{"id":1621,"date":"2015-04-27T09:37:29","date_gmt":"2015-04-27T09:37:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=1621"},"modified":"2016-04-27T09:38:04","modified_gmt":"2016-04-27T09:38:04","slug":"scopriamo-il-vino-migliore-alla-fine-riflessioni-sulla-terza-eta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2015\/04\/scopriamo-il-vino-migliore-alla-fine-riflessioni-sulla-terza-eta\/","title":{"rendered":"Scopriamo il vino migliore alla fine Riflessioni sulla terza et\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008080; font-size: large;\"><b>Communicanda III &#8211; 1997-2003<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"Section1\">\n<p align=\"left\"><b><span lang=\"PT-BR\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;\"><em>COMMUNICANDA<\/em> N\u00b0 3<\/span><br \/>\n<\/span><\/b><span lang=\"PT-BR\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;\">8<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;\"><span lang=\"IT\"> dicembre<\/span><span lang=\"PT-BR\"> 2000<br \/>\nN\u00b0 Prot.<\/span><span lang=\"IT\"> 0000 \u00a00265\/99<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Carissimi confratelli,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">1.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Saluto tutti fraternamente in Cristo Ges\u00f9. I membri del Consiglio Generale si uniscono a me per porgervi i nostri pi\u00f9 cordiali auguri per un nuovo anno ripieno di abbondanti benedizioni. La grazia del Signore sia sempre con voi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Nella seconda <i>Communicanda<\/i> del Consiglio Generale, Guai a me se non annunciassi il Vangelo (14 gennaio 1999), manifestavo l\u2019intenzione di inviare in seguito una lettera sul tema riguardante le necessit\u00e0 spirituali proprie alla \u2018terza et\u00e0\u2019 (n\u00b0 41). La presente riflessione vuole essere una risposta a questo impegno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">2.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anzitutto lasciate che spieghi che cosa intendo con la parola terza et\u00e0. Se \u00e8 vero che la prima et\u00e0 \u00e8 quella dell\u2019educazione, la seconda \u00e8 segnata dalla produzione e dal lavoro, la terza et\u00e0 spesso viene usata in riferimento al periodo della vita di una persona che ha terminato il suo lavoro principale. Anche se penso sopratutto a voi che avete iniziato a vivere la terza et\u00e0, il mio messaggio \u00e8 indirizzato a ciascun confratello della Congregazione. Senza tener conto dell\u2019et\u00e0, come ci ricorda la Costituzione 55, siamo tutti fratelli della stessa famiglia e condividiamo la medesima vocazione: ognuno di noi \u00e8 un missionario e tale rimane per tutta la vita. Ad ogni tappa della nostra esistenza e in qualunque situazione, dobbiamo sforzarci di vivere pi\u00f9 pro\u00adfondamente la nostra consacrazione religiosa. Ancor pi\u00f9, ecco dunque la legge fondamentale per la vita dei congregati: vivere nella comunit\u00e0 e, per mezzo della comunit\u00e0, svolgere l\u2019attivit\u00e0 apostolica (Costituzione 21). La stessa Costituzione aggiunge che la comunit\u00e0 non \u00e8 solo unione materiale di persone, \u00e8 anche comunione fraterna di anime. Siamo chiamati a mettere in comune le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri doni e i nostri limiti a favore della Missione o del Carisma che d\u00e0 un senso alla nostra vita. Ogni comunit\u00e0 deve dunque affrontare il problema dell\u2019invecchiamento e delle sue conseguenze per i missionari Redentoristi.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Perch\u00e9 questo problema?<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">3.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come altre societ\u00e0, la nostra Congregazione deve affrontare una nuova realt\u00e0: il numero dei confratelli anziani aumenta significativamente. Nel momento in cui vi scrivo, tra i 5.569 confratelli professi della Congregazione, 520 hanno 80 anni e oltre, mentre 948 sono entrati nel loro settantesimo anno. Ci\u00f2 significa che il 26% della Congregazione supera i 70 anni. Nonostante vi siano numerosi giovani \u2013 vi sono pi\u00f9 Redentoristi professi sui vent\u2019anni che sugli ottanta e oltre e pi\u00f9 trentenni che settantenni \u2013 la Congregazione non ha mai avuto un numero cos\u00ec alto di membri anziani. E\u2019 un dato di fatto che nessuno tra noi pu\u00f2 ignorare. Tutto ci\u00f2 ci presenta delle sfide che dobbiamo affrontare per crescere insieme, fedeli, quale comunit\u00e0 inviata a predicare e testimoniare la Buona Novella del Regno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">4.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I Redentoristi non solo vivono pi\u00f9 a lungo, ma raggiungono i 70 e gli 80 anni in uno stato di salute migliore e con maggiore energia che nel passato. D\u2019altra parte \u00e8 necessario offrire cure sanitarie ai Redentoristi gravemente malati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Ma la sfida pi\u00f9 grande per i Redentoristi anziani non consiste nell\u2019affrontare problemi di salute, ma piuttosto vivere la loro consacrazione religiosa, sopratutto quando sono obbligati a limitare e, talvolta, sospendere le loro attivit\u00e0 pastorali ordinarie. In questo periodo della vita, ridefinire o riorganizzare la propria identit\u00e0 concreta quali missionari corre il rischio di sottovalutarsi ai propri occhi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">5.