{"id":4016,"date":"2017-05-10T08:24:41","date_gmt":"2017-05-10T08:24:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=4016"},"modified":"2017-05-10T08:24:41","modified_gmt":"2017-05-10T08:24:41","slug":"un-solo-corpouna-congregazione-in-uscita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2017\/05\/un-solo-corpouna-congregazione-in-uscita\/","title":{"rendered":"Un Solo Corpo:Una Congregazione in uscita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo tempo di Pasqua, ognuno di noi sperimenta il misterioso &#8220;passaggio&#8221; del Signore risorto dalla morte alla vita. Viviamo questo mistero pasquale nella nostra vita quotidiana, come individui e come comunit\u00e0. Alla luce di ci\u00f2, siamo tutti invitati a fare un &#8220;passaggio&#8221; dalla morte alla vita mentre viviamo, nella concretezza delle nostre esistenze, la nostra vocazione Redentorista. Mentre facciamo questo &#8220;passaggio&#8221;, il Signore ci apre la mente e il cuore, e ci ispira a comprendere sempre meglio il ruolo salvifico che svolge la nostra Congregazione nel mondo di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa atmosfera di luce, e in attesa dei doni dello Spirito, vorremmo continuare le nostre riflessioni sul messaggio finale del Capitolo Generale alla Congregazione. In questo numero di un corpo, prenderemo in considerazione il terzo paragrafo, intitolato: Una Congregazione in uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il Capitolo ha risuonato con forza l\u2019appello di Papa Francesco a \u201cuscire dalla propria comodit\u00e0 e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo\u201d (EG 20), e a valutare le nostre strutture giacch\u00e9 in molte occasioni \u201cpossono arrivare a condizionare un dinamismo evangelizzatore\u201d (EG 26; Cf. Cost. 15). Cos\u00ec acquista un rinnovato senso e grande attualit\u00e0 la nostra vocazione missionaria nella Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nostre Costituzioni ci ricordano che la Congregazione \u201cattua questa partecipazione col fervore missionario che la porta ad annunziare la buona novella ai popoli pi\u00f9 privi e destituiti di spirituali soccorsi, specialmente ai poveri\u201d (Cost. 1). Avremo il coraggio necessario per domandarci dove si trovano le periferie nelle nostre Unit\u00e0? Saremo disposti a mostrare la nostra disponibilit\u00e0 missionaria? Ciascuna delle Unit\u00e0 deve essere attenta a queste urgenze, avendo in considerazione i giovani, i migranti e i pi\u00f9 svantaggiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo del messaggio ci esorta a fare due cose, entrambe necessarie per la vitalit\u00e0 della nostra Congregazione: andare avanti e valutare. A prima vista, la prospettiva di eseguire queste azioni potrebbe scoraggiarci, perch\u00e9 potremo avere il senso di averlo gi\u00e0 fatto tante volte in passato. Ma se vogliamo rimanere in contatto con il mondo odierno e le sue realt\u00e0, se vogliamo continuare a rispondere fedelmente alla compassione creativa, probabilmente dovremo ripetere questo modello ancora una volta: andare avanti (agire) e valutare (un passo indietro per prender la mossa al fine di andare avanti di nuovo nella speranza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra Congregazione va avanti con la sua storia e le sue tradizioni, con i suoi punti di forza e di debolezza, con le sue speranze e le sue sfide. Quello che \u00e8 importante \u00e8 che siamo consapevoli che il carisma dato da Dio e percepito da Alfonso e dai suoi primi compagni deve essere applicato in modo concreto nella situazione attuale. La testimonianza dei Redentoristi delle generazioni passate ci d\u00e0 coraggio e ci riempie di gratitudine, ma non possiamo fermarci l\u00ec. Non \u00e8 sufficiente copiare il passato o continuare a fare quello che abbiamo \u201csempre fatto\u201d. Dobbiamo abbracciare il passato con gratitudine, e poi impostare le nostre carte per il futuro. Anche quando sembra che la nostra vitalit\u00e0 e il