{"id":31869,"date":"2025-12-20T10:04:00","date_gmt":"2025-12-20T08:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=31869"},"modified":"2025-12-18T20:32:38","modified_gmt":"2025-12-18T18:32:38","slug":"il-presepe-tra-fede-arte-e-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2025\/12\/il-presepe-tra-fede-arte-e-tradizione\/","title":{"rendered":"Il Presepe tra fede, arte e tradizione"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Presepe in Piazza San Pietro, realizzato dalla Diocesi di Nocera Sarno, riporta <strong>la figura di sant\u2019Alfonso Maria de Liguori, autore di&nbsp;<em>Tu scendi dalle stelle<\/em><\/strong>&nbsp;e simbolo di un Natale che unisce teologia, musica e devozione popolare. A esplorare questa tradizione \u00e8 il volume&nbsp;<em>Il Presepe. Origini, storia, significato<\/em>&nbsp;(Edizioni Cantagalli, 2025) di Cettina Militello e Crispino Valenziano: un percorso tra Vangeli, arte, liturgia e cultura, che rivela come il presepe sia ancora oggi uno specchio vivo del Mistero dell\u2019Incarnazione. A questi temi dedica una riflessione <strong>p. Vincenzo La Mendola CSsR<\/strong> nella sua recensione.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>C. Militello \u2013 C. Valenziano,&nbsp;<em>Il Presepe. Origini, storia, significato<\/em>, Edizioni Cantagalli e Edizioni Frate Indovino, Siena-Perugia 2025, pp. 207.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inaugurazione del Presepe, realizzato dalla Diocesi di Nocera Sarno, in Piazza San Pietro, ha riacceso l\u2019attenzione dei\u00a0<em>media<\/em>\u00a0e delle migliaia di visitatori da ogni parte del mondo, sulla figura di sant\u2019Alfonso Maria de Liguori, raffigurato nell\u2019atto di comporre il celebre canto\u00a0<em>Tu scendi dalle stelle<\/em>. Musiche e parole, universalmente note e da tutti cantate, legano il dottore della Chiesa al Mistero dell\u2019Incarnazione, su cui si concentra parte della sua produzione teologico-spirituale, e alla sua narrazione popolare. A tal punto che sant\u2019Alfonso \u00e8 ormai considerato \u2013 alla stregua di S. Francesco \u2013 uno dei santi del Natale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/12\/Militello-Valenziano-Il-Presepe-copertina.jpg\"><img src=\"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/12\/Militello-Valenziano-Il-Presepe-copertina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31886\" width=\"300\" height=\"NaN\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/12\/Militello-Valenziano-Il-Presepe-copertina.jpg 536w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/12\/Militello-Valenziano-Il-Presepe-copertina-194x300.jpg 194w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/12\/Militello-Valenziano-Il-Presepe-copertina-271x420.jpg 271w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma la focalizzazione sulla produzione di opere teologiche e devozionali, legate al mistero del Natale e alla sua narrazione popolare, in musica e poesia, non si ferma alle rappresentazioni plastiche. Passa alla letteratura pi\u00f9 specifica. Come nel caso del recente contributo dei teologi Cettina Militello e Crispino Valenziano che troviamo in libreria e che si presenta come un testo utile e pedagogico, sotto diversi aspetti, per la preparazione all\u2019Avvento e al Tempo di Natale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il volume, arricchito dalla Prefazione di Piero Marini e dalla Postfazione di Vittorio Francesco Viola,&nbsp;<em>propone uno straordinario percorso di narrazione, partendo dai luoghi che, in modo diverso, custodiscono la memoria del Presepe, per passare poi attraverso le pagine dei Vangeli canonici e apocrifi; la riflessione dei Padri; la tradizione francescana; la contemplazione della Liturgia; la vivacit\u00e0 della narrazione