{"id":7294,"date":"2018-10-04T13:19:25","date_gmt":"2018-10-04T13:19:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=7294"},"modified":"2018-10-04T13:19:25","modified_gmt":"2018-10-04T13:19:25","slug":"discorso-del-santo-padre-francesco-alla-1a-congregazione-generale-della-xv-assemblea-del-sinodo-dei-vescovi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2018\/10\/discorso-del-santo-padre-francesco-alla-1a-congregazione-generale-della-xv-assemblea-del-sinodo-dei-vescovi\/","title":{"rendered":"Discorso del Santo Padre Francesco alla 1a Congregazione Generale della XV Assemblea del Sinodo dei Vescovi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Discorso del Santo Padre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Care Beatitudini, Eminenze, Eccellenze,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">cari fratelli e sorelle, carissimi giovani!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando in quest\u2019aula per parlare dei giovani, si sente gi\u00e0 la forza della loro presenza che emana positivit\u00e0 ed entusiasmo, capaci di invadere e rallegrare non solo quest\u2019aula, ma tutta la Chiesa e il mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 non posso cominciare senza dirvi grazie! Grazie a voi presenti, grazie a tante persone che lungo un cammino di preparazione di due anni \u2013 qui nella Chiesa di Roma e in tutte le Chiese del mondo \u2013 hanno lavorato con dedizione e passione per farci giungere a questo momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie di cuore al Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo, ai Presidenti Delegati, al Cardinale S\u00e9rgio da Rocha, Relatore Generale; a Mons. Fabio Fabene, Sotto-Segretario, agli Officiali della Segreteria Generale e agli Assistenti; grazie a tutti voi, Padri sinodali, Uditori, Uditrici, esperti e consultori; ai Delegati fraterni; ai traduttori, ai cantori, ai giornalisti. Grazie di cuore a tutti per la vostra partecipazione attiva e feconda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grazie sentito meritano i due Segretari Speciali, Padre Giacomo Costa, gesuita, e Don Rossano Sala, salesiano, che hanno lavorato generosamente con impegno e abnegazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero anche ringraziare vivamente i giovani collegati con noi, in questo momento, e tutti i giovani che in tanti modi hanno fatto sentire la loro voce. Li ringrazio per aver voluto scommettere che vale la pena di sentirsi parte della Chiesa o di entrare in dialogo con essa; vale la pena di avere la Chiesa come madre, come maestra, come casa, come famiglia, capace, nonostante le debolezze umane e le difficolt\u00e0, di brillare e trasmettere l\u2019intramontabile messaggio di Cristo; vale la pena di aggrapparsi alla barca della Chiesa che, pur attraverso le tempeste impietose del mondo, continua ad offrire a tutti rifugio e ospitalit\u00e0; vale la pena di metterci in ascolto gli uni degli altri; vale la pena di nuotare controcorrente e di legarsi ai valori alti: la famiglia, la fedelt\u00e0, l\u2019amore, la fede, il sacrificio, il servizio, la vita eterna. La nostra responsabilit\u00e0 qui al Sinodo \u00e8 di non smentirli, anzi, di dimostrare che hanno ragione a scommettere: davvero vale la pena, davvero non \u00e8 tempo perso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ringrazio in particolare voi, cari giovani presenti! Il cammino di preparazione al Sinodo ci ha insegnato che l\u2019universo giovanile \u00e8 talmente variegato da non poter essere rappresentato totalmente, ma voi ne siete certamente un segno importante. La vostra partecipazione ci riempie di gioia e di speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II Sinodo che stiamo vivendo \u00e8 un momento di condivisione. Desidero dunque, all\u2019inizio del percorso dell\u2019Assemblea sinodale, invitare tutti a parlare con coraggio e parresia, cio\u00e8 integrando libert\u00e0, verit\u00e0 e carit\u00e0. Solo il dialogo pu\u00f2 farci crescere. Una critica onesta e trasparente \u00e8 costruttiva e aiuta, mentre non lo fanno le chiacchiere inutili, le dicerie, le illazioni oppure i pregiudizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al coraggio del parlare deve corrispondere l\u2019umilt\u00e0 dell\u2019ascoltare. Dicevo ai giovani nella Riunione pre-sinodale: \u00abSe parla quello che non mi piace, devo ascoltarlo di pi\u00f9, perch\u00e9 ognuno ha il diritto di essere ascoltato, come ognuno ha il diritto di parlare\u00bb. Questo ascolto aperto richiede coraggio nel prendere la parola e nel farsi voce di tanti giovani del mondo che non sono presenti. \u00c8 questo ascolto che apre lo spazio al dialogo. Il Sinodo dev\u2019essere un esercizio di dialogo, anzitutto tra quanti vi partecipano. E il primo frutto di questo dialogo \u00e8 che ciascuno si apra alla novit\u00e0, a modificare la propria opinione grazie a quanto ha ascoltato dagli altri. Questo \u00e8 importante per il Sinodo. Molti di voi hanno gi\u00e0 preparato il loro intervento prima di venire \u2013 e vi ringrazio