{"id":1618,"date":"2015-04-27T09:32:40","date_gmt":"2015-04-27T09:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1618"},"modified":"2016-04-27T09:32:58","modified_gmt":"2016-04-27T09:32:58","slug":"guai-a-me-se-non-predicassi-il-vangelo-1cor-916","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2015\/04\/guai-a-me-se-non-predicassi-il-vangelo-1cor-916\/","title":{"rendered":"GUAI A ME SE NON PREDICASSI IL VANGELO! (1Cor 9,16)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008080; font-size: large;\"><b>Communicanda II &#8211; 1997-2003<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><span lang=\"IT\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\"><em>COMMUNICANDA<\/em> 2<\/span><\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\"><b><span lang=\"IT\"><br \/>\n<\/span><\/b><span lang=\"IT\">P<\/span><span lang=\"IT\">rot<\/span><span lang=\"IT\">. N\u00b0\u00a0 0000 0200\/98<\/span><b> <\/b><b><span lang=\"IT\"><br \/>\n<\/span><\/b><span lang=\"IT\">Roma, 14 gennaio 1999<br \/>\nFesta di Beato Pietro Donders<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Miei cari confratelli,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>1.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 per me un grande piacere salutarvi a nome di tutti i membri del Consiglio Generale. Questa seconda Communicanda del sessennio in corso \u00e8 pubblicata nella festa del Beato Pietro Donders, Missionario Redentorista in Suriname, la cui vita si distinse non per talenti straordinari ma per una generosit\u00e0 senza limiti. Mi sembra molto opportuno offrirvi questa riflessione, che si occupa della natura della spiritualit\u00e0 missionaria, nel giorno in cui celebriamo la vita di un confratello che trov\u00f2 la santit\u00e0 dedicando la vita alla predicazione del Vangelo tra i poveri pi\u00f9 abbandonati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>2.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La preparazione di questa Communicanda ha coinvolto alcuni Redentoristi, oltre i membri del Governo Generale. Durante la prima settimana del mese di maggio 1998, furono inviate delle lettere a trentadue confratelli attraverso il mondo. Ad ognuno di essi si chiese di offrire la sua personale comprensione di un passaggio del Messaggio finale dell\u2019ultimo Capitolo Generale: \u201cLa spiritualit\u00e0 \u00e8 al contempo fonte e frutto della missione. La missione che non nasce da un profondo coinvolgimento col Cristo \u00e8 destinata al fallimento\u2026\u201d (n. 6).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>3.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Circa i tre quarti degli interpellati hanno risposto entro il mese di settembre. La profondit\u00e0 della loro riflessione, cos\u00ec come il loro evidente amore alla Congregazione, sono stati di grande incoraggiamento per il Consiglio. Se il contenuto di questa Communicanda sar\u00e0 utile alla Congregazione, va riconosciuto il giusto merito alla saggezza dei miei fratelli del Consiglio Generale e all\u2019intuizione di questi confratelli che da luoghi tanto distanti hanno contribuito con la loro esperienza, efficacia e speranza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>4.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 D\u2019altra parte, mi assumo la responsabilit\u00e0 per le lacune di questa lettera, con cui mi auguro di offrire alcune semplici osservazioni circa la \u201cspiritualit\u00e0 missionaria\u201d. I miei limiti e la cultura che mi ha formato lasciano una traccia inevitabile in queste parole. Nondimeno, la mia speranza \u00e8 che esse contribuiscano a un dialogo, tramite il quale arrivare a una qualche visione comune capace di ispirarci gli uni gli altri, e di darci il coraggio necessario ad assumere la nostra particolare vocazione nella Chiesa e nel mondo del ventunesimo secolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Tre osservazioni preliminari<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>5.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono tre osservazioni che vorrei fare all\u2019inizio di questa lettera. In primo luogo, per il Consiglio Generale \u00e8 evidente che il tema proposto dall\u2019ultimo Capitolo ha toccato un tasto importante nell\u2019esperienza della maggior parte dei confratelli. Le visite che abbiamo fatto, la nostra partecipazione alle assemblee provinciali e la corrispondenza che abbiamo ricevuto dalle differenti unit\u00e0 ci fanno ravvisare qui un vivo interesse per la spiritualit\u00e0 in gran parte della Congregazione. Perch\u00e9?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>6.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non cercher\u00f2 di ripetere o sviluppare gli argomenti gi\u00e0 proposti nella prima Communicanda, se non per dire che il richiamo della spiritualit\u00e0 pu\u00f2 riflettere il nostro bisogno di andare oltre il paradigma della vita consacrata, proposta solo in un linguaggio teologico, pastorale, morale o liturgico, valido come possono essere questi modelli. Cerchiamo anche un ideale che sia radicato in un\u2019esperienza autentica e vissuta, sia personale che comunitaria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>7.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In secondo luogo, pur constatando una risposta generalmente positiva alla proposta del Capitolo Generale, i membri del Consiglio sono anche consapevoli delle difficolt\u00e0 connesse a una riflessione pi\u00f9 profonda sulla spiritualit\u00e0. E\u2019 una sfida costante scoprire le giuste precisazioni di linguaggio, a cui ricorriamo parlando dell\u2019argomento. Per esempio, ci sembra utile distinguere tra spiritualit\u00e0 e pratiche ascetiche. Naturalmente, le due cose non sono senza rapporto tra loro. La spiritualit\u00e0 di un individuo o di un gruppo sembra richiedere alcune espressioni concrete, se non vuole rimanere una semplice raccolta di idee.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>8.