato, con la grazia di Dio, di trovare il cammino della coerenza tra la nostra professione di fede e la nostra vita; tra la professione religiosa e la vita comunitaria dedicata alla carit\u00e0 apostolica. Abbiamo cercato di rispondere con carit\u00e0 apostolica alle esigenze della nostra vocazione comunitaria.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Un impulso che viene da lontano<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"24\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 il decreto <em>Perfectae Caritatis<\/em> (1965) diceva con molta chiarezza: \u201cIl rinnovamento adeguato della vita religiosa comporta allo stesso tempo il continuo ritorno alle fonti di ogni vita cristiana e all\u2019ispirazione primi-genia degli Istituti, e l\u2019adattamento di questi Istituti alle mutate condizioni dei tempi\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn11\" name=\"_ednref11\"> [11] <\/a> Ma con altrettanta chi-arezza avvertiva: \u201cI migliori adattamenti alle esigenze attuali avranno successo solo se saranno animati da un rinnovamento spirituale, al quale si dovr\u00e0 sempre dare il primo posto, anche nello sviluppo delle opere esterne\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn12\" name=\"_ednref12\"> [12] <\/a> Ribadiva che \u201cun efficace rinnovamento e un adattamento possono essere ottenuti solo con la collaborazione di tutti i membri dell\u2019Istituto\u201d<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn13\" name=\"_ednref13\"> [13] <\/a> e che \u201cil modo di vivere, di pregare e di operare sia conveniente-mente adattato alle odierne condizioni fisiche e psichiche dei membri, come pure, per quanto \u00e8 richiesto dal carattere di ciascun Istituto, alle necessit\u00e0 dell\u2019apo-stolato, alle esigenze della cultura, alle situazioni sociali ed economiche, e ci\u00f2 dovunque, ma specialmente nei luoghi di missione. Anche il modo di Governo degli Istituti sia sottomesso ad esame secondo gli stessi criteri\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn14\" name=\"_ednref14\"> [14] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nei decenni successivi al Concilio, le circostanze, la cultura, la mentalit\u00e0 e la coscienza degli esseri umani sono molto cambiati e continuano tuttora a cambiare. Sono in un processo di cambio permanente. Tutto questo ci obbliga a non fermarci ai passi gi\u00e0 dati. La sequela di Ges\u00f9 Cristo e la fedelt\u00e0 al carisma della Congregazione richiedono da noi oggi un nuovo esame del nostro stile di vita, delle risposte missionarie che stiamo dando e del modo in cui ci organizziamo. Le strutture che abbiamo avuto dall\u2019inizio e quelle che abbiamo oggi sono solo dei mezzi, che ci aiutano a realizzare meglio le finalit\u00e0 della missione.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>II cammino proposto dagli ultimi Capitoli Generali<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"26\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 a partire dal 1979 i Capitoli Generali ci hanno chiamato con insistenza alla conversione, collegando sempre pi\u00f9 temi di natura spirituale e il bisogno di coerenza alla verifica delle strutture con cui realizziamo la nostra missione. Si pu\u00f2 dire che questi Capitoli hanno rappresentato per la Congregazione una ricerca sempre nuova di identit\u00e0, e un modo per attuare qualcosa che gi\u00e0 troviamo sancito nelle nostre Costituzioni, che cio\u00e8 \u201cnon possiamo lasciarci vincolare da quelle forme e strutture che renderebbero non pi\u00f9 missionaria la nostra attivit\u00e0\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn15\" name=\"_ednref15\"> [15] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se vogliamo fermarci solo al decennio appena trascorso, ci basti ricordare il Capitolo Generale del 1991, che chiedeva al Governo Generale di cominciare un pro-cesso di ristrutturazione, tendente soprattutto a: \u201ca) aiutare le Unit\u00e0 che quanto a personale sono inferiori a quanto richiesto dallo St. Gen. 088, come anche i gruppi di Unit\u00e0 che mostrano seri segni di declino nel personale; b) facilitare iniziative pastorali rinnovate che non sono facilmente gestibili da una sola