{"id":1581,"date":"2015-04-27T08:45:30","date_gmt":"2015-04-27T08:45:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1581"},"modified":"2016-04-27T08:49:25","modified_gmt":"2016-04-27T08:49:25","slug":"la-redenzione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2015\/04\/la-redenzione\/","title":{"rendered":"La redenzione"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008080; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: large;\"><b>Communicanda II &#8211; 2003-2009<\/b><\/span><span style=\"color: #008080; font-size: large;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Communicanda<\/em><\/strong><strong> 2<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/04\/cssrseal11.gif\"><img class=\"size-full wp-image-1567 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/04\/cssrseal11.gif\" alt=\"cssrseal11\" width=\"252\" height=\"204\" \/><\/a>4 giugno 2006<br \/>\nSolennit\u00e0 di Pentecoste<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">Introduzione<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miei cari confratelli,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Presso il Signore \u00e8 la misericordia e grande presso di lui la redenzione! <\/em>(Sal 130, 7).<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Condividere con voi questa riflessione sulla redenzione rappresenta una sfida notevole. Dico ci\u00f2 non solo perch\u00e9 si tratta di un\u2019opera difficile ed esigente. Il compito \u00e8 impegnativo, poich\u00e9 parlare o scrivere della redenzione \u00e8 toccare il cuore vero della nostra fede cristiana e, chiaramente, il centro vitale della Congregazione stessa. Nel corso dell\u2019ultimo anno, molti confratelli hanno condiviso il loro pensiero sul tema e mi hanno offerto abbondanza di elementi e proposte. I membri del Consiglio Generale hanno lavorato duro e per molto tempo nel dare forma al loro contributo, chiedendo a me di redigere la versione finale. A tutti va la mia gratitudine per quanto pu\u00f2 trovarsi in questo documento, nel senso di una sapienza profonda e teologica. Ma alla fine mi assumo la responsabilit\u00e0 di aver dato al tutto una forma d\u2019insieme dal punto di vista pastorale del mio ufficio. Questo significa anche che accetto la responsabilit\u00e0 per qualsiasi indebolimento dei contributi originali e per ogni altra lacuna che qui potrete trovare.<\/li>\n<\/ol>\n<h3>L\u2019Urgenza sperimentata al XXIII Capitolo Generale<\/h3>\n<ol start=\"2\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Il mandato di questa <em>Communicanda<\/em> ebbe origine nel XXIII Capitolo Generale, in ottobre 2003. A quel tempo, ero colpito dal senso di urgenza espresso dai capitolari, con cui essi consideravano le sfide che noi Redentoristi affrontiamo, per vivere il nostro carisma attraverso il mondo. Essi evidenziavano il bisogno di riflettere sulle dimensioni vitali della nostra vocazione missionaria, allo scopo di rispondere fedelmente a queste sfide. Come ricorderete, essi chiamavano la Congregazione a <em>dare particolare attenzione alla qualit\u00e0 della nostra dedizione apostolica al Redentore. La ragione principale per la scelta di questo tema (del sessennio) \u00e8 la fede in Ges\u00f9 nostro Redentore<\/em>. La loro convinzione fondamentale era definita con forza: <em>Sappiamo per esperienza che se noi teniamo fisso lo sguardo su Ges\u00f9, qualunque siano le tempeste attorno a noi, noi non affonderemo<\/em>.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn1\" name=\"_ednref1\"> [1] <\/a> Il tema del sessennio, <em>Dare la vita per la redenzione abbondante<\/em>, assume un significato serio da questa prospettiva, poich\u00e9 la situazione del mondo ci richiede una dedizione e una convinzione pi\u00f9 grandi. La qualit\u00e0 della nostra dedizione apostolica al Redentore d\u00e0 forma al nostro modo di vivere il carisma affidatoci.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il membri del Capitolo hanno rilevato un bisogno urgente: approfondire la nostra comprensione della redenzione, allo scopo di rafforzare il vero fondamento del nostro impegno religioso, come anche il carattere dinamico della nostra risposta missionaria alle sfide del mondo. Penso che i capitolari fossero consapevoli di una cosa: che i Redentoristi forse non sempre percepiscono come sia cambiato il modo di intendere la redenzione. In realt\u00e0, noi possiamo essere cos\u00ec occupati o in vario modo distratti, da non pensare in modo profondo \u2013 o di non pensarci affatto \u2013 su come Dio agisce con il mondo. Senza una simile riflessione, il Vangelo rischia di non diventare n\u00e9 \u201cbuona\u201d n\u00e9 \u201cnotizia\u201d! Cos\u00ec i capitolari chiesero che si scrivesse una <em>Communicanda<\/em> sulla redenzione. Questo compito diventa urgente <em>poich\u00e9 le nuove antropologie e i modi di intendere il mondo e la fede richiedono una chiarificazione del concetto e del suo contenuto. Questa <\/em>Communicanda<em> offrirebbe ai Redentoristi gli elementi necessari per discernere il suo significato e rivitalizzare la vita apostolica<\/em>.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn2\" name=\"_ednref2\"> [2] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La rivitalizzazione della nostra vita apostolica come obiettivo della riflessione \u00e8 elemento chiave della decisione del Capitolo. I capitolari hanno a mente la comprensione fondamentale della vita Redentorista come <em>vita apostolica<\/em>, un termine tecnico che ha un preciso significato nelle nostre Costituzioni: <em>una vita che fonde insieme la vita di speciale dedicazione a Dio e l&#8217;attivit\u00e0 missionaria dei Redentoristi<\/em> (Cost. 1). Lungi da ogni sorta di dualismo, il carisma della nostra Congregazione ci chiama ad una fondamentale unit\u00e0 in tutto quel che siamo e facciamo. La spiritualit\u00e0, la vita di comunit\u00e0 e il lavoro pastorale non sono componenti separate della nostra vocazione. Anche lo studio e la riflessione teologica formano parte di questo dinamico tutto. Ogni dimensione della nostra vita \u00e8 intrecciata armoniosamente, rappresentando insieme la nostra missione unica nella Chiesa. Chiaramente, ogni riflessione sulla redenzione \u00e8 parte di questo processo e dovrebbe rendere pi\u00f9 solide e vibranti le nostre esistenze.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ovvio che un sistematico trattamento della redenzione va al di l\u00e0 della natura e finalit\u00e0 di una <em>Communicanda<\/em>. Pertanto, questo documento non pretende di essere una presentazione esaustiva. Neanche mira ad affrontare tutte le questioni cruciali implicate. La riflessione su di un tema fondamentale come la redenzione dovrebbe essere un processo continuato, condiviso da tutta la Congregazione e includere altri membri della Famiglia Redentorista. E\u2019 un compito che dovremmo accettare come parte della nostra vita personale e comunitaria. Per di pi\u00f9, mi sembra che tutte le Unit\u00e0 e Regioni siano chiamate a contemplare la nozione di redenzione a partire dal proprio contesto storico e dalle espressioni culturali locali.