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Terzo, al di l\u00e0 di una tecnica per pregare o di una accurata devozione, la spiritualit\u00e0 \u00e8 connessa con domande fondamentali, e che spesso svolgono un\u2019azione di disturbo: Chi siamo? Perch\u00e9 siamo qui? Come dobbiamo vivere? Sono domande spirituali e, in quanto tali, richiamano le realt\u00e0 che definiscono l\u2019esistenza umana. L\u2019umilt\u00e0 e un cuore capace di ascoltare sono presupposti indispensabili per questa riflessione. Quando proviamo a definire la spiritualit\u00e0, scopriamo non i suoi limiti, ma semplicemente i nostri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Verso una spiritualit\u00e0 Missionaria<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>9.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 opportuno, a mio parere, parlare di spiritualit\u00e0 e Missione. L\u2019uso della congiunzione \u00e8 infelice, perch\u00e9 pu\u00f2 suggerire l\u2019idea che ci pu\u00f2 essere una Missione senza spiritualit\u00e0 e che questa spiritualit\u00e0, almeno come la intendiamo, potrebbe esistere in qualche modo separata dalla Missione. Nelle loro risposte, parecchi confratelli osservavano che la spiritualit\u00e0 tocca il nostro stesso modo di pensarci come Redentoristi: ci\u00f2 che Alfonso talvolta chiama \u201clo spirito dell\u2019Istituto\u201d. Considerata in questo modo, la spiritualit\u00e0 della nostra Congregazione dovrebbe suscitare alcune domande fondamentali, come quelle suggerite nel precedente paragrafo. Pi\u00f9 che una serie di principi dottrinali o di pratiche ascetiche, la nostra spiritualit\u00e0 dovrebbe servire come una sorta di tessuto connettivo vitale, capace di congiungere armoniosamente tutti gli aspetti della nostra vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>10.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Trovo una sintetica definizione della nostra spiritualit\u00e0 missionaria nel grido di Paolo nella prima lettera ai Corinzi: Guai a me se non predicassi il vangelo! (1Cor 9, 16). \u201cPredicare il Vangelo\u201d vuol dire pi\u00f9 che tenere una predica missionaria, una conferenza in un ritiro spirituale o un\u2019omelia la domenica, pi\u00f9 che denunciare l\u2019ingiustizia o insegnare alla gente a pregare. In effetti, la realt\u00e0 va al di l\u00e0 d\u2019ogni singola forma di attivit\u00e0 pastorale. Cosa vuol dire e perch\u00e9 \u00e8 tanto fondamentale per noi il fatto, se capisco bene, di essere \u201cnei guai\u201d se non \u201cpredichiamo il Vangelo\u201d?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>11.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ricordate qual era l\u2019unica nostra Costituzione che trov\u00f2 posto nel Messaggio finale dell\u2019ultimo Capitolo Generale? Rivolgendosi alla Congregazione, i capitolari si preoccuparono di richiamare un ampio passaggio della Costituzione n. 5 (cfr. Messaggio Finale, n. 8). Questa Costituzione usa un linguaggio inequivo-cabile per dimostrare quanto sia importante per i Redentoristi \u201cpredicare il Vangelo\u201d: \u201cLa preferenza per le istanze pastorali pi\u00f9 urgenti o per l\u2019evangelizzazione vera e propria e l\u2019opzione a favore dei poveri rappresentano la stessa ragion d\u2019essere della Congregazione nella Chiesa e il distintivo della sua fedelt\u00e0 alla vocazione ricevuta\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>12.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei dimostrare che due criteri chiari e tra loro connessi rispondono effettivamente alle domande spirituali: Chi siamo? Perch\u00e9 siamo qui? Come dobbiamo vivere? Questi criteri sono la preferenza per l\u2019evangelizzazione in senso stretto insieme con la scelta a favore dei poveri. Qui l\u2019evangelizzazione non vuole includere solo l\u2019esplicita proclamazione della Parola, ma anche la testimonianza di vita da parte dei singoli e delle comunit\u00e0 Redentoriste. Di conseguenza, se non accettiamo l\u2019evangelizza-zione e la scelta per i poveri come costitutivi della nostra identit\u00e0, n\u00e9 ci disponiamo ad agire in sintonia con essi, diventiamo infedeli o, quanto meno, diventiamo qualcosa d\u2019altro rispetto a ci\u00f2 che siamo chiamati ad essere. Parafrasando le parole di san Paolo, siamo \u201cnei guai\u201d come Redentoristi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>13.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dobbiamo sempre avere a mente che la nostra spiritualit\u00e0 \u00e8 in intimo rapporto con la Missione: ma non nel senso che le esigenze della spiritualit\u00e0 ci spingono verso il lavoro pastorale, o che non &#8220;diventiamo spirituali&#8221; a motivo del nostro servizio al Popolo di Dio. Il genio di Alfonso, un\u2019intuizione che \u00e8 stata ricuperata nella nostre Costituzioni rinnovate, \u00e8 il suo credere che la Missione d\u00e0 unit\u00e0 a tutta la nostra vita come Redentoristi. Questa forza unificante \u00e8 chiamata \u201cvita apostolica\u201d: \u00e8 il nostro modo di intendere ci\u00f2 che vuol dire essere un Redentorista, che \u201cfonde insieme la vita di speciale dedicazione a Dio e l\u2019attivit\u00e0 missionaria\u201d (Cost. 1). La spiritualit\u00e0 \u00e8 connessa in modo vitale alla nostra \u201cpreferenza per le istanze pastorali pi\u00f9 urgenti o per l\u2019evangelizzazione vera e propria, e l\u2019opzione a favore dei poveri\u201d. Quindi, a rigor di termini, l\u2019origine e la fonte della nostra spiritualit\u00e0 si trova precisamente nella nostra Missione, definendola di conseguenza come una spiritualit\u00e0 veramente Missionaria (cfr. <i>Ad Gentes<\/i>, 23-27).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>14.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pertanto, il principale scopo di questa lettera \u00e8 considerare con voi quelli che potrebbero essere alcuni elementi della nostra \u201cspiritualit\u00e0 missionaria\u201d. La mia sincera speranza \u00e8 che quanto segue non suoni come un messaggio moralizzante. E\u2019 piuttosto uno sforzo per esplorare con voi quelle che io ritengo alcune importanti dimensioni della vita apostolica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Missione come vocazione<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>15.