Unit\u00e0\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn16\" name=\"_ednref16\"> [16] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il XXII Capitolo Generale (1997) affermava: \u201cConfermiamo il nostro impegno di Congregazione in continuit\u00e0 con i temi dei recenti Capitoli Generali. Si tratta di un processo che si sta gradualmente realizzando tra i Redentoristi. [\u2026] Riteniamo che la pratica di questo tema esiga da noi uno sguardo contemplativo sulla vita, che ci aiuti a leggere i segni dei tempi. Non \u00e8 facile raggiungerlo, e richiede una conversione, che \u00e8 dono dello Spirito. Chiediamo, perci\u00f2, che i Redentoristi centrino la loro attenzione sulla spiritualit\u00e0 come su di un fondamento, in modo che la Nuova Evangelizzazione sia edificata su di una roccia e non sopra la sabbia\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn17\" name=\"_ednref17\"> [17] <\/a> Per spiegare il senso di questa opzione, il documento finale raccomandava: \u201cLa Congregazione assuma la spiritualit\u00e0 come tema per il prossimo sessennio. [\u2026] I Congregati, attenti all\u2019indigenza spirituale di tante persone nella nostra societ\u00e0, cerchino mezzi nuovi e creativi per condividere con gli altri la propria eredit\u00e0 spirituale\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn18\" name=\"_ednref18\"> [18] <\/a> Anche questo Capitolo chiedeva con insistenza al Governo Generale di continuare con il processo di ristrutturazione iniziato nel 1991.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn19\" name=\"_ednref19\"> [19] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il XXIII Capitolo Generale (2003) ha assunto come tema del sessennio Dare la vita per <em>l\u2019abbondante redenzione<\/em>.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn20\" name=\"_ednref20\"> [20] <\/a> Il messaggio finale dice: \u201cvediamo questo tema in continuit\u00e0 col tema della spiritualit\u00e0 adottato dall\u2019ul-timo Capitolo Generale [\u2026]. Noi crediamo che non ci sia una spiritualit\u00e0 redentorista che non sia missionaria e che non ci sia una missione redentorista che non sia radicata nelle \u2018profondit\u00e0 di Dio\u2019\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn21\" name=\"_ednref21\"> [21] <\/a> E insiste: \u201cvorremmo fermare l\u2019attenzione su alcune conseguenze e sfide che <em>Dare la vita per l\u2019abbondante redenzione <\/em>comporta\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn22\" name=\"_ednref22\"> [22] <\/a> Si conferma anche la necessit\u00e0 di sottomettere a esame il nostro stile di vita, la nostra vita comunitaria, la testimonianza che diamo e di rivedere le nostre strutture, verificando come esse servono alla nostra missione: \u201cMan mano che il Capitolo procedeva, diventava chiaro per tutti che la Congregazione dovrebbe affrontare la sfida della ristrutturazione nell\u2019interesse della missione. La solidariet\u00e0 pu\u00f2 provocare molte strutture nuove e creative a tutti i livelli nella vita della Congregazione, specialmente nel campo della formazione e delle iniziative pastorali. Il P. Generale ci ha sfidato a pensare nella linea di nuove comunit\u00e0 internazionali e di nuove forme di governo Regionale. <em>Dare la vita per l\u2019abbondante redenzione<\/em> pone domande inattese a tutti noi\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn23\" name=\"_ednref23\"> [23] <\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>La necessit\u00e0 di rivedere le nostre attuali strutture<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"30\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Storicamente, le strutture della Congregazione sono state create per rispondere a una determinata espres-sione concreta della missione redentorista. Per natura loro, a differenza di quelle monastiche, le nostre strut-ture sono dinamiche, nascono per cambiare e per entrare periodicamente in discussione. Oggi tutti ci rendiamo conto che le esigenze della missione sono del tutto nuove e, pertanto, ci chiediamo se le strutture attuali rispondono alla missione di oggi. Questo \u00e8 stato l\u2019interrogativo posto durante l\u2019ultimo Capitolo Generale, che ha individuato varie nuove sfide e ha voluto dare ad esse una risposta. Nella decisione riguardante la ristrutturazione, il