{"id":1595,"date":"2015-04-27T09:15:35","date_gmt":"2015-04-27T09:15:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1595"},"modified":"2016-04-27T09:15:50","modified_gmt":"2016-04-27T09:15:50","slug":"spiritualita-la-nostra-sfida-piu-importante","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2015\/04\/spiritualita-la-nostra-sfida-piu-importante\/","title":{"rendered":"SPIRITUALIT\u00c0 La nostra sfida pi\u00f9 importante"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008080; font-size: large;\"><b><em>Communicanda<\/em> I &#8211; 1997-2003<\/b><\/span><\/p>\n<div align=\"center\">\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial;\"><b><em><br \/>\nCOMMUNICANDA<\/em> 1<br \/>\n<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial;\">Nr. Prot. 0000 0028\/98<br \/>\nRoma, 25 febbraio 1998<br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\">Carissimi Confratelli,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><strong>01. <\/strong>&#8220;Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosit\u00e0 nella carit\u00e0 e della vostra costante speranza nel Signore nostro Ges\u00f9 Cristo&#8221; (1 Tess 1,2-3). A cinque mesi dalla conclusione del XXII Capitolo Generale, e in questo giorno anniversario dell&#8217;approvazione delle nostre Costituzioni, vi facciamo pervenire questo documento, che vuole dare un seguito alla celebrazione del Capitolo e nello stesso tempo indicare alcune prospettive del nostro servizio alla Congregazione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>02.<\/b> Il Capitolo ha affidato al Governo Generale la redazione di questa <em>Communicanda<\/em>, per l&#8217;approfondimento del Messaggio e degli Orientamenti gi\u00e0 inviati a tutta la Congregazione (Postulati del XXII Capitolo Generale, 1.1.4). Gi\u00e0 sapete che al centro di questi documenti capitolari c&#8217;\u00e8 stata la spiritualit\u00e0, assunta come tema per il sessennio in corso, alla luce del quale la Congregazione vuole comprendere e vivere tutti gli aspetti della sua stessa vita. L&#8217;esigenza di trattare questo tema era per\u00f2 ricorrente gi\u00e0 in alcune Riunioni Regionali preparatorie al Capitolo, a conferma di un bisogno diffuso in gran parte della nostra Famiglia missionaria. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>03.<\/b> Riteniamo tuttavia che la scelta della spiritualit\u00e0 tenga conto di tutto il cammino percorso negli ultimi decenni, segnato dai Capitoli generali, dai rispettivi documenti finali e in particolare dall&#8217;impegno di &#8220;accentuare l&#8217;annuncio esplicito, profetico e liberatore del Vangelo ai poveri lasciandoci interpellare da essi&#8221; (XXI Capitolo Generale, Documento finale, 11). Inserita in questo contesto, l&#8217;opzione per la spiritualit\u00e0 si rivela in tutta la sua profondit\u00e0 e urgenza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>04.<\/b> Questa <em>Communicanda<\/em> non intende affrontare il tema della spiritualit\u00e0 in modo esaustivo o scolastico. Vogliamo avviare una riflessione sul tema stabilito dal Capitolo Generale, offrendo a ciascuno di voi un aiuto per essere Redentorista oggi. Da una parte siamo convinti che la spiritualit\u00e0 \u00e8 essenzialmente &#8220;esperienza personale e comunitaria di Dio in Cristo Redentore per opera dello Spirito Santo&#8221;, dall&#8217;altra dobbiamo tenere presenti i bisogni delle varie Regioni. Ci auguriamo inoltre che ogni Unit\u00e0 faccia di questo documento un uso &#8220;condiviso&#8221;, nella misura e nel modo che saranno possibili. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>05.<\/b> Avvertiamo molto forte &#8211; e lo stesso Capitolo Generale lo ha paventato &#8211; il rischio che il tema della spiritualit\u00e0 ci porti lontano dal terreno proprio e dalle urgenze scomode della missione. Diciamo subito che &#8220;spiritualit\u00e0&#8221; non vuol dire intimismo, n\u00e9 fuga dalle responsabilit\u00e0 personali o dal necessario coinvolgimento nella nostra storia. Non vogliamo teorizzare sulla spiritualit\u00e0, ma tenere molto concretamente davanti agli occhi gli impegni normali come anche le urgenze che invocano il nostro impegno efficace. E oltre che sui nostri buoni propositi, contiamo sulla collaborazione con i laici, che negli ultimi tempi si \u00e8 andata sempre pi\u00f9 affermando nei progetti delle diverse Unit\u00e0. Se da una parte essi possono &#8220;assimilare&#8221; la nostra spiritualit\u00e0 vivendo con noi, frequentando i nostri ambienti e lavorando con noi, dall&#8217;altra possono aiutarci a rimanere in pi\u00f9 stretto contatto con la realt\u00e0 e con la dimensione quotidiana della vita. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>06.<\/b> Un altro rischio desideriamo scongiurare: ed \u00e8 quello che ci induce ad affrontare il tema della spiritualit\u00e0 semplicemente perch\u00e9 lo vuole una cultura alquanto diffusa oggi. Sappiamo in che misura la spiritualit\u00e0 rappresenta un argomento alla moda e persino un fenomeno di successo commerciale. Un vero e proprio &#8220;supermarket della spiritualit\u00e0&#8221;, che spazia dal new age alle sette esoteriche, seduce molti dei nostri contemporanei; ma sappiamo anche che questo fenomeno ha poco in comune con le esigenze proprie di una fede rivelata, che parte sempre da un &#8220;ascolto&#8221; obbediente alla Parola e tende all&#8217;incontro responsabile con una persona, Ges\u00f9 Cristo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>07.