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La nostra Missione non \u00e8 unicamente un\u2019opzione personale o comunitaria ma, prima e soprattutto, una vocazione con la quale siamo stati chiamati. Il Capitolo Generale sottolinea la speranza che la nostra particolare vocazione pu\u00f2 favorire: \u201cLa nostra speranza per il futuro si fonda sulla nostra vocazione a continuare il mistero di Cristo. Crediamo che la sua abbondante Redenzione non ha limiti e perci\u00f2 ci sentiamo in dovere di condividere la nostra fede e la nostra speranza con tutti\u201d (Messaggio finale, 12). Questa affermazione del Capitolo suggerisce che la nostra vocazione deriva non solo dal fatto di essere mandati dal Signore a predicare, insegnare e battezzare, ma anche dalle profonde domande suscitate dalla vita di Dio dentro di noi (cfr. <i>Redemptoris Missio<\/i>, 11). Cio\u00e8, nella misura in cui ci apriamo all\u2019abbondante redenzione realizzata in Cristo Ges\u00f9, siamo sospinti a \u201ccondividere la nostra fede e speranza con ciascuno\u201d. Di conseguenza, potremmo chiederci: in che misura la Missione \u00e8 questione di fede, un preciso indicatore della nostra fede in Ges\u00f9 Cristo che ci ha chiamati, per poi mandarci come suoi \u201ccollaboratori, soci e ministri nella grande opera della Redenzione, per annunziare ai poveri il Messaggio della salvezza\u201d (Cost. 2)?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>16.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019evangelizzazione non sar\u00e0 possibile senza l\u2019azione dello Spirito santo (<i>Ad Gentes<\/i>, 24; <i>Evangelii Nuntiandi<\/i>, 75). Lo stesso Spirito che discende su Ges\u00f9 durante il suo battesimo, rimane su di Lui, Lo unge e Lo invia \u201cper annunziare ai poveri un lieto messaggio\u201d (Lc 4,18). Noi Redentoristi siamo abituati a ripetere questo testo del vangelo di Luca. Siamo anche consapevoli che Alfonso fa spesso riferimento a questo brano, dichiarando che la Missione di Cristo \u00e8 anche la Missione della Congregazione. Identificandoci con la Missione di Cristo, ne accettiamo comunque la prima conseguenza: cio\u00e8 una vita di completa docilit\u00e0 allo Spirito, \u201cche non cessa mai di operare per conformarci a Cristo, perch\u00e9 abbiamo gli stessi sentimenti che furono in Cristo e il suo stesso pensiero\u201d (Cost. 25)? Questa docilit\u00e0 ci permette di ricevere i doni della fortezza e del discernimento, \u201celementi essenziali della spiritualit\u00e0 missionaria\u201d (cfr. <i>Redemptoris Missio<\/i>, 87).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La persona di Cristo al centro della nostra vita Missionaria<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>17.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Costituzione 23 rileva una condizione per realizzare la nostra particolare vocazione nella Chiesa: \u201cI congregati, chiamati a continuare la presenza e la missione redentrice di Cristo nel mondo, fanno della sua persona il centro della loro vita, sforzandosi di aderire a lui sempre pi\u00f9 saldamente\u201d. Il Capitolo fa eco a questa esigenza dandole un significato universale, come anche un certa urgenza: \u201cIn qualsiasi contesto ci troviamo a vivere, crediamo che tutti noi Redentoristi siamo chiamati a mettere a fuoco un aspetto centrale della nostra spiritualit\u00e0, vale a dire il modo in cui nutriamo ed esprimiamo la nostra relazione con Ges\u00f9 Cristo\u201d (Messaggio finale, 3). Non ci pu\u00f2 essere alcun dubbio: per i Redentoristi una caratteristica essenziale della spiritualit\u00e0 missionaria \u00e8 un\u2019intima comunione col Cristo, il primo Missionario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>18.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fratelli miei, lasciamoci dunque contagiare dalla grande passione di Alfonso, per il quale la salvezza, pi\u00f9 che una teoria o un dogma, era un Nome, un Volto. Il nostro modello di evangelizzazione dipende da come il Popolo di Dio arriva a riconoscere Ges\u00f9 cos\u00ec da potergli rispondere. Alfonso invest\u00ec tutti i suoi formidabili talenti, nell\u2019intento di aiutare i poveri a conoscere Ges\u00f9. Ricordiamo come egli portava il ritratto del Crocifisso dove avrebbe predicato, come la sua musica aiutava la sua gente a fare esperienza dell\u2019amore salvifico del Cristo, come le sue parole, scritte e parlate, andavano dritto all\u2019abbondante redenzione da trovare in Cristo. Con Alfonso, dobbiamo \u201cribadire la centralit\u00e0 del Cristo come mistero di misericordia del Padre in tutta la pastorale\u201d (Giovanni Paolo II, <i>Lettera apostolica per il terzo Centenario della nascita di sant\u2019Alfonso<\/i>, 4).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>19.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 possibile fare di Cristo il centro della nostra azione pastorale, se Egli non \u00e8 \u201cal centro delle nostre esistenze\u201d e \u201cal cuore delle nostre comunit\u00e0\u201d? Come possiamo giudicare se effettivamente operiamo queste scelte? La stessa Costituzione 23 ci d\u00e0 un criterio per dirimere la questione: \u201cquanto pi\u00f9 stretta \u00e8 la loro unione con Cristo, tanto maggiore sar\u00e0 la loro unione reciproca\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>20.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei offrire un altro criterio che sembra maggiormente consono con la nostra esperienza pratica. Pi\u00f9 scegliamo Cristo come centro delle nostre esistenze e ci sforziamo di entrare in una pi\u00f9 intima e personale comunione con lui, meno finiamo col lasciarci assorbire dai nostri dubbi, insicurezze e ossessioni. Ci disponiamo maggiormente a \u201csvuotare\u201d noi stessi, a prendere su di noi la nostra croce e a seguire il Redentore. La nostra principale preoccupazione diventa il fatto che Ges\u00f9 non \u00e8 amato come dovrebbe.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La conversione Missionaria<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">Crediamo che la Congregazione si veda oggi offrire una grande grazia di conversione al Redentore. (Messaggio finale, 5).<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>21.