per questo lavoro \u2013, ma vi invito a sentirvi liberi di considerare quanto avete preparato come una bozza provvisoria aperta alle eventuali integrazioni e modifiche che il cammino sinodale potrebbe suggerire a ciascuno. Sentiamoci liberi di accogliere e comprendere gli altri e quindi di cambiare le nostre convinzioni e posizioni: \u00e8 segno di grande maturit\u00e0 umana e spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sinodo \u00e8 un esercizio ecclesiale di discernimento. Franchezza nel parlare e apertura nell\u2019ascoltare sono fondamentali affinch\u00e9 il Sinodo sia un processo di discernimento. Il discernimento non \u00e8 uno slogan pubblicitario, non \u00e8 una tecnica organizzativa, e neppure una moda di questo pontificato, ma un atteggiamento interiore che si radica in un atto di fede. Il discernimento \u00e8 il metodo e al tempo stesso l\u2019obiettivo che ci proponiamo: esso si fonda sulla convinzione che Dio \u00e8 all\u2019opera nella storia del mondo, negli eventi della vita, nelle persone che incontro e che mi parlano. Per questo siamo chiamati a metterci in ascolto di ci\u00f2 che lo Spirito ci suggerisce, con modalit\u00e0 e in direzioni spesso imprevedibili. Il discernimento ha bisogno di spazi e di tempi. Per questo dispongo che durante i lavori, in assemblea plenaria e nei gruppi, ogni 5 interventi si osservi un momento di silenzio \u2013 circa tre minuti \u2013 per permettere ad ognuno di prestare attenzione alle risonanze che le cose ascoltate suscitano nel suo cuore, per andare in profondit\u00e0 e cogliere ci\u00f2 che colpisce di pi\u00f9. Questa attenzione all\u2019interiorit\u00e0 \u00e8 la chiave per compiere il percorso del riconoscere, interpretare e scegliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo segno di una Chiesa in ascolto e in cammino. L\u2019atteggiamento di ascolto non pu\u00f2 limitarsi alle parole che ci scambieremo nei lavori sinodali. Il cammino di preparazione a questo momento ha evidenziato una Chiesa \u201cin debito di ascolto\u201d anche nei confronti dei giovani, che spesso dalla Chiesa si sentono non compresi nella loro originalit\u00e0 e quindi non accolti per quello che sono veramente, e talvolta persino respinti. Questo Sinodo ha l\u2019opportunit\u00e0, il compito e il dovere di essere segno della Chiesa che si mette davvero in ascolto, che si lascia interpellare dalle istanze di coloro che incontra, che non ha sempre una risposta preconfezionata gi\u00e0 pronta. Una Chiesa che non ascolta si mostra chiusa alla novit\u00e0, chiusa alle sorprese di Dio, e non potr\u00e0 risultare credibile, in particolare per i giovani, che inevitabilmente si allontaneranno anzich\u00e9 avvicinarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usciamo da pregiudizi e stereotipi. Un primo passo nella direzione dell\u2019ascolto \u00e8 liberare le nostre menti e i nostri cuori da pregiudizi e stereotipi: quando pensiamo di sapere gi\u00e0 chi \u00e8 l\u2019altro e che cosa vuole, allora facciamo davvero fatica ad ascoltarlo sul serio. I rapporti tra le generazioni sono un terreno in cui pregiudizi e stereotipi attecchiscono con una facilit\u00e0 proverbiale, tanto che spesso nemmeno ce ne rendiamo conto. I giovani sono tentati di considerare gli adulti sorpassati; gli adulti sono tentati di ritenere i giovani inesperti, di sapere come sono e soprattutto come dovrebbero essere e comportarsi. Tutto questo pu\u00f2 costituire un forte ostacolo al dialogo e all\u2019incontro tra le generazioni. La maggior parte dei presenti non appartiene alla generazione dei giovani, per cui \u00e8 chiaro che dobbiamo fare attenzione soprattutto al rischio di parlare dei giovani a partire da categorie e schemi mentali ormai superati. Se sapremo evitare questo pericolo, allora contribuiremo a rendere possibile un\u2019alleanza tra generazioni. Gli adulti dovrebbero superare la tentazione di sottovalutare le capacit\u00e0 dei giovani e di giudicarli negativamente. Avevo letto una volta che la prima menzione di questo fatto risale al 3000 a.C. ed \u00e8 stata trovata su un vaso di argilla dell\u2019antica Babilonia, dove c\u2019\u00e8 scritto che la giovent\u00f9 \u00e8 immorale e che i giovani non sono in grado di salvare la cultura del popolo. I giovani invece dovrebbero superare la tentazione di non prestare ascolto agli adulti e di considerare gli anziani \u201croba antica, passata e noiosa\u201d, dimenticando che \u00e8 stolto voler ricominciare sempre da zero come se la vita iniziasse solo con ciascuno di loro. In realt\u00e0, gli anziani, nonostante la loro fragilit\u00e0 fisica, rimangono sempre la memoria della nostra umanit\u00e0, le radici della nostra societ\u00e0, il \u201cpolso\u201d della nostra civilt\u00e0. Disprezzarli, scaricarli, chiuderli in riserve isolate oppure snobbarli \u00e8 indice di un cedimento alla mentalit\u00e0 del mondo che sta divorando le nostre case dall\u2019interno. Trascurare il tesoro di esperienze che ogni generazione eredita e trasmette all\u2019altra \u00e8 un atto di autodistruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre quindi, da una parte, superare con decisione la piaga del clericalismo. Infatti, l\u2019ascolto e l\u2019uscita dagli stereotipi sono anche un potente antidoto contro il rischio del clericalismo, a cui un\u2019assemblea come questa \u00e8 inevitabilmente esposta, al di l\u00e0 delle intenzioni di ciascuno di noi. Esso nasce da una visione elitaria ed escludente della vocazione, che interpreta il ministero ricevuto come un potere da esercitare piuttosto che come un servizio gratuito e generoso da offrire; e ci\u00f2 conduce a ritenere di appartenere a un gruppo che possiede tutte le risposte e non ha pi\u00f9 bisogno di ascoltare e di imparare nulla. Il clericalismo \u00e8 una perversione ed \u00e8 radice di tanti mali nella Chiesa: di essi dobbiamo chiedere umilmente perdono e soprattutto creare le condizioni perch\u00e9 non si ripetano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre per\u00f2, d\u2019altra parte, curare il virus dell\u2019autosufficienza e delle affrettate conclusioni di molti giovani. Dice un proverbio egiziano: \u201cSe nella tua casa non c\u2019\u00e8 l\u2019anziano, compralo, perch\u00e9 ti servir\u00e0\u201d. Ripudiare e rigettare tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato trasmesso nei secoli porta soltanto al pericoloso smarrimento che purtroppo sta minacciando la nostra umanit\u00e0; porta allo stato di disillusione che ha invaso i cuori di intere generazioni. L\u2019accumularsi delle esperienze umane, lungo la storia, \u00e8 il tesoro pi\u00f9 prezioso e affidabile che le generazioni ereditano l\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza scordare mai la rivelazione divina, che illumina e d\u00e0 senso alla storia e alla nostra esistenza. Che il Sinodo risvegli i nostri cuori! Il presente, anche quello della Chiesa, appare carico di fatiche, di problemi, di pesi. Ma la fede ci dice che esso \u00e8 anche il kairos in cui il Signore ci viene incontro per amarci e chiamarci alla pienezza della vita. Il futuro non \u00e8 una minaccia da temere, ma \u00e8 il tempo che il Signore ci promette perch\u00e9 possiamo fare esperienza della comunione con Lui, con i fratelli e con tutta la creazione. Abbiamo bisogno di ritrovare le ragioni della nostra speranza e soprattutto di trasmetterle ai giovani, che di speranza sono assetati; come ben affermava il Concilio Vaticano II: \u00abLegittimamente si pu\u00f2 pensare che il futuro dell\u2019umanit\u00e0 sia riposto nelle mani di \u00a0coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza\u00bb (Cost. past. Gaudium et spes, 31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro tra le generazioni pu\u00f2 essere estremamente fecondo in ordine a generare speranza. Ce lo insegna il profeta Gioele in quella che \u2013 lo ricordavo anche ai giovani della Riunione pre-sinodale \u2013 ritengo essere la profezia dei nostri tempi: \u00abI vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni\u00bb (3,1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 bisogno di sofisticate argomentazioni teologiche per mostrare il nostro dovere di aiutare il mondo contemporaneo a camminare verso il regno di Dio, senza false speranze e senza vedere soltanto rovine e guai. Infatti, San Giovanni XXIII, parlando delle persone che valutano i fatti senza sufficiente obiettivit\u00e0 n\u00e9 prudente giudizio, afferm\u00f2: \u00abNelle attuali condizioni della societ\u00e0 umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che \u00e8 maestra di vita\u00bb (Discorso per la solenne apertura del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non lasciarsi dunque tentare dalle \u201cprofezie di sventura\u201d, non spendere energie per \u00abcontabilizzare fallimenti e rinfacciare amarezze\u00bb, tenere fisso lo sguardo sul bene che \u00abspesso non fa rumore, non \u00e8 tema dei blog n\u00e9 arriva sulle prime pagine\u00bb, e non spaventarsi \u00abdavanti alle ferite della carne di Cristo, sempre inferte dal peccato e non di rado dai figli della Chiesa\u00bb (cfr Discorso ai Vescovi di recente nomina partecipanti al corso promosso dalle Congregazioni per i Vescovi e per le Chiese Orientali, 13 settembre 2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impegniamoci dunque nel cercare di \u201cfrequentare il futuro\u201d, e di far uscire da questo Sinodo non solo un documento \u2013 che generalmente viene letto da pochi e criticato da molti \u2013, ma soprattutto propositi pastorali concreti, in grado di realizzare il compito del Sinodo stesso, ossia quello di far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un\u2019alba di speranza, imparare l\u2019uno dall\u2019altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani \u2013 a tutti i giovani, nessuno escluso \u2013 la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Testo originale: Italiano]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Discorso del Santo Padre Care Beatitudini, Eminenze, Eccellenze, cari fratelli e sorelle, carissimi giovani! 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