{"id":18097,"date":"2022-05-13T05:27:00","date_gmt":"2022-05-13T05:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=18097"},"modified":"2022-05-09T05:41:56","modified_gmt":"2022-05-09T05:41:56","slug":"un-contributo-dalla-tradizione-alfonsiana-per-una-teologia-del-sacerdozio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/05\/un-contributo-dalla-tradizione-alfonsiana-per-una-teologia-del-sacerdozio\/","title":{"rendered":"Un contributo dalla tradizione alfonsiana per una teologia del sacerdozio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana)<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo il Sacerdote era lo studente per eccellenza di teologia morale. Questa disciplina nasce per insegnare ai confessori \u201ci casi di coscienza\u201d. Prima della svolta del Concilio Vaticano II la confessione era il \u201cluogo\u201d privilegiato per formare coscienze, e il Sacerdote ne era il formatore, la teologia morale la disciplina che formava i formatori. Nel corso del tempo la disciplina ha assunto una sua precisa fisionomia e un suo statuto epistemologico che la suggella come ambito della teologia, fondata sul Mistero di Cristo e nutrita di Sacra Scrittura. Essa \u00e8 chiamata ad illustrare l\u2019altezza della vocazione dei fedeli in Cristo e il loro obbligo di portare frutto nella carit\u00e0 per la vita del mondo (cf. Optatam totius, n. 16). Oggi gli studenti di teologia sono laici e laiche, sacerdoti, religiosi e religiose che accomunati dalla vocazione allo studio della teologia collaborano per portare le luce del Vangelo nel mondo contemporaneo (cf. Gaudium et spes, n. 43). Anche se l\u2019orizzonte \u00e8 ben pi\u00f9 ampio che in passato, la teologia morale \u00e8 una disciplina dall\u2019intrinseca dimensione vocazionale. Pertanto, un Simposio su sacerdozio, celibato e vocazioni interpella anche la teologia morale. La Congregazione per i Vescovi e il Centro di Ricerca e di Antropologia delle vocazioni hanno organizzato nei giorni dal 17 al 19 febbraio un\u2019iniziativa di riflessione: \u201cPer una teologia fondamentale del sacerdozio\u201d. La teologia morale ha molto da dire sul tema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sant\u2019Alfonso ai confessori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, per\u00f2, a chi si \u00e8 messo alla scuola di Alfonso M. de Liguori vengono in mente le tante pagine scritte dal santo sul tema della vocazione, in particolare le esortazioni rivolte ai confessori. Egli \u00e8 vissuto nel \u2018700, tempo in cui il sacerdote \u00e8 esperto dei \u201ccasi di coscienza\u201d e la confessione \u00e8 \u201cluogo\u201d per formare coscienze. Per questo ai confessori Alfonso ricorda che col predicare si gettano le reti, con la confessione si tirano al lido i pesci1. Nella confessione i confessori devono togliere il vizio e seminare la virt\u00f92. Nella Pratica del confessore per ben esercitare il suo ministero, specifica i compiti del confessore: padre, medico, dottore, giudice3.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confessore deve essere padre: accoglie tutti, \u00e8 uomo pieno di carit\u00e0. \u00c8 un po\u2019 come il proprietario di quell\u2019asino di cui ci racconta san Francesco di Sales. Questo asino era caduto in un precipizio. Dice san Francesco di Sales, secondo voi il padrone che deve fare? Mica va l\u00ec e lo bastona fino a spezzagli le costole? Ma no, gli si avvicina, gli parla con dolcezza, lo tira su e gli sta vicino per non farlo cadere di nuovo. Ecco cosa deve fare il confessore padre col penitente. Meglio poche confessioni e ben fatte che molte e mal fatte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 medico. Dai sintomi deve capire la malattia, individuare la cura e somministrare la medicina nelle dosi giuste. Il confessore deve capire qual \u00e8 la condizione del penitente, conquistare la sua fiducia, costruire un dialogo con lui e aiutarlo gradualmente a correggersi. Gradualit\u00e0 e pazienza sono le parole d\u2019ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 dottore: nel senso che il confessore deve sempre studiare. Tanti sono i casi e le circostanze della vita, perci\u00f2 il confessore si deve sempre aggiornare e confrontare con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 giudice: l\u2019assoluzione \u00e8 un giudizio, ma di misericordia e questo suggerisce l\u2019attenzione sensibile alla concreta situazione del penitente e delle sue possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I confessori devono concretizzare fedelmente la condotta di Ges\u00f9 Cristo, in modo che tutti possano fare esperienza dell\u2019amore misericordioso di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Sacerdote uomo che prega, soffre e offre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bernhard H\u00e4ring, coltivando l\u2019intuizione alfonsiana si pone nell\u2019angolazione