{"id":5773,"date":"2018-03-23T09:01:34","date_gmt":"2018-03-23T09:01:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=5773"},"modified":"2018-03-23T09:01:34","modified_gmt":"2018-03-23T09:01:34","slug":"maria-gebirah-messianica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2018\/03\/maria-gebirah-messianica\/","title":{"rendered":"Maria: Gebirah Messianica\u00a0\u00a0\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>La costituzione dogmatica <em>&#8220;Lumen gentium&#8221;<\/em> del Concilio Vaticano II\u00a0 dedica l&#8217;intero ultimo capitolo, alla presentazione della Beata Vergine Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa. Esso sviluppa lo studio della funzione di Maria nell&#8217;economia della salvezza. Il Concilio ha proposto uno studio della Madonna alla luce della sacra Scrittura, una ricerca esegetica dei testi biblici che parlano di Lei ed una sintesi teologica di tali dati. Il risultato \u00e8 un ascolto attento della rivelazione divina su Colei che in modo mirabile ha ascoltato ed accolto il suo Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presente riflessione pone l\u2019attenzione sul ruolo che Maria di Nazaret, cio\u00e8 la madre del Messia <em>gebirah,<\/em> ha svolto nell&#8217;economia della salvezza. Su questa figura \u00e8 possibile trovare nella sacra Scrittura informazioni obiettive e visioni teologiche. Nell&#8217;Antico Testamento non si parla di Maria in modo esplicito, ma alla luce del Nuovo Testamento, si pu\u00f2 riconoscere in esso passi e figure che preconizzano la <em>gebirah<\/em> futura Madre del Signore. Il prestigio della <em>gebirah<\/em> \u00e8 nell\u2019essere la madre del re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente la femminilit\u00e0 e il grembo di Maria, sono legati all&#8217;ingresso di Dio nella storia in una forma piena e radicale. In Maria la Parola si fa carne, umanit\u00e0, storia. L&#8217;intreccio tra finito ed infinito che si realizza nel grembo di Maria \u00e8 limpidamente espresso nelle parole dell&#8217;angelo: <em>Lo Spirito santo scender\u00e0 su di te (&#8230;) Colui che nascer\u00e0 sar\u00e0 dunque santo e chiamato figlio di Dio<\/em> (<em>Lc<\/em> 1, 35). La nascita \u00e8 il segno di un inizio, \u00e8 indizio di limite e di umanit\u00e0. La santit\u00e0 e la filiazione divina ci riportano invece all&#8217;area dell&#8217;infinito e di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda della <em>figlia di Sion<\/em> comporta molte tappe: quella della filiazione e quella nuziale, la tappa materna e quella della vedovanza e della sterilit\u00e0. Anche in Maria si ripete questo itinerario. Ella \u00e8 <em>figlia di Dio<\/em> e <em>serva<\/em> del Signore (<em>Lc<\/em> 1, 38) nel senso biblico per la sua totale adesione ad una missione ricevuta da espletare per la storia della salvezza. Come Abramo, Mos\u00e8, Davide, i profeti e lo stesso Servo di Jahv\u00e8<strong>,<\/strong> Maria \u00e8 uno strumento fondamentale nella rivelazione di Dio. Come <em>serva<\/em> e <em>figlia<\/em> Maria \u00e8 <em>colei che crede all&#8217;adempimento delle parole del Signore<\/em> (<em>Lc<\/em> 1, 45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sposa e madre, Maria diventa segno della chiesa la quale genera nell&#8217;eucaristia, nella Parola e nell&#8217;amore il Cristo all&#8217;interno della comunit\u00e0 credente (<em>Ap<\/em> 12). Come Sion che era sterile e come i suoi figli i quali non erano semplicemente frutto di un processo biologico ma di grazia, cos\u00ec Maria \u00e8 madre <em>vergine<\/em> e genera colui che <em>non da sangue n\u00e9 da volere di uomo ma da Dio<\/em> \u00e8 stato generato (<em>Gv<\/em> 1, 13). Sion \u00e8 anche madre vedova e sofferente che resta per sempre feconda. Anche Maria ai piedi della croce giunge alla spogliazione totale, all&#8217;estrema povert\u00e0 perdendo il Figlio. Ma proprio in quell&#8217;istante riceve come figli i fratelli del Cristo, tipizzati nel discepolo che Ges<strong>\u00f9<\/strong> amava, continuando cos<strong>\u00ec<\/strong> nei secoli la sua missione materna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura del re con la madre al suo fianco prefigura Ges\u00f9, re messianico (<em>2Sam<\/em> 7, 10-17) e sua madre Maria. I primi cristiani di origine ebrea non ebbero