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">I precedenti Capitoli Generali ci hanno aiutato a collegare insieme i temi dell\u2019identit\u00e0, della spiritualit\u00e0 e della missione. C\u2019\u00e8 un gran profitto nel tornare a quelle proposte. Potete anche ricavare dei benefici da un ulteriore sguardo a precedenti <em>Communicanda<\/em>, che hanno trattato i temi della nostra spiritualit\u00e0, la testimonianza della nostra vita di comunit\u00e0, la solidariet\u00e0 e l\u2019apostolato. Questi documenti forniscono uno sfondo e un contesto a questa riflessione sul tema della redenzione.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn3\" name=\"_ednref3\"> [3] <\/a><\/p>\n<h3>Il ruolo essenziale della metafora<\/h3>\n<ol start=\"6\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Prima di entrare nella riflessione sulla redenzione, dobbiamo considerare il tipo di linguaggio che usiamo. Nella Parola di Dio e lungo la storia della Chiesa un certo numero di metafore sono state usate per parlare della redenzione. Questo fatto ha importanti implicazioni. La metafora \u00e8 una figura del discorso in cui una parola o una frase, letteralmente connesse ad un tipo di oggetto o di idea, sono usate al posto di un\u2019altra per suggerire un\u2019analogia o un\u2019uguaglianza tra loro. Le metafore sono essenzialmente simboli, e una grave confusione si verifica quando le metafore sono interpretate in senso letterale o sconnesse dal rapporto di cui sopra. Una metafora non pu\u00f2 essere presa come affermazione esaustiva di una data verit\u00e0. Per di pi\u00f9, in un discorso o una riflessione, le metafore possono dare espressione a una o pi\u00f9 dimensioni della realt\u00e0 espressa dalla verit\u00e0 teologica. Comunque, una metafora di per s\u00e9 non pu\u00f2 abbracciare la totalit\u00e0 di quella realt\u00e0 e verit\u00e0. L\u2019uso di molte metafore per parlare della redenzione spiega da solo come una singola metafora non possa considerarsi del tutto adeguata.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ancora, non possiamo perdere di vista il fatto che il modo in cui la Scrittura parla di redenzione \u00e8 condizionato da contesti culturali, sociali e religiosi differenti. Le varie espressioni usate non vanno viste in concorrenza o opposizione, ma come sforzi per rendere comprensibile la verit\u00e0 della fede. Per esempio, in san Paolo troviamo l\u2019uso delle categorie giudaiche di colpa e di espiazione. Luca e le lettere pastorali, dal canto loro, si richiamano ad un modo di pensare ellenistico. La finalit\u00e0 originale dei testi biblici era di proclamare il mistero di Ges\u00f9 il Cristo e il mistero della redenzione in modi che fossero comprensibili a specifiche comunit\u00e0. Un approccio rispettoso alla Parola rivelata di Dio dovrebbe spingerci a non lesinare sforzi, per rendere il messaggio della redenzione comprensibile nei molti contesti culturali e storici in cui la Congregazione evangelizza oggi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Alcune maniere di parlare della redenzione, pesantemente influenzati da una piet\u00e0 entusiasta quanto inadeguata, possono fuorviarci o persino bloccarci nel dare una risposta ai problemi di oggi. La nostra pratica pastorale e la nostra predicazione ci fanno rendere conto di quanto siano lacunose certe interpretazioni e approcci. Molto del nostro servizio missionario pu\u00f2 essere impegnato nel correggere certe prospettive teologiche, che hanno fuorviato o persino schiavizzato il popolo di Dio.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Questa <em>Communicanda<\/em> non vuole essere un commentario teologico con la pretesa di chiarificare tutti i punti. All\u2019inizio della nostra conversazione, mi basta richiamare alla memoria di tutti noi che la storia della teologia, come anche quella della evangelizzazione, \u00e8 segnata dalla ricerca del linguaggio pi\u00f9 appropriato per parlare della redenzione. La ricerca ha indotto i missionari a meditare costantemente il mistero della redenzione mentre cercavano le metafore pi\u00f9 adatte per la proclamazione di una tale Buona Notizia. Sarebbe stupendo per la Congregazione avere un forum nel quale i membri della Famiglia Redentorista possano continuare una riflessione condivisa, offrendo cos\u00ec un\u2019opportunit\u00e0 di un mutuo arricchimento tra le prospettive delle diverse regioni.<\/li>\n<\/ol>\n<h1 style=\"text-align: center;\">I.\u00a0\u00a0Bere dal nostro pozzo<\/h1>\n<ol start=\"10\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Nonostante le differenze teologiche e culturali che ci sono tra noi, come Redentoristi abbiamo un modo istintivo e pastorale di capire e annunciare la redenzione. Questa comprensione ci viene da sant\u2019Alfonso e trova tracce dentro la nostra tradizione spirituale e pastorale. Noi non ci risparmiamo in aiutare la gente a comprendere che la redenzione \u00e8 sempre iniziativa di Dio, che ci ama in modi che l\u2019umana immaginazione pu\u00f2 a stento concepire e che desidera il nostro amore in contraccambio. Nel nostro ministero, la redenzione \u00e8 proclamata sia come liberazione dal peccato, che come chiamata di Dio a vivere in relazione d\u2019amore con lui. Generalmente, siamo conosciuti per essere vicini alla gente, specialmente ai poveri pi\u00f9 abbandonati. La misericordia generosa, il perdono e la riconciliazione sono note caratteristiche del nostro ministero. Proprio come Ges\u00f9 invit\u00f2 la gente a cambiare mentalit\u00e0 e cuore, la nostra predicazione tradizionalmente include una chiamata insistente alla conversione. L\u2019apostolato del confessionale \u00e8 apprezzato da noi poich\u00e9 la celebrazione di questo sacramento offre alla gente una tangibile esperienza della redenzione. Molti Redentoristi fanno una connessione elementare tra redenzione e domande di giustizia sociale, rispetto dei diritti umani e apprezzamento per l\u2019integrit\u00e0 del creato.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nel complesso, i Redentoristi intendono la redenzione in linea con la proclamazione della Buona Notizia da parte di Ges\u00f9. Questa proclamazione offre salvezza a tutti, con un\u2019opzione preferenziale per i poveri. Tra i pronunciamenti magisteriali sulla redenzione, forse Papa Paolo VI, nella sua Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi, riassume il contenuto della proclamazione di Ges\u00f9 in un modo che parla al cuore dei Redentoristi esattamente per la sua prospettiva pastorale, specialmente per la sua enfasi sul bisogno di conversione:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cristo annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo \u00e8 liberazione da tutto ci\u00f2 che opprime, ma \u00e8 soprattutto liberazione dal e dal maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a lui. Tutto ci\u00f2 comincia durante la vita del Cristo, \u00e8 definitivamente acquisito mediante la sua morte e la sua risurrezione, ma deve essere pazientemente condotto nel corso della storia, per essere pienamente realizzato nel giorno della venuta definitiva del Cristo, che nessuno sa quando avr\u00e0 luogo, eccetto il Padre<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo regno e questa salvezza, parole-chiave dell\u2019evangelizzazione di Ges\u00f9 Cristo, ogni uomo pu\u00f2 riceverli come grazia e misericordia, e nondimeno ciascuno deve, al tempo stesso, conquistarli con la forza \u2013 appartengono ai , dice il Signore \u2013 con la fatica e la sofferenza, con una vita secondo il vangelo, con la rinunzia e la croce, con lo spirito delle beatitudini. Ma, prima di tutto, ciascuno li conquista mediante un totale capovolgimento interiore che il vangelo designa col nome di metanoia, una conversione radicale, un cambiamento profondo della mente e del cuore.