di chi ha mosso i primi passi nell\u2019esercizio del ministero presbiterale in un tempo buio della storia: la Seconda Guerra mondiale. Il sacramento dell\u2019ordine sacro abilita per mezzo dello Spirito alcuni uomini a svolgere la missione di proclamare, in particolare nella celebrazione eucaristica, la morte del Signore finch\u00e9 egli venga (Cf. 1Cor 11,26). Il sacerdote \u00e8 canale di pace, segno di unione con Dio e di unit\u00e0 tra gli uomini. Ogni sacerdote deve pregare, operare e soffrire perch\u00e9 la comunit\u00e0 dei chiamati resti legata a Cristo. Uomo umile e maturo, esperto nel discernimento, vigile, attento a<\/p>\n\n\n\n<p>cogliere i bisogni del popolo; unito a Cristo deve ispirare quell\u2019amore e accoglienza che egli fu, come anche \u00e8 chiamato ad essere ambasciatore di riconciliazione. La vita del sacerdote \u00e8 tutta dedicata all\u2019annunzio del regno di Dio, testimonianza di speranza per la vita eterna4.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel buio la feritoia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Simposio si colloca in un periodo storico difficile per le vocazioni in generale, per quella al ministero presbiterale in particolare. Da un lato i giovani che rispondono a questa vocazione sono pochi, dall\u2019altro talvolta si accendono i riflettori su terribili crimini che coinvolgono dei sacerdoti sicch\u00e9 ne esce minata la credibilit\u00e0 stessa del ministero5. Non \u00e8 questa la sede per indagare le cause o giudicare fatti e persone. C\u2019\u00e8 un proverbio che dice: \u201cFa pi\u00f9 rumore un albero che cade che una foresta che cresce\u201d. Un albero che cade \u00e8 tutto il male che ci circonda, \u00e8 terribile, \u00e8 vero e non lo si pu\u00f2 nascondere. La foresta che cresce \u00e8 umile, \u00e8 nascosta, silenziosa, ma \u00e8 ossigeno per oggi e promessa per il futuro. La riflessione su sacerdozio e vocazioni dovrebbe interpellare tutto il popolo di Dio, teologi compresi. Una comunit\u00e0 di credenti accogliente e \u201ccompagna di viaggio\u201d pu\u00f2 fare qualcosa di pi\u00f9 per promuovere la bellezza della vita donata nel ministero presbiterale? Ed ecco la provocazione che pu\u00f2 scaturire dal pensiero alfonsiano tratteggiato brevemente sopra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il rovescio della medaglia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che sono padri, ma non esiste padre che non sia figlio. I sacerdoti sono figli della chiesa, quindi figli di tutti, vanno amati come tali. Un figlio si ama non perch\u00e9 \u00e8 perfetto, si ama e basta. Sono medici, ma quale medico non \u00e8 in qualche occasione anche un paziente? Forse se guardassimo i sacerdoti con occhi di sollecitudine si potrebbe scorgere quando sono stanchi, ammalati o bisognosi di cure? Sono dottori, noi aiutiamoli a studiare. A volte si rischia di essere un po\u2019 avidi del tempo e delle energie dei sacerdoti, le assorbiamo tutte e poco ci curiamo del tempo che loro devono dedicare alla preghiera e allo studio. Sono giudici, ma tante volte sono giudicati e qualche volta anche con poca misericordia. Ricordiamo che la misericordia che attendiamo per noi la dobbiamo donare al prossimo, anche ai sacerdoti, nella misura in cui misuriamo sar\u00e0 misurato a noi. Tutti siamo chiamati a collaborare per realizzare il sogno di Papa Francesco: \u00abUna chiesa che riscaldi il cuore delle persone con la vicinanza e la prossimit\u00e0\u00bb6.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>prof.ssa Filomena Sacco <\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>1 ALFONSO M. DE LIGUORI, Selva di materie predicabili e istruttive per dare gli esercizi a&#8217; preti ed anche per uso di lezione privata a proprio profitto, in Opere Ascetiche, vol. III, Pier Giacinto Marietti, Torino 1880, cap. IX, n. 31, 77. <br>2 ALFONSO M. DE LIGUORI, Praxis Confessarii, in Theologia Moralis, vol. IV, Ed. Gaud\u00e8, Roma 1912, c. IX, n. 121, 596. <br>3 Cf. ID, Pratica del confessore per ben esercitare il suo ministero, in Opere Complete, vol. IX, Marietti, Torino 1855, c. I, n. 6, p. 7 ss; cf. S. MAJORANO, Il confessore, pastore ideale nelle opere di sant\u2019Alfonso, in StMor 38\/2 (2000), 321-346. <br>4 Cf. B. HARING, Morale e Sacramenti. Spiritualit\u00e0 sacramentale, Edizioni Paoline, Bari 1976, 188. <br>5 https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/vaticano\/news\/2022-02\/simposio-sacerdozio-vaticano-congregazione-vescovi-papa.html <br>6 FRANCESCO, Il nome di Dio \u00e8 misericordia, Piemme, Milano 2016.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(dal Blog dell&#8217;Accademia Alfonsiana) Un tempo il Sacerdote era lo studente per eccellenza di teologia morale. Questa disciplina nasce per insegnare ai confessori \u201ci casi di coscienza\u201d. 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