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le culture hanno atteggiamenti differenti verso le persone che stanno invecchiando o che sono gi\u00e0 anziane. Alcune hanno venerazione per i propri vecchi; il solo fatto di raggiungere una certa et\u00e0 conferisce alla persona una dignit\u00e0 che invita al rispetto della comunit\u00e0. Ci\u00f2 che per me \u00e8 inquietante \u00e8 la cultura mondiale emergente che idolatra la giovinezza, l\u2019energia e la duttilit\u00e0 e trascura o tenta di &#8216;nascondere\u2019 gli anziani. Tale prospettiva culturale \u00e8 causa di grande angoscia al punto che molti fanno tutto ci\u00f2 che possono per &#8216;rimanere\u2019 giovani. Si incoraggiano le persone anziane o in via di diventarlo ad abbandonare il mondo del mercato del lavoro e della politica. Devono essere accuditi o messi da parte, ma certamente non presi sul serio, n\u00e9 stimolati a continuare nella collaborazione con la societ\u00e0. Sopratutto per gli uomini, lavoro e rendimento sono talmente legati che, quando qualcuno non ne \u00e8 pi\u00f9 capace, sembra che la stessa vita non abbia pi\u00f9 senso. E, finalmente, la morte \u00e8 diventata tab\u00f9. Non se ne deve mai parlare nella buona societ\u00e0 e certamente non come un passaggio al quale tutti devono prepararsi coscienziosamente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La situazione nella Congregazione<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">6.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dobbiamo riconoscere che la Congregazione viene certamente influenzata da questa ambivalenza verso gli anziani. In alcune regioni del mondo, la mentalit\u00e0 secolarizzata della &#8216;pensione\u2019 colpisce fortemente la vita dei Redentoristi. Dovrebbe essere chiaro che le funzioni di un confratello dovrebbero cessare quando raggiunge una certa et\u00e0. In alcuni casi, i Redentoristi anziani sono liberati da responsabilit\u00e0 importanti nella comunit\u00e0, qualunque sia il loro stato fisico e mentale. Alcuni Redentoristi considerano la pensione come un diritto acquisito e conseguentemente, ad una certa et\u00e0, si aspettano di essere liberati dai doveri della comunit\u00e0, per seguire i propri interessi. Vi sono delle province nel mondo sviluppato dove il fatto di ricevere la pensione \u00e8 diventato un problema spinoso quando i confratelli considerano questa entrata come propriet\u00e0 personale. A volte le sole preoccupazioni che hanno gli anziani sono i problemi che riguardano la salute, mentre vengono trascurati i bisogni spirituali specifici a questa tappa della vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">7.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando io e gli altri membri del Consiglio Generale visitiamo le province, spesso siamo edificati da confratelli anziani. Con il tempo intensificano la loro identit\u00e0 missionaria. Sono capaci di condividere con gli altri, specialmente con i giovani, la saggezza acquisita. Ogni anno ricevo lettere dei nostri giubilari, fratelli o padri, che celebrano i 50 anni e pi\u00f9 di vita nella Congregazione. Sono lettere piene di riconoscenza, di umilt\u00e0 e di zelo. A volte sono talmente commosso che condivido la loro testimonianza con i membri del Governo Generale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">8.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Malauguratamente, il solo fatto di essere anziani non garantisce di avere questi sentimenti. Durante le visite incontriamo anche Redentoristi delusi, disincantati e a volte persino amari. Ancor pi\u00f9 commoventi sono i confratelli angosciati per i cambiamenti rapidi sperimentati nella Chiesa e nel nostro Istituto. Alcuni pensano che la Congregazione sia stata infedele al proprio carisma e alla sua missione nella Chiesa e concludono dicendo che Dio ha abbandonato la Congregazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">9.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono queste alcune situazioni e inquietudini che mi hanno spinto a scrivere questa lettera. Vorrei offrire alcune riflessioni alla luce dell\u2019ultimo Capitolo Generale che ci raccomanda di: &#8220;rileggere tutte le dimensioni della nostra vita a partire dalla prospettiva della spiritualit\u00e0&#8221; (Messaggio finale, n. 5). Lo scopo che mi prefiggo \u00e8 quello di invitare ciascuno di voi a riflettere su: &#8220;in che modo nutriamo ed esprimiamo la nostra relazione con Ges\u00f9 Cristo&#8221; (Messaggio finale n. 3), come comunit\u00e0, in questi ultimi anni? Quali sono le sfide della conversione per seguire Ges\u00f9 pi\u00f9 intimamente in tutte le tappe della nostra vita missionaria?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">10.