{"id":23781,"date":"2023-12-12T18:02:20","date_gmt":"2023-12-12T16:02:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=23781"},"modified":"2023-12-12T18:02:36","modified_gmt":"2023-12-12T16:02:36","slug":"testimonianze-bibliche-dellavvento-elisabetta-e-zaccaria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2023\/12\/testimonianze-bibliche-dellavvento-elisabetta-e-zaccaria\/","title":{"rendered":"Testimonianze bibliche dell\u2019Avvento: Elisabetta e Zaccaria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Pazienza e preghiera i due mezzi per affrontare la tristezza:<\/strong> <strong>testimonianza di Elisabetta e Zaccaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per la nostra preparazione &#8211; sia personale che comunitaria &#8211; alla venuta del Signore, nel guardare la nostra vita con il desiderio di sintonizzarla meglio col Vangelo, propongo in questa seconda meditazione<strong>,<\/strong> <strong>la testimonianza biblica di Elisabetta e Zaccaria<\/strong>, raccontata nel <em>Vangelo dell\u2019infanzia<\/em> di Luca (Lc 1,5-25).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Elisabetta e Zaccaria, questi anziani sposi si sentivano esclusi, umiliati, delusi: perch\u00e9 non avevano figli. Elisabetta era detta \u00absterile\u00bb e Zaccaria avanzato in et\u00e0. Di ambedue si dice <strong>\u00aberano giusti davanti a Dio e<\/strong><strong>osservavano tutte le leggi e le prescrizioni del Signore\u00bb<\/strong> (Lc 1,6). Cio\u00e8, questi coniugi avevano un comportamento conforme alla volont\u00e0 di Dio espressa nella Legge, nella Parola di Dio. Loro hanno vissuto secondo l\u2019ideale della piet\u00e0 giudaica. Ma, nonostante la loro santit\u00e0 di vita, non avevano figli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quello che sorprende nel racconto lucano, che raramente si trova nella Bibbia, \u00e8 l\u2019aggettivo \u00abgiusto\u00bb che viene riferito a una donna. Ed \u00e8 proprio questa la caratteristica di Elisabetta che l\u2019evangelista Luca evoca. Questo fatto \u00e8 particolarmente significativo. Nell\u2019attributo \u00abgiusto\/a\u00bb \u00e8 compendiata l\u2019intera spiritualit\u00e0 dell\u2019Antica Alleanza. \u00abI \u201cgiusti\u201d sono persone che vivono l\u2019indicazione della Legge proprio dal di dentro, persone che con il loro essere giusti secondo la volont\u00e0 di Dio rivelata procedono nel loro cammino e creano spazio per il nuovo agire del Signore\u00bb<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Risulta chiaro che la sterilit\u00e0 di Elisabetta, una donna che da molti anni \u00e8 fedele alla volont\u00e0 di Dio, non \u00e8 una punizione per i suoi peccati. Dobbiamo ricordare, che per la mentalit\u00e0 di allora: non poter avere figli significava essere privato della benedizione di Dio, a causa dei propri peccati.<\/p>\n\n\n\n<p>Annota G. Ross\u00e9: \u00abSterilit\u00e0, vecchiaia sono espressioni di una situazione senza futuro. Ma in realt\u00e0 \u00e8 la condizione in cui Dio potr\u00e0 manifestare la sua potenza di grazia\u00bb<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Diversamente, invece, da come vedono e giudicano gli uomini. E come in modo diverso ci vede Dio. Nello sguardo della gente Elisabetta e Zaccaria erano puniti da Dio, nello sguardo di Dio, invece, Elisabetta e Zaccaria erano stati scelti. I due anziani vengono presentati come quei membri del popolo di Dio, nel cui stile di vita si realizza la missione d\u2019elezione e a cui Dio ha promesso la sua benedizione<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E nonostante che Elisabetta e Zaccaria fossero cos\u00ec pii, cos\u00ec buoni, che avessero osservato i comandamenti della Torah, a loro capitano cose brutte e disgrazie. Non hanno prole. Avrebbero potuto ribellarsi a Dio, nella migliore delle ipotesi avrebbero potuto smettere di pregare Dio (in fondo \u00e8 cos\u00ec che spesso ci si comporta!), mentre questi coniugi continuano rimanere fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco il primo indizio che ci danno questi testimoni dell\u2019Avvento. Elisabetta e Zaccaria sono, possono essere per noi, <strong>maestri di pazienza e di preghiera<\/strong>. <strong>Ed \u00e8 proprio alla