<\/b> La spiritualit\u00e0 \u00e8 motivo di unit\u00e0 per tutta la Congregazione. Pur tuttavia, non possiamo dimenticare la grande diversit\u00e0 di situazioni e di attese: questo va detto sia a proposito di Regioni e di culture, come anche di persone. Tra i confratelli alcuni sono fortunatamente in possesso di una spiritualit\u00e0 pi\u00f9 consolidata, altri avvertono una sorta di &#8220;frantumazione&#8221; interiore, altri infine si considerano alla ricerca di qualcosa che non hanno ancora trovato. Sono situazioni interiori che vanno al di l\u00e0 dell&#8217;et\u00e0 anagrafica e in cui si intrecciano misteriosamente la grazia di Dio e le circostanze della vita, ma proprio considerando questa diversit\u00e0 di situazioni ogni Unit\u00e0 sappia fare gli opportuni adattamenti di queste nostre riflessioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>I motivi di una scelta<\/b> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>08.<\/b> Innanzitutto riteniamo fondamentale interrogarci: perch\u00e9 il Capitolo Generale ha scelto la spiritualit\u00e0 come la sfida pi\u00f9 importante per tutta la Congregazione in questi sei anni? Dare una risposta a questa domanda ci permette di entrare adeguatamente nelle esigenze proprie di questo tema. Ecco alcune ragioni che ci sembrano pi\u00f9 vicine alla realt\u00e0, ma ci auguriamo che il nostro tentativo sia anche verificato e proseguito a livello locale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>09.<\/b> La prima nostra impressione \u00e8 che la Congregazione ha verificato un attivismo eccessivo, o almeno una riflessione non proporzionata alle numerose attivit\u00e0 svolte. In altre parole, abbiamo tutti bisogno di ritrovare i motivi veri e profondi del nostro agire, e sappiamo che per noi Redentoristi i motivi riconducono essenzialmente ad una persona, &#8220;l&#8217;unica di cui c&#8217;\u00e8 bisogno&#8221;(Lc 10,42), Ges\u00f9 Cristo Redentore. Questo bisogno \u00e8 confermato chiaramente dallo stesso Capitolo Generale, quando dice che la nostra &#8220;principale preoccupazione deve essere il posto che Dio occupa nelle nostre esistenze&#8221; (Messaggio finale, n.3). Ecco dunque un&#8217;indicazione da cui non possiamo prescindere e che diventa fonte di gioia per ciascuno di noi: nella misura in cui cerchiamo di assegnare a Dio il centro nella nostra vita, ci realizziamo in pienezza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>10.<\/b> Ma riteniamo opportuno avanzare un&#8217;altra ipotesi, che spieghi la scelta del Capitolo, legata chiaramente alla fase storica che ci troviamo a vivere. Molti di noi conservano il ricordo di una formazione &#8211; alludiamo agli anni precedenti al Concilio Ecumenico Vaticano II &#8211; in gran parte ispirata alle norme e ai valori propri dell&#8217;osservanza. Gli anni successivi hanno visto affermarsi una diversa antropologia e una conseguente formazione, al centro delle quali dominava la realizzazione della persona e la sua libert\u00e0. Il bilancio di questi ultimi anni ci ha fatto capire che questi modelli non si escludono a vicenda. Ma se, a giudizio di alcuni, il primo modello ha talvolta favorito una &#8220;osservanza senza cuore&#8221;, a giudizio di altri il secondo modello ha in qualche caso creato una &#8220;libert\u00e0 senza scopi&#8221;. Spesso il dialogo all&#8217;interno delle comunit\u00e0 ha segnato il passo, i progetti apostolici si sono rivelati di corto respiro, l&#8217;identit\u00e0 delle persone \u00e8 andata in crisi. Riteniamo che il Capitolo Generale abbia visto nella spiritualit\u00e0 l&#8217;elemento capace di dare un senso alla libert\u00e0 nella comunit\u00e0, delineando un possibile e pi\u00f9 credibile cammino per il prossimo futuro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>11.<\/b> La nostra &#8220;urgenza&#8221; di spiritualit\u00e0 pu\u00f2 avere ancora un&#8217;altra spiegazione. Viviamo in un tempo di &#8220;innovazione continua&#8221; e di progresso tecnologico accelerato (anche se questo sviluppo non \u00e8 uguale in tutte le Regioni). Facciamo fatica a stare al passo del nostro tempo. Novit\u00e0 non solo tecnologiche o scientifiche ma pi\u00f9 profondamente culturali mettono a dura prova i nostri orizzonti mentali. Se nel passato la nostra Regola di vita, le nostre tradizioni, i &#8220;modelli&#8221; nel nostro quotidiano o i Santi sui nostri altari costituivano per noi dei punti di riferimento alquanto collaudati e credibili, oggi sperimentiamo di trovarci sulla soglia di un futuro che non sappiamo cosa ci riserver\u00e0. Avvertiamo la fatica di parlare di sequela Christi ad un mondo che sembra non abbia nessuno da seguire. Per questo abbiamo bisogno di una salutare &#8220;zavorra&#8221; che ci impedisca di vivere perennemente in superficie. Sentiamo il bisogno di qualcosa che ci aiuti a fare sintesi dentro di noi indipendentemente da fattori esterni sempre in movimento: e questo &#8220;qualcosa&#8221; il Capitolo lo ha intravisto nella spiritualit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>12.