{"id":34144,"date":"2026-06-16T12:24:54","date_gmt":"2026-06-16T10:24:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=34144"},"modified":"2026-06-16T12:24:56","modified_gmt":"2026-06-16T10:24:56","slug":"magnifica-humanitas-da-un-mea-culpa-storico-alla-denuncia-delle-nuove-schiavitu","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2026\/06\/magnifica-humanitas-da-un-mea-culpa-storico-alla-denuncia-delle-nuove-schiavitu\/","title":{"rendered":"Magnifica humanitas \u00abDa un Mea Culpa storico alla denuncia delle Nuove Schiavit\u00f9\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Un articolo del prof. A. G. Fidalgo CSsR, pubblicato sul\u00a0<a href=\"https:\/\/www.alfonsiana.org\/ricerca\/blog\">blog<\/a>\u00a0dell\u2019Accademia Alfonsiana<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 vero che viviamo in un mondo che ha formalmente deciso di&nbsp;<em>abolire la schiavit\u00f9<\/em>, questo \u00e8 cos\u00ec almeno da quando si \u00e8 avviato il processo storico e giuridico che diede origine all\u2019abolizionismo (secc. XVIII e XIX), e che ha raggiunto la sua massima espressione nell\u2019art. 4 della&nbsp;<em>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo&nbsp;<\/em>(1948), e successivamente nella risoluzione delle Nazioni Unite dove si dichiara la schiavit\u00f9 come il crimine pi\u00f9 grave contro l\u2019umanit\u00e0 (1956). Tuttavia, si tratta di una realt\u00e0 di oppressione che, dolorosamente e scandalosamente, continua ad essere molto presente in forme pi\u00f9 o meno tradizionali, e di nuova generazione. Questo \u00e8 uno schiaffo all\u2019umanit\u00e0 che cerca di vivere nella dignit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista interreligioso si potrebbe ricordare l\u2019opportuno evento realizzato con papa Francesco:&nbsp;<em>la Cerimonia per la firma della Dichiarazione contro la Schiavit\u00f9 da parte dei Leaders Religiosi<\/em>&nbsp;(Casina Pio IV, 02.12.2014). In questo senso, si potrebbe ricordare quando papa Giovanni Paolo II, durante una visita in Africa (1985), chiese perdono agli africani per la sofferenza causata da \u00abuomini appartenenti a nazioni cristiane\u00bb nella tratta degli schiavi. Francesco ha pi\u00f9 volte denunciato il fenomeno schiavista, dal lavoro minorile, alla tratta di persone e tante altre situazioni (cf.&nbsp;<em>EG<\/em>, nn. 43; 57;<em>&nbsp;LS<\/em>, n. 154;&nbsp;<em>FT<\/em>, n. 24). E ora l\u2019attuale papa arriva con il suo messaggio chiave di \u00abdisarmare\u00bb e di \u00abimpedire dominazioni\u00bb di ogni tipo. Nella sua enciclica sociale&nbsp;<em>Magnifica humanitas<\/em>&nbsp;[<em>MH<\/em>], tra gli altri elementi significativi, c\u2019\u00e8 un fatto di grande novit\u00e0 storica:&nbsp;<em>chiede scusa per una colpa storica della Chiesa&nbsp;<\/em>nel legittimare la schiavit\u00f9 e mette in guardia sulle&nbsp;<em>nuove forme di schiavit\u00f9<\/em>. Secondo il papa si danno&nbsp;<em>nuovi riduzionismi antropologici<\/em>&nbsp;che portano inesorabilmente a&nbsp;<em>processi di disumanizzazione<\/em>. E la comunit\u00e0 ecclesiale che egli rappresenta, anche quando deva riconoscere per onest\u00e0 evangelica le sue colpe storiche, non pu\u00f2 tacere, in quanto esperta di umanit\u00e0, quando questa&nbsp;<em>magnifica umanit\u00e0<\/em>&nbsp;non viene rispettata e, anzi, viene sminuita nella propria dignit\u00e0. Perch\u00e9, per questo papa: \u00ab<em>Custodire la libert\u00e0 contro dipendenza e mercificazione<\/em>\u00bb (cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, nn. 128; 131; 170 ss.), implica \u00ab<em>Spezzare le catene delle nuove schiavit\u00f9<\/em>\u00bb (cf. MH, nn. 173-181).<\/p>\n\n\n\n<p>Papa Leone riconosce che per secoli&nbsp;<em>le autorit\u00e0 ecclesiastiche hanno legittimato la schiavit\u00f9<\/em>, e si \u00e8 dovuto attendere una condanna universale fino al XIX sec. (cf. MH, nn. 123; 176). E, allo stesso tempo, come si \u00e8 detto, denuncia&nbsp;<em>le nuove schiavit\u00f9<\/em>, estendendo il concetto ai mali sociali moderni, come la mercificazione delle persone, lo sfruttamento sessuale, il lavoro forzato e i danni fisici che subiscono coloro che lavorano nell\u2019estrazione di materiali per le industrie della tecnologia e dell\u2019IA (cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, nn. 42; 172; 174; 175; 177; 179).