{"id":3150,"date":"2016-11-19T15:10:10","date_gmt":"2016-11-19T15:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=3150"},"modified":"2016-11-19T15:10:10","modified_gmt":"2016-11-19T15:10:10","slug":"nuovo-cardinale-arcivescovo-joseph-william-tobin-cssr","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2016\/11\/nuovo-cardinale-arcivescovo-joseph-william-tobin-cssr\/","title":{"rendered":"Nuovo Cardinale, Arcivescovo Joseph William Tobin CSsR"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>Come missionario redentorista, P. Tobin ha vissuto e servito con e tra gli immigranti mentre creavano una nuova casa per se stessi e le loro famiglie. La loro esperienza \u00e8 divenuta centrale per lui, e i loro bisogni hanno suscitato la sua generosa risposta nel servizio. (p. Michael Brehl, C.Ss.R.)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CAPPELLA PAPALE, OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong>Basilica Vaticana, Sabato, 19 novembre 2016<\/strong><\/p>\n<p>Il brano del Vangelo che abbiamo appena ascoltato (cfr <i>Lc<\/i> 6,27-36), molti lo hanno chiamato \u201cil discorso della pianura\u201d. Dopo l\u2019istituzione dei Dodici, Ges\u00f9 discese con i suoi discepoli dove una moltitudine lo aspettava per ascoltarlo e per farsi guarire. La chiamata degli Apostoli \u00e8 accompagnata da questo \u201cmettersi in cammino\u201d verso la pianura, verso l\u2019incontro con una moltitudine che, come dice il testo del Vangelo, era \u201c<i>tormentata<\/i>\u201d (cfr v. 18). L\u2019elezione, invece di mantenerli in alto sulla montagna, sulla cima, li conduce al cuore della folla, li pone in mezzo ai suoi tormenti, sul piano della loro vita. In questo modo il Signore rivela a loro e a noi che la vera vetta si raggiunge nella pianura, e la pianura ci ricorda che la vetta si trova in uno sguardo e specialmente in una chiamata: \u00abSiate misericordiosi, come il Padre vostro \u00e8 misericordioso\u00bb (v. 36).<\/p>\n<p>Un invito accompagnato da quattro imperativi, potremmo dire da quattro esortazioni che il Signore rivolge loro per plasmare la loro vocazione nella concretezza, nella quotidianit\u00e0 dell\u2019esistenza. Sono quattro azioni che daranno forma, daranno carne e renderanno tangibile il cammino del discepolo. Potremmo dire che sono quattro tappe della mistagogia della misericordia: <i>amate, fate il bene, benedite e pregate<\/i>. Penso che su questi aspetti tutti possiamo concordare e che ci risultino anche ragionevoli. Sono quattro azioni che facilmente realizziamo con i nostri amici, con le persone pi\u00f9 o meno vicine, vicine nell\u2019affetto, nei gusti, nelle abitudini.<\/p>\n<p>Il problema sorge quando Ges\u00f9 ci presenta <i>i destinatari<\/i> di queste azioni, e in questo \u00e8 molto chiaro, non usa giri di parole n\u00e9 eufemismi. Amate <i>i vostri nemici<\/i>, fate il bene <i>a quelli che vi odiano<\/i>, benedite <i>quelli che vi maledicono<\/i>, pregate per <i>quelli che vi trattano male<\/i> (cfr vv. 27-28).<\/p>\n<p>E queste non sono azioni che vengono spontanee con chi sta davanti a noi come un avversario, come un nemico. Di fronte ad essi, il nostro atteggiamento primario e istintivo \u00e8 quello di squalificarli, screditarli, maledirli; in molti casi cerchiamo di \u201cdemonizzarli\u201d, allo scopo di avere una \u201csanta\u201d giustificazione per toglierceli di torno. Al contrario, riguardo al nemico, a chi ti odia, ti maledice o ti diffama, Ges\u00f9 ci dice: amalo, fagli del bene, benedicilo e prega per lui.<\/p>\n<p>Ci troviamo di fronte a una delle caratteristiche pi\u00f9 proprie del messaggio di Ges\u00f9, l\u00ec dove si nasconde la sua forza e il suo segreto; da l\u00ec proviene la sorgente della nostra gioia, la potenza della nostra missione e l\u2019annuncio della Buona Notizia. Il nemico \u00e8 qualcuno che devo amare. Nel cuore di Dio non ci sono nemici, Dio ha solo figli. Noi innalziamo muri, costruiamo barriere e classifichiamo le persone. Dio ha figli e non precisamente per toglierseli di torno. L\u2019amore di Dio ha il sapore della fedelt\u00e0 verso le persone, perch\u00e9 \u00e8 un amore viscerale, un amore materno\/paterno che non le lascia nell\u2019abbandono, anche quando hanno sbagliato. Il Nostro Padre non aspetta ad amare il mondo quando saremo<b> <\/b>buoni, non aspetta ad amarci quando saremo meno ingiusti o perfetti; ci ama perch\u00e9 ha scelto di amarci, ci ama perch\u00e9 ci ha dato lo statuto di figli. Ci ha amato anche quando eravamo suoi nemici (cfr <i>Rm<\/i>5,10). L\u2019amore incondizionato del Padre verso tutti \u00e8 stato, ed \u00e8, vera esigenza di conversione per il nostro povero cuore che tende a giudicare, dividere, opporre e condannare. Sapere che Dio continua ad amare anche chi lo rifiuta \u00e8 una fonte illimitata di fiducia e stimolo per la missione. Nessuna mano sporca pu\u00f2 impedire che Dio ponga in quella mano la Vita che desidera regalarci.