<\/em><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn4\" name=\"_ednref4\"> [4] <\/a><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"12\">\n<li>Un modo redentorista di intendere la redenzione prende il via con sant\u2019Alfonso. Non diversamente dalla nostra era, la societ\u00e0 nella quale Dio chiam\u00f2 Alfonso de Liguori a proclamare la redenzione abbondante presentava sfide enormi. Egli visse in un radicale cambio d\u2019epoca, al punto critico di passaggio dalla societ\u00e0 medievale al coraggioso nuovo mondo dei Lumi. Alfonso divenne consapevole dei poveri pi\u00f9 abbandonati, troppo spesso dimenticati tra le priorit\u00e0 politiche, economiche e culturali della sua epoca. Allo stesso tempo, egli era conscio del suo bisogno di conversione se voleva rispondere fedelmente alla chiamata di Dio.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti dei suoi contemporanei si trovavano alienati da Dio a motivo delle inadeguate immagini di Lui che gli si proponevano, e di un legalismo oppressivo nella spiritualit\u00e0 e nella morale. Alfonso combatt\u00e9 queste distorsioni del Vangelo con una solida pratica pastorale impregnata di uno spirito di discernimento, di preghiera e di contemplazione. La sua predicazione sulla redenzione toccava i cuori della gente che nel migliore dei casi era giunta a pensare Dio come qualcuno lontano e indifferente; nel peggiore dei casi, come un tiranno crudele.<\/p>\n<ol start=\"13\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Per Alfonso l\u2019intera vita cristiana \u00e8 centrata in Ges\u00f9 e nella sua opera di redenzione. Se vogliamo comprendere la visione spirituale del nostro fondatore, ritengo che il suo punto focale non \u00e8 la redenzione come categoria astratta, quanto piuttosto la persona del Redentore. Per Alfonso, un approccio cristologico \u00e8 indispensabile, per lui \u00e8 il Redentore che rivela la redenzione. Il Redentore rappresenta il vero carattere di Dio in tutta la sua pienezza. Chi \u00e8 Dio? Cosa pensa Dio degli esseri umani? Alfonso unisce la sua voce a quella di Ges\u00f9 nel Vangelo di Giovanni: \u201cDio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo si salvi per mezzo di lui\u201d (Gv 3, 16-17).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Redentore \u00e8 lo stesso amore, che desidera toccare e trasformare ogni essere umano, cos\u00ec che tutti possano trovare la vera felicit\u00e0 e appagamento. Ges\u00f9 \u00e8 venuto perch\u00e9 \u201cabbiano la vita e l&#8217;abbiano in abbondanza\u201d (Gv 10, 10). Comunque, non risparmiando nulla per amare ed essere amato, il Redentore \u201crinunci\u00f2 a se stesso\u201d, prima nell\u2019incarnazione e poi nella morte, fino alla \u201cmorte in croce\u201d. La scelta del Redentore per la soluzione della kenosis assoluta mira a destituire tutte le immagini false di Dio, abbattendo allo stesso tempo il muro dell\u2019orgoglio umano e il sospetto su Dio e su suoi progetti per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mistero della redenzione non \u00e8 che noi diventiamo degni di Dio, ma piuttosto che in Cristo Ges\u00f9 Dio ci fa degni di lui (Col 1, 12-14; Ef 1, 3-14). Questa comprensione del desiderio di Dio di trasformare gli esseri umani con l\u2019amore \u00e8 un elemento importante della visione di Alfonso. La redenzione diventa la libera resa di una persona alla meraviglia e alla gratitudine per l\u2019amore di Dio, dato in Cristo Ges\u00f9 per mezzo dello Spirito.<\/p>\n<ol start=\"14\">\n<li style=\"text-align: justify;\">La comprensione del Redentore come compassione di Dio che si esprime nella kenosis segna il modo in cui Alfonso promuove le devozioni tradizionali del suo tempo. Presepe, croce, eucaristia e Maria sono insieme espressioni della profondit\u00e0 del mistero del Redentore. L\u2019incarnazione dimostra la dedizione compassionevole di Dio all\u2019umanit\u00e0, in un amore dato liberamente e senza condizioni. Nella croce noi contempliamo un amore che non conosce limiti nella dedizione di s\u00e9 o nella sua capacit\u00e0 di perdonare. Nell\u2019eucaristia, l\u2019umanit\u00e0 riceve il dono estremo dell\u2019amore: il Signore risorto che sceglie di rimanere per sempre tra i suoi come fonte di grazia trasformatrice e forza di comunione. Maria \u00e8 amata da Alfonso come canale, attraverso cui scorre il fiume della grazia voluta dal Padre nel Redentore.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Per apprezzare la sua comprensione della redenzione, la prospettiva dalla quale noi dobbiamo leggere sant\u2019Alfonso \u00e8 quella degli \u201cabbandonati\u201d, coloro che erano costretti dalla societ\u00e0 o perfino dalla Chiesa a vivere ai margini. Questo \u00e8 un punto di vista che distingue le strategie pastorali di Alfonso e condiziona anche indelebilmente la sua riflessione teologica. La sua visione della Congregazione non potrebbe essere pi\u00f9 ampia, poich\u00e9 il suo punto di riferimento \u00e8 l\u2019intera missione di Ges\u00f9. Perch\u00e9 Dio divenne uomo in Ges\u00f9 Cristo? Nella risposta a questa domanda Alfonso trova anche la ragion d\u2019essere del suo Istituto. Egli scopre nel quarto capitolo del Vangelo di Luca una sorta di \u201cdefinizione della missione\u201d di Ges\u00f9, una sintesi del senso e significato della sua vita tutta. La prospettiva teologica di Alfonso \u00e8 qui profondamente pastorale e missionaria:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chi \u00e8 chiamato alla Congregazione del ss. Redentore, non sar\u00e0 mai vero seguace di Ges\u00f9 Cristo n\u00e9 si far\u00e0 mai santo, se non adempir\u00e0 il fine della sua vocazione e non avr\u00e0 lo spirito dell&#8217;istituto, ch&#8217;\u00e8 di salvare le anime e le anime pi\u00f9 destituite di aiuti spirituali, come sono le povere genti della campagna. Questo gi\u00e0 fu l&#8217;intento della venuta del Redentore, il quale si protest\u00f2: <\/em>Spiritus Domini\u2026unxit me evangelizare pauperibus.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn5\" name=\"_ednref5\"> [5] <\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfonso stabilisce il chiaro legame tra la persona di Ges\u00f9 e la Congregazione, trovandolo nel motivo per cui il Redentore viene nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione dei Redentoristi \u00e8 di portare le persone al punto cruciale della vita cristiana: l\u2019amore di Dio che si \u00e8 potentemente rivelato in Ges\u00f9 Cristo. Al centro della vita e del ministero della Congregazione c\u2019\u00e8 lo stesso mistero della redenzione. Noi Redentoristi siamo nati nel cuore di un discepolo appassionato di Ges\u00f9, che ardeva di zelo per la salvezza di tutti, con speciale preferenza per i poveri abbandonati.