alcun problema quando la Chiesa venerava Maria come Regina dei martiri e dei santi. Essi videro Salomone e Betsabea come prototipi di Ges\u00f9 e Maria (<em>Lc<\/em> 1, 31-33 e <em>Mt<\/em> 1, 21)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Gebirah<\/em><\/strong><strong>, regina Madre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Nell&#8217;Antico Testamento si trovano molte immagini che possono essere applicate alla Madre del Messia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. \u00a0Come si legge nel testo di Anna Maria Canopi citato da Carlo Miglietta, <em>Ester e Maria<\/em>: &#8220;Colui che \u00e8 \u201cnato da donna\u201d (<em>Gal<\/em> 4, 4) (\u2026) \u00e8 stato, in certo modo, gi\u00e0 concepito e portato in grembo dalle antiche \u201cmadri di Israele\u201d, da tutte quelle donne che, nonostante la loro condizione di povert\u00e0 e di debolezza, hanno avuto un ruolo determinante per la salvezza del popolo eletto e dell\u2019intera umanit\u00e0. I loro nomi brillano come perle preziose nelle pagine del testo sacro: sono Sara, Rebecca, Rachele, Miriam (la sorella di Mos\u00e8), Debora, Rut, Anna, Giuditta, Ester (&#8230;)&#8221;<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La monarchia, in Israele, nasce sotto il regno Davide nel X secolo a. C. con la conquista di Gerusalemme, fortezza gebusea, e segna l&#8217;inizio di un governo centralizzato ed organizzato<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Le varie trib\u00f9 israelitiche che si erano da qualche secolo installate nel territorio di Canaan sono costrette dalla schiacciante minaccia filistea a darsi una struttura monarchica con un capo valente, capace di portare il popolo alla vittoria e di difendere gli interessi dei vari gruppi confederati. Con Davide nasce in Israele l&#8217;istituzione monarchica, la quale, non avendo alcun precedente nelle tradizioni tribali a cui ispirarsi, assume quasi tutte le caratteristiche sacrali che aveva la monarchia nell&#8217;antico vicino Oriente. Anche in Israele, il re \u00e8 tale per costituzione divina, ma, a differenza delle altre antiche ideologie monarchiche, a lui non \u00e8 attribuita \u00a0natura divina, egli \u00e8 il grande rappresentante della divinit\u00e0 e con Dio ha una strettissima relazione di dipendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La monarchia di Davide venne fondata con un oracolo profetico di Natan (<em>2Sam<\/em> 7,1-16) in cui Dio garantisce a un discendente di Davide che, sempre, sieder\u00e0 sul trono di Gerusalemme. Perch\u00e9 questa dinastia possa restare sul trono nei secoli \u00e8 indispensabile una discendenza sicura: i figli del re sono il frutto concreto della divina benedizione e la condizione di sopravvivenza della casa di Davide. In questo modo viene divinamente garantita la dinastia davidica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto storico e culturale, alla corte di Gerusalemme assume un grande rilievo la regina Madre, chiamata <em>gebirah<\/em>, ovvero &#8220;la Signora&#8221; termine che indica abitualmente la madre del re. La dignit\u00e0 di grande Dama veniva conferita alla madre del re nel momento dell\u2019intronizzazione del figlio. Alla madre del re era conferito un prestigioso titolo <em>gebirah<\/em> (signora) (<em>2Re<\/em> 5, 3; <em>Ger<\/em> 13, 18) in quanto dava la vita all\u2019eroe (<em>geber<\/em>), che era appunto il re (<em>2Sam<\/em> 23, 1). L&#8217;importanza della <em>gebirah<\/em> nasceva dal fatto di essere &#8220;la madre del re&#8221;, cio\u00e8 lo strumento concreto che rendeva possibile la realizzazione della benedizione divina e garantiva la solidit\u00e0 della dinastia davidica. Le mogli del re presenti nell&#8217;harem sono molte, ma solo sua madre ha la dignit\u00e0 di regina, in quanto datrice di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima <em>gebirah<\/em> di Giuda \u00e8 stata Betsabea, non perch\u00e9 moglie di Davide, ma in quanto madre di Salomone, il figlio che \u00e8 riuscito a rafforzare il regno nelle proprie mani. Inoltre, Betsabea ha svolto un ruolo chiave nell\u2019elezione di Salomone come successore al trono, nel momento in cui al re Davide cominciarono a venir meno le forze. Quando Salomone, figlio di Davide, divenne re (<em>1Re<\/em> 1,45-46: 2, 12), a sua madre