{"id":31277,"date":"2025-11-05T20:00:00","date_gmt":"2025-11-05T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=31277"},"modified":"2025-11-06T09:03:07","modified_gmt":"2025-11-06T07:03:07","slug":"6-novembre-ricordare-i-nostri-martiri-significa-rinvigorire-il-carisma-redentorista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2025\/11\/6-novembre-ricordare-i-nostri-martiri-significa-rinvigorire-il-carisma-redentorista\/","title":{"rendered":"6 novembre: ricordare i nostri martiri significa rinvigorire il carisma redentorista"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il 6 novembre la Famiglia Redentorista ricorda <a href=\"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/2024\/11\/6-novembre-commemorazione-dei-martiri-redentoristi-di-cuenca-e-madrid\/\" data-type=\"URL\">i martiri spagnoli di Cuenca e Madrid<\/a>, beatificati nel 2013 e nel 2022. La loro testimonianza, suggellata in tempi di persecuzione, continua a ispirare il rinnovamento del carisma redentorista in un mondo che affronta nuove sfide.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 curioso che tutti i redentoristi del XX secolo che hanno raggiunto la santit\u00e0 lo abbiano fatto come martiri\u201d. Lo ha sottolineato&nbsp;<strong>Antonio Manuel Quesada Montoro, CSsR<\/strong>, vicepostulatore della causa, in un&#8217;intervista a&nbsp;<em>Religi\u00f3n Digital<\/em>(25\/10\/2022). Sebbene l&#8217;obiettivo fosse quello di informare sui 20 redentoristi martirizzati in Spagna durante la persecuzione religiosa &#8211; 6 a Cuenca, 2 a Valencia e 12 a Madrid &#8211; le parole di padre Quesada hanno rivelato qualcosa di pi\u00f9 profondo: un nuovo modello di santit\u00e0 che risuona in una societ\u00e0 molto diversa da quella di allora.<\/p>\n\n\n\n<p>A questi si aggiungono i 5 beati martiri greco-cattolici beatificati da San Giovanni Paolo II \u2014 4 dall&#8217;Ucraina e 1 dalla Slovacchia. \u00abInoltre \u2014 ha commentato padre Quesada \u2014 manca il processo dei 30 polacchi della comunit\u00e0 di Varsavia martirizzati dai nazisti nel 1944\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Europa, scenario inaspettato del martirio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In occasione della beatificazione dei martiri di Cuenca, nel 2013, l&#8217;allora superiore generale dei Redentoristi,&nbsp;<strong>padre Michael Brehl<\/strong>,&nbsp;<strong>CSsR<\/strong>, scrisse in una lettera circolare: \u00abDurante i primi duecento anni della Congregazione del Santissimo Redentore, nessun missionario redentorista era stato ucciso o riconosciuto come martire dalla Chiesa. Sant&#8217;Alfonso sognava missionari che annunciassero il Vangelo in terre lontane e abbracciassero il martirio per fedelt\u00e0 a Cristo. Ma prima del 1936, nessun redentorista aveva subito il martirio per la fede.<\/p>\n\n\n\n<p>Dubito che Sant&#8217;Alfonso immaginasse che i primi martiri della sua Congregazione sarebbero stati in Spagna. \u00c8 eccezionale che, dal 2001, la Chiesa abbia riconosciuto undici redentoristi che hanno dato la vita per Cristo e il suo popolo, tutti nel XX secolo e tutti in Europa: Spagna, Ucraina e Slovacchia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Celebrare i nostri martiri significa attualizzare il carisma redentorista<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nove anni dopo, nell&#8217;ottobre 2022, si \u00e8 celebrata a Madrid la beatificazione di altri 12 redentoristi che hanno subito anch&#8217;essi una morte martiriale durante la guerra civile spagnola del 1936. Questa cerimonia ha avuto grande risonanza in tutta la Famiglia Redentorista e ha sollevato una domanda necessaria: che significato ha oggi la testimonianza di quei confratelli per le nuove generazioni?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI martiri sono l&#8217;esempio vivente che la parola e la solidariet\u00e0 rafforzano ogni debolezza, trasformano il cuore egoista e scoprono, nella loro semplicit\u00e0, la gioia del Vangelo che nessuno pu\u00f2 portare via\u00bb, ha scritto&nbsp;<strong>p. Francisco Javier Caballero, CSsR<\/strong>&nbsp;(editoriale di&nbsp;<em>Icono<\/em>, ottobre 2022). E continuava: \u00abPer noi celebrare il martirio di questo piccolo gruppo di redentoristi deve significare il rinnovamento delle nostre forme, l&#8217;apertura delle nostre comunit\u00e0, la conversione delle nostre economie e l&#8217;avvicinamento pi\u00f9 sincero e costante alla Parola che guarisce e cambia, che solleva il debole e alza la voce per gli oppressi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Padre Rog\u00e9rio Gomes, CSsR, Superiore Generale della Congregazione<\/strong>, durante la messa di ringraziamento per la beatificazione, ha detto: &#8220;<em>Il martirio non \u00e8 qualcosa di lontano da noi. Il martirio della fame, della guerra, della violenza, dell&#8217;immigrazione, della povert\u00e0 che affligge milioni di persone, dell&#8217;esclusione sociale, del fondamentalismo religioso e politico, di coloro che lottano per la giustizia dei pi\u00f9 poveri e sono perseguitati e uccisi. Queste persone vivono sulla propria pelle la passione di Cristo. Per questo, quando celebriamo i nostri martiri, ricordiamo anche i martiri di oggi: uomini, donne e bambini che lottano per un mondo migliore o muoiono silenziosamente e crudelmente come vittime del peccato sociale.<\/em>\u00bb (omelia a Madrid, 23 ottobre 2022).<\/p>\n\n\n\n<p>Scala News<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 novembre la Famiglia Redentorista ricorda i martiri spagnoli di Cuenca e Madrid, beatificati nel 2013 e nel 2022. 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