{"id":6820,"date":"2018-08-10T11:32:31","date_gmt":"2018-08-10T11:32:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=6820"},"modified":"2019-08-26T15:25:51","modified_gmt":"2019-08-26T15:25:51","slug":"pagani-un-restauro-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2018\/08\/pagani-un-restauro-contemporaneo\/","title":{"rendered":"Pagani: un restauro contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">(Pagani, Italia) &#8211; La casa religiosa dei Redentoristi di Pagani venne costruita\u00a0 dal\u00a0 1743\u00a0 al 1745, nel rispetto di un progetto di sant\u2019Alfonso il quale, per la direzione dei lavori, si avvalse degli\u00a0 architetti del Re di Napoli, Pietro e Salvatore Cimafonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella casa religiosa con annessa chiesa di Pagani, sant\u2019Alfonso deline\u00f2 il <em>Modello Architettonico Redentorista<\/em>, perch\u00e9 voleva che, dall\u2019aspetto esteriore dell\u2019edificio, trasparisse anche la spiritualit\u00e0 interiore della Congregazione. Il modello avrebbe per l\u2019appunto dovuto guidare tutte le successive costruzioni dei Redentoristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019esecuzione dei suoi progetti, i quali a volte erano semplici schizzi ma altre volte anche dei bozzetti, sant\u2019Alfonso si avvaleva di architetti di fama nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche l\u2019attuale Basilica fu progettata da sant\u2019Alfonso che, per la costruzione, si avvalse dell\u2019architetto regio Pietro Cimafonte.\u00a0 La Basilica fu costruita tra il 1756 e il 1824. Nel 1803 venne consacrata da mons. Domenico Ventapane, vescovo di Teano, il quale ne stabil\u00ec l\u2019anniversario della dedicazione il 23 ottobre, giorno dedicato al Redentore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1.jpg\"><img class=\"aligncenter size-full wp-image-6823\" src=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"945\" height=\"558\" srcset=\"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1.jpg 945w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1-300x177.jpg 300w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1-768x453.jpg 768w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1-696x411.jpg 696w, http:\/\/www.cssr.news\/italian\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/08\/1-711x420.jpg 711w\" sizes=\"(max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019originario disegno alfonsiano della Basilica venne mantenuto per molti decenni successivi alla morte di sant\u2019Alfonso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo: nel corso dei secoli, i padri Missionari hanno comunque voluto conservare il tipo architettonico a navata unica, con due cappelle laterali, voluto dal loro Fondatore. Proprio per questo motivo, non furono eseguiti n\u00e9 il progetto di Giovanni Fluenzio Dente (1911-1912),\u00a0 n\u00e9\u00a0 tantomeno\u00a0 quello\u00a0 di Aristide Leonori (1921-1928), che aveva previsto la trasformazione della chiesa in tre navate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aspetto\u00a0\u00a0 estetico-decorativo attuale della Basilica, invece, \u00e8 dovuto all\u2019intervento di restauro eseguito nel 1930-33 dall\u2019architetto Gino Chierici, Soprintendente all\u2019Arte Medioevale e Moderna della Campania, il quale ridusse le dimensioni delle cappelle laterali e rivest\u00ec le pareti dell\u2019intera Basilica con marmi pregiati ed abbell\u00ec le finestre con vetrate istoriate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attualmente, il nuovo progetto di restauro, promosso dal padre Superiore Luciano Panella e redatto dallo scrivente, mira a recuperare gli antichi spazi architettonici realizzati seguendo l\u2019originaria idea artistica alfonsiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, questo progetto si prefigge di rendere fruibili le antiche cappelle laterali sette-ottocentesche, le quali furono ridotte di dimensioni nei restauri del 1930-1933 e da allora non sono state pi\u00f9 accessibili al pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo progetto prevede che siano adibite a Sala ex voto Alfonsiana ed a Sala dell\u2019apologia della vita del Santo Fondatore. Esse saranno fruibili mediante la riapertura dell\u2019antico portale posto nel transetto di fronte alla Cappella di sant\u2019Alfonso. Pertanto, il restauro consentir\u00e0 la visita dei pellegrini a questi antichi spazi, i quali saranno riutilizzati come <em>Sacrario Alfonsiano<\/em>. Inoltre, all\u2019inizio del percorso museale sar\u00e0 predisposta un\u2019area tematica relativa alla storia costruttiva della Basilica, dove si ripercorreranno le sue principali fasi costruttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora, il progetto prevede il consolidamento dei paramenti marmorei eseguiti da Gino Chierici, il restauro conservativo delle capriate lignee del tetto di copertura e delle facciate, il restauro filologico delle antiche cappelle laterali, ove \u00e8 stata da poco ubicata\u00a0 l\u2019Urna\u00a0 della\u00a0 Serva\u00a0 di Dio Maddalena Fezza da\u00a0 Pagani ed il restauro conservativo delle novecentesche vetrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La facciata sar\u00e0 interessata dal nuovo intervento di restauro mediante il riutilizzo e la ricomposizione dell\u2019apertura posta lateralmente alla facciata, al fine di consentire un accesso indipendente al nuovo Sacrario Alfonsiano. Il nuovo intervento di restauro manterr\u00e0 il carattere filologico ed estetico della facciata della Basilica che, nella sua composizione artistica, \u00e8 ottocentesca: fu realizzata da Filippo Conforto nel 1822-1823, mentre le statue dei SS. Pietro e Paolo furono realizzate da Carmine Calvanese nel 1824.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo Sacrario Alfonsiano sar\u00e0 speculare alla Cappella di Sant\u2019Alfonso. Infatti, l\u2019accesso principale alle antiche cappelle sar\u00e0 posto di fronte all\u2019ingresso della Cappella Alfonsiana e ne costituir\u00e0 il suo naturale prolungamento tematico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un lato, nella Cappella, i pellegrini potranno pregare sulla tomba del Santo e, dall\u2019altro lato, nel Sacrario, potranno proseguire la meditazione visitando le antiche cappelle dove saranno artisticamente illustrate le tappe salienti della vita di sant\u2019Alfonso e, quindi, la vocazione, la rinuncia alla toga di avvocato, la teologia ed i miracoli (questi ultimi attraverso gli ex voto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cappella di sant\u2019 Alfonso venne realizzata nel 1819-20 dal superiore padre Celestino Maria Cocle e dal maestro marmoraro Raimondo Belli. Il suo cancello fu forgiato nel 1820 da Lorenzo Gargiulo ed il nuovo progetto lo riproporr\u00e0 di dimensioni inferiori quale ingresso al nuovo sacrario, secondo i criteri di restauro della <em>distinguibilit\u00e0 <\/em>ed <em>assonanza <\/em>cos\u00ec come teorizzati da Cesare Brandi e dalla scuola di restauro romana di Paolo Marconi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lorenzo Gargano<\/em>, architetto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bibiliografia: Gargano Lorenzo, <em>Il Tipo Architettonico Alfonsiano, gli edifici redentoristi del Settecento<\/em>, in <em>Analisi Storico Matematica dei Sistemi Artistici dell\u2019Italia Meridionale<\/em>, Roma 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(In cammino con San Gerardo, luglio-agosto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Pagani, Italia) &#8211; La casa religiosa dei Redentoristi di Pagani venne costruita\u00a0 dal\u00a0 1743\u00a0 al 1745, nel rispetto di un progetto di sant\u2019Alfonso il quale, per la direzione dei lavori, si avvalse degli\u00a0 architetti del Re di Napoli, Pietro e Salvatore Cimafonte. 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