{"id":26346,"date":"2024-08-30T18:13:49","date_gmt":"2024-08-30T16:13:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=26346"},"modified":"2024-08-30T18:13:50","modified_gmt":"2024-08-30T16:13:50","slug":"il-tempo-del-creato-2024-missionari-della-speranza-in-un-mondo-che-grida-redenzione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2024\/08\/il-tempo-del-creato-2024-missionari-della-speranza-in-un-mondo-che-grida-redenzione\/","title":{"rendered":"Il Tempo del Creato 2024: Missionari della speranza in un mondo che grida redenzione"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Non esistono luoghi che non siano sacri. Ci sono solo luoghi sacri e luoghi desacralizzati<\/em>  (Wendell Berry)<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il 26\u00b0 Capitolo Generale ha concepito l&#8217;immagine del missionario della speranza che cammina sulle orme del Redentore come il paradigma che descrive il Redentorista nel mondo di oggi. \u00c8 in questo mondo, segnato in particolare dalla crisi climatica, che siamo chiamati a rendere conto della gioiosa speranza che ci caratterizza (cfr. 1Pt 3, 15; Cost. 20).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Tempo del Creato si presenta quindi come un&#8217;opportunit\u00e0 per un esercizio di reimmaginazione del carisma redentorista, come richiesto dal Capitolo, ma questa volta di fronte all&#8217;attuale crisi ecologica. Il Tempo del Creato \u00e8 una celebrazione ecumenica che si svolge ogni anno, a partire dal 1\u00b0 settembre (Giornata Mondiale per la Cura del Creato) fino al 4 ottobre (festa di San Francesco d&#8217;Assisi), e che cerca di attirare l&#8217;attenzione della comunit\u00e0 cristiana sulla necessit\u00e0 di contemplare e agire per la nostra Casa Comune. Per la famiglia redentorista, il Tempo del Creato ci permette di essere in sintonia con lo Spirito che continua a illuminare la coscienza dei credenti di fronte alla sfida ambientale. \u00c8 anche un&#8217;opportunit\u00e0 per riconoscere che tutto e tutti sono collegati e quindi, uniti alla famiglia ecumenica, per trovare modi per curare le nostre relazioni, con il Creatore e con tutto il Creato, attraverso la preghiera, la riflessione e l&#8217;azione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>In linea con il motto del sessennio, il motto del tempo della creazione ci chiama a \u201c<strong>sperare e agire con la creazione<\/strong>\u201d. La speranza, infatti, non \u00e8 passivit\u00e0 o quietismo, ma ci spinge all&#8217;azione come forma di anticipazione del futuro che speriamo e vogliamo costruire. Il Tempo del Creato ci chiama a raccogliere l&#8217;eredit\u00e0 del nostro ricco carisma e a collegarla con la storia presente, affinch\u00e9 il mondo possa partecipare alla vita abbondante del Redentore (cfr. Gv 10,10). Preghiamo, riflettiamo e agiamo perch\u00e9 abbiamo speranza, e speriamo con una speranza che non delude (cfr. Rm 5,5), con la speranza gioiosa di chi sa in chi ha posto la propria fiducia (2 Tim 1,12).<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta di alcuni settori della societ\u00e0 alla catastrofe ambientale causata dagli esseri umani \u00e8 di negazione, indifferenza e rifiuto. Questi atteggiamenti persistono persino tra i credenti e in alcuni ambienti ecclesiali, che ritengono che la questione ambientale non abbia alcun legame con l&#8217;ambito religioso o spirituale. \u00c8 possibile che in alcuni luoghi l&#8217;impegno per la cura della Casa comune sia visto come un&#8217;azione ideologica incompatibile con la vita di fede. La verit\u00e0 \u00e8 che la cura del Creato \u00e8 un&#8217;espressione della fede professata, oltre che una responsabilit\u00e0 morale e spirituale, che non pu\u00f2 essere separata.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, come famiglia redentorista, dobbiamo chiederci in che modo l&#8217;abbondante redenzione, di cui noi redentoristi siamo annunciatori e testimoni, sia legata alla cura del creato. La cura del creato \u00e8 un tema che ci tocca tutti come famiglia umana, perch\u00e9 tutti condividiamo non solo questa Casa Comune, ma anche lo stesso destino. \u00c8 un senso di famiglia che abbraccia l&#8217;intera razza umana, ma anche le altre specie create con cui condividiamo la stessa origine e lo stesso destino.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scienziati concordano sul fatto che viviamo in un mondo che sta subendo cambiamenti radicali, che colpiscono pi\u00f9 duramente i poveri. Non si tratta di un problema con implicazioni solo politiche o morali, ma anche spirituali. \u00c8 per questo motivo che come Redentoristi siamo chiamati a reimmaginare la nostra identit\u00e0 alla luce di questa realt\u00e0. Ogni anno raggiungiamo nuovi picchi di riscaldamento globale, i telegiornali riportano notizie di siccit\u00e0 sempre pi\u00f9 prolungate, inondazioni e altri disastri naturali che hanno le loro cause dirette nell&#8217;azione umana; cosa hanno a che fare le catastrofi ambientali con la nostra fede cristiana e il nostro ministero di Redentoristi, potrebbe chiedersi qualcuno. La risposta pu\u00f2 sembrare molto ovvia, ma in realt\u00e0 non lo \u00e8. Non di rado concezioni teologiche distorte, con un forte orientamento antropocentrico, hanno giustificato lo sfruttamento della natura.