popolare; l\u2019intuizione del mistero che \u00e8 proprio della poesia; la musica che \u00e8 colonna sonora dell\u2019evento, fin da quando gli angeli si esibirono nel silenzio della notte di Betlemme in un inatteso concerto per pochi sconcertati pastori<\/em>. Non una semplice, cronologica e nostalgica rivisitazione del presepe, ma un tentativo \u2013 ben riuscito \u2013 di&nbsp;<em>cogliere la capacit\u00e0 dinamica di riacquisizione e comprensione del mistero<\/em>&nbsp;(Postfazione, 193). Un interessante excursus storico-teologico-antropologico, spirituale, liturgico e letterario che ripercorre la tradizione cristiana sulle modalit\u00e0 di rappresentazione \u2013 ad ampio raggio \u2013 del Mistero del Natale, sapientemente orchestrato in tre grandi nuclei tematici: 1.&nbsp;<em>Le tradizioni visive<\/em>; 2.&nbsp;<em>Le tradizioni letterarie<\/em>; 3.&nbsp;<em>Dio diventa uomo affinch\u00e9 l\u2019uomo diventi Dio<\/em>. \u00c8 inoltre, arricchito da preziosi rimandi e note bibliografiche e da un ricco inserto fotografico.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra attenzione per\u00f2 viene catalizzata dal capitolo dedicato a&nbsp;<em>Le narrazioni popolari<\/em>&nbsp;(127-133), in cui gli Autori analizzano un fenomeno antropologico cha un forte risvolto sulla fede dei semplici:&nbsp;<em>la composizione del presepe si accompagna a canti che esprimono profondamente la partecipazione popolare<\/em>. Tra i pi\u00f9 disparati titoli che offre il repertorio natalizio vengono scelti due canti:&nbsp;<em>Il primo meno noto nella sua forma pi\u00f9 aulica, \u00e8 un tutt\u2019uno con la tradizione popolare napoletana. Il secondo appartiene invece alla tradizione popolare siciliana<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 difficile supporre che il canto in oggetto \u00e8&nbsp;<em>Quanno nascette Ninno<\/em>, composto&nbsp;<em>forse nel dicembre 1754,<\/em>&nbsp;<em>titolato in origine \u201cPer la Nascita di Ges\u00f9\u201d&nbsp;<\/em>e pubblicato nel 1816 con questo titolo. Gli Autori fanno notare che in questo lasso di tempo che ci separa dalla data della sua composizione ci sono state&nbsp;<em>molte riedizioni e modifiche. Diverse anche in tempi a noi vicini&nbsp;<\/em>\u2013 puntualizzano \u2013&nbsp;<em>le interpretazioni<\/em>, che si possono rintracciare nella nutrita letteratura inerente. Prima di proporre integralmente il testo, ancora viene precisato che&nbsp;<em>Una sorta di sua volgarizzazione \u00e8 il pi\u00f9 noto \u201cTu scendi dalle stelle\u201d. Ma l\u2019originale \u00e8 assai pi\u00f9 complesso sotto il profilo descrittivo e, osiamo dire teologale<\/em>. Sottolineature necessarie che ci consentono di approcciare il testo correttamente e di comprenderlo, non soltanto come una semplice \u2013 per quanto geniale \u2013 composizione poetico\/musicale, ma come un piccolo trattato di Teologia popolare sul mistero dell\u2019Incarnazione e della Nascita di Cristo. Lo fanno rilevare con pi\u00f9 accuratezza, gli Autori nel breve, denso commento che offrono in conclusione. Essi colgono che nello sfondo vi \u00e8&nbsp;<em>la narrazione lucana<\/em>&nbsp;e l\u2019influsso di altre pagine vetero e neotestamentarie. Ma&nbsp;<em>il canto d\u00e0 spazio innanzitutto al gioco oscurit\u00e0\/luce. La nascita del Bambino Ges\u00f9 \u00e8 tutta nel segno della luce<\/em>. E in questa cornice \u2013 fanno osservare \u2013&nbsp;<em>l\u2019intero creato si faccia esso stesso festoso annuncio\/celebrazione della Nascita del Signore<\/em>, in una sorta di quella che loro stessi definiscono&nbsp;<em>venerazione cosmica<\/em>del Mistero, che aveva gi\u00e0 caratterizzato il presepe di Greccio (p. 115). Focalizzando l\u2019attenzione sulla metafora della vite \u2013 parabola della fioritura dell\u2019intero creato nella rigidit\u00e0 