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il recente magistero papale sulla missiologia e le nostre Costituzioni concordano nel fatto che la proclamazione della Parola di Dio ha come obiettivo la conversione (confrontare la <i>Redemptoris Missio<\/i>, 46 e le Costituzioni 11-12). Le stesse fonti concordano: non possiamo predicare la conversione senza che noi stessi ci convertiamo ogni giorno (<i>Redemptoris Missio<\/i>, 47; Costituzioni 40-42). Non \u00e8 troppo difficile scoprire perch\u00e9 la conversione \u00e8 elemento essenziale della spiritualit\u00e0 missionaria. Essa scaturisce dalla stessa offerta a entrare in relazione con il divino. Cos\u00ec un primo invito mi dice: \u201cC\u2019\u00e8 un Dio, e questi non sei tu\u201d. Anche il Regno \u00e8 qualcosa \u201caltro\u201d rispetto a me, qualcosa che deve essere scoperto, spesso a costo di grande sacrificio (Mt 13, 44-46); per il quale vanno fatte delle scelte (Gv 6,67); dal quale uno \u201cpu\u00f2 andare via triste\u201d (Mt 19,16-22).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>22.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La proclamazione della Parola di Dio ha come scopo la conversione. Tutto attesta questa verit\u00e0: dalla predicazione di Ges\u00f9 a quella della sua Chiesa e, con un\u2019intensit\u00e0 particolare, il contenuto e il metodo di evangelizzazione propri della nostra stessa Congregazione. Comunque, \u00e8 un fatto preoccupante che pi\u00f9 di un confratello e pi\u00f9 di una comunit\u00e0 vivano in maniera tale da far sapere: \u201cLa conversione riguarda qualcun altro, forse tutti gli altri. Non mi (ci) disturbate!\u201d. Si sar\u00e0 sbagliato il Capitolo Generale nel credere che \u201cla Congregazione si vede oggi offrire una grande grazia di conversione al Redentore\u201d (Messaggio finale, 5)?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>23.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Molti confratelli che ci hanno aiutato a preparare questa Communicanda, parlavano della loro trasformazione in corso. Permettetemi di porre in risalto tre delle risposte pervenute. Un confratello scrive: \u201cLa spiritualit\u00e0 Redentorista \u00e8 tutt\u2019altro che un affare \u00abtra me e Dio\u00bb, quanto piuttosto un\u2019impresa \u00abdello Spirito che mi guida verso i poveri\u00bb\u201d. Un altro, riferendosi alla sua intensa esperienza di conversione, sottolinea: \u201cIn seguito, non ho pi\u00f9 parlato solo perch\u00e9 lo dicevano le Scritture o per\u00a0 trovarmi d\u2019accordo con gli stessi principi teologici o pastorali; lo faccio anche a partire dalla mia esperienza personale, fino a proclamare davanti alla gente: \u00abGes\u00f9 mi ha amato e ha dato se stesso per mio amore\u00bb\u201d. In che misura \u00e8 importante la conversione per la nostra vita apostolica? Vogliamo far tesoro di quanto ha asserito un confratello: \u201cNel suo significato fondamentale, la spiritualit\u00e0 \u00e8 un modo di rapportarsi a Dio che trasforma al contempo l\u2019esistenza dei missionari e quelle delle persone a cui sono inviati. E\u2019 la capacit\u00e0 di accogliere e trasmettere un\u2019esperienza di Dio\u201d (Gv 15, 4-5).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>24.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come possiamo rendere pi\u00f9 profondo uno spirito di conversione in ciascuno di noi? Quale valore assume il sacramento della Penitenza e la direzione spirituale nelle nostre vite? Abbiamo la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di dare alla conversione una qualche espressione nelle nostre comunit\u00e0?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La prima risorsa dell\u2019evangelizzazione \u00e8 la testimonianza<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">L\u2019uomo contemporaneo ascolta pi\u00f9 volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perch\u00e9 sono dei testimoni (Evangelii nuntiandi, 41).<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>25.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Negli ultimi anni e in molte Regioni della Congregazione \u00e8 via cresciuta la consapevolezza che ancor prima dell\u2019attivit\u00e0, la Missione vuol dire testimonianza e una maniera di vivere che richiama l\u2019attenzione altrui. I membri del Capitolo Generale del 1991 descrissero molto bene questa convinzione: \u201cLa comunit\u00e0 Redentorista deve essere il primo segno del nostro impegno di evangelizzazione. Non \u00e8 soltanto il luogo da dove siamo inviati, ma anche e soprattutto una presenza efficace del Regno di Dio in mezzo agli uomini e alle donne, nostri fratelli\u2026\u201d (Documento finale, 23). La comunit\u00e0 Redentorista \u00e8 una dichiarazione di fede: \u201cnella comunit\u00e0 si sta assieme non perch\u00e9 ci si \u00e8 eletti, ma perch\u00e9 si \u00e8 stati eletti dal Signore\u201d (La vita fraterna in comunit\u00e0, 41).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>26.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Crediamo che la nostra spiritualit\u00e0 missionaria ci chiama ad un particolare tipo di testimonianza? Un confratello osserva che la preghiera dovrebbe dare alla nostra proclamazione la stessa forza del versetto iniziale della Prima Lettera di Giovanni: \u201cCi\u00f2 che era fin da principio, ci\u00f2 che noi abbiamo udito, ci\u00f2 che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ci\u00f2 che noi abbiamo contemplato e ci\u00f2 che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>27.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La testimonianza di uno stile povero o, quanto meno, semplice di vita non \u00e8 mai una questione facile da affrontare. Resta il fatto che la gente nota il modo in cui viviamo. Questo \u00e8 il solo ambito nel quale non possiamo fare a meno di dare testimonianza. Ho il sospetto che nella misura in cui noi permettiamo ai \u201cbisogni\u201d di moltiplicarsi, perdiamo in mobilit\u00e0, diventiamo pi\u00f9 riluttanti ad assumere dei rischi, e infine pi\u00f9 distanti dai poveri abbandonati. E\u2019 troppo pio osservare che, se le nostre mani sono intente ad afferrare o gi\u00e0 occupate, non possono essere riempite da Dio, n\u00e9 andare verso gli altri in un amore disinteressato?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">\u201cCertosini in casa e apostoli fuori\u201d?<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>28.