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono anche ragioni personali che motivano questa lettera. Ho avuto il privilegio e la grazia di trascorrere i miei primi anni nella Congregazione assieme a un buon numero di magnifici confratelli della terza et\u00e0. Le loro parole e il loro esempio continuano ad influenzarmi ancora oggi. Questi Redentoristi hanno condiviso con me il loro segreto di predicatori. Mi hanno legato alla storia della mia Provincia. Mi hanno insegnato ad amare la Congregazione e ad aver fiducia nel suo futuro. La maggior parte di essi sono morti e io prego affinch\u00e9 possano gustare completamente la dolcezza di Dio. In segno di riconoscenza, dedico questa lettera a tutti questi testimoni fedeli, nella speranza che le riflessioni in essa contenute mi aiutino ad essere un buon Redentorista nei miei ultimi giorni, affinch\u00e9 anch\u2019io possa aiutare un giovane confratello all\u2019inizio del suo pellegrinaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La vita come un pellegrinaggio<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">11.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il pellegrinaggio \u00e8 un\u2019esperienza sacra che si trova nella maggior parte delle grandi religioni e in molte culture. E\u2019 interessante constatare che la nozione di pellegrinaggio continua ad essere presente in certe societ\u00e0 dove le altre espressioni religiose tradizionali sono sparite sotto l\u2019influsso della secolarizzazione. Pu\u00f2 darsi che sia cos\u00ec poich\u00e9 il pellegrinaggio \u00e8 una sorta di paradigma sul modo in cui gli uomini fanno l\u2019esperienza della vita stessa. Percepiamo infatti, o almeno speriamo che le nostre vite non siano intese semplicemente come il prodotto di una combinazione casuale di atomi, di un destino cieco o di pulsioni biologiche. Intuiamo che le nostre vite iniziano in un luogo e che andiamo verso qualche parte. Come pellegrini che camminano in direzione di un santuario invisibile, cos\u00ec noi scegliamo di dare un senso al nostro viaggio della vita &#8216;camminando\u2019 verso un luogo o una Persona che spesso intravediamo soltanto &#8220;come in uno specchio, in maniera confusa&#8221; (1 Cor. 13, 12).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">12.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La santit\u00e0 del pellegrinaggio non \u00e8 percepita semplicemente all\u2019arrivo della meta desiderata. La vocazione al pellegrinaggio \u00e8 anche vissuta ogni giorno, in ogni ora, in ogni minuto del pellegrinaggio: in ogni passo compiuto con fede. Percorrendo il cammino della vita, prendiamo coscienza di un paradosso: cambiamo radicalmente lungo la strada, mentre rimaniamo sempre noi stessi. Intendo dire che possiamo identificare tappe importanti o parti conosciute dove passiamo quando il cuore della nostra identit\u00e0 rimane misteriosamente lo stesso. Una metafora comune per questo paradosso \u00e8 quella del giorno, che ha un mattino, un mezzogiorno e una sera, percepiti direttamente, ma ben saldi in una sola unit\u00e0. Anche se bene unita, ogni tappa della vita possiede un valore autonomo che deve essere apprezzato cos\u00ec com\u2019\u00e8 e non come la preparazione alla fase seguente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">13.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A volte pu\u00f2 capitare che circostanze particolari possano obbligare una persona a passare prematuramente a una tappa successiva della vita. Penso al trauma dei bambini che sono costretti dalla povert\u00e0 ad assumersi responsabilit\u00e0 da adulti, come quello di provvedere alla famiglia o di aver cura di un parente ammalato. Consideriamo una tragedia quando una vita umana finisce prematuramente, prima ancora che la persona possa svilupparsi e &#8216;vivere\u2019 veramente. E nel nostro cammino \u00e8 anche possibile far resistenza al passaggio da uno stato all\u2019altro, come l\u2019adulto che desidera rimanere un eterno adolescente. Ma tale lotta \u00e8 inutile e frustrante, poich\u00e9 ci troviamo sempre di fronte all\u2019evidenza che, lo si voglia o no, stiamo di fatto attraversando differenti tappe del cammino della vita. In altre parole, siamo sempre posti davanti al fatto del nostro invecchiamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">14.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La presa di coscienza dell\u2019invecchiamento ha influenzato autori spirituali cos\u00ec diversi tra loro come Paolo apostolo e il Papa Giovanni Paolo II. Paolo usa la metafora della crescita umana o dell\u2019invecchiamento per descrivere il progresso del discepoli (p.e. 1 Cor. 3, 1-2; 13, 11). Giovanni Paolo II, nella sua esortazione apostolica <i>Vita Consecrata<\/i> (1996), stimola i religiosi a riconoscere le diverse tappe della vita e a non lasciare mai di lottare per progredire umanamente e come persone consacrate, perch\u00e9 &#8220;in alcuna tappa della vita ci si pu\u00f2 considerare come abbastanza sicuri di se stessi e ferventi per escludere la necessit\u00e0 di sforzi determinati per assicurare la perseveranza nella fedelt\u00e0, cos\u00ec come non esiste et\u00e0 in cui si possa vedere compiuta la maturazione della persona&#8221; (n\u00b0 69).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">15.