dell\u2019inverno \u2013&nbsp;<em>con metafora teologicamente pregna, \u00e8 Ninno la vite vera (cfr. Gv 15) il grappolo il cui amore fa dolce la bocca e ubriaca il cuore<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Con altra evocazione teologicamente accorta<\/em>&nbsp;<em>il testo presenta l\u2019Instaurarsi di un\u2019epoca di gioia e di pace. Sullo sfondo la celebre profezia di Isaia 11, 6-8<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il commento si concentra sulle figure chiave della narrazione: gli angeli e i pastori,&nbsp;<em>figure caratterizzanti ogni presepe, additate&nbsp;<\/em>\u2013 da sant\u2019Alfonso &#8211;&nbsp;<em>con accenti straboccanti d\u2019affetto&nbsp;<\/em>nell\u2019atto di accarezzare e baciare il bambino, mentre sentono come&nbsp;<em>un assaggio di paradiso<\/em>. Angeli e pastori&nbsp;<em>pieni di incontenibile gioia cominciano a cantare insieme a lei&nbsp;<\/em>\u2013 Maria \u2013<em>&nbsp;tanto che il Bambino cullato dalla loro ninna nanna sereno si addormenta<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>offrendoci una suggestiva scena bucolico agreste, tipica del Settecento italiano, e nella fattispecie, meridionale, nella sua forza icastica.<em>&nbsp;<\/em>S. Alfonso con la sua inconfondibile sensibilit\u00e0 pastorale apre nella sua composizione anche una finestra sulle realt\u00e0 ultime, tema ricorrente nella sua vasta produzione, spostando l\u2019attenzione sull\u2019<em>unico luogo dove non si fa festa<\/em>&nbsp;\u2013 chiosano gli Autori \u2013 ossia&nbsp;<em>l\u2019inferno. Da l\u00ec il passaggio alla presa di coscienza d\u2019essere peccatori e perci\u00f2 bisognosi di misericordia e di perdono. Il canto si chiude con l\u2019invocazione a Maria: sostenga il pianto di chi si pente con la sua preghiera di Madre.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Volutamente non si offre il commento di tutte le strofe, ma soltanto di alcune che nell\u2019economia del testo sono rappresentative dell\u2019impianto teologico che vi soggiace. In questo modo si offre un sostanzioso assaggio e si rimanda ad un approfondimento personale, magari con l\u2019avallo di altri saggi sull\u2019argomento e\/o di una lettura o commento personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 delle preziose suggestioni proposte dai due teologi siciliani, emerge come un dato di fatto ormai consolidato, la straordinaria capacit\u00e0 di sant\u2019Alfonso di creare testi, musiche, rappresentazioni, finalizzate all\u2019evangelizzazione delle masse popolari delle periferie sperdute del profondo sud dell\u2019Italia del suo tempo. Evangelizzare non soltanto con la parola o con l\u2019uso di registri retorici classici, ma privilegiando una via preferenziale quella delle emozioni e del sentimento religioso. Motivo per il quale le&nbsp;<em>canzoncine alfonsiane<\/em>&nbsp;conservano una evidente attualit\u00e0 e non sono soggette al deleterio \u201cpassaggio di mode\u201d, a cui, possono andare incontro, canti e composizioni di altro genere, dove la teologia e la Sacra Scrittura non hanno implicazioni e dove il target commerciale paga il prezzo della breve stagione e poi dell\u2019oblio. Non cos\u00ec per sant\u2019Alfonso, anche nella poesia e nella musica:&nbsp;<em>perenne e vivo<\/em>, straordinariamente attuale, come il Vangelo che sbriciola ai poveri abbandonati, del suo tempo, e anche del nostro.<\/p>\n\n\n\n<p>P. Vincenzo M. La Mendola C.Ss.R.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Presepe in Piazza San Pietro, realizzato dalla Diocesi di Nocera Sarno, riporta la figura di sant\u2019Alfonso Maria de Liguori, autore di&nbsp;Tu scendi dalle stelle&nbsp;e simbolo di un Natale che unisce teologia, musica e devozione popolare. 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