{"id":3363,"date":"2017-01-18T11:08:15","date_gmt":"2017-01-18T11:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=3363"},"modified":"2017-01-18T11:08:15","modified_gmt":"2017-01-18T11:08:15","slug":"un-solo-corpo-attenti-alle-ferite-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2017\/01\/un-solo-corpo-attenti-alle-ferite-del-mondo\/","title":{"rendered":"Un Solo Corpo:  Attenti alle ferite del mondo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Il XXV Capitolo Generale \u00e8 stato celebrato a Pattaya (Thailandia) e si \u00e8 concluso alla fine del novembre 2016. Nell\u2019incipit del massaggio del Capitolo alla Congregazione leggiamo queste parole: \u201cnon abbiamo il diritto di proclamare Ges\u00f9 come nostro Signore e Dio se non tocchiamo le sue ferite\u201d. Questa citazione \u00e8 tratta da una delle conferenze tenute dal cardinale Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, durante il ritiro spirituale predicato all\u2019inizio del Capitolo.<\/p>\n<p>Il messaggio del Capitolo \u00e8 diviso in otto sezioni, ciascuna con un titolo proprio. Il Centro per la Spiritualit\u00e0 Redentorista propone che tali titoli diventino i temi per l\u2019edizione 2017 di UN SOLO CORPO. La prima sezione del messaggio \u00e8 intitolata Attenti alle ferite del mondo.<\/p>\n<p><strong>Solidali con un mondo ferito<\/strong><\/p>\n<p>Un accurato osservatore del mondo di oggi pu\u00f2 facilmente notare che, oltre a sperimentare enormi progressi e balzi in avanti della tecnologia, questo mondo sta facendo esperienza di sofferenza e di dolore. Le ferite del mondo possono essere notate in molti settori: nella politica, nelle famiglie, nella vita delle persone singole, e nell\u2019ecosistema. E anche la Chiesa non \u00e8 esente da queste ferite.<\/p>\n<p>Come missionari, siamo invitati a rispondere al grido del mondo ferito partendo dalla nostra solidariet\u00e0 con esso. Questa affermazione \u00e8 molto stimolante, ma allo stesso molto rischiosa! Al fine di essere solidali con il mondo sofferente, dobbiamo evitare qualsiasi tipo di idilliaca immaginazione che ci potrebbe portare a conclusioni che sarebbe irrealistiche e patetiche. Quante volte le grandi idee sono finite in illusioni e, invece di essere una fonte d\u2019ispirazione, sono diventate tragiche delusioni. La solidariet\u00e0 deve essere reale e tangibile.<\/p>\n<p>Quanti tra di noi, confratelli e partner laici, si sentono feriti dalle difficolt\u00e0 che hanno dovuto affrontare, o semplicemente dall\u2019insoddisfazione e dalla consapevolezza della propria povert\u00e0? Come guarire da queste ferite? \u00c8 possibile? Chi pu\u00f2 farlo?<\/p>\n<p>Nel capitolo 20 del Vangelo di Giovanni si legge di Tommaso, che \u00e8 stato guarito dalla sua incredulit\u00e0 grazie una terapia molto dura: il Signore gli fa toccare le proprie ferite, causate dalle torture e dalla crocifissione. Di sicuro non \u00e8 stata una piacevole terapia, ma si \u00e8 conclusa con una delle pi\u00f9 belle confessioni che la Bibbia ci offre: Mio Signore e mio Dio.<\/p>\n<p>Sarebbe stato in grado Tommaso di fare una tale confessione se non avesse toccato le ferite del Signore? Non lo sappiamo. Ma nella nostra mente si insinua la convinzione che sia stato proprio toccando le ferite del Signore risorto, che Tommaso \u00e8 diventato credente.<\/p>\n<p>Oggi il Signore \u00e8 presente in tutti quei luoghi e nelle persone che sono ferite. Solo se noi lo riconosciamo l\u00ec presente, saremo allora in grado di comprendere la profondit\u00e0 di quel mistero: tocchiamo le piaghe di Ges\u00f9 in coloro che soffrono oggi. E sar\u00e0 vero che in questo modo incontreremo la guarigione anche delle nostre ferite (1Pt 2, 24).