<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 un\u2019epoca caratterizzata da forti problematiche e interrogativi su scala mondiale. Ci capita di attraversare un tempo in cui risorgono epidemicamente, nelle nostre societ\u00e0, la polarizzazione e l\u2019esclusione come unico modo possibile per risolvere i conflitti. Vediamo, ad esempio, come rapidamente chi sta accanto a noi non solo possiede lo <i>status<\/i> di sconosciuto o di immigrante o di rifugiato, ma diventa una minaccia, acquista lo <i>status<\/i> di nemico. Nemico perch\u00e9 viene da una terra lontana o perch\u00e9 ha altre usanze. Nemico per il colore della sua pelle, per la sua lingua o la sua condizione sociale, nemico perch\u00e9 pensa in maniera diversa e anche perch\u00e9 ha un\u2019altra fede. Nemico per\u2026 E, senza che ce ne rendiamo conto, questa logica si installa nel nostro modo di vivere, di agire e di procedere. Quindi, tutto e tutti cominciano ad avere sapore di inimicizia. Poco a poco le differenze si trasformano in sintomi di ostilit\u00e0, minaccia e violenza. Quante ferite si allargano a causa di questa epidemia di inimicizia e di violenza, che si imprime nella carne di molti che non hanno voce perch\u00e9 il loro grido si \u00e8 indebolito e ridotto al silenzio a causa di questa patologia dell\u2019indifferenza! Quante situazioni di precariet\u00e0 e di sofferenza si seminano attraverso questa crescita di inimicizia tra i popoli, tra di noi! S\u00ec, tra di noi, dentro le nostre comunit\u00e0, i nostri presbiteri, le nostre riunioni. Il virus della polarizzazione e dell\u2019inimicizia permea i nostri modi di pensare, di sentire e di agire. Non siamo immuni da questo e dobbiamo stare attenti perch\u00e9 tale atteggiamento non occupi il nostro cuore, perch\u00e9 andrebbe contro la ricchezza e l\u2019universalit\u00e0 della Chiesa che possiamo toccare con mano in questo Collegio Cardinalizio. Proveniamo da terre lontane, abbiamo usanze, colore della pelle, lingue e condizioni sociali diversi; pensiamo in modo diverso e celebriamo anche la fede con riti diversi. E niente di tutto questo ci rende nemici, al contrario, \u00e8 una delle nostre pi\u00f9 grandi ricchezze.<\/p>\n<p>Cari fratelli, Ges\u00f9 non cessa di \u201cscendere dal monte\u201d, non cessa di voler inserirci nel crocevia della nostra storia per annunciare il Vangelo della Misericordia. Ges\u00f9 continua a chiamarci e ad inviarci nella \u201cpianura\u201d<b> <\/b>dei nostri popoli, continua a invitarci a spendere la nostra vita sostenendo la speranza della nostra gente, come segni di riconciliazione. Come Chiesa, continuiamo ad essere invitati ad aprire i nostri occhi per guardare le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della loro dignit\u00e0, privati nella loro dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Caro fratello neo Cardinale, il cammino verso il cielo inizia nella pianura,<b> <\/b>nella quotidianit\u00e0 della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ci\u00f2 che siamo. La nostra vetta \u00e8 questa <i>qualit\u00e0<\/i> dell\u2019amore; la nostra meta e aspirazione \u00e8 cercare nella pianura della vita, insieme al Popolo di Dio, di trasformarci in persone capaci di perdono e di riconciliazione.<\/p>\n<p>Caro fratello, oggi ti si chiede di custodire nel tuo cuore e in quello della Chiesa questo invito ad essere misericordioso come il Padre, sapendo che \u00abse c\u2019\u00e8 qualcosa che deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza \u00e8 che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell\u2019amicizia con Ges\u00f9 Cristo, senza una comunit\u00e0 di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita\u00bb (Esort. ap. <i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#V.\u2002Una_madre_dal_cuore_aperto\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>, 49).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come missionario redentorista, P. 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