Betsabea, venne dato un posto alla destra del re. Egli si inchin\u00f2 ai suoi piedi (<em>1Re<\/em> 2, 19), e non poteva negare le sue richieste fatte per il popolo (<em>1Re<\/em> 2, 20). La sua grande importanza nella corte veniva spesso espressa dal fatto che lei affiancava il re nelle sue decisioni<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo <em>gebirah<\/em> comportava una dignit\u00e0 e dei poteri particolari. Questo spiega perch\u00e9 i libri dei Re menzionino quasi sempre il nome della madre del re nell&#8217;introduzione ad ogni regno di Giuda (eccetto Joram, Acaz e Asa), quello della dinastia davidica da cui nascer\u00e0 il Messia, senza alcun riferimento a questa figura per il regno di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria, madre del Messia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria \u00e8 legata alla vicenda storica di Ges\u00f9 di Nazaret. Della madre del Messia parlano tre testi biblici che presentano un\u2019importante figura femminile madre di un personaggio decisivo: <em>Gen<\/em> 3,15; <em>Is<\/em> 7,14 e <em>Mic<\/em> 5, 2<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima madre (<em>Gen<\/em> 3, 15).<\/strong> Il ruolo di protagonista nella storia descritta in <em>Gen<\/em> 3, 15 \u00e8 la donna chiamata Eva, <em>perch\u00e9 fu la madre di tutti i viventi<\/em> (<em>Gen<\/em> 3, 20). Eva \u00e8 un nome legato alla radice di <em>vita<\/em> e svolge un ruolo altamente significativo. Essa fu il prototipo della madre (<em>gebirah<\/em>), la gran dama di corte; colei che ha dato inizio alla benedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fianco della donna si pone il simbolo del serpente, una figura simbolica che assume connotazioni diverse a secondo dell&#8217;ambiente culturale in cui la si considera<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. L&#8217;autore biblico ha fuso tutte queste valenze nel suo simbolico personaggio messo in stretta relazione con la donna. Alla figura femminile si conferisce una notevole dignit\u00e0 e l&#8217;accento cade sul ruolo positivo della donna come prototipo della grande Madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio preannuncia una complessa vicenda di rapporti fra il serpente e la donna; ma pi\u00f9 importante \u00e8 la menzione della discendenza della donna (<em>Gen<\/em> 3, 15): \u201cE inimicizia porr\u00f2 fra te e la donna fra il tuo seme e il suo seme: esso ti insidier\u00e0 alla testa e tu lo insidierai al calcagno\u201d. Il versetto presenta l&#8217;inizio di un\u2019ostilit\u00e0. I due avversari non sono solo il serpente e la donna, ma sono coinvolti le discendenze delle due parti, indicate con un&#8217;espressione tipicamente semitica, il <em>seme<\/em>. Questo oracolo divino si presenta come il primo annuncio di benedizione, nonostante l&#8217;irruzione del male. Il suo autore vede nella dinastia di Davide la discendenza benedetta che vincer\u00e0 nella lotta contro le forze del male. La figura della prima Madre svolge nella rilettura cristiana un ruolo molto importante come <em>tipo<\/em> della nuova Madre, colei che ha generato l&#8217;uomo nuovo, il vincitore del peccato e della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La madre e il figlio Emmanuele <\/strong><strong>(<em>Is<\/em> 7, 14). <\/strong>Un altro testo che si riferisce alla madre del Messia si trova nel libro del profeta Isaia, inserito nella corrente teologica del messianismo regale e davidico<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Nel versetto <em>Is<\/em> 7,14, nell\u2019insieme dell\u2019oracolo, si parla della nascita di un bambino e della rapida e felice risoluzione della presente difficolt\u00e0 dinastica. Alla casa di Davide \u00e8 promesso un benessere. Isaia garantisce che Dio eliminer\u00e0 i re di Damasco e di Samaria, nemici di Giuda, prima che questo bambino abbia raggiunto l&#8217;et\u00e0 della ragione, \u00e8 quindi evidente che si pensi ad un fatto imminente<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. In questo frangente Isaia parla al re Acaz in quanto rappresentante della casa di Davide, portatore della promessa fatta da Dio al primo re di Giuda. L&#8217;oracolo profetico conferma la fiducia nella divina protezione riservata alla discendenza davidica. Il fatto annunciato si