<\/b> In ogni caso questa fatica di stare al passo dei tempi la verifichiamo nei confronti della teologia. Ad esempio, quale ampliamento d&#8217;orizzonte ha conosciuto negli ultimi tempi il concetto di redenzione? Se molti di noi sono stati formati ad una decisa attenzione verso la &#8220;salvezza dell&#8217;anima&#8221;, gradualmente abbiamo visto questo concetto estendersi ad una salvaguardia integrale della persona (cfr. Cost. 5), e abbiamo compreso che la Copiosa Redemptio ci mette in un rapporto nuovo con altre culture e religioni, n\u00e9 pu\u00f2 escludere dai suoi interessi certi problemi come l&#8217;ecologia, la difesa dei diritti umani, ecc. Sul piano puramente teorico non \u00e8 difficile capire questo rapporto, ma nella pratica quanti hanno accusato un calo di &#8220;zelo missionario&#8221;, proprio per la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un impegno nuovo e comunque spropositato alle proprie forze? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>13.<\/b> Sono stati messi a nostra disposizione numerosi strumenti di studio e di formazione e si sono moltiplicate iniziative di formazione permanente, sia in occasioni straordinarie (centenari dei nostri Santi, beatificazioni, ecc.) che nel cammino &#8220;feriale&#8221; delle varie Unit\u00e0. Pur tuttavia dobbiamo ammettere che non sempre il rinnovamento profondo della nostra vita \u00e8 stato pari all&#8217;impegno profuso per organizzare queste iniziative. Anche noi accusiamo sulla nostra pelle e ancor di pi\u00f9 nel nostro intimo quella frattura tra la fede e la vita che rimane uno dei segni sconcertanti del nostro tempo. Proprio perch\u00e9 si moltiplicano le occasioni di conoscenza e di animazione, avvertiamo pi\u00f9 lacerante la difficolt\u00e0 a incarnare nel vissuto quotidiano tutto ci\u00f2 che andiamo scoprendo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>14.<\/b> Questa frattura interiore ed esistenziale si riflette indubbiamente anche sul nostro modo di pregare. Gi\u00e0 il Capitolo Generale del 1991 ricordava: &#8220;sono state abbandonate le &#8216;pratiche spirituali&#8217; considerate poco autentiche o non adatte alla situazione attuale, ma senza sostituirle con altre che potessero colmare del tutto il vuoto che si \u00e8 prodotto&#8221; (Documento finale, 33). Il risultato \u00e8 l&#8217;abituale assenza di un programma di preghiera in queste comunit\u00e0, e pi\u00f9 in generale un certo &#8220;vuoto&#8221; spirituale nel quale molti confratelli fanno fatica a ritrovarsi. C&#8217;\u00e8 da chiedersi se guardando a certi nostri ambienti &#8211; spiritualmente &#8220;anemici&#8221; &#8211; sia legittimo parlare di comunit\u00e0 religiosa. C&#8217;\u00e8 da domandarsi se \u00e8 giusto, alla luce della &#8220;consacrazione&#8221;, rassegnarsi passivamente ad un contesto secolarizzato. C&#8217;\u00e8 da chiedersi se un simile modo di progettare (o non progettare) la comunit\u00e0 pu\u00f2 avere un minimo di attrattiva sulle giovani generazioni. E&#8217; un punto, questo, su cui ognuno dovrebbe ricercare la propria parte di responsabilit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>15.<\/b> Il &#8220;vuoto&#8221; spirituale spesso ha dato il motivo a dei confratelli per una &#8220;fuga&#8221; verso altre spiritualit\u00e0 o movimenti ecclesiali, magari per cercare fuori ci\u00f2 che non trovavano dentro la comunit\u00e0. Siamo convinti che non si pu\u00f2 negare a nessuno il diritto del proprio sviluppo personale e spirituale. Ma l\u00e0 dove questo fenomeno continua a verificarsi, esso suggerisce domande molto precise: la comunit\u00e0 \u00e8 capace di creare l&#8217;ambiente idoneo alla realizzazione piena dei confratelli? Offre alle persone lo spazio &#8220;umano&#8221; perch\u00e9 essi esprimano i loro desideri pi\u00f9 profondi? Cerca di dare risposta a questi desideri in un contesto di &#8220;comunit\u00e0 bene ordinata&#8221; (Cost. 44-45; St. 041) e con un adeguato progetto di preghiera? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>16.<\/b> Non pu\u00f2 lasciarci indifferenti neanche il numero di confratelli che lasciano la Congregazione dopo qualche anno di consacrazione o di ministero: il fatto stesso che una parte di essi dimostra insoddisfazione dopo l&#8217;abbandono, ci fa chiedere se li abbiamo aiutati a realizzarsi umanamente e spiritualmente. Anche se fenomeni del genere si sono verificati pure in epoche precedenti alle nostre e trovano riscontro attualmente anche in altre famiglie religiose, non possiamo esimerci da porci alcune domande: cosa cercavano questi confratelli nella comunit\u00e0 Redentorista e non hanno trovato? Ci riteniamo fraternamente responsabili gli uni della vocazione dell&#8217;altro? Questi interrogativi naturalmente devono farci pensare non solo ai confratelli che lasciano, ma anche a quelli che, pur rimanendo in Congregazione, si adeguano loro malgrado e in un modo impercettibile ad uno stile di vita senza slanci, che chiama in causa i motivi pi\u00f9 profondi del nostro vivere insieme. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>17.