Capitolo ha detto: \u201cLe strutture amministrative della Congregazione non sono fine a se stesse, ma al servizio della missione. Al momento attuale c\u2019\u00e8 un consenso tra i Redentoristi sul fatto che le strutture della Congregazione a volte frenano una risposta creativa ed efficace alle urgenze pastorali dei nostri giorni\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn24\" name=\"_ednref24\"> [24] <\/a> Il Capitolo, pertanto, chiede che \u201cil Consiglio Generale continui nell\u2019opera di ristrutturazione della Congregazione\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn25\" name=\"_ednref25\"> [25] <\/a> Adesso siamo nella fase di riflessione, di analisi, di apertura, e di ricerca in vista delle decisioni da prendere.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Cosa intendiamo per \u201cristrutturazione\u201d?<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"31\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 nostra pretesa definirla in modo esaustivo. Qui proponiamo solo una descrizione, o una nostra visione al riguardo. Pensiamo che la riflessione sulla ristrutturazione e l\u2019impegno per la sua attuazione siano compito di tutti i Redentoristi. Vediamo la ristrutturazione come un processo, una dinamica di trasformazione personale e comunitaria, che esamina la realt\u00e0 attuale, valuti le strutture che abbiamo, e si dispone a cambiarle se necessario perch\u00e9 siamo fedeli al carisma, al servizio della missione. Consiste fondamentalmente nel trovare nuove maniere di organizzarci, stabilendo nuove strutture, se necessarie, per poter rispondere con maggior fedelt\u00e0 al carisma della Congregazione. Richiede una nuova sensibilit\u00e0 di fronte alle sfide attuali. Richiede una nuova mentalit\u00e0, un nuovo modo di annunziare il Vangelo, un nuovo modo di testimoniare la <em>copiosa redemptio<\/em>. Ovviamente in tutto questo processo dobbiamo considerare anche il clima di fraternit\u00e0 che deve caratterizzare le nostre strutture, il fatto che esse siano \u201cabitabili\u201d e non solo un punto di arrivo e di partenza per la missione. Dobbiamo sottoporre a verifica i nostri modi di rapportarci e le dinamiche di animazione delle stesse comunit\u00e0, dobbiamo riscoprire un fondo antropologico per le nostre strutture, che sono sempre al servizio della persona e del suo desiderio di vita. In ogni caso non si pu\u00f2 pensare la ristrutturazione se non a partire da un discernimento serio che si pone in atteggiamento di conversione, di ricerca profonda della volont\u00e0 di Dio.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La ristrutturazione non pu\u00f2 essere solo una reazione a situazioni che ci si presentano, e di fronte alle quali dobbiamo prendere posizione e agire. La ristruttura-zione deve nascere da un atteggiamento positivo. Non avrebbe senso fare una ristrutturazione alla maniera di una soluzione amministrativa. La sua urgenza non \u00e8 legata al ridotto numero di vocazioni, o all\u2019incertezza di fronte al futuro, non \u00e8 motivata dal fatto che ci sono sempre meno Redentoristi in alcune Regioni mentre aumentano in altre, o perch\u00e9 c\u2019\u00e8 paura che un\u2019Unit\u00e0 si estingua, o solo per continuare a sussistere, a soprav-vivere, senza alcuna preoccupazione per le esigenze attuali della missione. La ristrutturazione non va fatta per salvare una casa o opera a cui siamo particolarmente legati, chiedendo che un\u2019altra Unit\u00e0 ci risolva il problema mandando qualche confratello. Essa non \u00e8 un antidoto alle nostre paure o un modo per adeguarci a ci\u00f2 che ci fa pi\u00f9 comodo. Non \u00e8 neppure una semplice ridistribuzione del personale.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La ristrutturazione \u00e8 un processo da avviare nella Congregazione perch\u00e9 essa possa rispondere meglio alle sfide del mondo attuale. Per entrare in questo processo \u00e8 necessario chiedersi seriamente: sono le nostre attuali strutture effettivamente ed efficacemente al servizio della missione redentorista? Come funzionano queste strutture? Ci aiutano realmente ad adempiere alle esigenze del carisma e a rispondere alle urgenze pastorali del mondo d\u2019oggi? A quali urgenze pastorali \u00e8 chiamata a rispondere oggi la Congregazione? Quali strutture ci servono perch\u00e9 possiamo rispondere meglio a queste urgenze? Quali criteri abbiamo per identificare il nostro impegno con i pi\u00f9 poveri e abbandonati? Cosa ci aiuta a discernere le vere urgenze pastorali?