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che cosa significa essere Redentorista quando uno non \u00e8 pi\u00f9 in grado di svolgere un apostolato o assumere delle responsabilit\u00e0 come quando era pi\u00f9 giovane? Grazie a Dio, la risposta della Congregazione a questa situazione non comincia con questa lettera. Molte (vice)province hanno gi\u00e0 programmi specifici come risposta ad esigenze fisiche e affettive dei confratelli in et\u00e0 avanzata. Siamo in grado di offrire una bibliografia importante di scrittori spirituali contemporanei, anche Redentoristi, che studiano le sfide proprie al discepolo della terza et\u00e0. Spero che i confratelli in particolare e i governi (vice)provinciali siano al corrente di tali risorse e se ne servano. Pu\u00f2 darsi che questa lettera ci sia di stimolo per pensare al numero crescente di confratelli anziani nella Congregazione, prendendo coscienza che i loro bisogni vanno oltre le cure della salute e il loro passatempo, giacch\u00e9 non si va in pensione dalla propria professione religiosa: la professione religiosa diventa l\u2019atto decisivo di tutta la vita missionaria dei Redentoristi ( Cost. 54).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">16.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Desidero porre un limite a queste riflessioni. Non voglio trattare a fondo ci\u00f2 che significa invecchiare. Anzitutto mi fermer\u00f2 a un elemento dell\u2019invecchiamento: quello del declino della vita. Dopo vedremo se questa esperienza possa essere anche un\u2019occasione di progresso spirituale. Quanto segue pu\u00f2 essere sviluppato e arricchito da voi, sopratutto dai confratelli pi\u00f9 avanti negli anni, che possono riflettere sulle esperienze della vita con quella saggezza che si raggiunge solo nella terza et\u00e0. Mi auguro che la Congregazione continui ad aiutare i Redentoristi della terza et\u00e0 affinch\u00e9 possano approfondire il loro impegno verso il Redentore, apprezzando il loro modo speciale di vivere il nostro carisma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Essere condotti l\u00e0 dove non vogliamo andare<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">17.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tra gli incontri dei discepoli con il loro Maestro risorto, uno dei pi\u00f9 commoventi \u00e8 quello riferito nell\u2019epilogo del Vangelo di Giovanni. Il racconto parla dell\u2019apparizione di Ges\u00f9 sulla spiaggia del lago di Tiberiade. Questo racconto ha dei dettagli accattivanti: l\u2019errore dell\u2019identit\u00e0, una pesca miracolosa, un\u2019ondata impetuosa e un pasto cotto sul posto. Il racconto continua con la triplice professione di amore di Pietro e la missione confidatagli dal Signore di una vita di carit\u00e0 apostolica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Allora Ges\u00f9 gli dice in che modo finir\u00e0 quella vita rendendo gloria a Dio:<\/span><\/p>\n<\/div>\n<blockquote>\n<blockquote>\n<blockquote>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">In verit\u00e0, in verit\u00e0 ti dico:<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">quando eri pi\u00f9 giovane<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">ti cingevi la veste da solo,<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">e andavi dove volevi;<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">ma quando sarai vecchio<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">tenderai le tue mani,<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">e un altro ti cinger\u00e0 la veste<\/span><\/div>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">e ti porter\u00e0 dove tu non vuoi. (Gv. 21,18)<\/span><\/div>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<div class=\"Section1\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Quando medito questa scena, cerco di immaginare Ges\u00f9 mentre dice queste parole a Pietro. Penso che Ges\u00f9 guardasse il suo amico negli occhi, parlandogli con tenerezza e con una calma rassicurante. Il Padre ha un progetto per Pietro. Non sar\u00e0 facile, ma la sua vita avr\u00e0 un senso e un valore. Pietro \u00e8 invitato a una vita di carit\u00e0 pastorale, ma ci\u00f2 che &#8216;render\u00e0 gloria a Dio\u2019 sar\u00e0 in effetti la sua morte. E le ultime parole di Ges\u00f9 rivolte a Pietro (Gv. 21, 19, ripetute al versetto 22) sono le stesse delle prime parole rivoltegli nei Vangeli (p.e. Mc. 1, 17): Seguimi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">18.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi sono numerosi tratti nella tappa della vita che stiamo considerando in questa riflessione. Mi chiedo se la descrizione profetica dell\u2019et\u00e0 avanzata di Pietro, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cinger\u00e0 la veste e ti porter\u00e0 dove tu non vuoi, non ci parli eloquentemente di una caratteristica essenziale di questa tappa della vita? La metafora dell\u2019essere limitati e condotti dove non si \u00e8 scelto di andare pare proprio la descrizione dell\u2019esperienza inevitabile delle persone della terza et\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">La terza et\u00e0 e i suoi limiti<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">19.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 facile constatare in certi confratelli i reali limiti nelle loro sofferenze. Per essi, l\u2019invecchiamento significa l\u2019inizio di una malattia che indebolisce, costretti a letto e totalmente dipendenti dagli altri. Ma non \u00e8 forse vero per tutti che, nonostante lo stato di salute, l\u2019invecchiamento comporta tutta una serie di perdite? Anche nei casi di anziani vigorosi, c\u2019\u00e8 una profonda presa di coscienza della natura transitoria delle cose. Si ha l\u2019impressione che il tempo passi troppo rapidamente e i giorni, le settimane, gli anni sembrano fuggire, praticamente senza accorgersene. C\u2019\u00e8 una sensazione ossessiva che qualcosa finisce. Parliamo della &#8216;sera\u2019 o de \u2018l\u2019autunno\u2019 della vita. Il viaggio ci conduce l\u00e0 dove noi preferiremmo non andare. Infatti, prima di affrontare la dissoluzione finale che \u00e8 la morte stessa, vi sono diverse piccole morti che segnano il nostro cammino di pellegrinaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">20.