<\/b> Ad un livello ancora pi\u00f9 generale, dobbiamo ammettere che nella nostra vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, nella cura pastorale non sempre riusciamo a motivare le cause vere della nostra consacrazione e del nostro ministero, e &#8220;a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che \u00e8 in noi&#8221; (1Pt 3,15). Abbiamo imparato a condividere le nostre esperienze spirituali tra di noi? Cosa mancherebbe al mondo di oggi se improvvisamente venisse a mancare il carisma Redentorista? Cosa ha da dire l&#8217;intuizione di Alfonso a questa nostra cultura? Riusciamo a comunicare la vera attualit\u00e0 della spiritualit\u00e0 Redentorista e a proporla a dei laici perch\u00e9 la condividano, e a dei giovani perch\u00e9 ne facciano un&#8217;ipotesi di vita? In che modo cerchiamo di proporci come &#8220;scuola di vera spiritualit\u00e0 evangelica&#8221; (Vita consecrata, 93)? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>18.<\/b> Queste domande invocano non solo un serio impegno culturale, ma anche il recupero di un&#8217;identit\u00e0 personale e di un autentico contesto di famiglia. In questo senso forse troviamo un fedele &#8220;termometro&#8221; del problema-spiritualit\u00e0 nella gioia che avvertiamo abitualmente presente o assente a livello di persone e di comunit\u00e0. Dovremmo ritrovare tutti un senso di appartenenza ed un sano orgoglio di essere Redentorista. Forse \u00e8 questa la ragione che riassume tutte le altre, e che ha indotto il Capitolo Generale a propendere per la spiritualit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>Elementi di spiritualit\u00e0 redentorista<\/b> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>19.<\/b> Chi ha partecipato al XXII Capitolo Generale o lo ha seguito attraverso i mezzi di comunicazione, e chi in ogni caso &#8211; ad esempio con la lettura del Messaggio finale, degli Orientamenti e dei Postulati &#8211; accosta ci\u00f2 che il Capitolo ha voluto prima maturare e poi esprimere a tutta la Congregazione, forse potr\u00e0 condividere con noi questa impressione: in gran parte dei casi l&#8217;attenzione del Capitolo si \u00e8 fermata con pi\u00f9 frequenza sulla &#8220;spiritualit\u00e0&#8221; che sulla &#8220;spiritualit\u00e0 Redentorista&#8221;. Non vogliamo minimamente suggerire l&#8217;idea di una dicotomia tra questi due valori: la spiritualit\u00e0 si \u00e8 andata sviluppando nella nostra concreta vocazione come &#8220;Redentorista&#8221;, e perci\u00f2 non pu\u00f2 essere pensata a prescindere da questa connotazione. Vogliamo solo sottolineare il linguaggio usato dal Capitolo. L&#8217;insistenza con cui esso \u00e8 tornato sulla semplice &#8220;spiritualit\u00e0&#8221;, implica almeno tre conseguenze. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>20.<\/b> La prima \u00e8 che ci andiamo accorgendo che vanno riscoperti i &#8220;fondamenti&#8221; della nostra vita spirituale. Molto pi\u00f9 che una conoscenza specifica del nostro carisma, abbiamo bisogno di ricomprendere la struttura di una vita di fede e il senso elementare della consacrazione. Se la conoscenza specifica diventa fine a se stessa, rischia di diventare un esercizio puramente accademico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>21.<\/b> La seconda conseguenza \u00e8 che non dobbiamo peccare di miopia, concentrando la nostra attenzione semplicemente sul nostro specifico e dimenticando l&#8217;orizzonte ampio ma esigente della spiritualit\u00e0, in cui si colloca il carisma Redentorista. &#8220;Nella grande santa Chiesa, la Congregazione non \u00e8 una cappella laterale. La sua missione la pone nel centro della chiesa, l\u00e0 dov&#8217;\u00e8 l&#8217;altare e viene celebrato il mistero della pasqua di Cristo per la salvezza del mondo. \u00c8 chiamata a realizzare ci\u00f2 che \u00e8 centrale, a continuare Cristo e l&#8217;evento della salvezza che \u00e8 in Cristo. Qual \u00e8 dunque, la sua specificit\u00e0 nel complesso della Chiesa? La sua specificit\u00e0 sta nella realizzazione dell&#8217;essenziale, secondo un&#8217;intensa pienezza&#8221; (F.X. Durrwell, C.Ss.R.). D&#8217;altra parte, non possiamo pretendere che la nostra spiritualit\u00e0 abbia elementi esclusivi, che ci caratterizzi immediatamente nella Chiesa. Gran parte dei fattori tradizionalmente ritenuti &#8220;Redentoristi&#8221; (il predicare ai poveri, la popolarit\u00e0 della missione, la Vita divota, ecc.) trovano riscontro in altre spiritualit\u00e0 e in altre Famiglie Religiose: \u00e8 piuttosto il modo in cui questi elementi si tengono insieme che in un certo senso pu\u00f2 caratterizzarci. E questo modo a sua volta comporta tanti altri fattori: lo stile di vita personale, il modo di rapportarsi e di parlare, un certo clima comunitario, ecc. tutti elementi che &#8211; a quanti ci accostano e ci conoscono da vicino &#8211; fanno dire istintivamente &#8220;\u00e8 un Redentorista&#8221;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>22.<\/b> Una terza conseguenza &#8211; ma dovremmo dire la pi\u00f9 importante &#8211; \u00e8 che la scelta della spiritualit\u00e0 (ancor prima che della &#8220;spiritualit\u00e0 Redentorista&#8221;) impone al centro dell&#8217;attenzione di ognuno di noi la nostra relazione personale con Cristo per vedere se questa &#8220;ispira effettivamente e in modo privilegiato il nostro modo di vivere&#8221; (Messaggio finale, 1). &#8220;In qualsiasi contesto ci troviamo a vivere, crediamo che tutti noi Redentoristi siamo chiamati a mettere a fuoco un aspetto centrale della nostra spiritualit\u00e0, vale a dire il modo in cui nutriamo ed esprimiamo la nostra relazione con Ges\u00f9 Cristo&#8221; (Messaggio finale, 3). A questa relazione \u00e8 lo Spirito Santo che incessantemente ci attrae e ci anima. E&#8217; lui che suscita il desiderio di una risposta piena, facendo di ciascuno di noi una persona &#8220;cristiforme&#8221; (Vita consecrata, 19), E&#8217; lui che &#8220;persuade&#8221; la nostra intelligenza, facendole accettare con gioia e per amore ci\u00f2 che ad occhi umani pu\u00f2 apparire semplicemente &#8220;follia&#8221;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>23.