{"id":19321,"date":"2022-09-08T09:38:31","date_gmt":"2022-09-08T07:38:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=19321"},"modified":"2022-09-08T09:47:13","modified_gmt":"2022-09-08T07:47:13","slug":"dopo-147-anni-viene-pubblicata-la-storia-delle-eresie-di-santalfonso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/09\/dopo-147-anni-viene-pubblicata-la-storia-delle-eresie-di-santalfonso\/","title":{"rendered":"Dopo 147 anni viene pubblicata la Storia delle Eresie di sant\u2019Alfonso"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Dopo 147 anni viene pubblicata la Storia delle Eresie di sant\u2019Alfonso: i contenuti dell\u2019opera e la recensione del volume a cura di p. Vincenzo La Mendola CSsR<\/em><\/strong><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>SANT\u2019ALFONSO MARIA DE LIGUORI, <em>Storia delle Eresie colle loro confutazioni,<\/em> a cura di Alessio Celletti,Phronesis Editore, Palermo 2022, pp. 533, \u20ac 37,00.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorprende positivamente notare nella vetrina di una libreria cattolica di Roma un\u2019opera di Sant\u2019Alfonso, non pi\u00f9 ristampata dal 1875: la<em> Storia delle Eresie, <\/em>argomento sempre attuale e indagato da pi\u00f9 prospettive nella storiografia cattolica, fino ai nostri giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera alfonsiana appartiene a quel genere, poco noto e ad oggi meno studiato, che comprende una ricca sezione della produzione libraria del Fondatore dei Redentoristi: le opere teologico-apologetiche. A tal proposito, sottolinea lo storico Francesco Chiovaro: \u00abl\u2019ultimo quarto dell\u2019Ottocento segna la fine della fortuna editoriale di questo tipo di letteratura alfonsiana\u00bb (<em>Sincronia e diacronia nella tradizione in S. Alfonso Maria de Liguori, <\/em>in Atti del Convegno internazionale per il Bicentenario della morte del santo, Firenze 1990, 139-160, pp.147-148), che invece ebbe una grande risonanza tra la fine del XVIII e oltre la prima met\u00e0 del XIX secolo, prevalentemente in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella del 1875 infatti \u00e8 la ventunesima edizione, edita dalla Marietti di Torino, che, a pi\u00f9 riprese, aveva ripubblicato, nel corso del XIX secolo, tutte insieme (<em>Opera omnia<\/em>) e\/o singolarmente le opere del Santo Dottore. L\u2019edizione richiamata chiudeva il cerchio della pubblicazione delle sue opere <em>dommatico-erudite<\/em>, come vengono indicate secondo una diversa classificazione. Nessuna pubblicazione dell\u2019opera, a nostra conoscenza, compare nel lungo Novecento. Sono passati 147 anni prima che <em>Il Trionfo della Chiesa ossia Istoria delle Eresie colle loro confutazioni, <\/em>&#8211; questo il titolo originale &#8211; potesse avere un\u2019edizione contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il De Liguori redasse la sua <em>Istoria<\/em> mentre era nel pieno della maturit\u00e0, da vescovo di Sant\u2019Agata de\u2019 Goti, ultimandola nell\u2019arco di un triennio (1769-1771), come si evince dal suo epistolario, al quale faremo riferimento per comprenderne la genesi e le motivazioni di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima edizione usc\u00ec a Napoli nel 1772, dalla stamperia di Gianfrancesco Paci. All\u2019Autore, come egli stesso riferiva in alcune sue lettere, era costata letteralmente \u00absangue\u00bb, \u00abpi\u00f9 anni di fatica\u00bb e \u00abgran rammarichi\u00bb, (<em>S. Alfonso a Pietro Paolo Blasucci<\/em>, 14 maggio 1772 e a <em>Giambattista Remondini, <\/em>15 giugno 1772). Carico di acciacchi e con i suoi 77 anni suonati, egli si era sottoposto ad uno sforzo notevole: non solo per la consultazione di \u00abtanti libri che io ho dovuto leggere per fare quest\u2019opera mia\u00bb (<em>S. Alfonso a Giambattista Remondini, <\/em>12, luglio 1772), ma per la severa censura a cui era stata sottoposta dal filo-giansenista Giuseppe Simioli (1712-1779), teologo e canonico napoletano: che \u00abmi ha cassato molte cose, ma finalmente mi ha fatta l\u2019approvazione\u00bb (<em>S. Alfonso a Pietro Paolo Blasucci<\/em>, 14 maggio 1772), e per le aggiunte e correzioni che fu costretto ad apportare al testo, nella&nbsp; sua seconda edizione (in tre volumi), realizzata nel 1773 a Bassano del Grappa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/storia-delle-eresie.jpg\"><img width=\"424\" height=\"580\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/storia-delle-eresie.