<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto,&nbsp;<em>si tratta di riconoscere<\/em>&nbsp;queste&nbsp;<em>nuove schiavit\u00f9<\/em>, analizzarle e affrontarle responsabilmente e con creativit\u00e0 profetica, se non si vuole dover tornare a chiedere perdono per omissione e\/o per commissione. Se si tratta di&nbsp;<em>custodire il dono pi\u00f9 prezioso<\/em>:&nbsp;<em>il binomio dignit\u00e0-libert\u00e0<\/em>, non si pu\u00f2 ignorare questa realt\u00e0 disumanizzante. \u00c8 cos\u00ec che&nbsp;<em>il testo denuncia le varie forme di assoggettamento<\/em>&nbsp;<em>legate direttamente all\u2019economia digitale<\/em>: lavoro invisibile; estrazione di terre rare in condizioni brutali (compresi i minori); tratta umana facilitata da piattaforme, sistemi di messaggistica, pagamenti anonimi e profilazione. Infatti, anche se ci sono voluti circa diciotto secoli per condannare la schiavit\u00f9 classica, nell\u2019ora presente non ci \u00e8 permesso un simile letargo; ecco perch\u00e9&nbsp;<em>l\u2019autocritica storica si presenta come il nutrimento di una vigilanza attiva e proattiva, di alta densit\u00e0 storico-teologica<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, n. 177;&nbsp;<em>FT<\/em>, n. 86).<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta, in definitiva, di&nbsp;<em>curare e salvaguardare l\u2019umanit\u00e0<\/em>, mentre segue il suo corso storico mediante&nbsp;<em>continue trasformazioni<\/em>, le quali sempre devono essere fatte oggetto di discernimento, perch\u00e9&nbsp;<em>diano il meglio di s\u00e9 per il bene comune<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, cap. IV). \u00c8 per tutto questo che&nbsp;<em>la comunit\u00e0 ecclesiale deve seguire<\/em>&nbsp;la sua pi\u00f9 autentica&nbsp;<em>vocamissione evangelizzatrice<\/em>, essendo sempre pi\u00f9 capace di ascoltare il grido dei poveri, dei migranti e delle vittime delle&nbsp;<em>nuove forme di schiavit\u00f9<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, n. 42); e da qui denunciare senza esitazione quei tanti corpi segnati, mutilati, consumati affinch\u00e9 il flusso dei calcoli non si interrompa (cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, n. 173). Al punto che, la lotta contro le \u00abnuove forme di schiavit\u00f9\u00bb costituisce una prova decisiva per il discernimento etico dell\u2019IA e della trasformazione digitale (cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, n. 174) e allo stesso tempo, come contro prova, va affermato che se non si reagisse con fermezza o se si tollerasse in qualche modo tali pratiche significherebbe, in una certa misura,&nbsp;<em>rendersi complici oggi delle colpe commesse ieri<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, n. 175). Ancor pi\u00f9 pericoloso sarebbe che questa nostra&nbsp;<em>era digitale<\/em>&nbsp;non solo non fosse post-coloniale, ma una versione di&nbsp;<em>un altro tipo di colonialismo<\/em>&nbsp;(cf.&nbsp;<em>MH<\/em>, n. 178).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si aspetta che&nbsp;<em>questo messaggio<\/em>&nbsp;arrivi&nbsp;<em>a tutte le persone<\/em>, ma&nbsp;<em>in modo particolare a quelle persone e istituzioni che hanno non solo maggior peso sociale ma maggiori responsabilit\u00e0 etiche e sistemiche<\/em>&nbsp;per&nbsp;<em>assumere e realizzare reali processi di trasformazione<\/em>. Altrimenti, sarebbe un altro bel messaggio che viene applaudito e lasciato nel deposito delle dottrine, come se nulla fosse stato detto, reclamato e denunciato. Quindi, &#8211; tra altre cose &#8211; ci si aspetta che:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Si assuma che \u00abcerte logiche di indebitamento strutturale, che mantengono interi popoli in condizioni di dipendenza, rivelano la stessa mentalit\u00e0 che accetta, in forme nuove, relazioni di subordinazione vicine alla schiavit\u00f9\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 172).