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se queste domande possono apparirci astratte o lontane dalle nostre normali occupazioni, portiamo qui alcuni esempi che ci fanno capire l\u2019urgenza della ristruttura-zione. Pensiamo alla formazione iniziale, che rimane tra le preoccupazioni prioritarie per il Governo Generale e per tutta la Congregazione. Gi\u00e0 l\u2019ultima <em>Ratio Formationis C.Ss.R.<\/em> ha opportunamente applicato alla formazione un principio sancito gi\u00e0 dalle nostre Costituzioni vale a dire la collaborazione con altre (Vice) Provincie,<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn26\" name=\"_ednref26\"> [26] <\/a> per assicurare l\u2019indispensabile qualit\u00e0 in questo campo: \u201cse una Unit\u00e0 non pu\u00f2 contare sul personale richiesto dalle comunit\u00e0 di formazione o sulle strutture adeguate per garantire la formazione in tutti i suoi elementi essenziali, deve cercare l\u2019aiuto di altre Unit\u00e0\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn27\" name=\"_ednref27\"> [27] <\/a> Come far entrare questa urgenza nel processo di ristrutturazione?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Pensiamo anche ai nuovi scenari rappresentati dalla migrazione dei popoli. Etnie provenienti dal Sud o Est del mondo si installano sempre pi\u00f9 spesso in paesi del Nord e Ovest, in genere prive della necessaria assistenza pastorale. Pensiamo anche alla sorte a cui si trova esposto oggi il continente africano, non solo dal punto di vista economico-sociale del mondo, ma anche ecclesiale e redentorista. Alcune nostre Unit\u00e0, che vi hanno generosamente lavorato nel passato, sono per diverse ragioni costrette a limitare o ritirare il loro impegno. Tutto questo non diventa per noi un grido di salvezza che ci interpella? In che misura ci dimostriamo eredi della generosit\u00e0 e della inventivit\u00e0 dei redentoristi dei secoli passati?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ancora: ci sono Unit\u00e0 redentoriste nel Nord del mondo che da anni non registrano l\u2019arrivo di nuovi candidati, o \u2013 se lo fanno \u2013 ne hanno un numero sempre pi\u00f9 ridotto. Alcune di esse si sono rassegnate a scomparire. Altre fanno della loro situazione il criterio per decretare la morte della vita religiosa e della Congregazione in queste regioni. Non c\u2019\u00e8 il pericolo di adeguarsi a questa sensazione di sconfitta e ritenere impossibile una missione redentorista nei Paesi con maggiore benessere? Non ci provoca tutto questo a cercare nuove modalit\u00e0 di presenza e di annuncio?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Infine, un esempio che troviamo nella disparit\u00e0 economica che la Congregazione fa registrare tra i 77 paesi nei quali essa oggi realizza la sua missione. Ci sono Unit\u00e0 che non hanno nessun problema economico e altre che sono costrette a rifiutare nuovi candidati, non avendo le necessarie risorse per guardare con fiducia al futuro. Non \u00e8 questa situazione un appello a inventare nuove strutture di condivisione, per rendere effettiva e permanente la solidariet\u00e0 tra noi?<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Alcuni criteri per la ristrutturazione<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"38\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Ci sembra decisivo determinare con la maggior chiarezza possibile questi criteri per valutare la nostra fedelt\u00e0 al carisma. Essa non si definisce a partire dai nostri talenti, o dai nostri interessi personali, o dalla nostra capacit\u00e0 o abilit\u00e0 per questo o quel tipo di ministero. Non \u00e8 il successo personale e comunitario, non \u00e8 la \u201cbrillantezza\u201d di quel che facciamo e ancor meno il gusto personale o ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 comodo per la comunit\u00e0, a farci fedeli. Il criterio di fedelt\u00e0 della Congregazione \u00e8 la sequela di Cristo nell\u2019evangelizzazione dei pi\u00f9 poveri ed abbandonati. Pertanto ci chiediamo: stiamo l\u00ec dove dovremmo stare? Stiamo dove ci sono le maggiori urgenze pastorali?