<\/b> Per guardare pi\u00f9 direttamente alla spiritualit\u00e0 Redentorista, le nostre Costituzioni ci offrono materiale sufficiente per definirla. Pregando con esse, studiandole, possiamo capire il perch\u00e9 della nostra vocazione e i tratti essenziali che la caratterizzano. In quelle pagine abbiamo modo di capire i vari aspetti dell&#8217;identit\u00e0 Redentorista, che sostanzialmente consiste nel &#8220;seguitare l&#8217;esempio del nostro Salvatore Ges\u00f9 Cristo in predicare ai poveri la divina parola&#8221; (Cost. 1). Una crescente familiarit\u00e0 con la nostra &#8220;Regola di vita&#8221; ci permette di cogliere con uno sguardo d&#8217;insieme quella che \u00e8 la nostra spiritualit\u00e0, che altrimenti rimane qualcosa di indicibile. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>24.<\/b> Alla luce di questa scelta di fondo e della tradizione che ne \u00e8 nata, possiamo individuare alcuni elementi costitutivi, tra i quali dobbiamo sempre distinguere ci\u00f2 che \u00e8 essenziale da ci\u00f2 che \u00e8 periferico, e che proponiamo alla vostra attenzione senza la pretesa della completezza o del rigore metodologico: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">siamo Redentoristi: la nostra spiritualit\u00e0 si colloca nella teologia dell&#8217;incarnazione; <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">siamo missionari, e perci\u00f2 essenzialmente annunciatori del Vangelo, il cui &#8220;cuore&#8221; \u00e8 la misericordia; <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">il Redentorista ha un senso &#8220;popolare&#8221;, un approccio facile con la gente e un linguaggio semplice; <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">la spiritualit\u00e0 Redentorista \u00e8 sorgente e frutto della missione (Messaggio finale, n. 6); <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">il Redentorista ha compassione dei poveri; <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">il nostro coinvolgimento pastorale, specialmente con i poveri e abbandonati, \u00e8 costitutivo della nostra spiritualit\u00e0 (Messaggio finale, n.8). <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>25.<\/b> Parimenti crediamo che dobbiamo riservare alla Madonna del Perpetuo Soccorso uno spazio pi\u00f9 grande ed evidente nella nostra spiritualit\u00e0. Lo zelo e la creativit\u00e0 dei Redentoristi hanno fatto di questa icona la pi\u00f9 diffusa al mondo, ed essa pu\u00f2 aiutarci a fare conoscere ulteriormente il nostro carisma. Inoltre questo titolo del &#8220;Perpetuo Soccorso&#8221; \u00e8 del tutto in linea con la causa della Copiosa Redemptio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>26.<\/b> Ma non dobbiamo dimenticare che la nostra \u00e8 anche una spiritualit\u00e0 comunitaria, si impara nella comunit\u00e0 e deve essere tangibile anche in alcune concrete strutture comunitarie, dando soprattutto il dovuto spazio alla Parola di Dio, alla liturgia e all&#8217;Eucarestia (cfr. Cost. 27). Noi stessi, risalendo alla storia della nostra vocazione, possiamo dire che la spiritualit\u00e0 non l&#8217;abbiamo imparata dai libri ma dai confratelli, dal loro stile di vita, da un certo metodo di lavoro e di apostolato da noi osservato e lentamente &#8220;assimilato&#8221;. Risalendo ancora pi\u00f9 indietro nel tempo, dobbiamo dire che la stessa nostra Congregazione si \u00e8 caratterizzata sin dal suo nascere per via di precise scelte concrete e operative (ad esempio quella di &#8220;incarnare&#8221; la predilezione di Cristo per i poveri, fondando le case al crocevia di luoghi abitati dai pi\u00f9 abbandonati). In ogni caso il nostro modo di avvicinare il tema della spiritualit\u00e0 deve farci chiedere se la nostra testimonianza \u00e8 tangibile e in qualche modo condivisibile, e se le nostre strutture comunitarie e apostoliche sono al servizio di questa testimonianza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>27.<\/b> La scelta che il Capitolo ha fatto a favore della spiritualit\u00e0 Redentorista \u00e8 dunque di vitale importanza per noi, almeno per tre fondamentali ragioni: <\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">un motivo psicologico vuole che nella spiritualit\u00e0 sia in gioco la nostra stessa identit\u00e0. E&#8217; sul carisma Redentorista che abbiamo &#8220;giocato&#8221; la nostra esistenza, \u00e8 in questa &#8220;intuizione nello Spirito&#8221; che un giorno abbiamo ritrovato il nostro stesso volto. Le difficolt\u00e0 proprie del nostro tempo o l&#8217;inadeguatezza delle strutture sono un problema certamente, ma che va superato avendo a cuore l&#8217;importanza di un simile traguardo;<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">una ragione teologica ci porta alla mente quanto dice il nostro Fondatore: &#8220;Iddio vuole tutti santi, ed ognuno nel suo stato, il religioso da religioso, il secolare da secolare, il sacerdote da sacerdote, il maritato da maritato, il mercadante da mercadante, il soldato da soldato, e cos\u00ec parlando