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Terza et\u00e0 significa affrontare il declino della vita che si traduce in modi diversi e sotto differenti forme. Vi \u00e8 il calo fisico che porta con se malattie e anche sofferenze terribili. Pu\u00f2 verificarsi il deterioramento delle nostre capacit\u00e0 mentali e la demenza. La morte dei nostri amici pi\u00f9 cari nella Congregazione e dei nostri parenti aumenta incessantemente la sensazione di essere soli. La perdita percepita nell\u2019invecchiamento non si limita al corpo, allo spirito e alle relazioni umane. Attinge anche la nostra intelligenza quali missionari Redentoristi, invitandoci necessariamente a ripensare che cosa significhi la nostra professione religiosa nelle ultime tappe della vita. Il nostro fondatore ha dovuto certamente lottare con questa realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">L\u2019esperienza di Alfonso<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">21.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se avete visitato Scala, dove \u00e8 nata la Congregazione, avete certamente pregato nella cappella che conserva la grotta di Alfonso. Era un\u2019oasi per il nostro Padre durante le settimane e i mesi tumultuosi che seguirono l\u2019evento decisivo del 9 novembre 1732. Alfonso veniva in questa piccola grotta e vi passava ore in preghiera pensando ai primi passi incerti della sua Congregazione, soffrendo per l\u2019abbandono praticamente di tutti i suoi compagni, chiedendo a Dio e alla sua santa Madre la forza per continuare l\u2019opera iniziata. Oggi, il visitatore vede una semplice tavola di legno appesa in un angolo della grotta. Vi si leggono le parole attribuite ad Alfonso dal Tannoia, il suo primo biografo: &#8220;Oh la grotta, la mia grotta, possa io riposare ancora nella mia grotta&#8221; (II, 97). Queste parole sono attribuite al vecchio Alfonso, che sognava di ritornare a questa &#8220;cella mistica, da dove usciva infiammato dall\u2019amore di Dio e con una passione senza riserve per la salvezza delle anime&#8221; (Tannoia, ivi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">22.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Penso che Alfonso non si augura semplicemente un luogo particolare per pregare. Esprime la sofferenza del passaggio dell\u2019uomo di trentotto anni che pregava in quella grotta. Pu\u00f2 darsi che agli occhi del vecchio Alfonso, tutto potesse essere pi\u00f9 chiaro in quella piccola grotta. Allora aveva un\u2019idea pi\u00f9 chiara di chi fosse e di ci\u00f2 che doveva fare. Quarant\u2019anni dopo, dopo aver lasciato la sua diocesi e fatto ritorno a Pagani, Alfonso \u00e8 costretto a riscoprire il senso dell\u2019essere Redentorista. Non \u00e8 pi\u00f9 in grado di ancorare la sua identit\u00e0 nella predicazione delle missioni \u2013 non ne aveva pi\u00f9 predicate negli ultimi venti anni. Non aveva pi\u00f9 l\u2019autorit\u00e0 di una volta di fronte ai suoi fratelli. Andrea Villani, il vicario generale, aveva governato la Congregazione durante la lunga assenza del fondatore. E non abbandona la carica quando Alfonso ritorna da Sant\u2019Agata dei Goti. E\u2019 pur vero che Alfonso continua a scrivere e, certamente in alcuni casi, fa ci\u00f2 che vuole, come per esempio il rifiuto categorico di abitare la bella camera preparatagli a Pagani, preferendone una pi\u00f9 semplice. Ma avere una stanza come tutte le altre per lui non \u00e8 sufficiente. Alfonso dovr\u00e0 scoprire il senso di essere Redentorista nella sua vecchiaia, sopratutto essere un fratello tra i fratelli nella sua comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">23.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La maggior parte tra noi ha trovato \u2013 o trover\u00e0 \u2013 la sua &#8216;grotta\u2019. Pi\u00f9 che un luogo, questa &#8216;grotta\u2019 \u00e8 il ricordo di se stessi all\u2019epoca dove ci si sentiva pi\u00f9 vivi, pi\u00f9 missionari, pi\u00f9 impegnati in progetti di vita. Ripensare a questa tappa della nostra vita, ci riporta irrimediabilmente al passato e sapere che questo tempo non potr\u00e0 mai tornare pu\u00f2 causare una specie di emozione dolce-amara che Alfonso ha provato per la sua &#8216;grotta\u2019. Tale perdita fa parte dell\u2019essere umano e causa un rimpianto. Ci\u00f2 che sembra essere un ostacolo alla crescita spirituale e l\u2019incapacit\u00e0 ad accettare il declino che accompagna l\u2019invecchiamento, sopratutto quando non si \u00e8 pi\u00f9 in grado di fare il proprio lavoro apostolico o avere le stesse responsabilit\u00e0 nella provincia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">24.