pazienza ed alla preghiera, che ho deciso di dedicare questa seconda meditazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dal Vangelo di Luca apprendiamo una cosa interessante, ovvero che Zaccaria, nonostante fosse avanzato in et\u00e0, quando si trovava nel tempio continuava a pregare, chiedendo l\u2019impossibile. L\u2019angelo che gli apparve disse: \u00abZaccaria, la tua preghiera \u00e8 stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorir\u00e0 un figlio, e tu lo chiamerai<em> <\/em>Giovanni\u00bb (Lc 1,13). Il padre \u00e8 chiamato, come vuole l\u2019usanza, a dare il nome al neonato. Giovanni \u00e8 una versione popolare del nome ebraico Yo-hanan, formato dal nome proprio di YHWH e la radice <em>hanan<\/em> che \u00e8 la radice della grazia, dell\u2019amore. <strong>Yohanan<\/strong> significa infatti \u00abDio ha [mostrato] misericordia\u00bb. Finalmente Dio si \u00e8 ricordato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma, accanto alla pazienza e alla fedelt\u00e0 di Elisabetta e Zaccaria, c\u2019era anche <strong>la loro tristezza.<\/strong> Secondo l\u2019eremita greco Evagrio il Pontico (sec. IV) la \u00abtristezza\u00bb, \u00e8 uno degli \u00abotto spiriti della cattiveria\u00bb. Suo discepolo, il monaco Giovanni Cassiano (sec. IV-V) chiama questi otto spiriti i \u00abvizi capitali\u00bb. Quali sono? Gola, lussuria, avarizia, ira, <strong>tristezza<\/strong>, accidia, vanagloria, superbia, sono gli otto vizi grosso modo della tradizione spirituale e morale greca. Zaccaria ed Elisabetta non erano forse tentati di vivere una vita di tristezza? Proprio questi coniugi che hanno superato la tristezza sono i testimoni e i maestri per indicarci che la tristezza si supera con la pazienza e la preghiera insistente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il nome ebraico Zaccaria significa \u00abDio ricorda [si \u00e8 ricordato]\u00bb. Esso \u00e8 composto dal suffisso \u00abYA\u00bb &#8211; che \u00e8 il nome proprio di Dio &#8211; e il verbo \u00abZAKAR\u00bb che significa \u00abricordare\u00bb. Quindi \u00e8 un nome che porta in s\u00e9 l\u2019idea di memoria: \u00abZAKAR-YA\u00bb, cio\u00e8 \u00abYahweh si \u00e8 ricordato\u00bb. Yahweh si ricorda sempre. Anche Elisabetta ha un nome significativo. \u00abEL\u00bb (abbreviativo di ELOHIM) \u00e8 il nome comune di Dio e la radice del verbo indica \u00abil giuramento\u00bb. Il suo nome infatti significa \u00abDio ha giurato. Dio \u00e8 fedele come una roccia\u00bb. Anche il nome Elisabetta contiene in s\u00e9 quasi un programma di vita: \u00abanche io sar\u00f2 fedele, sar\u00f2 paziente, pregher\u00f2 con perseveranza\u00bb. Zaccaria ed Elisabetta hanno combattuto la tristezza che continuava a colpirli, e lo hanno fatto <strong>con la virt\u00f9 della fedelt\u00e0, e con la paziente fiducia in Dio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa virt\u00f9 della fedelt\u00e0 \u00e8 profondamente legata al dono soprannaturale della fede, divenendo espressione di quella solidit\u00e0 propria di chi ha fondato in Dio tutta la vita. Nella fede troviamo infatti l\u2019unica garanzia della nostra stabilit\u00e0 (cfr Is 7,9b), e solo a partire da essa possiamo a nostra volta essere veramente fedeli: anzitutto a Dio, quindi alla sua famiglia, la Chiesa che \u00e8 madre e maestra, e in essa alla nostra vocazione, alla storia in cui il Signore ci ha inseriti\u00bb<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La <strong>tristezza<\/strong> \u00e8 un\u2019emozione che tutti noi conosciamo. La tristezza \u00e8 una delle sei emozioni di base o primarie insieme a gioia, sorpresa, paura, rabbia e disgusto. La tristezza \u00e8 una risposta emotiva naturale quando si sperimenta un evento doloroso e spiacevole. Possiamo averla provata in seguito alla perdita di una persona cara, in seguito al fallimento di un progetto per noi molto importante, per cambiamenti imprevisti e difficili da gestire. La tristezza si pu\u00f2 manifestare anche in situazioni in cui qualcuno si pu\u00f2 sentire trascurato, non riconosciuto, non compreso. La tristezza pu\u00f2 assalirci di fronte alle incertezze e preoccupazioni, le difficolt\u00e0 cui va incontro la vita consacrata nelle sue varie forme: \u00abla diminuzione delle vocazioni e l\u2019invecchiamento, soprattutto nel mondo occidentale, i problemi economici a seguito della grave crisi finanziaria mondiale, le sfide dell\u2019internazionalit\u00e0 e della globalizzazione, le insidie del relativismo, l\u2019emarginazione e l\u2019irrilevanza sociale\u00bb<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019apostolo Paolo distingue una <strong>\u00abtristezza secondo Dio\u00bb<\/strong> virtuosa ed un\u2019altra <strong>\u00absecondo il mondo\u00bb<\/strong>, viziosa, quando scrive in 2Cor 7,9-10: \u00abvi siete rattristati secondo Dio e cos\u00ec non avete ricevuto alcun danno da parte nostra; perch\u00e9 la tristezza secondo Dio produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte\u00bb. Paolo afferma quindi che la tristezza pu\u00f2 essere buona o cattiva: \u00e8 questo dipende dagli effetti che produce in noi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I Padri della Chiesa e gli autori monastici con la tristezza \u201csecondo Dio\u201d intendono \u00ablo sguardo umile (colmo di speranza e di gioia) sulle verit\u00e0 del proprio cuore e sulle ferite della propria vita, come altrettanti spazi aperti alle possibilit\u00e0 di Dio\u00bb<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>. Una tristezza di questo tipo \u00ab\u00e8 in grado di favorire la conversione dei cristiani da un comportamento peccaminoso, \u00e8 dunque, \u00e8 orientata alla loro salvezza\u00bb<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; C\u2019\u00e8 una \u00abtristezza del mondo\u00bb &#8211; proprio quella di cui sembra soffrire l\u2019uomo oggi &#8211; una tristezza che conduce allo scoraggiamento, all\u2019apatia, alla disperazione [o anche all\u2019aggressione], rende priva di senso ogni possibile prospettiva di conversione. Tale tristezza mondana scaturisce da un cuore che ha perso la speranza. E gi\u00e0 Evagrio aveva intuito che la tristezza pu\u00f2 diventare addirittura la \u201cprigione di un popolo\u201d, cio\u00e8 pu\u00f2 intaccare una societ\u00e0 intera, trasformandosi in uno sguardo globale e condiviso verso un futuro senza speranza<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>. La \u00abtristezza del mondo\u00bb \u00e8 una reazione esagerata al male, che si trasforma in disperazione, in una totale perdita di speranza nella provvidenza di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ricordiamo qui il Giobbe biblico. <\/strong>La Bibbia dice di lui la stessa cosa che abbiamo sentito di Zaccaria: che \u00abera uomo giusto, temeva Dio ed era alieno dal male\u00bb (Gb 1,1-3). La fede di Giobbe fu messa a dura prova sotto ogni aspetto. Giobbe fu l\u2019innocente colpito dal male, l\u2019uomo giusto afflitto dall\u2019ingiustizia della sofferenza. Giobbe sub\u00ec la perdita di ogni bene, ma soprattutto la morte dei sette figli e delle tre figlie che morirono nel crollo della casa. Fu anche colpito da una malattia, la terribile lebbra, che gli caus\u00f2 sofferenze enormi. Giobbe fu sopraffatto dalla tristezza. La Bibbia lo testimonia: \u00abAllora Giobbe si alz\u00f2 e si stracci\u00f2 il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostr\u00f2\u00bb. Poi disse a Dio in una preghiera sofferente: \u201cIl Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Accanto a Giobbe, che pregava nel dolore, si affianc\u00f2 sua moglie. Anche lei soffriva, anche lei era stata travolta da quelle prove insieme a suo marito. Ma lei diede un consiglio terribile (Gb 2,8-9) che risultava come una spinta ad abbandonare Dio con biasimo. Giobbe comprese che la moglie parlava in un eccesso di tristezza che si era trasformata in disperazione e rabbia e le rispose: \u00abSe da Dio accettiamo il bene, perch\u00e9 non dovremo accettare il male?\u00bb\u201d (Gb 2,7-10). Giobbe non cadde nella disperazione. Per tutto il tempo continua a parlare e discutere con Dio. Anche se non capisce l\u2019agire di Dio, per tutto il tempo rimane in relazione con Dio. Questa \u00e8 la tristezza positiva, che non diventa disperazione. Lo stato d\u2019animo della moglie di Giobbe \u00e8 diverso. Il suo dolore la porta alla disperazione, alla bestemmia: lei si allontana da Dio. L\u2019esempio biblico di Giobbe e di sua moglie mostra come la tristezza &#8211; giustificata in parte dalla disgrazia che li ha colpiti &#8211; possa essere vissuta in modo diverso.