&nbsp;<\/li><li>Si avvii urgentemente \u00abun ampio movimento di riflessione e di azione che ponga al centro la dignit\u00e0 inalienabile di ogni essere umano e il bene comune, come fini della societ\u00e0 e come criteri di ogni scelta personale, sociale e politica\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 174).&nbsp;<\/li><li>Si comprenda che \u00able istituzioni di livello superiore devono riconoscere, proteggere e promuovere la libert\u00e0 e la creativit\u00e0 dei livelli inferiori, coordinandone i contributi perch\u00e9 cooperino efficacemente al bene comune\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 68).<\/li><li>Si faccia la scelta per \u00abla giustizia che esige che si impedisca la nascita di nuove forme di esclusione e privazione di libert\u00e0\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 80).<\/li><li>Si accolga il richiamo \u00abper un discernimento morale e sociale che custodisca il primato della persona, affinch\u00e9 sia sempre l\u2019intelligenza umana, con la sua coscienza e la sua libert\u00e0, a guidare le innovazioni tecniche e a stabilirne con responsabilit\u00e0 l\u2019uso e i limiti\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 97).<\/li><li>Ci si impegni nel \u00abpromuovere un uso delle tecnologie che rafforzi la libert\u00e0 interiore: educazione alla sobriet\u00e0 digitale, protezione dei minori e contrasto a modelli che prosperano sulla vulnerabilit\u00e0\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 170).<\/li><li>Si accetti e si assuma che \u00able nuove schiavit\u00f9 si alimentano di catene economiche e infrastrutture digitali\u00bb e dunque \u00aboccorre lavorare in pi\u00f9 direzioni:&nbsp;<\/li><li>anzitutto per rendere pi\u00f9 esigente la trasparenza delle filiere che sostengono l\u2019industria tecnologica e l\u2019economia digitale, perch\u00e9 nessun vantaggio competitivo sia costruito sullo sfruttamento invisibile.&nbsp;<\/li><li>in secondo luogo, \u00e8 necessario che imprese e investitori assumano chiari criteri di verifica etica preventiva (<em>due diligence<\/em>), includendo tra le priorit\u00e0 la tutela dei lavoratori, il contrasto al lavoro forzato e l\u2019impatto sociale dei modelli d\u2019impresa basati sui dati.&nbsp;<\/li><li>inoltre, le piattaforme digitali devono essere chiamate a cooperare in modo responsabile con le autorit\u00e0 e con la societ\u00e0 civile per impedire che gli strumenti di comunicazione, pagamento e profilazione diventino canali di reclutamento e controllo delle vittime.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u00abQuando queste scelte convergono, l\u2019ambiente digitale pu\u00f2 trasformarsi da spazio di predazione a spazio di tutela, prevenzione e promozione della dignit\u00e0\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 179).<\/p>\n\n\n\n<p>Senza dimenticare, anzi mettendo al centro dell\u2019approccio morale, la convinzione credente che: \u00abil mistero del Figlio di Dio che entra nella nostra condizione racconta un movimento opposto: il Dio vivente scende nella nostra storia per liberarci da ogni schiavit\u00f9, prende su di s\u00e9 la nostra debolezza e la trasforma in luogo di salvezza\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 232). Da queste convinzioni se tratta&nbsp;<em>di disarmare ogni logica schiavizzante, ogni sistema di schiavit\u00f9, ogni mentalit\u00e0 colonialista e dedicarsi a costruire una umanit\u00e0 che sappia<\/em>\u00abrialzare ci\u00f2 che \u00e8 crollato e proteggere ci\u00f2 che \u00e8 esposto\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 241), perch\u00e9 \u00abDio accompagna la libert\u00e0 degli esseri umani nel farsi della storia\u00bb (<em>MH<\/em>, n. 21).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo del prof. A. G. Fidalgo CSsR, pubblicato sul\u00a0blog\u00a0dell\u2019Accademia Alfonsiana Se \u00e8 vero che viviamo in un mondo che ha formalmente deciso di&nbsp;abolire la schiavit\u00f9, questo \u00e8 cos\u00ec almeno da quando si \u00e8 avviato il processo storico e giuridico che diede origine all\u2019abolizionismo (secc. 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