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti i maestri di spirito insistono sul fatto che la conoscenza di se stessi \u00e8 la base indispensabile sulla quale costruire e far crescere la propria vita con Dio. Il grande nemico della spiritualit\u00e0 \u00e8 il negare o, meglio, il rifiuto, illudendosi, di accettare se stessi e i propri limiti. Nel caso di un Redentorista che va verso la vecchiaia la negazione pu\u00f2 essere la tentazione di cercare di ritrovarsi nella propria &#8216;grotta\u2019 o di attaccarsi ostinatamente a quelli che pensano essere stati i suoi giorni di gloria. Una tale negazione \u00e8 difficile o impossibile da sostenersi, ma si trovano dei confratelli che resistono con tutte le loro forze a ridurre la loro attivit\u00e0 apostolica, anche quando \u00e8 chiaro che non hanno pi\u00f9 l\u2019energia o la formazione per continuarla. A volte un superiore \u00e8 costretto a prendere la difficile decisione di rimuovere un confratello da un ministero che supera le sue possibilit\u00e0. Pu\u00f2 anche verificarsi il caso che dopo aver lasciato un ministero che li ha occupati per la gran parte della vita, alcuni confratelli siano ossessionati dalla propria salute fisica, appuntamenti con i medici, la televisione o qualunque sorta di distrazione. Inconsciamente possono arrivare a provare una certa gelosia nei confronti di confratelli giovani che spesso si traduce in una gioia maligna nell\u2019indicare i loro difetti e le loro sconfitte. Il fatto che alcuni confratelli anziani diventino tiranni nella loro comunit\u00e0 \u00e8 non tanto il risultato del processo di invecchiamento quanto piuttosto il fatto di non accettare la nuova tappa del loro pellegrinaggio e sono incapaci di trovare una sana spiritualit\u00e0 come Redentoristi anziani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">25.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel corso del pellegrinaggio della vita, acquistiamo sempre pi\u00f9 coscienza che veniamo condotti l\u00e0 dove non abbiamo scelto di andare. La diminuzione delle forze fisiche e mentali, la morte di amici e parenti e la fine dell\u2019impegno nelle attivit\u00e0 che hanno occupato un Redentorista per molti anni sono le particolari sfide dell\u2019ultima tappa della vita. In che modo in confratelli che hanno raggiunto questa tappa potranno trovare la serenit\u00e0 e la gioia di fronte a queste perdite?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">&#8220;Considerando tutto il resto come una perdita&#8221;<br \/>\n&#8230;non come una sconfitta<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">26.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nella terza et\u00e0 vi \u00e8 un paradosso vivificante. Eccolo. Quando il Redentorista si sente limitato e condotto l\u00e0 dove preferirebbe non andare, pensando di scendere un gradino e pi\u00f9 ancora scivolare verso la morte, nello stesso tempo \u00e8 chiamato a vivere in una maggiore libert\u00e0. Questa sembra essere l\u2019esperienza di persone che prendono sul serio il loro pellegrinaggio verso Dio: che un giorno dovranno confrontarsi con l\u2019attaccamento alle cose destinate a sparire. Alfonso propone un cammino per acquisire una pi\u00f9 grande libert\u00e0 spirituale: ridurre la forza eccessiva delle circostanze della vita che limitano la persona, in modo che questa diventa progressivamente pi\u00f9 libera di amare Dio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Questo duplice movimento \u2013 allontanarsi da un attaccamento eccessivo e slancio verso l\u2019amore di Dio \u2013 Alfonso lo chiama distacco. E\u2019 un valore centrale del cammino spirituale che Alfonso propone nella <i>Pratica di amare Ges\u00f9 Cristo<\/i>. Il capitolo 17 di quest\u2019opera ci offre un riassunto toccante di questa dottrina di Alfonso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Quel che ci impedisce la vera unione con Dio \u00e8 l\u2019attacco alle nostre disordinate inclinazioni: onde il Signore quando vuole tirare un\u2019anima al suo perfetto amore, cerca di staccarla da tutti gli affetti dei beni creati. E cos\u00ec prima gli va togliendo i beni temporali, i piaceri mondani, le robe, gli onori, gli amici, i parenti, la sanit\u00e0 del corpo; e con tali mezzi di perdite, di disgusti, dispregi, morti e infermit\u00e0, la va distaccando da tutto il creato, acciocch\u00e9 ella riponga in lui tutti gli affetti suoi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">27.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pu\u00f2 darsi che il termine distacco vi sorprenda; vi ricorda troppe conferenze sul tema quando eravate novizi? Pu\u00f2 anche essere che tutti gli ostacoli concreti per una pi\u00f9 grande unione con Dio incontrati da Alfonso e dai suoi contemporanei napoletani \u2013 i tentacoli di famiglie possessive, l\u2019attrazione verso la fama mondana e il canto delle sirene della ricchezza \u2013 non siano di fatto problemi nostri. Ci\u00f2 che Alfonso tenta di fare \u00e8 questo: dobbiamo esaminare onestamente le nostre vite e comprendere dove il nostro cuore \u00e8 maggiormente attirato. E\u2019 nei nostri cuori che Dio desidera ardentemente di abitare. Nel capitolo 11 della <i>Pratica<\/i>, Alfonso chiede: &#8220;Avete un cuore abbastanza vuoto affinch\u00e9 lo Spirito Santo lo possa riempire?&#8221;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">28.