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19324\" data-full-url=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/storia-delle-eresie.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/09\/dopo-147-anni-viene-pubblicata-la-storia-delle-eresie-di-santalfonso\/storia-delle-eresie\/\" class=\"wp-image-19324\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/storia-delle-eresie.jpg 424w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/storia-delle-eresie-219x300.jpg 219w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/storia-delle-eresie-307x420.jpg 307w\" sizes=\"(max-width: 424px) 100vw, 424px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/S.-Alfonso-StoriaEresie-1773.jpg\"><img width=\"438\" height=\"627\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/S.-Alfonso-StoriaEresie-1773.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19323\" data-full-url=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/S.-Alfonso-StoriaEresie-1773.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/09\/dopo-147-anni-viene-pubblicata-la-storia-delle-eresie-di-santalfonso\/s-alfonso-storiaeresie-1773\/\" class=\"wp-image-19323\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/S.-Alfonso-StoriaEresie-1773.jpg 438w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/S.-Alfonso-StoriaEresie-1773-210x300.jpg 210w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/S.-Alfonso-StoriaEresie-1773-293x420.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/Velocci_Alfonso.jpg\"><img width=\"300\" height=\"382\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/Velocci_Alfonso.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19322\" data-full-url=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/Velocci_Alfonso.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2022\/09\/dopo-147-anni-viene-pubblicata-la-storia-delle-eresie-di-santalfonso\/velocci_alfonso\/\" class=\"wp-image-19322\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/Velocci_Alfonso.jpg 300w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/09\/Velocci_Alfonso-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Egli, costretto ad un successivo e impegnativo lavoro di riesame e limatura del testo, dall\u2019alto della sua esperienza, affermava con serena consapevolezza \u00abche lo scrittore deve sfuggire le critiche chiare e certe, perch\u00e9 \u00e8 impossibile poi di sfuggire tutte le critiche e tutti gli equivoci che possano venire in capo di ognuno\u00bb (<em>S. Alfonso a un sacerdote suo amico, <\/em>agosto 1772). Per facilitarne la pubblicazione nel Regno, Alfonso aveva escogitato un abile colpo di mano: dedicare l\u2019opera a Bernardo Tanucci, <em>Cavaliere dell&#8217;Ordine reale di S. Gennaro e primo Segretario di Stato<\/em>. Con sagace intuito egli \u00abgettava audacemente la sua opera nelle braccia del patrono dei censori, felicitandosi con lui soprattutto per aver combattuto i libri cattivi!\u00bb, annota con arguzia Th\u00e9odule Rey-Mermet, il pi\u00f9 recente biografo di sant\u2019Alfonso (<em>Il Santo del secolo dei lumi,<\/em> Citt\u00e0 Nuova, Roma 1982, pp. 717-718).