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Una lettura attenta della spiritualit\u00e0 redentorista ci permette di avvicinarci a una teologia della creazione e della redenzione che favorisce rapporti sani con la natura e soluzioni ai gravi problemi dell&#8217;inquinamento ambientale, della deforestazione, dell&#8217;estinzione delle specie, ecc. Una delle cose pi\u00f9 difficili da capire \u00e8 che il mondo naturale ha il suo diritto di esistere perch\u00e9 \u00e8 una creazione di Dio ed \u00e8 sostenuto da Dio; la nostra spiritualit\u00e0 redentiva ha il potenziale per riorientare noi come religiosi e le nostre circoscrizioni da queste idee sbagliate. Il nostro pianeta Terra, la nostra casa comune in quanto opera del Creatore stesso, \u00e8 anche un beneficiario della redenzione perch\u00e9 \u00e8 inserito in un&#8217;economia di salvezza unica.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vorremmo, durante questo Tempo del Creato, continuare il nostro esercizio di riflessione ed esplorazione sulla dimensione ecologica del nostro carisma. Sappiamo che il potenziale \u00e8 grande, ma dobbiamo scoprirlo da soli. Dall&#8217;invito del Capitolo a re-immaginare, ci vediamo chiamati a fare una sorta di \u201crisocializzazione teologico-spirituale\u201d, a livello individuale e comunitario, che ci porti a superare questo atteggiamento antropocentrico di dominio e ci aiuti invece ad adottare una spiritualit\u00e0 teocentrica che prenda sul serio il mondo creato, la realt\u00e0 del peccato ecologico e l&#8217;urgenza della conversione ecologica. Il prefisso \u201ctheo\u201d, quando ci riferiamo a una spiritualit\u00e0 teocentrica, si riferisce alla Trinit\u00e0 come fonte dell&#8217;esistenza e della vita; potremmo anche riferirci a una spiritualit\u00e0 biocentrica, purch\u00e9 la nostra idea di \u201cbio\u201d punti a quella Fonte fondamentale della vita che \u00e8 la Trinit\u00e0. Parte di questa \u201crisocializzazione\u201d teologico-spirituale implica anche un&#8217;attualizzazione cristologica in grado di apprezzare l&#8217;intera creazione come beneficiaria dell&#8217;opera redentrice di Cristo. Nella nostra tradizione spirituale, la lettura del mistero dell&#8217;incarnazione offre affascinanti punti di incontro con la realt\u00e0 ambientale. Si tratta quindi di uno sforzo re-immaginativo che cerca di articolare una spiritualit\u00e0 genuinamente redentorista che promuova la vita abbondante a tutto il mondo creato. I Redentoristi sono portatori della Buona Novella di una redenzione cos\u00ec abbondante da essere di portata cosmica.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, il nostro ministero apostolico come figli del Patrono dei moralisti implica l&#8217;identificazione e la differenziazione del bene dal male. Tutti noi viviamo e siamo inseriti in un sistema economico globale che ha reso la distruzione del pianeta non solo un affare redditizio, ma anche legalmente e moralmente accettabile. La coscienza della nostra societ\u00e0 \u00e8 intorpidita e spesso fa sembrare buono ci\u00f2 che \u00e8 fondamentalmente sbagliato. E poich\u00e9 la nostra generazione non \u00e8 stata finora abbastanza responsabile della cura della Casa comune, compromettendo cos\u00ec il benessere delle generazioni future, spetta alle istituzioni, ai leader mondiali e ai governi apportare modifiche al sistema economico, politico ed educativo. Spetta ai seguaci di Ges\u00f9 Cristo, da parte nostra, apportare modifiche a livello di comprensione teologica, di formazione della coscienza e di rapporto con il mondo creato. La nostra grande responsabilit\u00e0 \u00e8 quella di essere buoni antenati delle generazioni future (Jonas Salk); costruendo sulle fondamenta della nostra tradizione, noi Redentoristi vogliamo dare il nostro contributo alla costruzione del mondo migliore che tutti vogliamo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><em>La riflessione proposta dal Segretariato generale per l&#8217;evangelizzazione, Commissione generale per la pastorale sociale &#8211; giustizia, pace e integrit\u00e0 del creato<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(il testo originale \u00e8 spagnolo)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non esistono luoghi che non siano sacri. 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