realizz\u00f2, ma il testo di Isaia non fu accantonato. Le generazioni seguenti continuarono a leggerlo e lentamente l&#8217;interpretazione si rivolse al futuro, all&#8217;attesa cio\u00e8 di una grande e prodigiosa nascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto centrale dell&#8217;oracolo \u00e8 la figura della donna, evocata con il termine <em>haalmah<\/em>, che il profeta indica come la madre di questo significativo fanciullo. Lo stesso termine ricorre altrove nella Bibbia ebraica solo otto volte: <em>Gen<\/em> 24, 43; <em>Sal<\/em> 46 (45); <em>1Cr<\/em> 15, 20; <em>Es<\/em> 2, 8; 68 (67), 26; <em>Ct<\/em> 1, 3: 6, 8; <em>Pr<\/em> 30, 19. In tutti questi casi il vocabolo <em>haalmah<\/em> indica sempre una giovane donna, ma senza riferimenti che mettano in risalto le caratteristiche della verginit\u00e0<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. La nascita di un discendente di Davide sar\u00e0 il segno della salvezza ed il ruolo della <em>haalmah<\/em> sar\u00e0 significativo proprio in quanto Regina-Madre<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto della nascita straordinaria di Ges\u00f9 ha permesso alla comunit\u00e0 cristiana di comprendere in senso forte e pieno il significato dell&#8217;oracolo di Is 7,14. Altamente significativa \u00e8 l&#8217;interpretazione dell&#8217;evangelista Matteo, il quale, dopo aver presentato la nascita verginale di Ges\u00f9 (<em>Mt<\/em> 1,18-21), riporta una citazione biblica che trova conferma e realizzazione nell&#8217;evento appena descritto: <em>Tutto questo avvenne perch\u00e9 si adempisse ci\u00f2 che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepir\u00e0 e partorir\u00e0 un figlio e lo chiameranno Emmanuele<\/em> (<em>Mt<\/em> 1, 22-23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Colei che deve partorire<\/em><\/strong><strong> (Mic 5, 2). <\/strong>L&#8217;ultimo oracolo che comprende un riferimento alla madre lo troviamo nel libro del profeta Michea, all&#8217;interno di un poema che annuncia e descrive un nuovo regno<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Il tema di questo poema \u00e8 l&#8217;attesa del regno definitivo instaurato da un futuro e perfetto discendente di Davide. Mentre la monarchia davidica sembra ormai definitivamente scomparsa, il profeta annuncia un nuovo principio proprio a partire dal clan efrateo di Betlemme da cui era uscito il re Davide. Il tempo che separa il deplorevole stato attuale dal momento luminoso del Messia, presentato dal profeta, contiene il riferimento alla madre del dominatore: &#8220;Perci\u00f2 li dar\u00e0 finch\u00e9 una partoriente partorisca&#8221; (<em>Mic<\/em> 5, 2a). L&#8217;oracolo di Michea, per indicare la madre, adopera un termine ancora pi\u00f9 generico <em>y\u2019ledah<\/em>, che \u00e8 il semplice participio femminile del verbo <em>yld<\/em> (generare); \u00e8 senza articolo determinativo, quindi evoca una figura imprecisata; ed indica pertanto una partoriente, una gestante, una donna che aspetta un bambino. Il riferimento implicito alla madre dell&#8217;Emmanuele offre una buona spiegazione dell&#8217;oracolo: la figura di una donna che attende la nascita di un figlio, carica del simbolismo messianico e regale elaborato alla corte di Gerusalemme, \u00e8 divenuta un puro simbolo dell&#8217;attesa, della gestazione e del travagliato parto del Messia. Il profeta adopera un linguaggio antico e proietta in un futuro imprecisato la simbolica figura della regina Madre: quando sar\u00e0 il momento costei dar\u00e0 alla luce il dominatore escatologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interpretazione cristiana ha accolto con favore la lettura messianica dell&#8217;oracolo di Michea e l&#8217;ha di preferenza adoperata per sottolineare la corrispondenza fra l&#8217;attesa del Messia da Betlemme e la realizzazione avvenuta in Ges\u00f9. L&#8217;evangelista Matteo cita ampiamente questo testo, facendolo proferire ai sommi sacerdoti e agli scribi del popolo che intendono indicare ad Erode il luogo della nascita del Messia (<em>Mt<\/em> 2, 5-6). Similmente, nel Vangelo di Giovanni si allude a questo versetto e alla sua lettura messianica, quando viene riferito il dubbio del popolo circa il fatto che Ges\u00f9 venga da Nazaret: <em>Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice forse la Scrittura che il Cristo verr\u00e0 dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?