<\/p>\n<ol start=\"16\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Tramite Ges\u00f9 l\u2019amore redentivo del Padre raggiunge ogni individuo. Nella prospettiva di Alfonso l\u2019amore di Dio non \u00e8 predicato in modo astratto, ma attraverso storie che illustrano l\u2019amore personale di Dio verso ciascuno e sollecita da ciascuno una risposta di conversione. La trasformazione del mondo \u00e8 provocata da un cambio personale del cuore e dall\u2019ubbidienza al piano di Dio come si \u00e8 rivelato in Ges\u00f9. Come esseri umani anche noi abbiamo un bisogno fondamentale di appartenere, di far parte di un progetto pi\u00f9 ampio che ci sottragga ai nostri piccoli mondi personali. L\u2019amore redentivo di Dio provoca un cambio nelle nostre relazioni, unendoci come comunit\u00e0 nella Chiesa (Cost. 12), affidandoci la missione di comunicare agli altri l\u2019amore che sperimentiamo nel Redentore.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Alfonso scopr\u00ec come sua vocazione quella di continuare l\u2019opera di Ges\u00f9 il Redentore nel predicare la Buona Notizia ai poveri pi\u00f9 abbandonati. La sua missione era di rimanere in solidariet\u00e0 permanente con loro. La sua stessa esperienza di Dio era intimamente vincolata con questa comprensione. Egli scrisse alle comunit\u00e0 di Scifelli e Frosinone nel 1774:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Aiutate le anime, ma specialmente i poverelli, i rozzi, ed i pi\u00f9 abbandonati. Ricordatevi che Dio <\/em>evangelizare pauperibus misit nos<em> in questi tempi. Imprimetevi bene questa massima; e cercate solo Iddio ne&#8217; poveri abbandonati, se volete dar gusto a Ges\u00f9 Cristo<\/em><em>.<\/em><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn6\" name=\"_ednref6\"> [6] <\/a><\/p>\n<ol start=\"18\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Alfonso non lott\u00f2 per riportare gli abbandonati alla Chiesa. In realt\u00e0, egli port\u00f2 la Chiesa a quella gente che essa aveva trascurato. Sant\u2019Alfonso sottoline\u00f2 ripetutamente che il suo Istituto consciamente sceglieva di stabilire le sue case in mezzo ai poveri. Presumo che questa scelta non fosse semplicemente per far s\u00ec che i poveri potessero avvalersi dei nostri servizi. Alfonso sapeva che stare con i poveri avrebbe cambiato i suoi compagni, proprio come i caprai e i pastori avevano cambiato lui per sempre.<\/li>\n<\/ol>\n<h1 style=\"text-align: center;\">II.\u00a0 Imbattersi col mistero oggi<\/h1>\n<ol start=\"19\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Nella prima parte di questa lettera, ho cercato di porre in risalto alcuni elementi che ritengo significativi del modo redentorista di avvicinarsi alla redenzione. Questi punti possono radicarci in modo solido nella tradizione che continua ad alimentare la nostra vocazione missionaria. Ma queste radici oggi devono affondare in un nuovo terreno. Si potrebbe dire che ci troviamo alla fine di quel periodo storico che assumeva forma concreta proprio quando Alfonso si trov\u00f2 a vivere. La fine di un\u2019epoca e l\u2019inizio di un\u2019altra presentano nuovi problemi, nuove preoccupazioni, nuove domande e nuove opportunit\u00e0<em>.<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se la nostra riflessione sulla redenzione non vuol limitarsi ad un esercizio puramente accademico, \u00e8 essenziale guardare al mondo in cui viviamo e lavoriamo. Solo se siamo risposti a mantenere questa posizione attenta nei confronti della realt\u00e0 saremo capaci di discernere le domande che angustiano la gente e di scoprire come in esse Dio rivela veramente se stesso e rende manifesti i suoi piani (cf. Cost. 19). Questa stessa Costituzione, attingendo alla dottrina audace del Concilio Vaticano II, compromette i Redentoristi a rivelare \u201cl&#8217;opera della redenzione nella sua totalit\u00e0\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn7\" name=\"_ednref7\"> [7] <\/a>Per una larga parte del mondo, redenzione \u00e8 una categoria senza senso. In effetti, la crisi multiforme del cristianesimo pu\u00f2 \u2013 e probabilmente deve \u2013 essere ridotta ad un denominatore comune di natura soteriologica, la perdita della sua rilevanza salvifica. Il cristianesimo ha visto indebolirsi la sua capacit\u00e0 di significare salvezza. E la Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 Chiesa, se non riesce a comunicare salvezza. Si potrebbe cos\u00ec capovolgere il famoso assioma di san Cipriano: <em>extra salutem nullus Christianismus<\/em>.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn8\" name=\"_ednref8\"> [8] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Pertanto, questa riflessione corrisponde ad un compito fondamentale \u2013 ma non per questo facile \u2013 proprio perch\u00e9 il nostro mondo cambia continuamente. Oggi c\u2019\u00e8 la percezione che il cambio culturale \u00e8 accelerato e profondo, e induce alcuni ad osservare che viviamo in un cambio di epoca, non semplicemente in un\u2019epoca di cambiamenti. Categorie di pensiero e di interpretazione collaudate dal tempo si rivelano limitate, nella loro capacit\u00e0 di aiutarci a capire quel che accade. La gente si chiede se ci sono in realt\u00e0 dei punti fissi di riferimento o valori assoluti. Mentre il capitalismo continua ad esercitare una potente attrazione, il disincanto nei confronti delle attuali istituzioni, il collasso delle ideologie e la mancanza di speranza in un futuro migliore promesso dalla modernit\u00e0 sembrano affermarsi sempre pi\u00f9. La capacit\u00e0 distruttiva dell\u2019umanit\u00e0 aumenta, portando molti a chiedersi: \u201cQual \u00e8 il senso di tutto questo? Chi ci salver\u00e0 da noi stessi?\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Ricerca di significato e fame di spiritualit\u00e0<\/h3>\n<ol start=\"22\">\n<li style=\"text-align: justify;\">In qualche parte del mondo oggi, la gente, anche quella che non si riconosce in nessuna denominazione, non di meno usa il linguaggio religioso per esprimere una ricerca di significato nella vita. Un sociologo contemporaneo descrive la situazione in Europa Occidentale come un \u201ccredere senza appartenenza\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn9\" name=\"_ednref9\"> [9] <\/a> Ci si pu\u00f2 trovare un\u2019aspirazione a qualcosa di pi\u00f9 nella vita, un anelito di saggezza, un interesse verso nuove forme di spiritualit\u00e0, una passione per la giustizia, un amore alla bellezza e il valore essenziale assegnato alle relazioni interpersonali. Confratelli che studiano assiduamente le tendenze contemporanee nella letteratura, nel cinema, nell\u2019arte e nella musica intravedono in queste espressioni culturali una ricerca persistente di un qualcosa che si avvicini alla redenzione. Diverse espressioni della religiosit\u00e0 popolare manifestano analogo desiderio e ricerca.