nostro dinamismo siano molto limitati, ci\u00f2 che ci invita in avanti \u00e8 la consapevolezza missionaria che ci sono zone e territori intorno a noi che hanno bisogno della luce del Vangelo (EG 20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo inoltre invitati a valutare la nostra missione e il nostro ministero. In questo passo, non siamo invitati a impressionarci a vicenda con i\u00a0 nostri piccoli o grandi successi, ma ad essere fedeli alla chiamata che abbiamo ricevuto. Il processo di valutazione deve essere condotto in uno spirito di grande sincerit\u00e0 e verit\u00e0 riguardanti la qualit\u00e0 della nostra vita apostolica e l&#8217;efficienza evangelica delle nostre strutture. Non si tratta di demolire le strutture, ma piuttosto chiedere se sono ancora &#8220;evangeliche&#8221; e, se no, come renderle &#8220;ancora evangeliche&#8221;. Le strutture esistono per rendere il lavoro pi\u00f9 efficiente e organizzato. Le strutture sono al servizio della missione e del ministero. Delle volte, se non servono realmente per scopi apostolici, le strutture possono renderci meno generosi nel rispondere ai segni dei tempi e nell&#8217;accettare nuove sfide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, come rispondere alle domande poste in questo paragrafo del messaggio del Capitolo Generale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avremo il coraggio di chiederci dove sono, nelle nostre Unit\u00e0, queste periferie che hanno bisogno della nostra presenza e della nostra attivit\u00e0 evangelizzatrice?<br \/>\nSiamo pronti e disposti a dimostrare la nostra disponibilit\u00e0 missionaria?\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La parola di Dio \u00e8 la mia luce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo il passaggio del Vangelo secondo Giovanni, capitolo 21, versetti 1-14. Racconta come il Signore Risorto apparve ai suoi discepoli per la terza volta. La storia inizia con la decisione di Pietro di &#8220;tornare alla sua vita precedente&#8221;, alla sua vecchia professione. Gli altri lo seguono. Quando appare Ges\u00f9, solo il discepolo amato \u00e8 in grado di percepire l&#8217;identit\u00e0 di Ges\u00f9, chi egli realmente sia. Questo \u00e8 possibile perch\u00e9 il discepolo amato non dipende solo dalla logica dell&#8217;apparenza, ma utilizza anche la logica dell&#8217;amore e del cuore. Poi, la storia continua con l&#8217;abbondante pesca, e termina con la convinzione: E nessuno dei discepoli osava domandargli: &#8220;Chi sei?&#8221;, perch\u00e9 sapevano bene che era il Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa storia riguarda un passaggio o un cammino dal dubbio e dalla delusione alla certezza e alla luce. \u00c8 un viaggio pasquale. In questa storia vediamo Pietro (il leader del gruppo) che torna al vecchio modo di vivere. Forse nel profondo del suo cuore ricordava i giorni in cui lasci\u00f2 il suo lavoro di \u201cpescatore di pesci\u201d per diventare \u201cpescatore di uomini\u201d. \u00c8 stato Ges\u00f9 che lo ha chiamato, ed \u00e8 stato Ges\u00f9 che lo ha reso pescatore di uomini. Ora Ges\u00f9 non \u00e8 pi\u00f9 tra loro, e nasce la tentazione di tornare alla vecchia e &#8220;sicura&#8221; tradizione. E gli altri lo seguono. Tornano ai loro vecchi posti di lavoro. Non riconoscono nemmeno Ges\u00f9 quando appare. Solo il discepolo che Ges\u00f9 amava, guidato dalla logica del cuore e dell&#8217;amore, \u00e8 in grado di gridare: &#8220;\u00c8 il Signore!&#8221;. Nella narrazione i discepoli non dicono quasi nulla, ma alla fine sono convinti che sia realmente il Signore ad apparire loro. La sua presenza li rende ancora credenti. Che dire di noi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconosciamo Ges\u00f9, il Signore, in coloro che vivono nelle periferie, lontani dalla luce del Vangelo?<br \/>\nNon siamo tentati di credere, in momenti di difficolt\u00e0 e di delusione, che sia pi\u00f9 facile o &#8220;meglio&#8221; scegliere le vecchie &#8220;sicure&#8221; opzioni?