{"id":31520,"date":"2025-11-19T10:47:58","date_gmt":"2025-11-19T08:47:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=31520"},"modified":"2025-11-19T10:48:08","modified_gmt":"2025-11-19T08:48:08","slug":"la-profezia-della-pace-di-bernhard-haring","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2025\/11\/la-profezia-della-pace-di-bernhard-haring\/","title":{"rendered":"La profezia della pace di Bernhard H\u00e4ring"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Riflessione di prof. Leonardo Salutati, pubblicato sul <a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/ricerca\/blog\">blog<\/a> dell&#8217;Accademia Alfonsiana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale contesto internazionale conta alla data del 31 dicembre 2024 ben 56 conflitti attivi nel mondo (<a href=\"https:\/\/asvis.it\/notizie\/2-20816\/global-peace-index-2024-il-mondo-a-un-bivio-ce-il-rischio-di-conflitti-piu-grandi\"><em>Global peace index<\/em>&nbsp;2024<\/a>), il numero pi\u00f9 alto mai registrato dalla fine della seconda guerra mondiale, ed \u00e8 segnato in particolare da due conflitti, ognuno a proprio modo drammatico: quello russo-ucraino per il pericolo nucleare e quello israelo-palestinese per la brutale violazione da entrambe le parti della dignit\u00e0 della persona umana, che comunque \u00e8 sempre messa in pericolo in ogni situazione di violenza. In questo quadro \u00e8 quantomai opportuna la ristampa di due saggi, pubblicati in prima edizione negli anni \u201980 del secolo scorso e usciti nei primi giorni del mese di ottobre sotto il titolo&nbsp;<em>Pace. Prospettive teologiche<\/em>. L\u2019autore \u00e8 il teologo morale Bernhard H\u00e4ring (\u2020 1998), colui al quale si deve un decisivo contributo nella redazione della Costituzione pastorale&nbsp;<em>Gaudium et spes<\/em>&nbsp;tanto da esserne definito il \u201cquasi padre\u201d dal card. L\u00e9on-Joseph Suenens, uno dei quattro moderatori del Concilio Vaticano II.<\/p>\n\n\n\n<p>I due testi mettono a tema quale debba essere l\u2019impegno cristiano per la pace, alla cui radice si trovano il messaggio biblico e la fede nel Crocifisso Risorto, per eccellenza operatore di pace e testimone di nonviolenza. Una riflessione pi\u00f9 che mai attuale, anzi necessaria, se realmente la famiglia umana vuole liberarsi dalla mentalit\u00e0 e dalla prassi bellica.<\/p>\n\n\n\n<p>Padre Bernhard H\u00e4ring divent\u00f2 presbitero nel momento buio e triste della seconda guerra mondiale, durante la quale matur\u00f2 la vocazione a impegnarsi per la questione della pace e della nonviolenza e si rafforz\u00f2 in lui la convinzione che nel futuro il mondo avrebbe avuto ancor pi\u00f9 bisogno di messaggeri del Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le vicende della guerra gli fecero prendere coscienza della cinica manipolazione dei valori operati da Hitler, che abusando della religione ai fini del potere e attraverso l&#8217;obbligo dell&#8217;obbedienza assunta come valore assoluto, perseguiva l\u2019attuazione del suo disegno criminale. Da questa tragica esperienza H\u00e4ring riflette sull&#8217;importanza di una parola chiave, \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, per lo sviluppo di una nuova morale che favorisca la liberazione, nell&#8217;aiuto reciproco, dalle strutture di peccato. Secondo lui questo nuovo approccio, dopo l&#8217;Olocausto, poteva esprimere la forza liberante del Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli si convince che la riflessione teologico-morale non sia semplicemente chiamata a integrare il dato culturale, ma che debba svolgere una funzione anche attiva e propositiva nei confronti della cultura, per essere \u201clievito\u201d a sostegno della promozione della dignit\u00e0 dell\u2019essere umano. Nell\u2019ambito delle problematiche connesse alla pace e alla guerra, \u00e8 convinto che la teologia morale \u00e8 chiamata a ricoprire nei confronti della cultura un ruolo propositivo e provocatorio, in quanto le istanze pi\u00f9 tipicamente bibliche sono in evidente contrasto con i modelli etico-teologici a lui contemporanei (<em>teoria della guerra giusta<\/em>), che devono essere abbandonati in favore di un linguaggio e di una prassi rinnovati nello spirito e nei contenuti, cosa che avverr\u00e0 con l\u2019enciclica&nbsp;<em>Pacem in terris<\/em>&nbsp;di san Giovanni XXIII e con la sezione dedicata a tale tematica da&nbsp;<em>Gaudium et spes<\/em>&nbsp;(in particolare i nn. 77-82).