<\/em> (<em>Gv<\/em> 7, 41b-42). Tale accreditato uso evangelico ha reso notissima la profezia nella letteratura patristica e molti maestri cristiani l&#8217;hanno commentata con esegetica precisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le profezie dell\u2019Antico Testamento riguardo la venuta di Cristo, il Messia, sono varie e di gran portata. Annunziano Ges\u00f9\u00a0in diversi aspetti dei suoi misteri e della sua venuta. La sacra Scrittura ci riporta questi annunci, qualche volta usando un modo figurato, qualche volta in modo diretto riportando i testi alla lettera. Lo stesso Ges\u00f9 dir\u00e0 a pi\u00f9 riprese che <em>le Scritture gli rendono testimonianza<\/em>. In particolare, risuonano con pi\u00f9 chiarezza le parole che rivolge agli increduli discepoli che trova sulla via di Emaus dopo la sua risurrezione, e la riflessione del evangelista sull\u2019accaduto <em>Lc<\/em> 24, 25-27 <em>O stolti e tardi di cuore a credere a quello che hanno detto i profeti! \u00a0Non doveva forse il Cristo patire tutto questo ed entrare nella sua gloria? E cominciando da Mos\u00e8 e da tutti i profeti, spieg\u00f2 loro quanto lo riguardava in tutte le Scritture<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria, madre della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura storica di Maria \u00e8 stata preparata da un grande tema generale che attraversa molti testi e presenta una figura femminile simbolica, con la quale i profeti presentano la novit\u00e0 messianica <em>la Figlia<\/em> <em>di Sion<\/em>. La <em>Figlia di Sion<\/em> \u00e8 raffigurata come una donna che \u00e8 insieme sposa, madre e vergine. Israele \u00e8 spesso presentato come la sposa di Dio, continuamente portata all&#8217;infedelt\u00e0 e instancabilmente recuperata dallo Sposo. Il titolo di madre \u00e8 riservato alla citt\u00e0 di Sion che ha generato molti figli, li ha persi ed attende con impazienza che siano di nuovo in essa riuniti. L&#8217;immagine della vergine <em>betullah<\/em> \u00e8 usata talora per il popolo stesso e sempre nel contesto dell&#8217;alleanza, per significare che la fedelt\u00e0 \u00e8 l&#8217;amore intatto con cui la Vergine Israele aderisce al suo unico Sposo Jahwe. <em>La Figlia di Sion<\/em> \u00e8 una figura femminile simbolica nell&#8217;Antico Testamento che realmente \u00e8 tipologica nei confronti della Vergine Maria. Quando gli autori del Nuovo Testamento presentano Maria, utilizzano come modello letterario interpretativo questa figura, quale sposa, madre e vergine <em>betullah<\/em>. Maria, la Madre di Ges\u00f9 \u00e8 considerata come la personificazione messianica di tutto il popolo di Israele e diventa la nuova Figlia di Sion. L&#8217;Antico Testamento si conclude in un punto concreto, giungendo a una persona singola, Maria, che \u00e8 nello stesso tempo il punto di partenza e l&#8217;inizio del Nuovo Testamento, del tempo messianico della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Madre di Ges\u00f9 ha lasciato pochissime tracce nella storia della Chiesa primitiva. Donna del silenzio e del nascondimento ha seguito l&#8217;opera della Chiesa nascente nel ritiro segnato dall&#8217;affetto e dalla preghiera. Solo una volta Luca ricorda Maria dopo l&#8217;ascensione di Ges\u00f9, dopo che Ges\u00f9 \u00e8 salito al cielo, gli Apostoli tornano a Gerusalemme e si raccolgono nel cenacolo: <em>Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Ges\u00f9, e con i fratelli di lui<\/em> (<em>At<\/em> 1,14). Due aggettivi: assidui e concordi, sono stati applicati all&#8217;azione della preghiera. Gli Apostoli sono perseveranti, continuano l&#8217;opera di Ges\u00f9 e non si stancano, sono uniti e affiatati fra di loro, un cuor solo ed un&#8217;anima sola. In questa realt\u00e0 di Chiesa Maria \u00e8 presente, partecipe dell&#8217;assiduit\u00e0 e della concordia, partecipe della preghiera, modello del discepolo e del credente che persevera nella fede, \u00e8 concorde con i fratelli e viene in comunione con il suo Signore nella preghiera fiduciosa. Questo versetto degli Atti presenta realmente Maria come la Madre della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione nell&#8217;Apocalisse 