\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bevendo dal notro pozzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo alcune parole di una lettera scritta da p. Fabrizio Cimino a nome di Santo Alfonso nel luglio del 1758. Anche se sono scritti in uno stile e in un linguaggio datato, possiamo prendere lo spirito e le intenzioni dell&#8217;autore. In queste parole possiamo toccare e sentire lo zelo e la passione dei nostri primi confratelli nell\u2019andare a portare la luce del Vangelo a coloro che sono stati abbandonati e dimenticati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nocera, 18 luglio 1758<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miei cari Padri e Fratelli in Ges\u00f9 Cristo, mi \u00e8 stato chiesto dal nostro padre di comunicarvi la notizia che ci \u00e8 stato domandato di inviare giovani alle missioni estere in Asia. (&#8230;) Ecco dunque un vasto campo aperto davanti a noi in cui il raccolto \u00e8 pronto e in attesa di essere mietuto da lavoratori animati con zelo apostolico. Guardate quelle nazioni sfortunate bagnate di lacrime, che sollevano una voce supplicante al cielo, chiedendo al Signore di inviarvi a loro. (&#8230;) Nella loro estrema povert\u00e0 non chiedono nient&#8217;altro che essere restituiti al seno della Chiesa. Siete voi che invocano; voi, io dico, che vi siete mostrati cos\u00ec generosi nei confronti dei vostri connazionali! Siete voi da loro invocati a non valutare le loro anime meno di quelle del vostro popolo. Essi hanno ma lo stesso Creatore, sono stati formati dalla medesima sostanza, e hanno diritto come noi del sangue di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Si potrebbe quasi dire che esiste un dovere di giustizia che dovrebbe esortarci a portare la luce della verit\u00e0 nel paese da cui lo abbiamo ricevuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il viaggio vi spaventa, loro promettono di ricompensarvi con una ricezione pi\u00f9 affettuosa; Se l&#8217;inconveniente vi fa rabbrividire, vi assicurano un ricco raccolto. Se la stanchezza che dovreste sopportare vi fa paura, dovreste essere incoraggiati dalla ricompensa eterna che vi aspetta. E che motivo possiamo avere per non venire in loro aiuto?<\/p>\n<p>Miei Padri e Fratelli, sono certo che un certo numero di voi desideri di non perdere la corona che il Signore si degna di offrirvi con le sue mani benedette, una corona con cui desidero vedere la fronte di ognuno di voi adornata nella nostra casa celeste.<\/p>\n<p>In conclusione mi raccomando alle vostre preghiere e, mentre umilmente bacio le vostre mani, firmo,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuo servo e Fratello in Ges\u00f9 Cristo,<br \/>\nFabrizioCimino<br \/>\ndel Santissimo Redentore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per riflettere e discutere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualit\u00e0 di coloro che portano la luce del Vangelo a quanti ne hanno bisogno, possiamo trovare in questo testo un invito a rivedere il nostro spirito e le nostre strutture per rispondere pi\u00f9 volentieri al bisogno apostolico di chi vive attorno a noi?<br \/>\nSentiamo, profondamente in noi stessi, che siamo responsabili del mantenimento del carisma della Congregazione che ci ha dato da Dio?\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UN SOLO CORPO \u00e8 un testo mensile di preghiera proposto dal Centro di Spiritualit\u00e0 Redentorista. Per maggiori informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fr. Piotr Chyla CSsR (Direttore del Centro di Spiritualit\u00e0 &#8211;\u00a0 fr.chyla@gmail.com). Traduzione. Massimiliano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione In questo tempo di Pasqua, ognuno di noi sperimenta il misterioso &#8220;passaggio&#8221; del Signore risorto dalla morte alla vita. Viviamo questo mistero pasquale nella nostra vita quotidiana, come individui e come comunit\u00e0. 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