<\/p>\n<p>Non ci sono \u201csoluzioni pronte\u201d per il mondo ferito. A volte siamo tentati di applicare i nostri metodi e i nostri mezzi a realt\u00e0 che non possono essere guarite da noi. Prima di tutto, dobbiamo sviluppare l\u2019atteggiamento di un ascolto attento, senza interrompere. L\u2019ascolto di Dio \u00e8 il nostro primo compito. Egli ci parla, ed \u00e8 Lui che guarisce le ferite. Lui ci potrebbe \u201cfare\u201d suoi strumenti per portare guarigione a chi ne ha bisogno, ma \u00e8 Lui colui che guarisce. Egli parla ai cuori sia di coloro che soffrono, sia di coloro che portano guarigione.<\/p>\n<p>Ascoltiamo i nostri confratelli in comunit\u00e0 che sono i nostri compagni di viaggio. C\u2019\u00e8 in noi la volont\u00e0 di andare a raggiungere le persone che sono lontane, ma molto spesso ci dimentichiamo di coloro che magari vivono nelle nostre comunit\u00e0 e sono feriti.<\/p>\n<p>Ascoltiamo i pi\u00f9 abbandonati, specialmente i poveri ai quali siamo inviati. Cerchiamo di essere sfidati e guariti da loro. Cerchiamo di portare loro aiuto e conforto ascoltando attentamente le loro storie. La maggior parte delle volte non saremo in grado di cambiare dal punto di vista materiale la loro vita, ma forse con l\u2019ascolto li restituiremo qualcosa che li guarir\u00e0, vale a dire la loro dignit\u00e0 (cfr C 43).<\/p>\n<p>Molte volte abbiamo sentito i nostri missionari o altre persone di chiesa dicendo che non \u00e8 facile oggi proclamare il vangelo di Ges\u00f9. Se ascoltassimo le storie dei nostri missionari anziani e leggessimo le vite dei nostri santi e beati (in questo mese quelle di San Giovanni Neumann e del Beato Pietro Donders), ci renderemo conto che non \u00e8 mai stato facile predicare la buona novella di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Le persone ferite vivono in questo mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi, con le sue luci e le ombre. Possiamo scegliere di trascorrere tutta la nostra vita disprezzando e criticando il mondo secolarizzato di oggi, oppure possiamo accogliere la sfida e cominciare a diffondere i semi di una buona notizia, proprio in questo mondo apparentemente \u201ccattivo\u201d. Se pensiamo d\u2019essere in grado di portare la salvezza al mondo da noi stessi falliremo sempre, ma una volta che lasciamo che Ges\u00f9 operi per nostro tramite, le cose inizieranno a cambiare (cfr C 51).<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 importante che tutte le nostre riflessioni teologiche, in particolare quelle connesse con la teologia morale, siano aperte a un dialogo con questo mondo in cui tutti noi viviamo. Potrebbe non essere facile dare soluzioni immediate a molte domande etiche e morali, ma la nostra gente forse si aspetta da noi solo questo: che possiamo dar loro una direzione, un sostegno, un\u2019assistenza nella loro lotta non solo con la predicazione ma coinvolgendoci nella loro vite (cfr C 19; 023-024).<\/p>\n<p><strong>La parola di Dio<\/strong><\/p>\n<p>Torniamo al brano del Vangelo di Giovanni (Gv 20, 24-29). \u00c8 una storia molto commovente e, come abbiamo visto, presenta Tommaso che da dubbioso diventa credente. Egli diventa un credente perch\u00e9 Ges\u00f9 lo ha cambiato, permettendogli di toccare le sue ferite. Come gi\u00e0 detto, il brano termina con una delle pi\u00f9 belle confessione mai fatte: Mio Signore e mio Dio.