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ancora, ci preme interrogarci: in concreto, cosa significa \u201cristrutturazione\u201d per ogni Unit\u00e0, per ogni Regione della Congregazione? Quali strutture possono favorire meglio la relazione tra il Governo Generale e le Unit\u00e0 della Congregazione? Sono necessarie nuove strutture intermedie tra le (Vice) Province e il Governo Generale?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Sappiamo di aver posto anche qui molte domande, ma con altrettanta certezza sappiamo che riflettere sui passi di questo processo spetta a tutti i Redentoristi: in ogni Unit\u00e0, in ogni Regione, in tutta la Congregazione. La ristrutturazione \u00e8 una conseguenza del processo di conversione, ma \u00e8 anche un cammino verso la conver-sione ed espressione concreta della conversione comunitaria. E questo processo non pu\u00f2 essere imposto dall\u2019esterno. Deve essere il risultato di una nuova mis-tica missionaria, di un nuovo modo di testimoniare l\u2019amore di Cristo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo Capitolo Generale ha detto che \u201cl\u2019obiettivo generale di questa ristrutturazione \u00e8 stimolare positiva-mente e solidalmente il dinamismo apostolico della Congregazione per la realizzazione della sua missione nella Chiesa. La Congregazione esiste per la missione e ha, pertanto, l\u2019obbligo di adeguare ad essa le sue strutture\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn28\" name=\"_ednref28\"> [28] <\/a> Con la ristrutturazione si cerca un funzionamento pi\u00f9 efficace delle nostre strutture attuali, a livello Generale, (Vice) Provinciale e Regionale; si cerca una pi\u00f9 forte solidariet\u00e0 tra le Unit\u00e0, nell\u2019apostolato, nella formazione iniziale e permanente; si cerca un interscambio pi\u00f9 efficace di personale tra le Unit\u00e0 della Congregazione precisamente per rispondere alle esigenze della missione e alle urgenze pastorali; si vuole una migliore coordinazione delle risorse economiche; e si vuole sostenere le (Vice)Province che affrontano particolari difficolt\u00e0 di qualsiasi tipo.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn29\" name=\"_ednref29\"> [29] <\/a> Altre proposte emerse prima e durante il Capitolo dovranno essere prese in considerazione a tempo opportuno: come i criteri nuovi di rappresentanza al Capitolo Generale, il numero dei Consiglieri Generali e il tipo di loro relazione con le Regioni, una nuova divisione delle Regioni, ecc.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Un cambio pi\u00f9 profondo<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"42\">\n<li style=\"text-align: justify;\">In tal senso evidentemente la ristrutturazione esige un cambio di mentalit\u00e0, un cambio di atteggiamenti, un cambio del proprio quadro di riferimento. Non pos-siamo rimanere per sempre legati alle strutture attuali. Per molti anni, all\u2019inizio della storia della Congre-gazione non c\u2019erano ancora Province. Molto sforzo fu riservato alla costituzione di comunit\u00e0 internazionali. In seguito, furono create delle Province e queste andarono sviluppandosi sempre pi\u00f9. Sorsero Vice Province e Missioni come espressione dello spirito missionario delle Province. Negli ultimi anni, stiamo lavorando molto con le Regioni, come struttura intermedia tra il Governo Generale e le Province. Non possiamo cadere nella trappola del \u201cprovincialismo\u201d esclusivista. N\u00e9 possiamo considerare la Congregazione come una semplice confederazione di Province. Costituiamo un corpo missionario internazionale, una grande comunit\u00e0 missionaria, il cui fine \u00e8 \u201cseguitare l&#8217;esempio del nostro Salvatore Ges\u00f9 Cristo in predicare ai poveri la divina parola, come egli gi\u00e0 disse di se stesso: <em>Evangelizare pauperibus<\/em> misit me\u201d [&#8230;], una comunit\u00e0 che \u201cattua questa partecipazione col fervore missionario che la porta ad annunziare la buona novella ai popoli &#8220;pi\u00f9 privi e destituiti di spirituali soccorsi&#8221;, specialmente ai poveri\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn30\" name=\"_ednref30\"> [30] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ovvio