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Una fame di redenzione si esprime anche nelle grida soffocate e nell\u2019implorazione inespressa. La si avverte nella mancanza di difese e nella frustrazione degli emarginati, gli esclusi e i cosiddetti \u201cnuovi poveri\u201d. Anche una diffusa percezione della frantumazione della vita moderna, dove i vari aspetti della vita sembrano sconnessi gli uni dagli altri, provoca un vero disagio e una speranza pur vacillante di serenit\u00e0. Ansiosa, isolata e sofferente, gente di ogni tipo ha la vaga sensazione che \u201cmanca qualcosa\u201d; e che dovrebbe esserci una maniera migliore di vivere.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019anelito verso \u201cqualcosa di pi\u00f9\u201d pu\u00f2 essere anestetizzato o persino soffocato. Alcuni riescono a vivere con un comodo senso di autosufficienza, non avvertendo nessun bisogno urgente di cambiare ad ogni costo. Altri si chiedono per quanto tempo un\u2019esistenza sterile, isolata e apparentemente auto-centrata possa soddisfare l\u2019insondabile cuore umano.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che molte persone avvertono una qualche brama di redenzione, questo bisogno non le porta necessariamente a cercare un redentore. Spesso le risposte sono cercate in una sorta di auto-redenzione, come evidenziato dalla variet\u00e0 di programmi di auto-aiuto non connessi con un redentore. Un sollievo alle ansiet\u00e0 della vita moderna \u00e8 cercato anche ricorrendo al folklore, alla magia o alla superstizione.<\/li>\n<\/ol>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Realt\u00e0 del peccato e del male<\/h3>\n<ol start=\"26\">\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza del male \u00e8 fortissima nella storia umana. I nostri confratelli in India, Sri Lanka, Thailandia, New Orleans e, pi\u00f9 recentemente, in Indonesia possono testimoniare della drammatica distruzione che deriva da un male impersonale, che pu\u00f2 scatenarsi dalle forze della natura e davanti al quale l\u2019umanit\u00e0 trema sgomenta. D\u2019altra parte, siamo tutti avvezzi alla malizia del peccato personale, che minaccia di separarci da Dio e dagli altri, con serie ripercussioni nelle nostre comunit\u00e0 e nella societ\u00e0. Oltre le scelte velleitarie dei singoli, dobbiamo anche riconoscere la crudelt\u00e0 prodotta dalle strutture sociali che generano ingiustizia e morte, anche quando a guidarle sono persone ben intenzionate. Il lusso di alcune nazioni postula senza mezzi termini l\u2019impoverimento di altre. Si fa guerra secondo una nuova logica, sia come strumento terroristico che come lotta preventiva in nome della pace.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze della globalizzazione a tutti i livelli (economico, sociale, politico, culturale e tecnologico) sono ambigue. Da un lato, si promette un nuovo mondo con opportunit\u00e0 incalcolabili. Ma il costo di tutto questo \u00e8 una crescente ineguaglianza tra le nazioni, come anche l\u2019insorgere di nuove categorie di povert\u00e0. Individui, comunit\u00e0 e intere nazioni sono impotenti di fronte alle strutture globali dell\u2019ingiustizia. Ricordo un vescovo Redentorista che mi raccontava che, lasciato a se stesso, il suo paese aveva poca speranza. Con le sue risorse naturali esaurite dal colonialismo e dall\u2019incuria, al momento attuale il paese non ha nulla da produrre per il nuovo mercato globale e la sua stessa sopravvivenza dipende principalmente da una pi\u00f9 intensa solidariet\u00e0 tra le nazioni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Durante la sua recente visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, Papa Benedetto XVI con forza e coerenza ha parlato del male perpetrato in quel luogo e lo stesso Santo Padre si \u00e8 interrogato sul \u201csilenzio di Dio.\u201d<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn10\" name=\"_ednref10\"> [10] <\/a> Una trattazione adeguata del problema del male e del peccato esula certamente dagli scopi di questa Communicanda. Ma qui voglio sottolineare che il mistero del male deve essere affrontato nella nostra riflessione come anche nella nostra predicazione, se vogliamo essere fedeli alla rivelazione e credibili agli occhi della gente. Un\u2019analisi oculata di noi stessi e del nostro mondo, se unita ad un apprezzamento riconoscente e ricco di fede nel Dio rivelatosi in Ges\u00f9, ci porta a meravigliarci con san Paolo: \u201claddove \u00e8 abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia\u201d (Rom 5, 20). Forse la prima proclamazione del Vangelo \u00e8 annunciare in modo convincente che Dio \u00e8 vivo, anche in un tempo come il nostro.<\/li>\n<\/ol>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Segni e testimoni del Regno<\/h3>\n<ol start=\"29\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Questo mondo, diviso, frantumato e ferito, nel quale milioni di persone sopportano sofferenze terribili, \u00e8 ancora il mondo che Dio ama, il mondo al quale e per il quale Egli manda il suo Figlio. Due millenni dopo la morte e risurrezione di Ges\u00f9 possiamo chiederci: la sua missione ha fatto una vera differenza? Di fronte al mistero del peccato e del male, ancora consapevoli dell\u2019iniziativa di Dio, siamo chiamati alla contemplazione, uno sforzo che cerca di vedere come Dio vede, allo scopo di agire come Dio agisce.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019<em>Instrumentum Laboris<\/em> del XXIII Capitolo Generale presenta una lista di sfide, che chiama segni della presenza del Regno e segni dell\u2019assenza del Regno. Il documento evidenzia particolarmente le sfide per l\u2019evangelizzazione che sono poste dal secolarismo, dalla post-modernit\u00e0 e della globalizzazione. Esso fotografa bene la situazione che la Congregazione affronta attraverso il mondo e il bisogno di scoprire i mezzi pi\u00f9 efficaci per diventare testimoni della redenzione abbondante.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn11\" name=\"_ednref11\"> [11] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Uno sguardo contemplativo al nostro mondo ci porta a individuare le forze che militano contro il regno di Dio, come una cultura di morte che esalta il potere, il piacere e il possesso fino alla disumanizzazione, alla schiavizzazione e al trasferimento massivo di intere societ\u00e0. La proclamazione dell\u2019abbondante redenzione \u00e8 una chiamata a vedere questo mondo frantumato da una prospettiva contemplativa, che ci permetta di scoprire le vie dello Spirito. Impariamo a riconoscere la presenza dei segni di redenzione, che ci consentano di continuare con speranza e determinazione. Se abbiamo l\u2019audacia di chiederci se la missione di Ges\u00f9 fa differenza nel nostro mondo, ci servir\u00e0 anche il coraggio di assumere un atteggiamento contemplativo e cos\u00ec permettere che lo Spirito promesso da Ges\u00f9 ci guidi alla verit\u00e0 tutta intera (Gv 16, 13).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>III.