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intento non era quello di riscrivere in forma analitica la storia di tutte le eresie, ma, \u00abdi far vedere che la chiesa cattolica romana \u00e8 fra tutte le altre chiese l\u2019unica vera\u00bb (p. 1) e di creare \u00abun\u2019opera singolare e desiderata da tutti, non fatta da altri prima di me\u00bb, come Alfonso stesso precisava al suo editore, al quale, inoltre, mentre era ancora in piena fase di elaborazione, comunicava criteri adottati per la ricerca e la stesura del testo: \u00abIo scriver\u00f2 col mio stile conciso tutti i fatti pi\u00f9 memorabili, prendendoli dagli ultimi autori che ne hanno scritto\u00bb (<em>S. Alfonso a Giambattista Remondini, <\/em>19 gennaio e 8 aprile 1870).<\/p>\n\n\n\n<p>Con la lungimiranza che gli era propria, monsignor De Liguori l\u2019aveva concepita come \u00abuna storia compendiata\u00bb di tutte le eresie (<em>Lettera di S. Alfonso a Giambattista Remondini, <\/em>12, luglio 1772), \u00abutilissima non solo per gli ecclesiastici, ma per ogni ceto di persone, parlando specialmente per l\u2019istoria; mentre in quest\u2019opera mia vi sta ristretto in breve quel che dicono tanti autori antichi e moderni in molti volumi. Qui vi \u00e8 tutto in breve, ma non tanto in breve, come fanno alcuni libercoli: qui vi sta in breve tutta la sostanza dei fatti pi\u00f9 celebri; e questo \u00e8 stata la mia gran fatica\u00bb (<em>S. Alfonso a Giambattista Remondini, <\/em>15 giungo 1772). Ardita e assolutamente moderna l\u2019idea di pensare un\u2019opera apologetica cos\u00ec specifica \u00abper ogni ceto di persone\u00bb, consentendo al lettore medio della sua epoca di entrare in un ambito culturale che fino a quel momento era rimasto esclusivamente prerogativa di ecclesiastici eruditi e di una classe ristretta di intellettuali. Non secondaria ma coerente ai suoi principi, in materia di libri e di destinatari, si rivelava allo stesso tempo, la scelta di scriverla interamente in volgare.<\/p>\n\n\n\n<p>La coraggiosa iniziativa editoriale di ri-immettere la <em>Storia delle eresie<\/em> nel circuito dell\u2019editoria contemporanea \u00e8 della Phronesis Editore, collegata al Thomas International Center Italia, con sede a Palermo. L\u2019editore l\u2019ha voluta collocare all\u2019inizio della Collana <em>Doctrina Christiana<\/em>, scelta che, oltre a denotare un nuovo interesse per \u00abun\u2019opera storiografica a carattere marcatamente apologetico\u00bb, pone all\u2019attenzione dei lettori odierni un classico dell\u2019apologetica moderna, quasi ignorato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edizione \u00e8 curata da Alessio Celletti, con la supervisione di Adriano Virgili, e riporta il testo definitivo di sant\u2019Alfonso del 1773, apparso in tutte le edizioni successive. Nell\u2019<em>Introduzione<\/em> dopo aver presentato l\u2019intento dell\u2019Autore, Celletti, immette il lettore nel contesto storico immediato in cui fu compilato e pubblicato il libro, aiutandolo a comprendere le motivazioni che ne hanno ispirato l\u2019ideazione e fornendo gli esiti della sua analisi del testo, in una personale definizione: \u00abSotto tutti i rispetti dunque, la Storia delle eresie pu\u00f2 essere identificata come una elencazione tassonomica delle idee eretiche e delle storie dei movimenti ad esse associate, dall\u2019alba del cristianesimo fino al XVIII secolo\u00bb (<em>Introduzione<\/em>, I).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Autore viene presentato come \u00abferventissimo difensore della dottrina e della tradizione cattolica\u00bb, aspetto che meglio si pu\u00f2 rintracciare nella seconda parte dell\u2019opera, costituita dalle cosiddette <em>confutazioni<\/em>. In esse \u00abSant\u2019Alfonso procede proprio ad una accuratissima e estremamente diligente opera di corroborazione delle tesi cattoliche e di smantellamento delle tesi eterodosse mostrando di disporre di una certa invidiabile confidenza con le fonti della dottrina\u00bb (<em>Introduzione<\/em>, II). Si fa notare ancora che le fonti utilizzate dal Santo nella stragrande maggioranza \u00absono