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 evidente che non \u00e8 cos\u00ec facile unirsi completamente a Dio. Molti tra noi hanno paura di seguire questa strada perch\u00e9 comporta certe sofferenze. Ma qual\u2019\u00e8 l\u2019alternativa? Possiamo tentare di anestetizzarci con il lavoro, il prestigio, le relazioni, l\u2019alcool, la paura o il risentimento, per dimenticare il tempo che passa e le sue conseguenze. Ma nei momenti pi\u00f9 lucidi, dovremmo guardare con terrore questa vita che ci scivola dalle mani e questo tempo, non pi\u00f9 vissuto come <i>kairos<\/i> dove Dio si rivela, diventare un nemico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">29.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche se ci proviamo, non possiamo cambiare la maggior parte delle cose che ci arrivano. Questa verit\u00e0, valida in tutti i momenti della vita, sembra divenire pi\u00f9 evidente quando si invecchia. Ci\u00f2 che \u00e8 in nostro potere \u00e8 determinare l\u2019effetto che produce in noi la gente, i luoghi e le cose. Alfonso ci aiuta a vedere come le debolezze che affliggono la terza et\u00e0 possono diventare un invito ad abbandonarci alle cure di Dio, scoprendo e riscoprendo la profondit\u00e0 del suo amore fedele per noi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Un cammino di Distacco<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">30.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paolo propone un suo cammino di distacco nella sua lettera ai Filippesi. Il terzo capitolo potrebbe essere un eccellente sorgente di meditazione per la terza et\u00e0. Come descrive Paolo il suo pellegrinaggio verso Dio? Inizia in un modo comune alle persone anziane: fa l\u2019inventario della sua vita (Filip. 3, 4-6). Non cerca scuse per il suo passato, ma lo vede in modo nuovo: Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l\u2019ho considerato una perdita a motivo di Cristo (v. 7). Lungi dal prendere il cammino pi\u00f9 sicuro, Paolo vuole rischiare tutto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimit\u00e0 della conoscenza di Cristo Ges\u00f9, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cio\u00e8 con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perch\u00e9 io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dei morti. (Filip. 3,8-11)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">31.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paolo \u00e8 cosciente di non aver raggiunto il fine ma che cammina nella direzione buona. Sceglie di accettare quello che gli arriva, compresa la perdita di tutto ci\u00f2 che pensava fosse prezioso nella sua vita, come prezzo da pagare per guadagnare Cristo Ges\u00f9. In principio non disprezza ci\u00f2 che ha perduto; soltanto che non \u00e8 possibile per lui paragonare nulla al valore inestimabile della sua relazione con Cristo Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Libert\u00e0 di amare<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">32.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Paolo e Alfonso insegnano che la perdita pu\u00f2 offrire una pi\u00f9 grande libert\u00e0 spirituale, e cio\u00e8 la liberazione da se stesso per amare di pi\u00f9 e senza riserve. Un particolare modo redentorista di amare \u00e8 chiamato dalle Costituzioni &#8216;la carit\u00e0 apostolica\u2019: \u00e8 la nostra parte nella missione del Cristo e il principio unificatore delle nostre vite (cfr. Cost. 52). La carit\u00e0 apostolica presuppone che la gloria di Dio e la salvezza del mondo, l\u2019amore verso Dio e l\u2019amore verso il prossimo sono un\u2019unica cosa (Cost. 53). Per questo in tutte le tappe del loro pellegrinaggio, i Redentoristi sono chiamati a &#8220;vivere la loro unione con Dio con la forma della carit\u00e0 apostolica e, attraverso la carit\u00e0 missionaria, cercare la sua gloria&#8221;. Il XXII Capitolo Generale ha riconosciuto la chiamata di tutta la vita alla carit\u00e0 apostolica quando ha raccomandato (Orientamenti 2.4):<\/span><\/p>\n<\/div>\n<blockquote>\n<blockquote>\n<div class=\"Section1\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">Ogni membro della Congregazione, indipendentemente dall\u2019et\u00e0, cerchi il modo di essere fedele al servizio dei pi\u00f9 abbandonati, e specialmente i poveri, a favore dei quali abbiamo optato nel giorno della nostra professione.<\/span><\/i><\/div>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<div class=\"Section1\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">33.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Senza dubbio, vi sono ministeri che i Redentoristi anziani possono offrire ai pi\u00f9 abbandonati, sopratutto ai poveri. Penso ad esempio che i Redentoristi pi\u00f9 avanti negli anni siano pi\u00f9 efficaci nel donare compassione, conforto e speranza alle altre persone anziane e agli ammalati. Ma il luogo dove questi Redentoristi sono chiamati a praticare la carit\u00e0 apostolica \u00e8 all\u2019interno della comunit\u00e0, dove la stessa vita \u00e8 la forma principale della proclamazione del Vangelo (XXII Capit. Gen. Orientamenti, 3). Penso che vi siano servizi unici che i Redentoristi anziani possono offrire alle nostre comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Il primo aiuto \u00e8 quello che Alfonso cercava di dare. Nel novembre 1774, mentre stava per lasciare Sant\u2019Agata, scriveva: &#8220;Quando sar\u00f2 tornato in una delle nostre case, potr\u00f2 essere utile ai soggetti, specialmente ai giovani&#8221;. Pu\u00f2 darsi che Alfonso si vedesse come un tutore degli studenti per l\u2019omilettica o per la teologia morale. I suoi biografi dicono che l\u2019esempio della sua vita di anziano aveva un forte impatto sui giovani confratelli. Un Redentorista anziano che non si lascia abbattere dalle sofferenze e dai limiti dell\u2019et\u00e0, ma che conserva la gioia, l\u2019amore e la speranza, \u00e8 una guida ineguagliabile per i giovani confratelli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">34.