<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"I\"><li><strong>Poniamoci quindi una domanda importante per noi: <em>Come reagire alla tristezza? <\/em><\/strong><strong><em>Come affrontarla? Come attraversarla?<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Orto degli Ulivi Ges\u00f9 dice ai discepoli: \u00abLa mia anima \u00e8 triste fino alla morte. Restate qui e vegliate\u00bb (Mc 14,34). Possiamo notare che la tristezza che affligge Ges\u00f9, lo porta a pregare.<strong> <\/strong>Secondo Ges\u00f9, la migliore cura per la tristezza \u00e8 la preghiera, \u00e8 avvicinarsi al Padre, \u00e8 ricordarsi che sono un figlio, una figlia di Dio, che non sono solo, anche se sto affrontando le incertezze, le preoccupazioni, le difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a>La risposta adeguata alla tristezza \u00e8 quindi la preghiera. Zaccaria non ha smesso di pregare nei momenti di tristezza. Giobbe non ha smesso di pregare mentre era sopraffatto dalla tristezza. Ges\u00f9 nella tristezza mortale prega. Solo la preghiera \u00e8 la risposta adeguata alla tristezza. <\/a>Scrive Francesco di Sales nell\u2019<em>Introduzione alla vita devota<\/em>, detta anche <em>Filotea <\/em>(anima che ama Dio), pubblicata nel 1609: \u00abSe qualcuno \u00e8 triste, preghi: la preghiera \u00e8 il rimedio pi\u00f9 efficace perch\u00e9 innalza lo spirito a Dio, nostra unica gioia e consolazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta adeguata alla tristezza \u00e8, perci\u00f2, perseverare nella preghiera, e \u2013 pregando \u2013 avere pazienza. Sant\u2019Alfonso nel libro <em>Pratica di amar Ges\u00f9 Cristo <\/em>cos\u00ec consiglia: \u00ab(..) per sopportare con pazienza ogni dolore, ogni disprezzo, ogni contrariet\u00e0, pi\u00f9 di qualsiasi ragionamento, sull\u2019esempio dei Santi, giova la preghiera, con la quale otteniamo la forza, che noi non abbiamo, per superare tormenti e persecuzioni\u00bb<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. E il nostro santo nell\u2019opera <em>Ristretto delle virt\u00f9 in cui dee esercitarsi un\u2019anima che vuol far vita perfetta e farsi santa<\/em> raccomanda: \u00abDiscacciare la tristezza, conservando in tutti gli avvenimenti una tranquillit\u00e0 e volto sereno sempre uniforme. Chi vuole quel che vuol Dio non dee star mai afflitto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La virt\u00f9 che combatte e trasforma la tristezza \u00e8 pertanto la pazienza. La parola \u00abpazienza\u00bb proviene dal latino \u00abpatire\u00bb, che significa \u00absoffrire, sopportare\u00bb. La pazienza e una delle grandi virt\u00f9 della tradizione cristiana. Nel Nuovo Testamento vengono tradotte due parole greche come \u201cpazienza\u201d \u2013 la<strong> <em>hypomon\u00e9<\/em><\/strong> [reggere sotto], significa anche \u00abrimanere minori, perseverare, sopportare gli oneri\u00bb. La parola <strong><em>makrothym\u00eda<\/em><\/strong> usata nel versetto ventiduesimo del capitolo quinto della lettera ai Galati <em>potrebbe avere la radice ebraica<\/em>, intesa come \u201clunga rabbia\u201d, la capacit\u00e0 di trattenere la rabbia per molto tempo [<em>lungezza di spirito <\/em>&#8211; longanimit\u00e0]<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>. L\u2019uomo paziente \u00e8 capace di tollerare molti dolori e sofferenza senza lamentarsi, si arrabbia lentamente, e aspetta che Dio lo consoli e svanisca il peccato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non possiamo generare questa virt\u00f9 in noi stessi in maniera completamente autonoma perch\u00e9 la pazienza \u00e8 innanzitutto un dono dello Spirito Santo che si riceve nella preghiera. <strong>La pazienza ha una sua collocazione nei frutti (nelle opere) dello Spirito Santo:<\/strong> \u00abIl frutto dello Spirito invece \u00e8 amore, gioia, pace, pazienza (<em>makrothymia<\/em>), benevolenza, bont\u00e0, fedelt\u00e0, mitezza, dominio di s\u00e9\u00bb (Gal 5,22). Se un cristiano ha lo Spirito Santo si evince da tre cose: (1.) mantiene la pace nelle difficolt\u00e0; (2.) sa