che ogni novit\u00e0, ogni invito al cambio, produce in noi una certa paura, una certa insicurezza. In fondo \u00e8 molto pi\u00f9 facile convivere con le nostre abitudini collaudate, \u00e8 sempre preferibile non mettere in discussione una mentalit\u00e0, alla cui costruzione \u2013 consapevoli o no \u2013 abbiamo dedicato tanta parte della nostra vita. Non dobbiamo negare le nostre paure, ma neanche dobbiamo lasciarcene paralizzare. Siamo chiamati a dialogare con fiducia e speranza. Vedersi invitati a pensare alla ristrutturazione \u00e8 in realt\u00e0 un invito a convertirci all\u2019abbondante redenzione. E\u2019 crescere nella solidariet\u00e0 interna per esprimere solidariet\u00e0 esterna nella carit\u00e0 apostolica e cos\u00ec testimoniare l\u2019amore di Dio e l\u2019abbondante redenzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Un processo che ci coinvolge tutti<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"44\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Pensiamo che tutta la Congregazione, vale a dire ogni Regione, ogni Provincia e Vice Provincia, ogni comu-nit\u00e0, deve entrare in questo processo di ristrutturazione. In molti casi si tratta di valorizzare quelle strutture che rimangono tuttora valide e mettere in funzione quei processi decisionali gi\u00e0 previsti da Costituzioni e Statuti e che spesso non facciamo funzionare (principio di sus-sidiariet\u00e0, revisione oltre che programmazione, ecc.). Inoltre dobbiamo discernere, riflettere, approfondire, scoprire piste di cammino, individuare sfide, delineare i passi che dobbiamo dare in questo cammino di con-versione personale e comunitaria. E\u2019 un processo che ci coinvolge tutti. Ognuna delle Regioni deve avviare un processo per individuare quali sono le sfide pastorali pi\u00f9 urgenti, e quali gli ostacoli che impediscono una ris-posta agile e generosa a queste sfide.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il processo di ristrutturazione \u00e8 allo stesso tempo globale e locale. Nel processo di discernimento c\u2019\u00e8 da essere molto attenti per rispondere ai criteri globali, bisogna guardare ai grandi cambiamenti che attraversano il mondo e disegnano le grandi prospettive del futuro. Ma la missione redentorista deve sempre essere inculturata, una risposta consapevole della realt\u00e0 locale, che riguardi e influisca su tale realt\u00e0 nella misura del possibile, in conformit\u00e0 a quanto dicono le Costituzioni 8-9, 17, 19. Allo stesso modo, la ricerca di maggiori urgenze a livello planetario, non deve far dimenticare le necessit\u00e0 pastorali pi\u00f9 impellenti a livello di singole Regioni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Un cambio di mentalit\u00e0 richiede un certo tempo, per\u00f2 pensiamo che alcuni intenti vanno messi in atto gi\u00e0 da adesso. Invitiamo tutti a seguire i passi segnalati dal XXIII Capitolo Generale. Dobbiamo ripensare le strut-ture della formazione iniziale e comunitaria; dobbiamo disporci a conoscere e imparare le lingue pi\u00f9 parlate nella Congregazione; dobbiamo crescere in solidariet\u00e0; dobbiamo fare sforzi seri nella creazione di comunit\u00e0 internazionali. Pensiamo che ogni Regione deve impe-gnarsi almeno per una comunit\u00e0 internazionale in questo sessennio. Pensiamo che c\u2019\u00e8 da crescere nella solidariet\u00e0 economica. C\u2019\u00e8 da rendersi disponibili alle urgenze pastorali a livello internazionale. Vanno evitati \u201caccordi semplicemente bilaterali o esclusivamente tra Unit\u00e0\u201d e c\u2019\u00e8 da pensare in maniera pi\u00f9 globale, mettendo le risorse al servizio di una collaborazione internazionale a partire da una visione comune pi\u00f9 ampia. Quel che proponiamo non \u00e8 una \u201ccentralizzazione\u201d. Non vogliamo neppure cadere nell\u2019estremo di una \u201cdecentralizzazione\u201d, premessa alla dispersione. Quel che proponiamo \u00e8 un cammino di condivisione, dialogo, solidariet\u00e0, di evangelizzazione inculturata, di testimonianza comunitaria profetica e liberatrice, senza dimenticare che gi\u00e0 l\u2019attuale nostra unit\u00e0 nella diversit\u00e0 \u00e8 una testimonianza importante agli occhi del mondo.