<\/p>\n<p>Cosa ci dice questo testo sia a livello personale che comunitario? Pensi che forse, come Redentoristi, abbiamo bisogno di una esperienza come quella di Tommaso, ossia l\u2019esperienza di toccare le vere piaghe di Ges\u00f9? In caso affermativo, quale sarebbe il modo pi\u00f9 realistico per farlo nella vostra vita<\/p>\n<p><strong>Bevendo dalla nostra fontana<\/strong><\/p>\n<p>Il mese scorso abbiamo ricordato due nostri confratelli: Giovanni Neumann e Pietro Donders, che, con la testimonianza della loro vita, sono diventati esempi di come essere uniti alle ferite di Cristo nelle persone a noi vicine. Hanno dato la loro testimonianza in modi diversi e in culture completamente diverse, anche se appartenevano allo stesso periodo storico. Tuttavia, entrambi condividevano una caratteristica comune: hanno voluto dare la loro vita a Dio in un modo molto tranquillo e ordinario. Forse questo \u00e8 il segreto del loro \u201csuccesso\u201d nell\u2019essere stati in grado di essere attenti alle ferite del mondo. Hanno lasciato che Ges\u00f9 lavorasse attraverso la loro vita, permettendogli di farsi rendere strumenti della sua compassione. Ascoltiamo una breve descrizione delle loro vite e della loro spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il primo passaggio viene dal decreto sulle virt\u00f9 di San Giovanni Neumann proclamato da Papa Benedetto XV: \u201cI meriti di un uomo attivo sono misurati non tanto nel numero di azioni eseguite, quanto nella loro completezza e stabilit\u00e0. Poich\u00e9 la vera attivit\u00e0 non consiste in mero rumore; non \u00e8 la creatura di un giorno, ma si svolge nel presente, \u00e8 il frutto del passato e dovrebbe essere il buon seme del futuro. Non sono queste le caratteristiche che segnano l\u2019attivit\u00e0 del Venerabile Neumann? Tenendo tutto questo in mente, nessuno dubiter\u00e0 pi\u00f9 sul fatto che la semplicit\u00e0 del lavoro svolto dal nostro Venerabile Servo di Dio non gli impedirono di diventare un meraviglioso esempio di attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo, riguardante il Beato Pietro Donders, \u00e8 una breve descrizione della sua vita offerta da P. Fabriciano Ferrero CSsR: \u201cAncora, il nostro Beato Pietro non \u00e8 una persona fiammeggiante. Appartiene infatti tra i missionari semplici e piacevoli, che, con le loro virt\u00f9 eroiche e i loro limiti umani, sono andati a costruire le comunit\u00e0 cristiane in America Latina. Il suo non \u00e8 un ruolo speciale che oggi ci colpisce, ma si distingue come un autentico rappresentante di tanti uomini e donne che hanno dato il meglio di s\u00e9 per costruire la Chiesa di Dio sulle \u201cperiferie del cattolicesimo\u201d. La sua biografia \u00e8 una pura tortura per chi voglia seguire le linee classiche di scrivere la storia, perch\u00e9 \u00e8 difficile trovare qualcosa di straordinario nella sua personalit\u00e0 e nel suo umile lavoro. [\u00c8 stato nascosto] nell\u2019anonimato di una colonia, accanto ad altri, nella costruzione di comunit\u00e0 cristiane per semplice e radicale fedelt\u00e0 al Vangelo, nella vita quotidiana negli stagni del mondo, della societ\u00e0 e della Chiesa. Figure come Donders meritano poca attenzione. In essi, ci\u00f2 che \u00e8 straordinario sta nella perfezione e eroicit\u00e0 della vita ordinaria, nella perfezione di fare bene ogni cosa\u201d.<\/p>\n<p>Tenendo in mente la \u201ctestimonianza silenziosa\u201d dei nostri confratelli, affidiamo la nostra vita e la nostra vocazione missionaria a Maria, Madre di Ges\u00f9. Lei ha vissuto una vita tranquilla, ma, in questo, \u00e8 stata in grado di riflettere e meditare sull\u2019azione di Dio nella sua vita. Soprattutto, lei era attenta alle necessit\u00e0 degli altri, chiedendo al suo Figlio di aiutare coloro che erano nel bisogno: fate quello che vi dir\u00e0!<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>UN SOLO CORPO \u00e8 un testo mensile di preghiera proposto dal Centro di Spiritualit\u00e0 Redentorista. Per maggiori informazioni:<\/p>\n<p>Fr. Piotr Chyla CSsR (Direttore del Centro di Spiritualit\u00e0 &#8211;\u00a0 fr.chyla@gmail.com).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Il XXV Capitolo Generale \u00e8 stato celebrato a Pattaya (Thailandia) e si \u00e8 concluso alla fine del novembre 2016. 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