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Confesso di aver avuto problemi con la formula tradizionale che ci chiama ad essere \u201cCertosini in casa e apostoli fuori\u201d. Direi che dovremmo essere Redentoristi in entrambi i posti e anche passando dall\u2019uno all\u2019altro. Non c\u2019\u00e8 dubbio che le nostre comunit\u00e0 dovrebbero essere luoghi dove poter pregare, insieme o anche individualmente, dove siamo in condizione di studiare e di riflettere. Ma questi aspetti della nostra vita sono parte della vita apostolica che dovrebbe caratterizzare la nostra Congregazione. La nostra casa non \u00e8 semplicemente un posto dove \u201ccaricare le batterie\u201d per poi scaricarle nell\u2019azione pastorale, ancor meno un posto dove sottrarci agli altri o alle nostre responsabilit\u00e0. La nostra stessa vita di comunit\u00e0 \u00e8 Missione e testimonianza. Dovrebbe essere anche il posto dove ci incoraggiamo gli uni gli altri, come fratelli chiamati a continuare la presenza e la Missione di Cristo nel mondo. La nostra vita apostolica, vissuta sia in comunit\u00e0 che nella nostra azione pastorale, \u00e8 il luogo dove diventiamo missionari e dove diventiamo santi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>29.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pur sapendo che l\u2019evangelizzazione ci chiede di essere esperti sia nella scienza sacra che in quella profana, dobbiamo ammettere che il rinnovamento accademico e pastorale non basta. \u201cOgni missionario \u00e8 autenticamente tale solo se si impegna nella via della santit\u00e0\u201d (<i>Redemptoris Missio<\/i>, 90). Ma non diventiamo santi e poi missionari. N\u00e9 sar\u00e0 la nostra fragilit\u00e0 a squalificarci. Mi viene da pensare che la maggior parte di noi fanno eco alle parole disperate di Pietro: \u201cSignore, allontanati da me che sono un peccatore!\u201d. Ascoltiamo piuttosto l&#8217;invito alla Missione: \u201cNon temere; d&#8217;ora in poi sarai pescatore di uomini\u201d (Lc 5, 8-10).Ci\u00f2 che dovremmo rivendicare \u00e8 il progresso nella vita Missionaria, non la perfezione. Commentando il drammatico incontro tra Ges\u00f9 e Pietro sulla riva del mare di Tiberiade (Gv 21, 15-17), Alfonso fa sua l\u2019esegesi di Giovanni Crisostomo, sottolineando il fatto che Ges\u00f9 non chiede penitenza o preghiere dall\u2019apostolo pentito, ma piuttosto il servizio pastorale: \u201cPasci i miei agnelli\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Il coraggio Missionario<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">Ci siamo chiesti in che misura il nostro impegno per i poveri \u00e8 espressione della nostra spiritualit\u00e0, e in che modo esso ci aiuta a sviluppare una spiritualit\u00e0 pi\u00f9 autentica (Messaggio finale, 8).<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>30.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando penso in che misura sia essenziale la nostra scelta per i poveri per sviluppare una spiritualit\u00e0 pi\u00f9 autentica, mi viene in mente la grande formula proposta dal Capitolo Generale del 1985: <i>Evangelizare pauperibus et a pauperibus evangelizari<\/i>. Ricordo che, se il tema non era facilmente compreso in tutte le Regioni della Congregazione, era senza dubbio oggetto di discussione! Alcuni confratelli trovavano particolarmente arduo comprendere la seconda parte della formula: <i>a pauperibus evangelizari<\/i>. I missionari erano tradizionalmente quelli che portavano beni spirituali. Il processo di evangelizzazione era una strada a senso unico. Cosa pretendevamo di ricevere, specialmente se questi doni dovevano arrivarci dai poveri? Qualsiasi missionario Redentorista che ha proclamato la Buona Notizia ai poveri sarebbe in grado di formulare un\u2019ampia risposta alla domanda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>31.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il tema del Capitolo Generale del 1985 ha avuto alcune conseguenze pratiche. Pi\u00f9 di una Provincia ha riesaminato le sue priorit\u00e0 apostoliche alla luce del tema e ha quindi assunto alcune decisioni dolorose. In alcuni casi, le Provincie affidarono alla Chiesa locale la cura delle loro parrocchie pi\u00f9 allettanti per accettare nuovi impegni in mezzo ai poveri abbandonati. Altre Provincie accettarono nuove missioni <i>ad gentes<\/i>, anche se questa decisione esigeva un costo pesante. Questi esempi dovrebbero incoraggiare l\u2019intera Congregazione, poich\u00e9 dimostrano che \u00e8 possibile per le Provincie cambiare direzione, quando il cambio significa una pi\u00f9 grande fedelt\u00e0 alla \u201cstessa ragion d\u2019essere della Congregazione nella Chiesa\u201d (Cost. 5).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>32.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dal primo incontro dei Redentoristi con i poveri del Regno di Napoli, la storia della nostra Congregazione \u00e8 stata segnata dal valore di numerosi suoi membri. La mia speranza \u00e8 che l\u2019esempio del nostro impegno con i poveri nel passato e nel presente, dar\u00e0 alla Congregazione il coraggio necessario di fronte al futuro. Avr\u00e0 la Congregazione il coraggio di espandere la sua proclamazione del Vangelo tra i poveri abbandonati nei brulicanti bassifondi delle megalopoli del Sud, luoghi come Mexico City, Bogot\u00e1, Lagos, S\u00e3o Paulo, Manila, Johannesburg, Calcutta, Lima, ecc.? Possono i Redentoristi essere maggiormente presenti tra i nuovi poveri di Europa: gli emigranti, i rifugiati e i senzatetto? Quale testimonianza offre la Congregazione nel contesto dell\u2019Europa dell\u2019Est, soggetto a un cos\u00ec rapido cambiamento? Cosa vuol dire proclamare il vangelo nell\u2019Ovest del benessere, dove la spiritualit\u00e0 che va di moda \u00e8 ritenuta incompatibile con la religione, e dove i poveri si trovano sempre pi\u00f9 ai margini della societ\u00e0 e della Chiesa? Possono i Redentoristi continuare ad essere ambasciatori di Cristo e proclamare un messaggio credibile di riconciliazione nelle regioni dell\u2019Africa dilaniate da conflitti civili? Qual \u00e8 il futuro della nostra evangelizzazione in Asia, dove il messaggio cristiano si trova a confronto con le altre grandi religioni del mondo? Cosa ha da dire la Congregazione al cospetto della cultura globale, che presta sempre meno attenzione all\u2019amore salvifico di Dio e, di conseguenza, \u00e8 meno interessata alla solidariet\u00e0 tra i figli di Dio?