d&#8217;ogni altro stato&#8221; (Pratica d&#8217;amar Ges\u00f9 Cristo, cap. VIII). Se ognuno \u00e8 chiamato a diventare santo nel proprio stato di vita, anche noi siamo chiamati ad &#8220;abbracciare&#8221; la nostra situazione e a cercare da Redentoristi oggi la volont\u00e0 di Dio;<br \/>\n<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">un motivo apostolico ci ricorda che andare dai poveri senza portare Dio con noi rischia di sfruttarli. \u00c8 a partire dall&#8217;esperienza dell&#8217;amore di Dio che sant&#8217;Alfonso ha capito meglio le necessit\u00e0 dei poveri. Abbassare il livello della nostra vita spirituale e pretendere di essere credibili al cospetto dei poveri corrisponde ad una forma di illusione per noi e di inganno per i poveri stessi. E&#8217; il nostro stesso progetto apostolico che si apre al fallimento. <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>Alcuni riflessi sulla nostra vita<\/b> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>28.<\/b> &#8220;Crediamo che la Congregazione si veda oggi offrire una grande grazia di conversione al Redentore&#8221;. Questa frase del Messaggio finale del Capitolo (n.5) rischia di essere scambiata per una delle tante raccomandazioni al rinnovamento della nostra vita, che passano inosservate. In certi nostri contesti \u00e8 diventato difficile affrontare l&#8217;argomento della conversione, per la paura di mettere in discussione diritti acquisiti o uno stile di vita che si \u00e8 finito per ritenere &#8220;intoccabile&#8221;. Pur tuttavia lo splendido ruolo giocato dalla spiritualit\u00e0 nella nostra esistenza non \u00e8 per favorire un senso di colpa o di fallimento, ma per aprirci, qui e ora e se solo lo vogliamo &#8211; alla novit\u00e0 di Dio. &#8220;Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?&#8221; (Is 43,19). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>29.<\/b> Ogni conversione \u00e8 per oggi. &#8220;Ascoltate oggi la sua voce: &#8220;Non indurite il cuore&#8221;&#8221; (Sal 95,8), Ma uno sguardo attento al nostro tempo ci fa capire che rimandare questa conversione pu\u00f2 essere fatale per il futuro della Congregazione e per il significato stesso della nostra missione. Oggi andiamo sempre pi\u00f9 chiaramente comprendendo cosa vuol dire &#8220;continuare il Redentore&#8221; tra gli abbandonati. Oggi andiamo scoprendo la fame e la sete di vita spirituale di cui soffre il mondo. Oggi ci accorgiamo che questa fame e questa sete sono pi\u00f9 acuti proprio nella misura in cui sono mascherate o strumentalizzate. Oggi disponiamo ancora di sufficienti energie personali e morali per decidere in modo concreto e coraggioso. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>30.<\/b> La scelta della spiritualit\u00e0 comporta il recupero urgente di un atteggiamento di fondo, che si rivela concreto nella misura in cui sostiene un progetto apostolico. Siamo chiamati a maturare uno &#8220;sguardo contemplativo sulla vita&#8221; (Orientamenti sul tema della spiritualit\u00e0, Introduzione), tale da farci riscoprire la ricchezza del nostro mondo interiore (cfr. Cost. 24). Familiarizzando con questo mondo, possiamo dialogare con Dio come figli, e coltivare una memoria dei &#8220;passi&#8221; che Dio ha percorso nella nostra storia facendoci suoi. Dobbiamo riscoprirci personalmente &#8220;redenti&#8221;, per poter essere credibilmente &#8220;Redentoristi&#8221;. D&#8217;altra parte, uno stile di vita perennemente &#8220;in superficie&#8221;, una incapacit\u00e0 a meditare, a fermarsi sulla parola di Dio e a fare silenzio non \u00e8 una base valida per un progetto di spiritualit\u00e0. Il problema si acutizza, poi, quando questa incapacit\u00e0 \u00e8 diventata &#8220;stile di vita comunitario&#8221;. Ben sappiamo che ci sono situazioni comunitarie e apostoliche in cui \u00e8 difficile salvaguardare un clima di silenzio e di preghiera, e in vari casi \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. Pur tuttavia, ogni comunit\u00e0 dovrebbe fare una verifica al riguardo, per cercare le soluzioni pi\u00f9 opportune e sanare l&#8217;evidente squilibrio che c&#8217;\u00e8 tra il bisogno di spiritualit\u00e0 da una parte e i momenti o gli strumenti in cui questo bisogno viene appagato, a livello personale e comunitario. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>31.<\/b> Se la conversione ci vede impegnati in questa attenzione ad intra, pur tuttavia non dimentichiamo che essa ci deve proiettare contemporaneamente ad extra, al duplice confronto con la Chiesa e con il regno di Dio, all&#8217;interno del quale ha senso il nostro carisma. Questo ci chiede concretamente di tessere i giusti rapporti con le strutture ecclesiali locali, di conoscere meglio gli altri carismi, di ispirare sempre pi\u00f9 alla gratuit\u00e0 il nostro servizio. Ci chiede anche di impegnarci a conoscere meglio come la Congregazione vive ed attua oggi &#8211; spesso con eroismo e creativit\u00e0 &#8211; il suo carisma nelle diverse Regioni del mondo. Esige un serio sforzo culturale per motivare il valore autentico del nostro servizio alla Chiesa e al mondo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>32.