\u00a0\u00a0\u201cCollaboratori, soci e ministri<br \/>\n<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>di Ges\u00f9 Cristo nella grande opera\u2026\u201d<\/strong><\/p>\n<ol start=\"32\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Permettetemi di riassumere la riflessione fatta finora. La nostra discussione \u00e8 partita dall\u2019affermazione che i Redentoristi hanno un modo speciale di comprendere l\u2019azione salvatrice di Dio in Ges\u00f9 Cristo. Questa visione si basa sull\u2019esperienza di Dio che diede forma alla pratica pastorale di Alfonso de Liguori. Non abbiamo tentato di sviluppare i modi con cui tradizionalmente la teologia dogmatica ha presentato la redenzione, non perch\u00e9 questo dibattito non sia importante, ma piuttosto perch\u00e9 il Capitolo Generale sperava che la presente comunicazione servisse come strumento di discernimento e contribuisse a rivitalizzare la vita apostolica della Congregazione.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn12\" name=\"_ednref12\"> [12] <\/a> A tale scopo, ho cercato di ancorare la riflessione nell\u2019esperienza del nostro fondatore, che diede energia e urgenza alla sua predicazione e ai suoi scritti, fino a decidere di fondare la Congregazione. Alfonso intese il Redentore come rivelazione della compassione senza limiti di Dio per l\u2019umanit\u00e0. Questo amore compassionevole induce Dio alla kenosis, allo svuotamento di Dio per la vita del mondo, con una speciale preferenza per i poveri. La logica di Alfonso \u00e8 la stessa logica della lettera ai Filippesi: Dio non lesina sforzi per accattivarsi i nostri cuori (Fil 2, 5-11).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proiettiamo l\u2019intuizione spirituale di Alfonso sulla nostra missione di proclamare la redenzione abbondante nel mondo oggi. Questa missione richiede da noi uno sguardo contemplativo all\u2019ora di cogliere le forze che militano contro il Regno di Dio e di discernere i segni di redenzione che ci permettano di continuare la nostra missione con speranza e determinazione, inclusa la lotta contro tutto ci\u00f2 che schiavizza uomini e donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Alfonso, siamo chiamati a conversione, che ci permette di partecipare del dinamismo della compassione e della <em>kenosis<\/em> di Dio. \u201cDare la vita per la redenzione abbondante\u201d \u00e8 entrare intimamente e permanentemente nella missione di Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 \u201cla grande opera della redenzione\u201d allo scopo di predicare la Parola di salvezza ai poveri (cf. Cost. 2). In questa parte finale della <em>Communicanda<\/em>, vorrei suggerire alcune conseguenze per la Congregazione oggi.<\/p>\n<h3>Centralit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo:<br \/>\ncon <u>Lui<\/u> c\u2019\u00e8 redenzione abbondante<\/h3>\n<ol start=\"33\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Per dare testimonianza alla redenzione abbondante dentro l\u2019ispirazione carismatica di Alfonso de Liguori, non abbiamo altra scelta che consolidare la nostra vita con il Redentore. Avendo il nostro fondatore unito la nostra ragion d\u2019essere fondamentalmente alla missione di Ges\u00f9 Cristo, la missione di Ges\u00f9 \u00e8 la misura a partire dalla quale noi giudichiamo la nostra. Dobbiamo convincerci che credere in Ges\u00f9 Cristo \u00e8 sperare come lui sper\u00f2; che seguire Ges\u00f9 Cristo \u00e8 continuare e prolungare nella storia la sua missione, amando come lui fece fino ad offrire la nostra esistenza; che seguire lui \u00e8 lasciarci afferrare da lui e dalla causa della sua vita.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn13\" name=\"_ednref13\"> [13] <\/a> Alfonso ci invita a riscoprire il Dio di Ges\u00f9 Cristo, un Dio appassionatamente innamorato dell\u2019umanit\u00e0; un Dio che ascolta il grido del povero e che non rimane impassibile di fronte all\u2019ingiustizia. Dio si \u00e8 rivelato come Buona Notizia per gli impoveriti, degnandosi di riempire gli esseri umani della sua pienezza (Ef 3, 19), essendosi Cristo stesso svuotato per solidariet\u00e0 (Fil 2, 5-11).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Pertanto, la proclamazione della redenzione abbondante nella tradizione redentorista non \u00e8, dapprima e soprattutto, la presentazione di formule di fede o di codici morali; essa \u00e8 un invito ad una relazione personale con un Dio appassionato, un Dio d\u2019amore che ha bisogno di essere amato a sua volta. Per Alfonso la posta di questa scommessa \u00e8 alta. Una sua preghiera lamenta che il mondo \u00e8 \u201cpieno di predicatori che predicano s\u00e9 stessi [e non Ges\u00f9 Cristo]; e frattanto l&#8217;inferno si riempie d&#8217;anime.\u201d<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn14\" name=\"_ednref14\"> [14] <\/a> Ancora, con un\u2019insistenza che chiama a giudizio la nostra tradizionale reputazione di predicatori di fuoco e zolfo, Alfonso asserisce che le conversioni fondate sulla paura della punizione divina non durano a lungo. Perci\u00f2, durante le missioni il compito principale di ciascuno e di tutti i predicatori \u00e8 solo di lasciare gli ascoltatori infiammati di santo amore.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn15\" name=\"_ednref15\"> [15] <\/a> Pur non usando pi\u00f9 il linguaggio dello zolfo per catturare l\u2019attenzione del nostro uditorio, dovremmo per\u00f2 chiederci se la nostra predicazione \u00e8 diventata insipida o superficiale nei contenuti. Usiamo oggi tutta la creativit\u00e0 e la passione a nostra disposizione per predicare Ges\u00f9 Cristo il Redentore, in un linguaggio che la gente, specialmente i poveri abbandonati, sia in grado di capire?<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La missione della Congregazione non \u00e8 qualcosa che ci siamo dati da noi. N\u00e9 pu\u00f2 essere spiegata o giustificata dal suo interno, sociologicamente, psicologicamente o antropologicamente, poich\u00e9 le sue origini sono al di fuori di essa. Dio \u00e8 la vera origine e fonte della sua missione e della sua forza. Questo \u00e8 il suo mistero pi\u00f9 intimo, da cui la Congregazione ricava la sua vita, energia e visione. Non appena la missione comincia a giustificare diversamente la sua ragione d\u2019essere, ad es. in modo socio-politico o culturale, essa perde autenticit\u00e0. Se la nostra missione perde il suo centro in Ges\u00f9 Cristo, la sua luce si estinguer\u00e0 ed essa diventer\u00e0 insipida; sar\u00e0 come il sale che non serve pi\u00f9 a niente, se non ad essere buttato via.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Credo che riconoscere la missione della Congregazione nel mistero di Ges\u00f9 Cristo comporta conseguenze importanti per noi. Primo, questa identificazione dovrebbe provocare una reale meraviglia e rispetto per la nostra vocazione come \u201ccollaboratori, soci e ministri di Ges\u00f9 Cristo nella grande opera della Redenzione\u201d (Cost. 2), poich\u00e9 noi condividiamo un impulso che trova origine nel mistero della santa Trinit\u00e0. La pianificazione pastorale, che deve dare attenzione a scopi, obiettivi, pianificazione e valutazione, dovrebbe essere anche il frutto della preghiera contemplativa, di meditazione e lectio divina, poich\u00e9 abbiamo a che fare con cose sante, non semplicemente per gestire principi organizzativi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">In quanto cerchiamo di rendere pi\u00f9 evidente attraverso il dono della nostra vita l\u2019impulso divino verso tutta l\u2019umanit\u00e0, non possiamo smettere di cercare e di interrogarci. Non c\u2019\u00e8 spazio per un\u2019autosoddisfazione o compiacimento borghese nella nostra vocazione. Ricordate la storia che Alfonso racconta, di un eremita che un giorno incontr\u00f2 un principe nella foresta? Il principe gli chiese cosa vi facesse. L\u2019eremita gli rispose con una domanda, \u201cE voi signore, cosa ci fate in questo posto isolato?