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Come proseguire col processo di ristrutturazione?<\/em><\/strong><\/p>\n<ol start=\"47\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Il Capitolo Generale ha indicato un cammino. Dice che \u201cil Consiglio Generale costituir\u00e0 una commissione che proporr\u00e0 modelli e strategie per migliorare o riadattare le strutture attuali della Congregazione\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn31\" name=\"_ednref31\"> [31] <\/a> Sono stati definiti anche dei criteri sul lavoro della Commissione, sul modo di comporla, sul dialogo costante e la stretta collaborazione col Governo Generale, sul fatto di consultare i confratelli, sul dover consultare altre Con-gregazioni per tenere conto delle loro esperienze, sulle relazioni da presentare, sulla possibilit\u00e0 concreta di creare, nel frattempo, strutture ad experimentum.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn32\" name=\"_ednref32\"> [32] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Molte cose restano ancora da chiarire, come ad esempio i compiti concreti della Commissione, e i rapporti di questa con gli eventuali \u201cdelegati del Superiore Gene-rale per le Regioni e sub Regioni\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_edn33\" name=\"_ednref33\"> [33] <\/a> Vanno definiti i limiti di responsabilit\u00e0 e le varie scadenze del processo di ristrutturazione, e il modo in cui coinvolgere le di-verse Regioni. Pensiamo di far entrare tutti questi as-petti pi\u00f9 concreti in un apposito progetto, di cui vi daremo comunicazione entro luglio 2004.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Di fronte ad una sfida immane come la ristrutturazione, il rischio \u00e8 quello dello scoraggiamento, se non di una resistenza al cambio. Ma \u00e8 bene ricordare che la prima grande ristrutturazione \u00e8 stata la redenzione, e a questo nostro processo \u00e8 lo stesso Cristo che partecipa, lui che \u00e8 venuto a fare di noi una sola famiglia, e a dare un senso di salvezza alle strutture con cui lavoriamo. In-sieme a lui riusciremo a guardare con pi\u00f9 fiducia ai nuovi orizzonti che la storia ci spalanca e a individuare la strada per incamminarci verso di essi. Con lui e per lui riusciremo anche noi a dare la vita, perch\u00e9 anche il mondo l\u2019abbia in abbondanza (Gv 10,10).<\/li>\n<\/ol>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Conclusione<\/strong><\/h3>\n<ol start=\"50\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Vi rinnoviamo i nostri saluti pi\u00f9 cordiali, da estendere alle Monache del Santissimo Redentore, ai religiosi e religiose pi\u00f9 vicine alla nostra spiritualit\u00e0, ai giovani che si sentono chiamati al nostro Istituto, ai laici che collaborano pi\u00f9 da vicino alla nostra missione, al popolo di Dio e soprattutto ai pi\u00f9 poveri e abbandonati.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\">A nome del Consiglio Generale<br \/>\nIn Cristo Redentore<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Joseph W. Tobin, C.Ss.R<br \/>\nSuperiore Generale<\/p>\n<p><em>(Il testo originale \u00e8 in italiano.)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref1\" name=\"_edn1\"> [1] <\/a> XXIII Capitolo Generale 2003, <em>Orientamenti, <\/em>7.3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref2\" name=\"_edn2\"> [2] <\/a> Tobin, Joseph W., Superiore Generale, Lettera a la Congregazione (prot. 0000 010\/04), 2 febbraio 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref3\" name=\"_edn3\"> [3] <\/a> Col termine \u201cstrutture\u201d intendiamo la generale organizzazione che la Congregazione si \u00e8 data nel tempo per adempiere alla sua missione e per il migliore coordinamento delle sue risorse: vale a dire la distinzione in Province, Vice-Province, Regioni, Missioni, ecc. In senso pi\u00f9 ampio includiamo anche la maggiore o minore centralizzazione di tale organizzazione: ad esempio, sembra fuori di dubbio che la nostra Congregazione \u00e8 tra le pi\u00f9 \u201cdecentralizzate\u201d nella Chiesa attuale, avendo favorito nel corso della sua storia \u2013 e sopratutto dopo il Concilio Vaticano II \u2013 una sempre maggiore autonomia delle realt\u00e0 locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref4\" name=\"_edn4\"> [4] <\/a> Concilio