{"id":18484,"date":"2022-06-20T10:44:50","date_gmt":"2022-06-20T10:44:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=18484"},"modified":"2022-06-20T10:44:52","modified_gmt":"2022-06-20T10:44:52","slug":"lesarca-di-donetsk-restiamo-con-la-gente-anche-sotto-le-bombe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/06\/lesarca-di-donetsk-restiamo-con-la-gente-anche-sotto-le-bombe\/","title":{"rendered":"L&#8217;esarca di Donetsk: restiamo con la gente, anche sotto le bombe"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Monsignor Stepan Meniok, fuggito a Zaporizhia dopo il 2014. cerca di guidare i fedeli della zona pi\u00f9 calda del conflitto. Alcuni sacerdoti sono rimasti nelle loro parrocchie ma non possono pi\u00f9 lasciare la regione. Chiede di pregare per coloro che hanno invaso l&#8217;Ucraina, &#8220;che hanno smarrito la strada&#8221; e si commuove pensando al suo ritorno a Donetsk<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esarcato di Donetsk della Chiesa greco-cattolica ucraina copre il territorio delle regioni ucraine di Donetsk, Zaporizhia, Dnipropetrovsk e Luhansk. Alcuni di questi territori sono stati occupati gi\u00e0 nel 2014, quando si sono dichiarate indipendenti le repubbliche separatiste. Un\u2019altra parte dopo il 24 febbraio di quest\u2019anno, quando la Federazione Russa ha iniziato la guerra su larga scala. Zone in cui passa la linea del fronte. Da questi territori arriva ai nostri microfoni la testimonianza dell&#8217;esarca di Donetsk monsignor\u00a0<strong>Stepan Meniok<\/strong>, redentorista, sul ruolo che stanno svolgendo i sacerdoti, sull&#8217;attivit\u00e0 delle parrocchie e la vita dei fedeli, nonstante tutto:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il cambiamento forzato della sede vescovile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Monsignor Meniok \u00e8 stato ordinato vescovo 20 anni fa, nel febbraio del 2002, dopo la nomina a esarca di Donetsk-Kharkiv. Nell\u2019aprile del 2014 il territorio dell\u2019esarcato \u00e8 stato diviso in due e lui ha presieduto quello di Donetsk. Nello stesso mese in Donbass \u00e8 iniziata la guerra. In quel momento l\u2019esarca si trovava nel santuario mariano di Zarvanytsia nell\u2019ovest dell\u2019Ucraina. Mentre stava tornando a Donentsk, ha saputo che la sua casa era stata occupata dai separatisti, e quindi non \u00e8 pi\u00f9 potuto tornare, ed \u00e8 rimasto a Zaporizhia, dove risiede tuttora e da dove svolge il suo ministero di guida dell\u2019esarcato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I sacerdoti sono rimasti nelle loro parrocchie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA Donetsk sono rimasti quattro dei nostri sacerdoti, che continuano a svolgere l\u00ec il loro servizio\u201d, dice monsignor Meniok. \u201cCe ne \u00e8 uno anche a Luhansk. Loro hanno mantenuto il possesso delle parrocchie e la gente viene, anche se pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione ha lasciato la regione. Prima del 24 febbraio questi sacerdoti potevano andare avanti e indietro, per\u00f2 adesso non possono pi\u00f9 uscire da l\u00ec e rimangono a servire\u201d. Dall\u2019inizio dell\u2019invasione su larga scala, l\u2019esarcato di Donetsk \u00e8 stato nuovamente colpito. Il sacerdote che serviva a Mariupol a malapena \u00e8 riuscito a fuggire. \u201cRecentemente abbiamo perso altre tre parrocchie. I sacerdoti hanno dovuto lasciare quelle di Kreminna, che \u00e8 gi\u00e0 occupata dai militari russi, di Severodonetsk, dove sono in corso i combattimenti molto violenti, e di Lysychansk, che \u00e8 sotto il controllo dell\u2019esercito ucraino\u201d, afferma l\u2019esarca, \u201caggiungendo che la tattica di guerra dell\u2019esercito russo \u00e8 molto feroce: prima bombardano e distruggono le citt\u00e0 o paesini, mentre muoiono i civili, e poi avanzano\u201d. \u201cIl pericolo esiste in tutte le parti dell\u2019esarcato, per\u00f2 i sacerdoti, che in totale sono 53, continuano a servire nelle loro comunit\u00e0\u201d, spiega lui.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cMi sono affezionato a questa gente\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Monsignor Stepan Meniok \u00e8 nato nella regione di Lviv (Leopoli, nell\u2019Ucraina occidentale). \u201cAnche se ho la mentalit\u00e0 degli ucraini dell\u2019ovest, io voglio bene a questa gente. Ho chiesto io di essere mandato nell\u2019Ucraina dell\u2019est, \u2013 dice lui, \u2013 perch\u00e9 sono missionario, sono redentorista, e il nostro carisma \u00e8 andare alle persone che sono pi\u00f9 abbandonate. Questa gente ha un cuore molto buono e aperto. Qualche volta abbiamo fondato parrocchie da zero e all\u2019inizio c\u2019erano soltanto 10 persone. Gi\u00e0 dopo uno o due anni tutta la chiesa era piena di gente. Questo fenomeno \u00e8 molto interessante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aiuto ai profughi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il vescovo racconta che a Zaporizhia arrivano gli aiuti umanitari da tutte le parti del mondo. Giorno e notte vengono distribuiti dalla Caritas locale e dalle suore basiliane (dell\u2019ordine di San Basilio Magno) ai bisognosi, soprattutto ai profughi. A Zaporizhia si \u00e8 spostata anche la Caritas di Mariupol, la cui sede \u00e8 stata colpita a met\u00e0 marzo. Sette persone, tra i quali due dello staff, persero la vita. Caritas Mariupol si occupa dei profughi di questa citt\u00e0, presa dall\u2019esercito russo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I cristiani e la speranza per il futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl nostro atteggiamento verso coloro che ci hanno invaso deve essere cristiano: come quello verso i figli di Dio, che hanno smarrito la strada. Anche loro sono l\u2019immagine di Dio, per\u00f2 offuscata dai peccati e dall\u2019informazione negativa. Con le nostre preghiere possiamo aprire i loro occhi alla verit\u00e0\u201d, \u2013 dice monsignor Meniok. \u201cSpero che Dio mi permetter\u00e0 di tornare a Donetsk, \u2013 dice il vescovo con fiducia \u2013 e so gi\u00e0 che durante la mia prima predica non potr\u00f2 pronunciare una parola e solo pianger\u00f2. La verit\u00e0 deve vincere la menzogna e il male. Non \u00e8 mai stato diversamente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Svitlana Dukhovych, Vatican News<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monsignor Stepan Meniok, fuggito a Zaporizhia dopo il 2014. cerca di guidare i fedeli della zona pi\u00f9 calda del conflitto. Alcuni sacerdoti sono rimasti nelle loro parrocchie ma non possono pi\u00f9 lasciare la regione. 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