<\/p>\n\n\n\n<p>H\u00e4ring intravede nella scelta della nonviolenza una componente essenziale del&nbsp;<em>Discorso della montagna<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>Mt<\/em>&nbsp;5), che definisce come \u00abil testo evangelico pi\u00f9 classico sulla nonviolenza\u00bb. Al cuore del brano di Matteo, infatti, Ges\u00f9 invita i suoi ascoltatori a superare la legge del taglione e ad estendere l\u2019amore anche ai nemici (<em>Mt<\/em>&nbsp;5,38-48), chiamandoli ad assumere la nonviolenza come espressione di fede nella pace, dono del Messia e come compimento della legge. Inoltre, le parole di Ges\u00f9 non sono da interpretare alla stregua di pii consigli di natura facoltativa, ma rivestono un valore normativo e aprono al discepolo di Cristo percorsi nuovi che egli \u00abseguir\u00e0 secondo la misura della grazia che ha ricevuto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>H\u00e4ring si impegna a chiarire la natura e le caratteristiche essenziali della nonviolenza, anche perch\u00e9 non \u00e8 del tutto convinto della declinazione negativa della parola che la espone al rischio di interpretazioni riduttive nel segno dell\u2019inattivit\u00e0, della passivit\u00e0, dell\u2019inerzia di fronte al male e ai malvagi. Egli cerca cos\u00ec di precisarla in senso attivo, per cui nonviolenza non \u00e8 \u00abl\u2019assenza di qualcosa, ma piuttosto la presenza [\u2026] della forza scottante dell\u2019amore\u00bb; non \u00e8 la \u00absoppressione psichica dell\u2019aggressivit\u00e0, ma la trasformazione e l\u2019uso continuo delle energie nella giusta direzione\u00bb. In questo senso, espressione della nonviolenza \u00e8 il coraggio di \u00abparlare con forza proprio a quelli che hanno i mezzi per nuocere\u00bb. Inoltre, la nonviolenza include una presa di posizione a favore delle vittime, di coloro cio\u00e8 che \u00absono oggetto di discriminazione, di chi \u00e8 sfruttato ed oppresso\u00bb, senza trascurare a sua volta la \u00abpreoccupazione per l\u2019integrit\u00e0 morale e la dignit\u00e0 umana di quelli che si sono degradati per l\u2019uso ingiusto che fanno del potere\u00bb. Tuttavia, nel caso in cui anche dopo il ricorso a tutti i mezzi nonviolenti non si sia riusciti a \u00abcontenere l\u2019aggressore e l\u2019ingiusto nei limiti o di superare uno \u201cstatus quo\u201d ingiusto\u00bb, \u00e8 lecito un \u00abutilizzo disciplinato della forza\u00bb considerando, all\u2019opposto, qualsiasi tipo di violenza un \u00abuso indisciplinato e ingiusto\u00bb della forza.<\/p>\n\n\n\n<p>H\u00e4ring osserva che la persona pu\u00f2 fallire nella propria ricerca dell\u2019identit\u00e0 di&nbsp;<em>figlio di Dio<\/em>&nbsp;quando, educata da persone violente, essa impara ad elaborare risposte altrettanto violente, maturando un\u2019identit\u00e0 essenzialmente difensiva e di contrapposizione. Al contrario, chi \u00e8 stato educato mediante la nonviolenza ha ottime possibilit\u00e0 di integrarla nel proprio progetto di vita e di sceglierla come valore fondamentale, superando cos\u00ec in modo creativo le proprie crisi di identit\u00e0. In definitiva \u00abl\u2019amore dei nemici \u00e8 un aspetto centrale dell\u2019azione di Dio in Cristo e della sequela di Cristo\u00bb ed esige la pratica dell\u2019amore nonviolento come la forma pi\u00f9 efficace di resistenza e di lotta contro il male e la violenza. Il Vangelo della pace e della riconciliazione, pertanto, non pu\u00f2 essere ridotto n\u00e9 ad una pura utopia, n\u00e9 ad una promessa riservata all\u2019aldil\u00e0, ma implica per tutti i cristiani un lento processo di assimilazione e di traduzione dei suoi stimoli nel tessuto delle relazioni personali e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fonte: https:\/\/www.ilmantellodellagiustizia.it\/2025\/la-profezia-della-pace-di-bernhard-haring<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessione di prof. 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