\u201d Quando il principe gli rispose che era a caccia di animali selvatici, l\u2019eremita disse a sua volta, \u201cE io vado a caccia di Dio,\u201d e and\u00f2 per la sua strada.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn16\" name=\"_ednref16\"> [16] <\/a> Se \u00e8 vero che molti dei nostri contemporanei sono alla ricerca del divino o, in fondo, di qualche significato ultimo nella loro vita, immaginate la potente testimonianza del nostro lavoro pastorale e della vita di comunit\u00e0, come luoghi dove degli uomini sono a caccia di Dio!<\/li>\n<\/ol>\n<h3>Conversione alla compassione<br \/>\nche si manifesta nella <em>kenosis<\/em><\/h3>\n<ol start=\"38\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Il vescovo Pedro Casald\u00e1liga ci invita a pensare anche con i piedi. Vale a dire, la nostra riflessione alla fine dovrebbe tradursi in un\u2019azione coerente con i nostri valori pi\u00f9 profondi. Se vogliamo afferrare come Alfonso intenda il Redentore e la sua opera salvifica, dobbiamo sempre includere la gente, specialmente i poveri abbandonati. Come abbiamo visto, il nostro fondatore identifica la sua Congregazione con la missione di Ges\u00f9, che viene ad annunciare la Buona Notizia ai poveri. La Costituzione 5 riproduce questo rapporto, notando che \u201cla preferenza per le istanze pastorali pi\u00f9 urgenti o per l&#8217;evangelizzazione vera e propria e l&#8217;opzione a favore dei poveri rappresentano la stessa ragione d&#8217;essere della Congregazione nella Chiesa e il distintivo della sua fedelt\u00e0 alla vocazione ricevuta\u201d.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Alfonso non si limit\u00f2 ad apprezzare in teoria lo speciale rapporto tra il Redentore e gli abbandonati. Il suo primo biografo capta in termini drammatici come il nostro fondatore \u201cpens\u00f2 con i piedi\u201d, anche quando in realt\u00e0 egli cavalcava un mulo! In una descrizione commovente del suo esodo da Napoli nel 1732, Alfonso \u00e8 dipinto mentre fa a Ges\u00f9 un sacrificio totale di quella citt\u00e0 e della sua gloria, per vivere e morire nelle campagne, circondato da contadini e pastori illetterati.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn17\" name=\"_ednref17\"> [17] <\/a>Commentando questo evento, Th\u00e9odule Rey-Mermet argomenta che l\u2019inizio della nostra Congregazione era in primo luogo e soprattutto la morte e la rinascita di un uomo: \u201cil distinto gentiluomo napoletano non esisteva pi\u00f9 e a prendere il suo posto fu un povero tra i poveri\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn18\" name=\"_ednref18\"> [18] <\/a> Il linguaggio pasquale usato per interpretare l\u2019esodo di Alfonso parla da s\u00e9, specialmente quando ricordiamo l\u2019incontro che provoc\u00f2 la decisione di Alfonso, cio\u00e8 come agli inizi dell\u2019estate 1730 la vista dei poveri abbandonati sulle alture di Scala lo cambi\u00f2 per sempre. Mosso a compassione, Alfonso assunse gli stessi \u201csentimenti\u201d di Cristo Ges\u00f9 e \u201csvuot\u00f2 se stesso\u201d (cf. Fil 2, 5b). Alfonso riconobbe la sua vocazione nella compassione e nella <em>kenosis<\/em> del Figlio di Dio. La storia di Ges\u00f9 diventa la storia di Alfonso.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Sin dal 1732, migliaia di Redentoristi sono entrati nella stessa dinamica, permettendo anche che la storia di Ges\u00f9 diventasse la loro. Confratelli come il beato Nicholas Mykolay Charnetskyi e il beato Dominick Methodius Tr\u010dka hanno vissuto la loro <em>kenosis<\/em> nel suo senso estremo, \u201caccettando anche la morte\u201d al servizio della missione. Anche se meno drammatiche, non meno preziose sono le storie incalcolabili di amore disinteressato che hanno segnato la storia della nostra Congregazione: missionari che, attraverso la loro professione religiosa, non si sono risparmiati pur di arrivare ad un dono totale di s\u00e9 (Cost. 56).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Io credo che la Congregazione \u00e8 chiamata oggi ad esprimere l\u2019ispirazione carismatica di Alfonso in un processo dinamico di solidariet\u00e0. La solidariet\u00e0 \u00e8 compassione, perci\u00f2 ci consegna alla lotta storica dei poveri e dei deboli di questo mondo e ci compromette con quelli che sono abbandonati e senza speranza. La solidariet\u00e0 \u00e8 chiamata a cercare \u201ccon pi\u00f9 premura i poveri, i deboli, gli oppressi, la cui evangelizzazione costituisce il segno dell&#8217;opera messianica\u201d (Cost. 4). Non solo Ges\u00f9 scelse di identificarsi in modo speciale con gli emarginati (Mt 25, 40) ma, nella sua incarnazione e nel mistero pasquale, Dio esprime una solidariet\u00e0 radicale e irrevocabile con gli esseri umani.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La solidariet\u00e0 evangelica, che sospinge la Congregazione verso i poveri, deboli e oppressi, trova espressione concreta nella nostra comunit\u00e0. Gli ultimi Capitoli Generali hanno evidenziato come la comunit\u00e0 redentorista \u00e8 di per s\u00e9 proclamazione della Buona Notizia. Essa \u00e8 la tenda che Dio pianta in mezzo ai poveri abbandonati, allo scopo di comunicare loro la sua compassione. Ma la nostra vita comune ci richiede anche <em>kenosis<\/em>, poich\u00e9 \u201cla comunit\u00e0 non \u00e8 solo unione materiale di persone; \u00e8 anche comunione fraterna di anime\u201d (Cost. 21).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019invito dell\u2019ultimo Capitolo Generale a pensare alla ristrutturazione della Congregazione \u00e8 chiamata alla conversione per la redenzione abbondante.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn19\" name=\"_ednref19\"> [19] <\/a> Non \u00e8 troppo difficile vedere la ristrutturazione come una sorta di auto-svuotamento. La riflessione su questo tema \u00e8 un rifiuto di rimanere abbarbicati alla gloria del passato o di accettare in modo rassegnato i limiti del presente. In realt\u00e0, siamo alla ricerca di nuove forme di solidariet\u00e0, allo scopo di esprimere la compassione di Dio per i poveri abbandonati. Questo cammino sembra precario ed esige la stessa fede e coraggio che spinse Alfonso a lasciarsi alle spalle Napoli e di muovere verso un futuro sconosciuto, armato solo della fiducia che Dio lo stesse guidando.