perdonare e perdona; (3.) \u00e8 paziente verso coloro che sono ancora sulla via. Non dimentichiamo che Elisabetta appena ebbe udito il saluto di Maria fu \u201cpiena di Spirito Santo\u201d. E Zaccaria, dopo la nascita di Giovanni Battista, <strong>illuminato dallo Spirito Santo<\/strong>, intoner\u00e0 il suo inno di gioia e benedizione: \u00abBenedetto sia il Signore, Dio d\u2019Israele, perch\u00e9 ha visitato e redento il suo popolo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vorrei ricordare in questa sede l\u2019appello relativo alla tristezza che il Santo Padre Francesco ha rivolto alle persone consacrate: \u00abUn giorno abbiamo risposto alla chiamata del Signore e, con slancio e generosit\u00e0, ci siamo offerti a Lui. Lungo il cammino, insieme alle consolazioni, abbiamo ricevuto anche delusioni e frustrazioni. A volte, all\u2019entusiasmo del nostro lavoro non corrisponde il risultato sperato, la nostra semina sembra non produrre i frutti adeguati, il fervore della preghiera si affievolisce e non sempre siamo immunizzati contro l\u2019aridit\u00e0 spirituale. Pu\u00f2 capitare, nella nostra vita di consacrati, che la speranza si logori a causa delle aspettative deluse. Dobbiamo avere pazienza con noi stessi e attendere fiduciosi i tempi e i modi di Dio: Egli \u00e8 fedele alle sue promesse. Questa \u00e8 la pietra basale: Egli \u00e8 fedele alle sue promesse. Ricordare questo ci permette di ripensare i percorsi, di rinvigorire i nostri sogni, senza cedere alla tristezza interiore e alla sfiducia. (\u2026) La tristezza in noi consacrati \u00e8 un verme, che ci mangia da dentro. Fuggite dalla tristezza interiore!\u00bb<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La virt\u00f9 della pazienza non \u00e8 molto praticata oggi. La pazienza \u00e8 una virt\u00f9 poco apprezzata nel nostro secolo, segnato dall\u2019agitazione e marcato dalla velocit\u00e0. La vita per\u00f2 non \u00e8 \u00abun ristorante fast food\u00bb, ma un pellegrinaggio paziente. La pazienza \u00e8 la fortezza d\u2019animo che ci rende capaci di \u201cportare il peso\u201d dei problemi personali e comunitari; ci fa accogliere la diversit\u00e0 dell\u2019altro; ci fa perseverare nel bene anche quando tutto sembra inutile; ci fa restare in cammino anche quando il tedio e l\u2019accidia (grec.<em>aked\u00eda<\/em>: avversione all\u2019operare, mista a noia, indifferenza e pigrizia, cio\u00e8 la negligenza nell\u2019esercizio della virt\u00f9) ci assalgono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong>Nell\u2019anno 1971, nell\u2019Esortazione apostolica sulla testimonianza evangelica della vita religiosa<strong><em>Evangelica testificatio<\/em><\/strong><strong> <\/strong>il santo papa Paolo VI scriveva: \u00abQuesto mondo, oggi pi\u00f9 che mai, ha bisogno di <strong>vedere in voi uomini e donne, che hanno creduto <\/strong>alla parola del Signore, alla sua risurrezione ed alla vita eterna, fino al punto <strong>di impegnare la loro vita terrena per testimoniare la realt\u00e0 di questo amore, che si offre a tutti gli uomini<\/strong>. La chiesa non ha cessato, nel corso della sua storia, di essere vivificata e rallegrata da tanti santi religiosi e religiose che, nella diversit\u00e0 delle loro vocazioni, furono testimoni viventi di un amore senza limiti e del Signore Ges\u00f9\u00bb (no 53).<\/p>\n\n\n\n<p>Prospettive e domande ulteriori per la propria riflessione:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1) Una prospettiva nazaretana (Lc 2,48):<\/strong> \u00abFiglio, perch\u00e9 ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo\u00bb. Ed egli rispose loro: \u00abPerch\u00e9 mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?\u00bb. Come accogliere l&#8217;angoscia e la tristezza &#8220;innocente&#8221;, come partecipazione esistenziale nel mistero della salvezza?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2) Una prospettiva pasquale (Mt 26,38):<\/strong> \u00abLa mia anima \u00e8 triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me\u00bb: Come partecipare alla &#8220;tristezza salvifica&#8221; di Cristo (attraversare ogni tristezza umana, perch\u00e9 l&#8217;uomo si ritrovi in Lui anche quando \u00e8 triste perch\u00e9 terrorizzato)?