12 \u00e8 stata abitualmente applicata a Maria. Si tratta per\u00f2 di un\u2019applicazione secondaria, frutto di una riflessione teologica posteriore. Il senso primario della <em>Donna vestita di sole \u00e8 <\/em>quello di indicare simbolicamente l&#8217;umanit\u00e0 nella sua gloria originale, nello splendore del progetto divino: \u00e8 l&#8217;immagine dell&#8217;umanit\u00e0 ideale, come Dio la sogna e la vuole realizzare. Seguendo questa direzione \u00a0possiamo anche parlare di una simbologia ecclesiale: la Chiesa, infatti, \u00e8 il principio dell&#8217;umanit\u00e0 nuova, trasformata dal mistero pasquale del Cristo ed in crescita verso la pienezza del Regno. Approfondendo ancora questa interpretazione, possiamo trovare un&#8217;immagine mariana, in quanto Maria \u00e8 la creatura umana nello splendore originale e rispecchia perfettamente il progetto di Dio; inoltre \u00e8 tipo della Chiesa, primizia della novit\u00e0 che il Cristo dona a tutti gli uomini che lo accolgono con il cuore e la disponibilit\u00e0 di Maria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria \u00e8 l&#8217;anello di congiunzione fra le due economie della salvezza, la persona concreta che lega i due popoli e segna il passaggio dall&#8217;antico al nuovo; Maria \u00e8 Figura Sinagogale, simbolo del popolo d&#8217;Israele, come insegnava la tradizione medievale, e contemporaneamente \u00e8 l&#8217;archetipo e l&#8217;icona della Chiesa, come i Padri si compiacevano di chiamarla. Maria \u00e8 ancora Israele ed \u00e8 gi\u00e0 la Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Osservazioni conclusive<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo del Concilio Vaticano II <em>Lumen gentium<\/em>, 55 riassume ed organicamente presenta la Madre del Messia nell&#8217;Antico Testamento: \u201cI libri del Vecchio e Nuovo Testamento e la veneranda Tradizione mostrano in modo sempre pi\u00f9 chiaro la funzione della Madre del Salvatore nell&#8217;economia della salvezza e per cos\u00ec dire la propongono alla nostra considerazione. I libri dell&#8217;Antico Testamento descrivono la storia della salvezza, nella quale lentamente viene preparandosi la venuta di Cristo nel mondo. E questi primitivi documenti, come sono letti nella Chiesa e sono capiti alla luce dell&#8217;ulteriore e piena rivelazione, mettono sempre pi\u00f9 chiaramente in luce la figura della donna, Madre del Redentore. Sotto questa luce ella viene gi\u00e0 profeticamente adombrata nella promessa, fatta ai progenitori caduti nel peccato, circa la vittoria sul serpente (<em>Gen<\/em> 3,15). Parimenti, ella \u00e8 la vergine che concepir\u00e0 e partorir\u00e0 un figlio, il cui nome sar\u00e0 Emmanuele (<em>Is<\/em> 7,14; <em>Mi<\/em> 5, 2-3; <em>Mt<\/em> 1, 22-23). Ella primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza. E infine con lei, la eccelsa Figlia di Sion, dopo la lunga attesa della promessa, si compiono i tempi e si instaura la nuova economia, quando il Figlio di Dio assunse da lei la natura umana, per liberare coi misteri della sua carne l&#8217;uomo dal peccato&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Antico Testamento non parla di Maria in modo esplicito, ma conoscendo il Nuovo Testamento e illuminati dalla rivelazione piena di Ges\u00f9 Cristo, siamo in grado di riconoscere anche nell&#8217;antica alleanza le tracce e le anticipazioni della futura madre<em> gebirah<\/em>. La regina madre \u00e8 associata al figlio in tutto il racconto d\u2019infanzia scritto dall\u2019evangelista \u00a0Matteo, ma in particolare nella scena dei magi. Essi si prostrano in adorazione davanti al bambino che riconoscono come Dio e re dei giudei, ma al tempo stesso rivolgono il naturale omaggio alla <em>gebirah<\/em>. In tal modo l\u2019evangelista associa la madre alla gioia del figlio. La madre non partecipa soltanto alla gloria, ma condivide in tutto la sorte del figlio. Insieme con il bambino, ricercato dal nuovo faraone che intende eliminarlo, Maria sperimenta la fuga e l\u2019esilio. Ella riceve accanto al bambino l\u2019esperienza dell\u2019antico Israele, oppresso e votato alla morte dal faraone che ordina l\u2019uccisione di tutti i bambini, ma prodigiosamente liberato dal braccio potente di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una sintesi di teologia