{"id":3729,"date":"2017-03-22T12:42:33","date_gmt":"2017-03-22T12:42:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=3729"},"modified":"2017-03-22T12:42:33","modified_gmt":"2017-03-22T12:42:33","slug":"il-rispetto-e-sempre-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2017\/03\/il-rispetto-e-sempre-solidarieta\/","title":{"rendered":"Il Rispetto \u00e8 sempre Solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><em>La cura e l\u2019attenzione per la vita della persona e della famiglia, devono guidare ogni scelta pastorale della comunit\u00e0 cristiana ed ispirare una creativit\u00e0 missionaria che sappia abbracciare tutte le situazioni concrete per formare coscienze in grado di crescere nella fiducia.<\/em><\/p>\n<p>Intervenendo al Convegno Diocesano di Roma dedicato all\u2019approfondimento dell\u2019Esortazione Apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco ha indicato nel rispetto per la coscienza della persona, l\u2019atteggiamento che deve guidare ogni scelta pastorale della comunit\u00e0 cristiana: \u00abLa vita di ogni persona, la vita di ogni famiglia dev\u2019essere trattata con molto rispetto e molta cura\u00bb. Occorre, infatti, non dimenticare mai, ha proseguito il Pontefice, che \u00able nostre famiglie, le famiglie nelle nostre parrocchie con i loro volti, le loro storie e con tutte le loro complicazioni, non sono un problema, sono una opportunit\u00e0 che Dio ci mette davanti.<br \/>\nUn\u2019opportunit\u00e0 che ci sfida a suscitare una creativit\u00e0 missionaria capace di abbracciare tutte le situazioni concrete\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo motivo, l\u2019Amoris laetitia \u00e8 un invito pressante a tutta la comunit\u00e0 cristiana, e particolarmente a tutti i pastori, a crescere nel rispetto e nella fiducia nei riguardi delle coscienze: \u00abStentiamo a dare spazio alla coscienza dei fedeli, che tante volte rispondono quanto meglio possibile al Vangelo in mezzo ai loro limiti e possono portare avanti il loro personale discernimento davanti a situazioni in cui si rompono tutti gli schemi. Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle\u00bb (Amoris laetitia, 37). E questo vale anche per le situazioni familiari caratterizzate da fragilit\u00e0 o inadeguatezza: \u00abLa coscienza delle persone dev\u2019essere meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio\u00bb. Occorre, perci\u00f2, \u00abincoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore, e proporre una sempre maggiore fiducia nella grazia\u00bb (ivi, 303).<br \/>\nIl rispetto per le coscienze e l\u2019impegno costante per la loro formazione hanno ispirato sant\u2019Alfonso in tutto il suo impegno pastorale. Abbandonato il foro napoletano, per aver costatato che la giustizia non riesce sempre a sottrarsi al condizionamento dei potenti, si \u00e8 fatto avvocato delle coscienze, soprattutto dei deboli e degli abbandonati. Gli stava soprattutto a cuore il diritto\/dovere alla santit\u00e0 di tutti i battezzati: \u00ab\u00c8 un grande errore &#8211; scriveva nella Pratica di amar Ges\u00f9 Cristo &#8211; quel che dicono alcuni:<br \/>\nDio non vuol tutti santi. No, dice S. Paolo: \u201cQuesta infatti \u00e8 volont\u00e0 di Dio, la vostra santificazione\u201d (1Ts 4,3). Iddio vuol tutti santi, ed ognuno nello stato suo, il religioso da religioso, il secolare da secolare, il sacerdote da sacerdote, il maritato da maritato, il mercadante da mercadante, il soldato da soldato, e cos\u00ec parlando d\u2019ogni altro stato\u00bb.