scopertamente di parte cattolica\u00bb, ma non soltanto, poich\u00e9 &#8211; evidenzia il curatore &#8211; \u00abSarebbe parziale il quadro se non si segnalasse che sant\u2019Alfonso comunque utilizza anche il contributo di scrittori di storia ecclesiastica sui quali aleggia il sospetto di una non proprio specchiata condotta intellettuale in senso cattolico\u00bb, aspetto che mette in luce la vastit\u00e0 dei suoi interessi culturali e l\u2019ampiezza delle sue letture sull\u2019argomento, manifestandosi non soltanto come un accreditato apologista cattolico moderno, ma &#8211; elemento di grande attualit\u00e0 &#8211; come uno scrittore di ampie vedute, capace di intercettare tra le proprie fonti, autori non universalmente riconosciuti dalla severa critica\/censura cattolica per le loro posizioni, ma anche portatori di idee e informazioni che egli trova condivisibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Se <em>la prima parte<\/em> dell\u2019Opera \u00e8 piuttosto compilativa, per la grande mole di notizie, date e personaggi che colloca in sequenza cronologica, dimostrando l\u2019abilit\u00e0 dell\u2019Autore nel cogliere \u00abla sostanza\u00bb dei fatti e di renderli in una sintesi armonica e gradevole dal punto di vista letterario, <em>la seconda parte<\/em>, rivela <em>l\u2019arte retorica<\/em> utilizzata da Alfonso &#8211; gi\u00e0 avvocato &#8211;&nbsp;&nbsp; nella costruzione della <em>confutatio<\/em>, e la sua \u00abacribia e meticolosit\u00e0 con la quale il testo dell\u2019opera viene corredato da note bibliografiche dell\u2019autore stesso: segno di un incipiente rigore critico che trover\u00e0 una progressiva ed inevitabile affermazione nella pratica storiografica dei decenni successivi\u00bb (<em>Introduzione<\/em>, III).<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo dell\u2019Opera viene riportato integralmente, mantenendo la forma originaria, con la sola aggiunta delle note, apposte da sant\u2019Alfonso, nel testo e tra parentesi. Le note a pi\u00e8 di pagina (723 in tutto!) invece sono del curatore e riportano la traduzione delle citazioni latine, con attenzione quelle scritturistiche, dalla versione Cei della Bibbia (2008), che non sempre corrispondono nella traduzione letterale al testo della <em>Vulgata<\/em> alla quale si \u00e8 riferito l\u2019Autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volume nelle sue ultime pagine (pp. 528-533) \u00e8 corredato di un <em>Breve profilo<\/em> di Sant\u2019Alfonso, una presentazione panoramica della sua produzione libraria e una riflessione conclusiva sull\u2019influenza \u00abampia e profonda\u00bb di sant\u2019Alfonso sul pensiero europeo del suo tempo e soprattutto sul cattolicesimo del XIX secolo, permeandone la spiritualit\u00e0 e la pratica della devozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dimensioni del volume (cm 28&#215;22), l\u2019elegante veste editoriale, la distribuzione del testo nell\u2019impaginazione, la scelta dei caratteri, rendono la sua lettura gradevole e ne favoriscono lo studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci auguriamo che la presente edizione della <em>Storia delle eresie<\/em> sia il primo \u201cprofetico\u201d tentativo di superare l\u2019oblio editoriale, che per troppo tempo ha interessato le opere teologico-apologetiche di sant\u2019Alfonso, suscitando una nuova attenzione verso questo genere: prospettiva finora poco esplorata, a partire dalla quale \u00e8 possibile comprendere meglio la ricchezza del contributo che il <em>doctor zelantissimus<\/em> ha portato alla teologia dommatica e all\u2019apologetica moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo La Mendola C.Ss.R.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo 147 anni viene pubblicata la Storia delle Eresie di sant\u2019Alfonso: i contenuti dell\u2019opera e la recensione del volume a cura di p. 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