mariana che sottolinea gli aspetti fondamentali che la Parola di Dio insegna sulla persona ed il ruolo della Madre del Messia. La Beata Vergine Maria nell\u2019annunzio dell&#8217;angelo accolse nel cuore immacolato il Verbo di Dio e merit\u00f2 di concepirlo nel grembo verginale. Ai piedi della croce, per il testamento d&#8217;amore del Figlio, estese la sua maternit\u00e0 a tutti gli uomini, generati dalla morte di Cristo per una vita che non avr\u00e0 fine. Immagine e modello della Chiesa orante, si un\u00ec alla preghiera degli Apostoli nell&#8217;attesa dello Spirito Santo. Assunta alla gloria del cielo, accompagna con materno amore la Chiesa e la protegge nel cammino verso la patria, fino al giorno glorioso del Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gabriel Witaszek CSsR<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Professore ordinario dell\u2019Accademia Alfonsiana, Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"mailto:g.witaszek@virgilio.it\">g.witaszek@virgilio.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Alla storia di Abramo lo Jahwista premette alcuni racconti, che noi oggi con una terminologia moderna potremmo chiamare degli &#8220;archetipi&#8221;, cio\u00e8 dei testi che vogliono spiegare il senso profondo di tutti gli eventi; sono collocati all&#8217;inizio perch\u00e9, gettando luce su tutto quello che segue, si presentano come cause e chiavi di lettura di tutto il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>Carlo Miglietta, <em>Ester e Maria<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.gruppifamiglia.it\/anno2013\/Miglietta%20Ester%20e%20Maria.html\">http:\/\/www.gruppifamiglia.it\/anno2013\/Miglietta%20Ester%20e%20Maria.html<\/a>, Consultato il 17 luglio 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> La monarchia di Davide assume le caratteristiche sacrali che aveva la monarchia nell&#8217;antico vicino Oriente, per cui il Re era tale per costituzione divina. Il re, se non ha natura divina, \u00e8 per\u00f2 in strettissima relazione con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> I profeti non hanno mai criticato l\u2019istituzione della madre del re, nonostante\u00a0 condannassero spesso i re per aver infranto la legge di Dio. \u201cFiglie di re sono tra il vostro onore; Regina \u00e8 alla tua destra in ori di Ofir (&#8230;) supplic\u00f2 tuo favore dei ricchi. Tutto gloriosa \u00e8 la figlia del re al suo posto (&#8230;) io perpetua il ricordo del tuo nome in ogni generazione, cos\u00ec le genti ti loderanno nei secoli dei secoli\u201d (<em>Sal<\/em> 45, 9-17).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Questi tre testi sono legati fra di loro e connessi con la teologia regale sviluppatasi nella corte di Gerusalemme. Sono stati interpretati fin dall&#8217;antichit\u00e0, da esegeti giudaici e cristiani, come relativi alla Madre del Messia Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Il serpente, in un contesto egiziano, \u00e8 il simbolo del potere e della sapienza, mentre nella mentalit\u00e0 cananea il serpente \u00e8 una potenza ctonia legata alla fertilit\u00e0 e alla procreazione. Nel mondo orientale in genere assume una forma di serpente il mostro primordiale del caos, opposto al dio creatore dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Il testo completo dell&#8217;oracolo (<em>Is<\/em> 7, 13-16) \u00e8 incentrato sull&#8217;immagine di un segno offerto da Dio per confermare la sua protezione su Gerusalemme e la dinastia davidica. Questo testo \u00e8 legato agli eventi storici che hanno segnato la vicenda del regno di Giuda e del profeta stesso. Isaia, uomo di corte e di grande cultura opera a Gerusalemme tra il 740 e il 701 a. C., durante il regno di Jotam (740-736), Acaz (736-716) ed Ezechia (716-687). La sua produzione letteraria \u00e8 stata raccolta, insieme ad altro materiale, nei capp. 1-39 del rotolo che porta il suo nome, continuato in seguito da tutta una scuola di discepoli che al grande maestro si ispir\u00f2 per secoli. I testi nati durante la prima fase della sua attivit\u00e0 sono stati raccolti dai redattori in una unit\u00e0 letteraria che comprende i capp. 5-11 ed \u00e8 comunemente chiamata &#8220;Libretto dell&#8217;Emmanuele&#8221;. Il versetto <em>Is<\/em> 7, 14 \u00e8 compreso in una narrazione a carattere storico che presenta, in terza persona, azioni e parole del profeta. L&#8217;unit\u00e0 letteraria (<em>Is<\/em> 7, 1-17) pu\u00f2 essere facilmente suddivisa in tre parti strettamente connesse fra di loro: ad un inquadramento storico degli eventi (<em>Is<\/em> 7, 1-2) fa seguito un oracolo, parte in prosa parte in poesia, che il Signore affida al profeta per Acaz (<em>Is<\/em> 7, 3-8) e poi un altro oracolo, in prosa, che Isaia rivolge allo stesso re e nella stessa circostanza, ma in un successivo incontro (<em>Is<\/em> 7, 9-17).