<br \/>\nPartendo dal rispetto del diritto dei poveri alla santit\u00e0, sant\u2019Alfonso ha ripensato la prassi cristiana incarnandola nella quotidianit\u00e0 del popolo, spesso segnata da fragilit\u00e0 e disagi che spingono al compromesso:<br \/>\n\u00abHa suggerito al popolo &#8211; ha scritto don Giuseppe De Luca &#8211; i termini pi\u00f9 alti nelle formole pi\u00f9 umili, gli affetti pi\u00f9 estatici nei vocaboli pi\u00f9 quotidiani. Ha creato, nei semplici, un cuore di santi e grandi santi\u00bb.<br \/>\nIl suo primo biografo, Antonio Maria Tannoia, ricorda quale ultima gioia di Alfonso, ormai vicino alla morte, il venir a sapere che, grazie alla pastorale popolare delle Cappelle serotine, da lui suscitate, la santit\u00e0 era di casa tra vicoli di Napoli: \u00abCocchieri santi a Napoli&#8230; Gloria Patri!&#8230; Voi l\u2019avete inteso&#8230; Gloria Patri, cocchieri santi a Napoli!\u00bb.<br \/>\nAnticipare fiducia \u00e8 l\u2019unica strada per creare responsabilit\u00e0. I genitori questo lo sanno molto bene: solo facendo cos\u00ec, stimolano i figli a diventare persone mature e responsabili. Dovremmo improntare maggiormente a questo anticipo di fiducia i nostri rapporti, non solo quelli interpersonali ma anche quelli sociali: non si tratta di ingenuit\u00e0, che si illude di poter chiudere gli occhi di fronte alla durezza di tante situazioni o dimentica le esigenze del bene comune. Si tratta, invece, di promuovere risposte veramente umane, che non mirano al successo immediato, ma sanno guardare in avanti preoccupandosi di costruire futuro.<br \/>\nPer questo motivo, il rispetto per le coscienze non \u00e8 mai buonismo pronto a legittimare ogni cosa, tanto meno disinteresse o indifferenza: \u00e8 sempre cura reciproca e solidariet\u00e0 per la loro formazione. Secondo sant\u2019Alfonso, il rispetto deve essere sempre missionario: sentirsi, cio\u00e8, corresponsabile della coscienza degli altri e porsi al suo fianco per stimolarla alla maturit\u00e0 e sostenerla nel cammino verso la verit\u00e0 e il gusto del bene.<br \/>\nSignificativo il richiamo che, nella Pratica del confessore, egli faceva ai sacerdoti che non erano pronti a farsi carico di quelli che la vita aveva reso moralmente pi\u00f9 vulnerabili:<br \/>\n\u00abNon fanno cos\u00ec i buoni confessori: quando si accosta un di costoro, se l\u2019abbracciano dentro il cuore e si rallegrano, considerando di aver la sorte allora di strappare un\u2019anima dalle mani del demonio\u00bb. E questo perch\u00e9 il confessore \u00e8 innanzitutto padre: \u00abper adempire la parte di buon padre, dev\u2019esser pieno di carit\u00e0. E primieramente dee usar questa carit\u00e0 nell\u2019accogliere tutti, poveri, rozzi e peccatori\u00bb.<br \/>\nTroppe volte oggi l\u2019indifferenza nei riguardi della coscienza degli altri viene camuffata come rispetto nei suoi riguardi. Diventa, perci\u00f2, ancora pi\u00f9 urgente testimoniare che solo prendendosi cura della coscienza degli altri, la si rispetta veramente.<br \/>\nDel resto, il credente \u00e8 convinto che fare diversamente significa ripetere la scelta violenta di Caino: \u00abSono forse io il custode di mio fratello?\u00bb (Gen 4,9).<br \/>\nsmajorano@alfonsiana.org<\/p>\n<p>da:<\/p>\n<p>in cammino con<br \/>\n<strong>San Gerardo<\/strong><br \/>\nil mensile della Famiglia Redentorista (marzo 2017)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cura e l\u2019attenzione per la vita della persona e della famiglia, devono guidare ogni scelta pastorale della comunit\u00e0 cristiana ed ispirare una creativit\u00e0 missionaria che sappia abbracciare tutte le situazioni concrete per formare coscienze in grado di crescere nella fiducia. 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