{"id":18086,"date":"2022-05-02T19:42:00","date_gmt":"2022-05-02T19:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=18086"},"modified":"2022-05-06T20:46:07","modified_gmt":"2022-05-06T20:46:07","slug":"i-redentoristi-che-sfidarono-i-nazisti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/05\/i-redentoristi-che-sfidarono-i-nazisti\/","title":{"rendered":"I redentoristi  che sfidarono i nazisti"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Durante la seconda guerra mondiale, i redentoristi nascosero ai nazisti 35 persone nel sottotetto della chiesa di San Gioacchino, vicino alla basilica di San Pietro, a Roma.<\/strong> <strong>Per sicurezza l&#8217;ingresso \u00e8 stato murato con loro all&#8217;interno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 ottobre 1943, dopo le 5 del mattino, un battaglione di circa 300 soldati tedeschi fece irruzione nelle case del quartiere ebraico di Roma. Il raid port\u00f2 all&#8217;arresto di 1.022 persone che furono mandate a morire ad Auschwitz-Birkenau. Le SS volevano eliminare gli ebrei prima che si nascondessero nelle case degli italiani. Ma alcuni riuscirono a sfuggire all&#8217;atroce piano. Nove giorni dopo la deportazione in massa, i padri redentoristi, che avevano passato giorni a nascondere ebrei e oppositori politici perfino nelle stanze del convento, presero una soluzione estrema. Hanno dato rifugio a 35 persone ricercate dalla Gestapo sopra la volta a botte della chiesa di San Gioacchino vicino al Vaticano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/redentroisti.png\"><img width=\"685\" height=\"456\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/redentroisti.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18087\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/redentroisti.png 685w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/redentroisti-300x200.png 300w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/05\/redentroisti-631x420.png 631w\" sizes=\"(max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><\/a><figcaption>Testo e foto di Victoria I. Cardiel\ncorrispondente da Roma per il settimanale di informazione ALFA &#038; OMEGA, con sede a Madrid <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;esercito tedesco ispezionava tutti i conventi e le chiese ed \u00e8 stato molto pericoloso. Ma dei rifugiati di San Gioacchino non c&#8217;era traccia. perch\u00e9, per sicurezza, l&#8217;ingresso fu murato e intonacato&#8221;, spiega il sacerdote redentorista Ezio Marcelli, al quale si deve la scoperta, che per anni \u00e8 restata segreta. Quasi quattro decenni di ricerche, in cui, oltre a trovare gli archivi, \u00e8 riuscito a dare un volto e a intervistare la maggior parte dei protagonisti che sono stati \u201cmurati vivi\u201d. &#8220;Il pi\u00f9 giovane aveva 15 anni. Quando fu posato l&#8217;ultimo mattone, perse i sensi; c&#8217;era anche un politico che era contro la deriva che aveva preso il fascismo, l&#8217;avvocato Enrico Mol\u00e9, che all&#8217;inizio vestirono da prete per nasconderlo con gli altri preti e gli cambiarono anche il nome in padre Conca&#8221;, ricorda.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tetto della chiesa era un posto ruvido e umido, che perdeva acqua attraverso le fessure quando pioveva. Era pieno di polvere, ragni e altri insetti. Non c&#8217;era acqua, figuriamoci il riscaldamento. &#8220;Dovevano vivere di notte, quando la citt\u00e0 dormiva, per non destare sospetti a causa del rumore. Facevano i loro bisogni in uno degli angoli&#8221;, spiega Marcelli, che aggiunge: &#8220;Per fortuna nessuno si \u00e8 ammalato. Furono rinchiusi l\u00ec dal 25 ottobre 1943 al 7 giugno 1944. Non avevano alcun contatto con il mondo esterno a parte una piccola finestra al centro della cupola che si apriva e attraverso la quale veniva loro consegnato il cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno di Natale di quell&#8217;anno, il superiore dei Redentoristi, Domenico Roberto, uno degli autori di questa storia, entr\u00f2 dalla piccola apertura per celebrare il giorno con loro. Padre Roberto \u00e8 stato l&#8217;insegnante di matematica di padre Marcelli, ma non ne ha mai parlato: &#8220;Loro hanno fatto quello che dovevano fare, senza attesa di medaglie&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di nasconderli nella parte pi\u00f9 alta della chiesa venne all&#8217;ingegnere Pietro Lestini, che conosceva perfettamente l&#8217;impianto architettonico dell&#8217;edificio. Lo sapevano anche il sagrestano Domenico Pizzato e la suora francese Margherita Bern\u00e9s, una donna volitiva che si occup\u00f2, durante i sette mesi in cui rimasero nascosti l\u00ec, di procurare loro il cibo di notte e di togliere i rifiuti che salivano e scendevano per mezzo di carrucole. Nel 1951, Bern\u00e9s fond\u00f2 un orfanotrofio a pochi chilometri da Gerusalemme dove incontr\u00f2 per caso due degli uomini che aveva aiutato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel rifugio \u00e8 ora un&#8217;accozzaglia di macerie con un&#8217;entrata semidistrutta e graffiti senza nome sul muro che raffigurano Cristo con la corona di spine e la Vergine Maria con il Bambino in braccio. &#8220;Molti non erano nemmeno cristiani, ma queste immagini erano come un simbolo che calmava le loro preoccupazioni e dava loro speranza&#8221;, dice Marcelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordi che emergono con forza questo 25 aprile, quando l&#8217;Italia celebra la liberazione dal fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>(<\/em><a href=\"https:\/\/alfayomega.es\/los-redentoristas-que-desafiaron-a-los-nazis\/\"><em>ALFA&amp;OMEGA <\/em><\/a><\/strong><em><a href=\"https:\/\/alfayomega.es\/los-redentoristas-que-desafiaron-a-los-nazis\/\">Del 21 al 27 de abril de 2022<\/a>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la seconda guerra mondiale, i redentoristi nascosero ai nazisti 35 persone nel sottotetto della chiesa di San Gioacchino, vicino alla basilica di San Pietro, a Roma. 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