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> La situazione storica in cui questo oracolo \u00e8 stato collocato \u00e8 la guerra cosiddetta &#8220;siro-efraimita&#8221;. Si tratta di una campagna contro il regno di Giuda mossa dagli alleati Pechak, re di Israele, e Rezin, re di Aram. Di fronte alla pericolosa minaccia del potente re assiro Tiglat Pileser III (Tukulti-apil-Esarra) i piccoli regni siro-palestinesi volevano organizzare una coalizione di opposizione antiassira, ma il re di Giuda si rifiut\u00f2 di collaborare. Per rappresaglia, dunque, le forze congiunte di Damasco e di Samaria assalirono Gerusalemme e la cinsero d&#8217;assedio: secondo il preambolo storico di <em>Is<\/em> 7,1-2 questa impresa mirava ad abbattere la dinastia davidica e sostituire il re Acaz con un certo figlio di Tabe\u00e8l (<em>Is<\/em> 7, 6), probabilmente un arameo della corte di Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La vicenda politica e militare metteva in pericolo soprattutto la continuit\u00e0 della Casa di Davide. Il Discendente di Davide, legittimo re secondo il divino oracolo di Natan, rischiava di essere sostituito da uno straniero qualsiasi. I teologi di corte, difensori della regalit\u00e0 sacra, guardavano con preoccupazione agli eventi e cercavano di scoprire la volont\u00e0 di Dio nei tempestosi frangenti di quell&#8217;anno 733 a. C..<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Secondo alcune interpretazioni il bambino sarebbe da identificare con l&#8217;insieme dei nascituri al tempo di Acaz e quindi la donna dell&#8217;oracolo sarebbe ogni madre in Israele; altri, invece, vedono nel bambino un terzo figlio del profeta portatore di un ulteriore simbolico nome e quindi la giovane donna sarebbe la moglie di Isaia. Mentre un&#8217;esegesi pi\u00f9 simbolica ha creduto di riconoscere nella <em>`almah<\/em> l&#8217;immagine del popolo di Israele che genera il resto santo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La <em>giovane<\/em> nel testo ebraico \u00e8 \u05d4\u05b8\u05e2\u05b7\u05dc\u05b0\u05de\u05b8\u05d4 (<em>haalm\u00e0h<\/em>); nel testo greco della <em>LXX <\/em>\u00e8 \u1f21 \u03c0\u03b1\u03c1\u03b8\u03ad\u03bd\u03bf\u03c2 \u00a0(<em>e<\/em> <em>parth\u00e8nos<\/em>); nella <em>Vulgata <\/em>latina \u00e8 <em>virgo<\/em>. Generalmente viene tradotto con <em>la giovane<\/em>, <em>la fanciulla<\/em>, <em>la<\/em> <em>ragazza<\/em>. Il vocabolo ebraico usato da Isaia \u2013 \u05d4\u05b8\u05e2\u05b7\u05dc\u05b0\u05de\u05b8\u05d4 (<em>haalm\u00e0h<\/em>) \u2013\u00a0 non viene mai usato nella Bibbia per indicare una donna sposata; esso designa una ragazza adolescente giunta all\u2019et\u00e0 delle nozze. \u00c8 con questo significato che lo troviamo nella Scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> L&#8217;attivit\u00e0 del profeta Michea \u00e8 collocata nel regno di Giuda durante il governo di Jotam (740-736), Acaz (736-716) ed Ezechia (716-687). Originario di Moreset, un paesino a sud-ovest di Gerusalemme, Michea \u00e8 un uomo del popolo, uno dei tanti poveri che hanno subito direttamente i danni delle continue guerre di quegli anni che culminarono con l&#8217;occupazione della Giudea da parte del re assiro Sennacherib. Egli fa protesta sociale contro la classe dominante e diviene cos\u00ec partavoce di Dio, araldo della giustizia e del diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La costituzione dogmatica &#8220;Lumen gentium&#8221; del Concilio Vaticano II\u00a0 dedica l&#8217;intero ultimo capitolo, alla presentazione della Beata Vergine Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa. Esso sviluppa lo studio della funzione di Maria nell&#8217;economia della salvezza. 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