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>33.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il denominatore comune tra queste situazioni \u00e8 che esse richiedono dai Redentoristi una fede coraggiosa. Spesso, questa fede coraggiosa \u00e8 la volont\u00e0 di lasciare ci\u00f2 che \u00e8 conosciuto: la mia cultura, il mio linguaggio e il mio stile di vita abituale, per andare incontro a situazioni di reale urgenza pastorale. A volte lo Spirito pu\u00f2 chiamare una Provincia a consegnare ad altri i suoi impegni pi\u00f9 attraenti e di maggiore successo per andare dove la Chiesa non pu\u00f2 andare. Per\u00f2 mi preme dire che questo coraggio non \u00e8 solo la fonte delle future iniziative missionarie, esso \u00e8 anche il frutto offertoci dal \u201cnugolo di testimoni\u201d (Eb 12, 1) che circonda la Congregazione: tutti i Redentoristi del passato e del presente che si sono \u201csvuotati\u201d, come anche quelle Provincie che hanno fatto eroici sacrifici nell\u2019interesse della Persona e della Missione di Cristo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La contemplazione Missionaria<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>34.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una fonte per e un frutto della nostra azione evangelizzatrice \u00e8 lo spirito di contemplazione. \u201cIl missionario, se non \u00e8 un contemplativo, non pu\u00f2 annunziare il Cristo in modo credibile\u201d (<i>Redemptoris Missio<\/i>, 91). Come intendiamo noi Redentoristi lo spirito di contemplazione? Esso \u00e8 una disposizione spirituale che ci rende possibile amare come Ges\u00f9 \u201cper partecipare veramente all\u2019amore del Figlio verso il Padre e verso gli uomini\u201d (Cost. 24).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>35.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cercare di evangelizzare senza uno spirito contemplativo \u00e8 come cercare di leggere questa lettera con la carta premuta contro la punta del naso. Pu\u00f2 darsi che la vostra vista vi richiede di accostare il testo ma, per la maggior parte, una vicinanza esagerata rende indecifrabili le parole, oltre che difficile e faticosa la lettura del messaggio. E\u2019 necessario prendere distanza tra noi e la carta, per poterla leggere. Nella contemplazione noi facciamo qualche passo indietro dall\u2019immediatezza del nostro mondo, della nostra vita e della nostra attivit\u00e0. Guardiamo a Dio nelle persone e negli eventi della vita quotidiana. Cerchiamo di \u201ccogliere nella sua vera luce il disegno di salvezza di Dio e distinguere la realt\u00e0 dall\u2019illusione\u201d. Queste parole della Costituzione 24 pu\u00f2 fornire materia per un\u2019altra <i>Communicanda<\/i>! Ma vi riesce di vedere come uno spirito di contemplazione \u00e8 necessario oggi pi\u00f9 che mai, specialmente se siamo alle prese con fenomeni come la rapidit\u00e0 del cambiamento sociale, le quotidiane e profonde incursioni della cultura globale e la natura effimera di molti movimenti popolari?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>36.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione per coltivare uno spirito di contemplazione. Ha a che fare con una particolare rivendicazione della cristianit\u00e0, pronunciata prima dal Concilio Vaticano II e ripresa poi dalle nostre Costituzioni: che nell\u2019incontro col Cristo, gli esseri umani scoprono il significato del mistero della loro stessa vita (<i>Gaudium et Spes<\/i>, 22; Cost. 19). L\u2019asserzione ha trovato eco pi\u00f9 recente nella bolla papale che annunciava il Grande Giubileo dell\u2019anno 2000: \u201cl&#8217;amicizia di Dio, la sua grazia, la vita soprannaturale, l&#8217;unica in cui possono risolversi le pi\u00f9 profonde aspirazioni del cuore umano\u201d (<i>Incarnationis Mysterium<\/i>, 2). Una rivendicazione di senso contrario \u00e8 offerta dal fenomeno globale del consumismo, vale a dire dall\u2019idea che ci\u00f2 che abbiamo o consumiamo ci far\u00e0 felici e soddisfatti. Questa pretesa si oppone radicalmente alle esigenze del Vangelo, pur tuttavia \u00e8 un messaggio che incontra successo. C\u2019\u00e8 la tentazione di denunciare i diversi \u201c-ismi\u201d dei nostri tempi \u2013 il secolarismo, il materialismo, l\u2019individualismo, il consumismo, ecc. \u2013 senza comprendere le ragioni della loro popolarit\u00e0. La contemplazione dovrebbe coltivare in noi lo \u201cspirito di fraterna solidariet\u00e0\u201d, che ci farebbe porre in atteggiamento di ascolto, per tentare di \u201cinterpretare i problemi che travagliano gli uomini\u201d e \u201cdiscernere in essi i veri segni della presenza o del disegno di Dio\u201d (Cost. 19).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La pazienza Missionaria<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>37.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mentre ero intento alla preparazione finale di questa Communicanda, ero anche membro dell\u2019Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l\u2019Oceania. Uno degli interventi pi\u00f9 memorabili durante queste tre settimane di incontri era proposto da un vescovo delle Mauritius, delegato speciale al Sinodo. Si riferiva alla scena del Vangelo in cui i discepoli stanno ammirando la grandezza del Tempio e i suoi preziosi ornamenti (Lc 21,5ss). Ricordate che Ges\u00f9 profetizz\u00f2 che il grande edificio sarebbe stato distrutto di colpo e completamente. Il vescovo chiese al Sinodo di pensare ai problemi di fronte a cui si trovava la Chiesa in molte regioni del mondo, come noi potremmo fare per la Congregazione. Osserv\u00f2 che se le cose precipitano, forse il tempio non era solido come sembrava. Forse dovremmo esaminare la nostra coscienza sul modo in cui costruiamo la comunit\u00e0 (cfr. 1Cor 3, 10-15).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>38.