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il secondo servizio riguarda i dettagli della nostra vita comune. E\u2019 stato osservato che spesso, cercando di fare qualcosa di spettacolare, perdiamo l\u2019occasione di fare qualcosa d\u2019importante, perch\u00e9 l\u2019azione stessa non sembra degna di attenzione. Gli anziani possono offrire un grande aiuto alla qualit\u00e0 della nostra vita comune, facendo cose molto semplici. Ricordo un padre anziano che con la sua generosit\u00e0 dava sollievo al lavoro di tutti i confratelli di una comunit\u00e0 molto attiva. Nonostante un attacco cerebrale l\u2019avesse lasciato mezzo paralizzato, ogni sera, rispondeva al telefono quando gli altri confratelli erano occupati nelle attivit\u00e0 pastorali di una parrocchia difficile. Ricordo anche la mia prima visita a Roma dove ho incontrato Padre Bernhard H\u00e4ring, anziano, mentre si prendeva cura dei fiori del giardino della comunit\u00e0. Immagino che anche voi siate stati colpiti dalla generosit\u00e0 di qualche confratello anziano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">Scoprire il vino migliore alla fine (Gv. 2, 10)<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">35.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Giovanni della Croce ci ricorda che alla fine della vita saremo giudicati sull\u2019amore. E\u2019 forse per questo che al crepuscolo del nostro pellegrinaggio, siamo invitati a distacchi che ci rendono pi\u00f9 liberi di amare. Come missionari, non dobbiamo ingombrarci di troppi bagagli. Alla fine della vita, tutto ci\u00f2 di cui avremo bisogno, \u00e8 l\u2019amore: amare Dio come deve essere amato e amarci vicendevolmente come fratelli. L\u2019amore di un Redentorista anziano, manifestato molto semplicemente, pu\u00f2 lasciare un ricordo indelebile sui suoi confratelli, specialmente sui giovani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">36.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E\u2019 l\u2019amore che &#8216;invecchia\u2019 il nostro spirito come il tempo fa con il buon vino. Al termine di una vita, l\u2019amore ci dar\u00e0 dolcezza e profumo e non il sapore aspro dell\u2019aceto. Ma questa sorta di amore non \u00e8 mai totalmente alla nostra portata; deve essere l\u2019oggetto permanente di tutta la vita: &#8220;tutta la loro vita quotidiana sar\u00e0 caratterizzata dalla conversione del cuore e dalla continua riforma dello spirito&#8221; (Cost. 41). Il 24 novembre 2000, il padre Joseph Pfab, superiore generale emerito, ha concluso il suo pellegrinaggio. Al suo funerale, un giovane padre mi ha parlato del suo ultimo incontro con P. Joseph. Era un giorno o due prima della morte. Si stava per celebrare l\u2019eucaristia nella sua camera d\u2019ospedale. Il giovane padre gli chiese per quale intenzione doveva pregare. Padre Joseph ha risposto: &#8220;Pregate perch\u00e9 io sia convertito nell\u2019ora della morte&#8221;. Paolo aveva lo stesso desiderio:<\/span><\/p>\n<\/div>\n<blockquote>\n<blockquote>\n<div class=\"Section1\" style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">Dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la m\u00e8ta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lass\u00f9, in Cristo Ges\u00f9. (Filip. 3, 13-14)<\/span><\/i><\/div>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<div class=\"Section1\">\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b><span lang=\"IT\">37.<\/span><\/b><span lang=\"IT\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Maria, Madre nostra che, sempre presente con la sua preghiera, ha accompagnato la prima comunit\u00e0 apostolica e non esit\u00f2 a dare se stessa al servizio degli altri, ci aiuti ad essere fedeli ogni giorno, ma sopratutto quando &#8220;soffriamo e moriamo per la salvezza del mondo&#8221; (Cost. 55).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Fraternamente in Cristo Redentore,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span lang=\"IT\">Joseph W. Tobin, C.Ss.R.<br \/>\nSuperiore Generale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><i><span lang=\"IT\">(Il testo originale \u00e8 in inglese.)<\/span><\/i><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Communicanda III &#8211; 1997-2003 &nbsp; COMMUNICANDA N\u00b0 3 8 dicembre 2000 N\u00b0 Prot. 0000 \u00a00265\/99 Carissimi confratelli, 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Saluto tutti fraternamente in Cristo Ges\u00f9. I membri del Consiglio Generale si uniscono a me per porgervi i nostri pi\u00f9 cordiali auguri per un nuovo anno ripieno di abbondanti benedizioni. La grazia del Signore sia sempre con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1621"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1621"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1621\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1623,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1621\/revisions\/1623"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}