<\/b> Ma questa conversione ad extra ci chiede soprattutto di avvicinare il tema della spiritualit\u00e0 avendo per criterio il nostro servizio alla missione. &#8220;La nostra spiritualit\u00e0 \u00e8 anche modellata dalla provocazione a entrare nelle lotte e nelle sofferenze dei poveri, dove Ges\u00f9 continua a rivelarsi come servo sofferente&#8221; (Messaggio finale, 6). Cos\u00ec come hanno fatto i Capitolari, tutti noi dobbiamo chiederci &#8220;in che misura il nostro impegno per i poveri \u00e8 espressione della nostra spiritualit\u00e0, e in che modo esso ci aiuta a sviluppare una spiritualit\u00e0 pi\u00f9 autentica&#8221; (Messaggio finale, n.8). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>33.<\/b> E&#8217; importante che queste domande ci accompagnino gi\u00e0 nel nostro abituale modo di considerare la spiritualit\u00e0 e nel nostro stile di preghiera personale e comunitario. Normalmente accade che una spiritualit\u00e0 sia modellata dagli eventi che colpiscono le nostre persone e suscitano in noi domande profonde: sono delle notizie sconvolgenti, momenti di conflitto con noi stessi e con gli altri, fasi di vita particolarmente combattute, ecc. Noi crediamo che un Redentorista al centro della preghiera personale e comunitaria debba mettere sempre pi\u00f9 il grido dei poveri, le loro preoccupazioni, i problemi della vita quotidiana, le situazioni di ingiustizia e di oppressione. Questo gli permette non solo di contribuire alla Copiosa Redemptio, ma di rendere anche puro il suo sguardo per un apostolato generoso e concreto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>34.<\/b> La sfida della spiritualit\u00e0 provoca anche ciascuno di noi a identificarci con i poveri, dinanzi ai quali molti Redentoristi, a cominciare da sant&#8217;Alfonso, hanno avuto una decisiva conversione. Ma questo cambiamento ha concreti riflessi sul nostro stile di vita, ispirandolo alla semplicit\u00e0 e all&#8217;essenzialit\u00e0? Ci guardiamo a sufficienza dal rischio del consumismo? Come potranno le nostre orecchie rimanere sensibili, quando il rumore del mondo ci fa sordi alla voce dei poveri o le nostre abitudini sono cos\u00ec diverse dalle loro? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>35.<\/b> Parimenti questa spiritualit\u00e0 &#8220;modellata dalla nostra attenzione ai poveri&#8221; deve comportare un investimento a livello di cultura. Dobbiamo fare tutti del nostro meglio per motivare teologicamente e apostolicamente il nostro servizio ai poveri in questa fase della nostra storia, in cui la caduta delle grandi ideologie finisce con l&#8217;emarginare ulteriormente quelli che sono gli abbandonati. Dobbiamo sempre ripartire con coraggio da domande come queste: in che modo la nostra spiritualit\u00e0 \u00e8 segno di contraddizione nella societ\u00e0 in cui viviamo? Il nostro essere nel mondo ci fa rassegnare in modo acritico e passivo alla logica del mondo (Gv 17, 11.14)? Siamo noi ad adeguarci alla societ\u00e0, o siamo un segno per essa? In cosa consiste la nostra &#8220;profezia&#8221; nell&#8217;annunciare il Vangelo e il carisma Redentorista? In che modo il nostro carisma \u00e8 chiaro ed \u00e8 credibile come proposta vocazionale agli occhi dei giovani? Come ci poniamo nel dialogo con altre chiese, religioni e culture? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>36.<\/b> Queste domande possono apparire esigenti al punto da scoraggiarci, o favorire l&#8217;idea di un certo pessimismo con cui il Governo Generale guardi al presente e al futuro della Congregazione. Vogliamo invece ribadire la grande fiducia che anima il nostro servizio e il nostro giudizio sul ruolo che la storia ci chiama a giocare: e la spiritualit\u00e0 ci offre l&#8217;occasione di rendere pi\u00f9 credibile questo ruolo, pi\u00f9 incisivo il nostro servizio. Questa fiducia si radica anche nella bellezza della nostra storia: in essa troviamo radici sufficientemente profonde perch\u00e9 lo Spirito produca oggi nuova linfa. Testimoni straordinari e normali della nostra tradizione raccontano ancora oggi di una santit\u00e0 gioiosa, certo non immune da problemi, ma anche umanamente appagante. La loro comunione entusiasta col Cristo redentore e la loro prontezza a riconoscerlo nei poveri ci dicono che la &#8220;sfida&#8221; continua, perch\u00e9 Cristo (Mt 28,20) e i poveri (Mc 14,7) sono sempre con noi. Non ci mancher\u00e0 mai la &#8220;materia prima&#8221; per una dedizione generosa! E la spiritualit\u00e0 con cui i Redentoristi hanno da sempre attuato questa dedizione non smette di essere attuale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>37.<\/b> Di questa &#8220;fatica&#8221; propria del nostro tempo sono chiamati a farsi carico in primo luogo i Superiori, locali e (vice)Provinciali. Di fronte alle tante esigenze che il loro ruolo richiede, e soprattutto in assenza di quelli che un tempo erano i punti di riferimento condivisi (la Regola, l&#8217;orario, l&#8217;ubbidienza assoluta, ecc.), essi talvolta possono sentirsi impreparati e scoraggiati. La spiritualit\u00e0 li provoca ad andare alle radici profonde del loro servizio (che sono poi quelle dell&#8217;amore e dell&#8217;attenzione alle persone), chiede loro di essere pastori pi\u00f9 che amministratori. Sappiamo che questo non basta per un espletamento ottimale del loro mandato, ma senza dubbio contribuisce a conferirgli un senso e una prospettiva di speranza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>Conclusione<\/b> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>38.