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se la costruzione di una struttura \u00e8 un\u2019immagine biblica per descrivere il lavoro di evangelizzazione, forse un\u2019altra, pi\u00f9 eloquente per i nostri tempi, \u00e8 quella del seme e della zizzania. Il seme che convive con la zizzania \u00e8 la Parola di Dio. Precede la dottrina, l\u2019insegnamento della morale, la legge e la disciplina. E\u2019 pi\u00f9 importante perch\u00e9 \u201cnella parola di Dio \u00e8 contenuta una cos\u00ec grande efficacia e potenza da essere ancora per la Chiesa sostegno e vigore\u201d (<i>Dei Verbum<\/i>, 21). L\u2019immagine del seme e della zizzania sembra particolarmente avvincente in un tempo che esalta il successo di un momento. Il seme che portiamo con noi ci richiede di essere pazienti, anche se non vediamo risultati immediati (Gc 5, 7). E\u2019 Dio che permette la crescita (1Cor 3, 6; <i>Ad Gentes<\/i>, 24-25).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">L\u2019ottimismo missionario: la promozione delle vocazioni<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>39.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un\u2019altra prospettiva, nella quale la nostra spiritualit\u00e0 \u00e8 trasformata dalla Missione, \u00e8 il desiderio di invitare altri a condividere totalmente il nostro modo di vivere. Possiamo dirci d\u2019accordo con la Costituzione 79, per cui \u201cl\u2019efficienza della Congregazione nel portare avanti la sua missione apostolica dipende dal numero e dalla qualit\u00e0 dei candidati che vogliono abbracciare la vita dei Redentoristi\u201d? Se siamo d\u2019accordo, dovremmo di conseguenza accettare che ognuno di noi si assuma una responsabilit\u00e0 nel promuovere vocazioni, specialmente tramite il nostro zelo apostolico, l\u2019esempio della nostra vita e la preghiera costante (Cost. 80).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>40.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ritengo che se il promuovere o non promuovere vocazioni \u00e8 una questione spirituale, in quanto tale tocca nel profondo il nostro credere ai progetti di Dio per la Congregazione e al suo posto nella Chiesa. Ci sono confratelli di buon volont\u00e0 per i quali la vita consacrata, ivi inclusa la Congregazione, \u00e8 qualcosa in via di rapida estinzione. Un\u2019analisi dei motivi per cui la Congregazione non riesca ad attirare candidati in alcune parti del mondo \u00e8 complessa e certamente al di l\u00e0 degli scopi di questa lettera. Inoltre, la Congregazione non verr\u00e0 meno alla crescente collaborazione con i laici. In ogni caso, dopo che il Capitolo ci ha invitato con insistenza a mettere a fuoco \u201cun aspetto centrale della nostra spiritualit\u00e0, vale a dire il modo in cui nutriamo ed esprimiamo la nostra relazione con Ges\u00f9 Cristo\u201d (Messaggio finale, 3), vale la pena meditare come l\u2019esortazione apostolica <i>Vita Consecrata<\/i> presenta la sfida della promozione delle vocazioni: \u201cessa mira a presentare, sull\u2019esempio dei fondatori e delle fondatrici, il fascino della persona del Signore Ges\u00f9 e la bellezza del totale dono di s\u00e9 alla causa del Vangelo\u201d (n. 64).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Tutti sono Missionari<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>41.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Congregazione si trova di fronte ad una realt\u00e0 prima sconosciuta nella sua storia. Mi riferisco al grande numero di confratelli anziani, della cos\u00ec detta \u201cterza et\u00e0\u201d. Una qualsiasi riflessione sulla nostra spiritualit\u00e0 Missionaria deve includere questo gruppo. Mentre \u00e8 mia intenzione riservare una futura lettera al problema della specifica domanda spirituale della \u201cterza et\u00e0\u201d, possiamo cominciare ora col richiamare l\u2019insegnamento della Costituzione 55: che cio\u00e8 noi siamo tutti missionari a motivo della nostra professione. Questo carattere, che \u00e8 fondato sulla nostra partecipazione alla Missione di Cristo, continua lungo la nostra vita, siamo o meno in grado di partecipare all\u2019attivit\u00e0 pastorale. E, come ci ricorda questa Costituzione in particolare, non raggiungiamo la pienezza della nostra identit\u00e0 Missionaria se non quando arriviamo a \u201csoffrire e morire per la salvezza del mondo\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Questione di ristrutturazione<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>42.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una comprensione e accettazione della \u201cstessa ragion d\u2019essere della Congregazione nella Chiesa\u201d provoca altre domande. Alcune di esse riguardano le nostre decisioni di rimanere in un posto o di muoverci. Quando i Redentoristi arrivano a dire \u201cci sono altre citt\u00e0 e villaggi\u201d (Mc 1, 38)? A che punto \u201cscuotiamo la polvere dai nostri piedi\u201d (Lc 9, 5)? Quando il \u201c vino nuovo\u201d richiede \u201cotri nuovi\u201d (Lc 5, 38)? L\u2019ultima domanda riguarda non solo i nostri metodi missionari, ma anche le nostre stesse strutture. Dobbiamo continuare a garantire che le nostre strutture di governo e di amministrazione siano sempre al servizio della Missione. Dove questo non si verifica pi\u00f9, la struttura deve cambiare perch\u00e9 la Missione continui.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">\u201cUn tamerisco nella steppa\u201d\u2026\u201cun bronzo che risuona\u201d<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">La missione che non nasce da un profondo coinvolgimento col Cristo \u00e8 destinata al fallimento (Messaggio finale, 6).<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>43.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cosa rappresenta un Redentorista che non intraprende la Missione come espressione di un profondo coinvolgimento con Ges\u00f9? Quale impatto avranno le sue parole? Potrebbe assomigliare a \u201cun tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede, dimorer\u00e0 in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno pu\u00f2 vivere\u201d (Ger 17, 6). Cos\u00ec ci scrive un confratello: \u201cci si esaurisce non solo per un sovraccarico di lavoro, ma pi\u00f9 facilmente per un vuoto o per una mancanza di convinzione nella propria vita, una mancanza di ci\u00f2 che \u00e8 spirituale\u201d. Pu\u00f2 l\u2019\u00abesaurimento\u00bb essere un problema essenzialmente spirituale? Non potrebbero i suoi dolorosi sintomi mascherare una sete di \u201cfiumi di acqua viva\u201d (Gv 7, 37-38)?