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Continuiamo questo cammino nella speranza, una &#8220;<em>speranza che non delude, perch\u00e9 l&#8217;amore di Dio \u00e8 stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci \u00e8 stato dato<\/em>\u201d (Rom 5, 5). Molti attendono da noi un segno di speranza, come Papa Giovanni Paolo II ricordava al XXIII Capitolo Generale: \u201cSe annuncerete con gioia e coerenza di vita la \u2018<em>copiosa redemptio<\/em>\u2019, susciterete o corroborerete la speranza evangelica nel cuore di tante persone, specialmente fra coloro che pi\u00f9 ne hanno bisogno, perch\u00e9 segnati dal peccato e dalle sue nefaste conseguenze\u201d.<a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_edn20\" name=\"_ednref20\"> [20] <\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Non possiamo perdere di vista il fatto che siamo pellegrini che condividono una promessa e un sogno. La solidariet\u00e0, che Dio ha stabilito nel Redentore, \u00e8 gi\u00e0 in azione in una sorta di lotta escatologica, cos\u00ec la nostra visione non \u00e8 condizionata dai limiti del momento attuale, e noi rifiutiamo il cinismo alla pari dei pii desideri. Dio sta gi\u00e0 facendo nuove le cose, e noi siamo chiamati a lavorare insieme, avendo il nostro sguardo fisso sui cieli nuovi e terra nuova che sono promessi in Cristo.<\/li>\n<\/ol>\n<h3>Compagni del nostro cammino<\/h3>\n<ol start=\"46\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Maria, Madre del Redentore e nostra Madre del Perpetuo Soccorso, cammina con noi e rafforza la nostra speranza. Ella \u00e8 modello di compassione e di amore disinteressato. Ella si un\u00ec in trepida preghiera agli apostoli mentre la Chiesa nasceva. Penso che dobbiamo contare sulla sua presenza oggi al cuore della nostra Congregazione, mentre cerchiamo di capire e annunciare l\u2019opera redentrice del suo Figlio.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Possa l\u2019esempio di san Paolo e degli apostoli, e la dedizione di Alfonso e tutti i santi e beati Redentoristi accendere il nostro zelo. Preghiamo affinch\u00e9 la straordinaria fedelt\u00e0 dei confratelli che ci hanno preceduto, possa rafforzare il nostro coraggio, mentre lottiamo per dare la vita per la redenzione abbondante.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">A nome del Consiglio Generale, rinnovo i saluti pi\u00f9 cordiali e fraterni a tutti. Nel nostro cuore abbiamo un posto davvero speciale per le Monache Redentoriste come anche per tutti i religiosi e laici che condividono la nostra missione, e ricordiamo in modo particolare i giovani attraverso il mondo, che sono pronti e desiderosi di seguire Ges\u00f9 nell\u2019annunciare la Buona Notizia ai poveri.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Santissimo Redentore,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Joseph W. Tobin, C.Ss.R.<br \/>\nSuperiore Generale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La lingua originale \u00e8 l\u2019inglese.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref1\" name=\"_edn1\"> [1] <\/a> XXIII Capitolo Generale della Congregazione del Santissimo Redentore,<em> Messaggio, Orientamenti, e Decisioni <\/em>e il<em> Messaggio di Papa Giovanni Paolo II<\/em>, Roma: Curia Generale, 2003; cf. <em>Messaggio<\/em>, 1-6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref2\" name=\"_edn2\"> [2] <\/a><em>Orientamenti<\/em>, 7.3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref3\" name=\"_edn3\"> [3] <\/a> Grazie al duro lavoro della Segreteria Generale e all\u2019Ufficio di Comunicazioni, tutte le <em>Communicanda<\/em> del Governo Generale a partire dal 1985 sono reperibili in 7 lingue in <u>www.cssr.com<\/u>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref4\" name=\"_edn4\"> [4] <\/a> Paolo VI, <em>Evangelii Nuntiandi<\/em>, 9-10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref5\" name=\"_edn5\"> [5] <\/a> \u201cConsiderazione XIII: Del zelo della salute delle anime che debbono avere i religiosi\u201d, in <em>Considerazioni per coloro che son chiamati allo stato religioso<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref6\" name=\"_edn6\"> [6] <\/a> Tannoia IV, 44.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref7\" name=\"_edn7\"> [7] <\/a><em>Gaudium et Spes<\/em>, nn. 11, 22, 41.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref8\" name=\"_edn8\"> [8] <\/a> Javier Vitoria Cormenzana, \u201cHeartened by the Sounds of a Delicate Silence\u201d, in <em>Concilium <\/em>(2005\/3), p. 125.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref9\" name=\"_edn9\"> [9] <\/a> Grace Davie, <em>Religion in Modern Europe: A Memory Mutates, <\/em>pp. 3, 12, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref10\" name=\"_edn10\"> [10] <\/a> Benedetto XVI, <em>Messaggio al campo di Auschwitz<\/em>, Auschwitz-Birkenau, 28 maggio 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref11\" name=\"_edn11\"> [11] <\/a> Cf. XXIII Capitolo Generale,<em> Instrumentum Laboris<\/em>, (Roma 2003), nn. 5-8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref12\" name=\"_edn12\"> [12] <\/a> Cf. XXIII Capitolo Generale, <em>Orientamenti<\/em>, 7.3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref13\" name=\"_edn13\"> [13] <\/a> Cf. Domingo Moraleda, CMF, <em>Symbolic e Messianic Role of Consecrated Life<\/em>, in SEDOS vol. 37, no. 11\/12 (Roma: Novembre-Dicembre 2005), 2005\/178.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref14\" name=\"_edn14\"> [14] <\/a><em>Selva di materie predicabili ed istruttive<\/em>, 242.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref15\" name=\"_edn15\"> [15] <\/a><em>Foglietto di cinque punti&#8230;nelle Missioni<\/em>, n. 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref16\" name=\"_edn16\"> [16] <\/a><em>Pratica dell\u2019Amore di Ges\u00f9 Cristo<\/em>, II, 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref17\" name=\"_edn17\"> [17] <\/a> A. M. Tannoia, <em>Della vita ed Istituto del Ven. S. di D. Alfonso M. de Liguor<\/em>i, (Napoli 1798), vol. I, p. 66: \u201cAccertato Alfonso della volont\u00e0 di Dio, si anim\u00f2, e prese coraggio; e facendo a Ges\u00f9 Cristo un sacrificio totale della Citt\u00e0 di Napoli, si offerse menar i suoi giorni dentro proquoi, e tugurj, e morire in quelli attorneato da\u2019 Villani, e da\u2019 Pastori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref18\" name=\"_edn18\"> [18] <\/a> <em>St. Alfonso Liguori: Tireless Worker for the Most Abandoned<\/em>, (New York: New City Press, 1989), p.259.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref19\" name=\"_edn19\"> [19] <\/a><em>Communicanda 1: Chiamati a dare la vita per la redenzione abbondante<\/em>, (Roma, 2004), 43.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/site.cssrredemptoristi.com\/italiano\/whoarewe\/Communicanda\/2003-2009_Communicanda2-IT.shtml#_ednref20\" name=\"_edn20\"> [20] <\/a><em>Messaggio di Papa Giovanni Paolo II al XXIII Capitolo Generale<\/em>, 6.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Communicanda II &#8211; 2003-2009\u00a0 &nbsp; Communicanda 2 4 giugno 2006 Solennit\u00e0 di Pentecoste Introduzione Miei cari confratelli, Presso il Signore \u00e8 la misericordia e grande presso di lui la redenzione! 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