Vaticano II, <em>Gaudium et spes,<\/em> 22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref5\" name=\"_edn5\"> [5] <\/a> XXII Capitolo Generale 1997, <em>Messaggio<\/em>, 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref6\" name=\"_edn6\"> [6] <\/a> Tobin, Joseph W., Superiore Generale, Lettera a la Congregazione (prot. 0000 010\/04), 2 febbraio 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref7\" name=\"_edn7\"> [7] <\/a> <em>Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref8\" name=\"_edn8\"> [8] <\/a> Tannoia, Antonio Maria, <em>Della vita ed istituto del venerabile servo di Dio, Alfonso Maria Liguori,<\/em> Napoli 1798, I, 66.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref9\" name=\"_edn9\"> [9] <\/a> XXIII Capitolo Generale 2003, <em>Messaggio, <\/em>3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref10\" name=\"_edn10\"> [10] <\/a> XXIII Capitolo Generale 2003, <em>Messaggio<\/em>, 4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref11\" name=\"_edn11\"> [11] <\/a> Concilio Vaticano II, <em>Perfectae Caritatis<\/em>, 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref12\" name=\"_edn12\"> [12] <\/a> <em>Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref13\" name=\"_edn13\"> [13] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref14\" name=\"_edn14\"> [14] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref15\" name=\"_edn15\"> [15] <\/a> Cfr. <em>Costituzioni C.Ss.R.<\/em>, 15; si veda tra l\u2019altro e a titolo di esempio il XXI Capitolo Generale 1991, <em>Documento Finale<\/em>, 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref16\" name=\"_edn16\"> [16] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 62.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref17\" name=\"_edn17\"> [17] <\/a> XXII Capitolo Generale 1997, <em>Orientamenti sul tema della spiritualit\u00e0<\/em>, Introduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref18\" name=\"_edn18\"> [18] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 1.1; 1.2 e 1.3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref19\" name=\"_edn19\"> [19] <\/a> XXII Capitolo Generale 1997, <em>Postulata 9.1.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref20\" name=\"_edn20\"> [20] <\/a> XXIII Capitolo Generale 2003, <em>Messaggio finale<\/em>, 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref21\" name=\"_edn21\"> [21] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref22\" name=\"_edn22\"> [22] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref23\" name=\"_edn23\"> [23] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref24\" name=\"_edn24\"> [24] <\/a> XXIII Capitolo Generale 2003, <em>Orientamenti<\/em>, 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref25\" name=\"_edn25\"> [25] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 11.1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref26\" name=\"_edn26\"> [26] <\/a> <em>Costituzioni <\/em>C.Ss.R., 141.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref27\" name=\"_edn27\"> [27] <\/a> <em>Ratio Formationis C.Ss.R.<\/em>, Roma 2003, 53.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref28\" name=\"_edn28\"> [28] <\/a> <em>Ibidem<\/em>, 11.2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref29\" name=\"_edn29\"> [29] <\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref30\" name=\"_edn30\"> [30] <\/a> <em>Costituzioni C.Ss.R.<\/em>, 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref31\" name=\"_edn31\"> [31] <\/a> XXIII Capitolo Generale 2003, <em>Orientamenti<\/em>, 11.3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref32\" name=\"_edn32\"> [32] <\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda1-IT.shtml#_ednref33\" name=\"_edn33\"> [33] <\/a> Di questa figura ha parlato il Padre Generale nella sua relazione al Capitolo Generale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Communicanda I &#8211; 2003-2009 &nbsp; Communicanda 1 Prot. N\u00b0\u00a0 0000 110\/04 Roma, 8 aprile 2004 Gioved\u00ec, In coena Domini &nbsp; Introduzione Carissimi confratelli, a tutti voi, chiamati insieme a noi a dare la vita per l\u2019abbondante redenzione giunga il nostro saluto pi\u00f9 cordiale. 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