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>44.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se osiamo parlare di Colui che non conosciamo, eventualmente suoneremo come qualcosa di vuoto e superficiale: \u201cun bronzo che risuona o un cembalo che tintinna\u201d (1Cor 13, 1). Essere \u201cmissionari\u201d non significa semplicemente essere vicini alla gente o fare un\u2019opzione per i poveri; dovremmo avere un\u2019esperienza da condividere con essi: \u201cCi\u00f2 che era fin da principio, ci\u00f2 che noi abbiamo udito, ci\u00f2 che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ci\u00f2 che noi abbiamo contemplato e ci\u00f2 che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita\u201d (1Gv 1, 1).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Domande senza risposte o \u201ccuori che bruciano\u201d?<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>45.\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fuori da un rapporto col Signore, ci troviamo di fronte a molte domande con una fragile speranza di risposta: \u201cDove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla cos\u00ec grande?\u201d (Mt 15, 33). \u201cEcco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?\u201d (Mt 19, 27). \u201cChe cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?\u201d (Gv 18, 38).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>46.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dovrebbe risultare evidente che la nostra scelta della persona di Cristo come centro delle nostre esistenze e al cuore delle comunit\u00e0 non ci esime dal dubbio o dall\u2019ansiet\u00e0. Ma, dopo aver aperto i nostri cuori gli uni gli altri e con Lui, ci poniamo in ascolto. I nostri cuori possono poi cominciare a bruciare e sentiamo di dover portare un messaggio agli altri: per dire come l\u2019abbiamo incontrato lungo la strada e come l\u2019abbiamo riconosciuto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Conclusione<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>47.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Permettetemi di riassumere i punti essenziali di questa lettera. La spiritualit\u00e0 chiama in gioco domande fondamentali e spesso fastidiose sulla nostra identit\u00e0 e sulle nostre intenzioni nei confronti della vita. Per i Redentoristi, la spiritualit\u00e0 deve essere intimamente connessa con la Missione: \u201cla stessa ragion d\u2019essere della Congregazione nella Chiesa\u201d. Quest\u2019intima connessione vuol dire che noi scegliamo Cristo al centro di tutto, che la testimonianza ha una forza critica e che la contemplazione \u00e8 condizione <i>sine qua non<\/i> per la vita missionaria. Vuol dire che noi lottiamo per essere coraggiosi, pazienti e ricchi di speranza al punto da invitare gli altri a condividere pienamente la nostra vita. In ultima analisi, la nostra spiritualit\u00e0 non pu\u00f2 rimanere teoria: dobbiamo viverla. Ci\u00f2 deve avere alcune conseguenze pratiche nella nostra vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La Congregazione e il Grande Giubileo<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>48.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 praticamente uno stereotipo dire che ci troviamo sulla soglia di un nuovo millennio. Per quanto noioso possa essere questo conto alla rovescia verso il nuovo secolo, non credo che potremmo ignorare lo straordinario \u201csegno dei tempi\u201d rappresentato dal Grande Giubileo. Abbiamo fatto caso ai diversi temi proposti dal Santo Padre per questa celebrazione? Hanno un accento familiare: conversione, trasformazione, penitenza, riconcilia-zione, redenzione, mistero pasquale. Questi stessi temi sono proprio al cuore della nostra Missione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>49.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 ragionevole aspettarsi che tutte le Provincie e Vice-Provincie intraprendano uno speciale progetto missionario come parte della celebrazione del Grande Giubileo? Sono ben consapevole che alcuni progetti sono gi\u00e0 stati pianificati, come missioni cittadine o speciali pellegrinaggi. E\u2019 vero anche che i membri di alcune unit\u00e0 \u2013 specialmente quelli che rivestono ruoli-guida \u2013 sono stanchi, scoraggiati e poco fiduciosi della collaborazione dei loro confratelli. Ma vorrei pregare ogni unit\u00e0 di inaugurare il terzo millennio cristiano con un progetto speciale che sia consono con \u201cla stessa ragion d\u2019essere della Congregazione nella Chiesa, e il distintivo della sua fedelt\u00e0 alla vocazione ricevuta\u201d (Cost. 5).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\"><strong>50.<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Possa l\u2019Immacolata Vergine Maria, che, dopo Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 la principale Patrona del nostro santo Istituto, essendo esso nato in un modo speciale sotto la sua protezione, aiutarci ad amare il suo Figlio e far s\u00ec che Lui sia amato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">In nome del Consiglio Generale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">P. Joseph W. Tobin C.Ss.R.<br \/>\nSuperiore Generale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span lang=\"IT\">(Il testo originale \u00e8 in inglese.)<\/span><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Communicanda II &#8211; 1997-2003 &nbsp; COMMUNICANDA 2 Prot. N\u00b0\u00a0 0000 0200\/98 Roma, 14 gennaio 1999 Festa di Beato Pietro Donders &nbsp; Miei cari confratelli, 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 per me un grande piacere salutarvi a nome di tutti i membri del Consiglio Generale. Questa seconda Communicanda del sessennio in corso \u00e8 pubblicata nella festa del Beato Pietro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1618"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1618"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1619,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1618\/revisions\/1619"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}