<\/b> Riteniamo che questa <em>Communicanda<\/em> debba sostenere un processo di discernimento avviato gi\u00e0 col Capitolo Generale, anche l\u00e0 dove esso non ha avuto ancora attuazione concreta. E&#8217; un processo da cui nessuno &#8211; a partire dallo stesso Governo Generale &#8211; deve ritenersi dispensato. La scelta del Capitolo Generale diventer\u00e0 effettiva se trover\u00e0 riscontro in un &#8220;cammino&#8221; promosso a livello locale e nelle iniziative che lo segneranno. Se a livello (vice)Provinciale occorrer\u00e0 attendere il programma opportunamente organizzato dal Governo (vice)Provinciale (ad esempio con la promozione di corsi di formazione, tracce di riflessione, assemblee o Capitoli provinciali, ecc.), \u00e8 vero anche che ogni comunit\u00e0 pu\u00f2 e deve prevedere le occasioni in cui riflettere e decidere sulla spiritualit\u00e0 (revisione di vita, organizzazione e qualificazione della preghiera, ecc.): occasioni che sar\u00e0 opportuno far rientrare in quel &#8220;progetto di vita comunitaria&#8221; richiesto dal Capitolo Generale (Postulato 3.1). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>39.<\/b> Per una piena attuazione della scelta del Capitolo Generale, si rivelano di grande aiuto gli Orientamenti sul tema della spiritualit\u00e0, che vanno considerati organicamente uniti a questa <em>Communicanda<\/em>. Riteniamo che con questi Orientamenti il Capitolo ha affidato alle diverse Unit\u00e0 un materiale consistente di possibili, concrete iniziative da attuare a livello locale. Ogni (vice)Provincia vi trover\u00e0 quanto necessario per un programma adatto alla propria situazione, per la definizione del quale sar\u00e0 opportuno tenere presente l&#8217;aiuto che ci possono dare le Consorelle dell&#8217;Ordine del Santissimo Redentore e i Missionari e Cooperatori Laici Redentoristi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>40.<\/b> Da parte sua, il Governo Generale si propone di sviluppare &#8220;un programma di rinnovamento per i confratelli, basato sulle fonti alfonsiane e redentoriste, se possibile sui luoghi storici alfonsiani&#8221; (Postulati approvati dal XXII Capitolo Generale, 4.1) e di &#8220;proseguire nell&#8217;idea di promuovere pi\u00f9 corsi di spiritualit\u00e0 nella forma che si riterr\u00e0 pi\u00f9 opportuna&#8221; (4.2). Cos\u00ec ricordiamo che sono previste &#8220;riunioni di Superiori maggiori e Superiori regionali nelle Regioni, verso la met\u00e0 del sessennio, per valutare la risposta delle unit\u00e0 al XXII Capitolo Generale&#8221; (Orientamenti sul tema della spiritualit\u00e0, 10.1) e l&#8217;incontro &#8211; gi\u00e0 sperimentato come positivo nello scorso sessennio &#8211; dei neo eletti Superiori Maggiori delle diverse (vice)Provincie. Crediamo inoltre che questa <em>Communicanda<\/em> pu\u00f2 e deve aiutare durante la visita del Governo Generale alle (vice)Provincie, per un confronto sulle tematiche trattate e per una loro applicazione alle situazioni concrete. Ma riteniamo indispensabile la collaborazione delle (vice)Provincie per l&#8217;attuazione di questi programmi e &#8211; cosa ancora pi\u00f9 importante &#8211; ci preme avere sin da ora dalle varie (vice)Provincie un riscontro che risponda almeno alle domande: quali sono i punti della <em>Communicanda<\/em> che riflettono pi\u00f9 da vicino i problemi a livello locale? Quali decisioni concrete ci si propone di adottare? Quale aiuto si attende dal Governo Generale? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\"><b>41.<\/b> Affidiamo, fratelli carissimi, questa traccia di riflessione all&#8217;azione feconda e creatrice dello Spirito Santo, in quest&#8217;anno 1998 che la Chiesa vuole dedicato in modo particolare alla Terza Persona della Santissima Trinit\u00e0. Egli &#8220;ci faccia gustare la sua amicizia, ci riempia della sua gioia e del suo conforto, ci aiuti a superare i momenti di difficolt\u00e0 e a rialzarci con fiducia dopo le cadute, ci renda specchi della bellezza divina. Ci dia il coraggio di affrontare le sfide del nostro tempo e la grazia di portare agli uomini la benignit\u00e0 e l&#8217;umanit\u00e0 del Salvatore nostro Ges\u00f9 Cristo&#8221; (cfr. Vita consecrata, 111). A tutti voi i nostri saluti pi\u00f9 cordiali e fraterni, che vi preghiamo di estendere alle Consorelle dell&#8217;Ordine del SS. Redentore e alle altre Religiose della famiglia Alfonsiana, ai Missionari e ai Cooperatori Laici Redentoristi.<\/span><\/p>\n<p>A nome del Consiglio Generale,<\/p>\n<p>P. Joseph Tobin , C.Ss.R.,<br \/>\nSuperiore General<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: medium;\">(Il testo originale \u00e8 questa in lingua italiana.)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Communicanda I &#8211; 1997-2003 COMMUNICANDA 1 Nr. Prot. 0000 0028\/98 Roma, 25 febbraio 1998 Carissimi Confratelli, 01. &#8220;Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosit\u00e0 nella carit\u00e0 e della vostra costante speranza nel Signore nostro Ges\u00f9 Cristo&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1595"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1595"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1595\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1616,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1595\/revisions\/1616"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}