<\/p>\n\n\n\n<p>P. Krzysztof Bielinski, CSsR<br>Accademia Alfonsiana, Roma<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> J. Ratzinger, Benedetto XVI, <em>L\u2019infanzia di Ges\u00f9<\/em>, Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano 2012, 28.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> G. Ross\u00e9<em>, Il Vangelo di Luca. Commento esegetico e teologico<\/em>, Citt\u00e0 Nuova Editrice, Roma 1992, 38.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Cf. M. Wolter, <em>Das Lukasevangelium<\/em>, Mohr Siebeck, T\u00fcbingen 2008, 74.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Benedetto XVI, \u00abLa fedelt\u00e0 di Dio \u00e8 la chiave e la sorgente della nostra fedelt\u00e0\u00bb, Discorso alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, Luned\u00ec 11.06.2012, in: <a href=\"about:blank\">https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2012\/06\/11\/0344\/00807.pdf<\/a> [accesso: 10.11.2023].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Francesco, <em>Lettera apostolica a tutti i consacrati in occasione dell\u2019Anno della Vita Consacrata<\/em>, 21 novembre 2014, n. 3 in: <a href=\"about:blank\">https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/papa-francesco_lettera-ap_20141121_lettera-consacrati.html<\/a> [accesso: 10.11.2023].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> A. Piovano, <em>Tristezza<\/em>, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2012, 135.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> F. Manzi, <em>Seconda Lettera ai Corinzi<\/em>, Paoline Editoriale Libri, Milano 2002, 232.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Utilizzo il pensiero di A. Piovano, <em>Tristezza<\/em>, 12-15.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Alfonso M. De Liguori, <em>Pratica di amar Ges\u00f9 Cristo<\/em>, Citt\u00e0 Nuova Editrice, Roma 1996, 157.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Cf. \u00abBuono e pietoso \u00e8 il Signore, lento all\u2019ira e grande nell\u2019amore\u00bb (Sal 102,8). L\u2019espressione ebraica \u00ab<em>\u2019erek \u2019appayim<\/em>\u00bb &#8211; \u201clento all\u2019ira\u201d (\u201clonganime\u201d &#8211; <em>makrothymos<\/em> nella traduzione LXX) significa \u201clunghezza di narici (dove divampa l\u2019ira \u2013 cf. Es 34,6; Nu 14,18). Il termine greco <em>makrothym\u00eca<\/em> (longanimit\u00e0) letteralmente significa \u201clunghezza di spirito\u201d (cf. Rm 2,4), Sia l\u2019espressione ebraica che quella greca denotano pazienza, sopportazione, lentezza all\u2019ira. Del termine \u201clonganime\u201d, da <em>longus<\/em> (lungo) e <em>animus<\/em> (animo), il <em>Dizionario Enciclopedico Italiano<\/em> (Treccani, vol. VII, p. 112) d\u00e0 la seguente definizione: \u201cChe sopporta a lungo, con costanza, pazienza e bont\u00e0 d\u2019animo \u2026 persona generosa, pronta al perdono e all\u2019indulgenza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a><sup> <\/sup>Francesco, <em>Omelia<\/em>, Festa della Presentazione del Signore. XXV Giornata Mondiale della Vita consacrata, Basilica di San Pietro, 2 Febbraio 2021, in: <a href=\"about:blank\">https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/consecrated_life\/documents\/papa-francesco_20210202_omelia-vitaconsacrata.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pazienza e preghiera i due mezzi per affrontare la tristezza: testimonianza di Elisabetta e Zaccaria Per la nostra preparazione &#8211; sia personale che comunitaria &#8211; alla venuta del Signore, nel guardare la nostra vita con il desiderio di sintonizzarla meglio col Vangelo, propongo in questa seconda meditazione, la testimonianza biblica di Elisabetta e Zaccaria, raccontata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":23699,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23781"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23781"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23781\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23783,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23781\/revisions\/23783"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23699"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}