{"id":9465,"date":"2019-08-05T13:39:39","date_gmt":"2019-08-05T13:39:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/?p=9465"},"modified":"2019-08-05T13:39:39","modified_gmt":"2019-08-05T13:39:39","slug":"il-papa-scrive-ai-sacerdoti-grazie-per-il-vostro-servizio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cssr.news\/italian\/2019\/08\/il-papa-scrive-ai-sacerdoti-grazie-per-il-vostro-servizio\/","title":{"rendered":"Il Papa scrive ai sacerdoti: \u201cGrazie per il vostro servizio\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">(Citt\u00e0 del Vaticano) Papa Francesco scrive ai sacerdoti ricordando il 160\u00b0 anniversario della morte del\u00a0santo Curato d&#8217;Ars, patrono dei parroci del mondo. Una\u00a0lettera\u00a0che esprime incoraggiamento e vicinanza ai \u201cfratelli presbiteri, che senza fare rumore\u201d lasciano tutto per impegnarsi nella vita quotidiana delle comunit\u00e0; a quelli che, lavorano in \u201ctrincea\u201d; a quelli che ogni giorno ci mettono la faccia senza darsi troppa importanza, \u201caffinch\u00e9 il popolo di Dio sia curato e accompagnato\u201d. \u201cMi rivolgo a ciascuno di voi &#8211; scrive il Papa &#8211; che, in tante occasioni, in maniera inosservata e sacrificata, nella stanchezza o nella fatica, nella malattia o nella desolazione, assumete la missione come un servizio a Dio e al suo popolo e, pur con tutte le difficolt\u00e0 del cammino, scrivete le pagine pi\u00f9 belle della vita sacerdotale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dolore<\/strong><br \/>\nLa lettera papale si apre con uno sguardo allo scandalo degli abusi: \u201cNegli ultimi tempi abbiamo potuto sentire pi\u00f9 chiaramente il grido, spesso silenzioso e costretto al silenzio, dei nostri fratelli, vittime di abusi di potere, di coscienza e sessuali da parte di ministri ordinati\u201d. Ma &#8211; spiega Francesco &#8211; pur senza \u201cmisconoscere il danno causato\u201d, sarebbe \u201cingiusto non riconoscere tanti sacerdoti che in maniera costante e integra offrono tutto ci\u00f2 che sono e che hanno per il bene degli altri\u201d. Quei preti\u00a0\u201cche fanno della loro vita un\u2019opera di misericordia in regioni o situazioni spesso inospitali, lontane o abbandonate, anche a rischio della propria vita\u201d. Il Papa li ringrazia \u201cper il coraggioso e costante esempio\u201d e scrive che i \u201ctempi della purificazione ecclesiale che stiamo vivendo ci renderanno pi\u00f9 gioiosi e semplici e in un futuro non troppo lontano saranno molto fruttuosi\u201d. Invita a non scoraggiarsi, perch\u00e9 \u201cil Signore sta purificando la sua Sposa e ci sta convertendo tutti a s\u00e9. Ci sta facendo sperimentare la prova perch\u00e9 comprendiamo che senza di Lui siamo polvere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gratitudine<\/strong><br \/>\nLa seconda parola chiave \u00e8 \u201cgratitudine\u201d. Francesco ricorda che la \u201cvocazione, pi\u00f9 che una nostra scelta, e\u0300 risposta a una chiamata gratuita del Signore\u201d. Il Papa esorta a \u201critornare a quei momenti luminosi\u201d in cui si \u00e8 sperimentata la chiamata del Signore a consacrare tutta la vita al suo servizio, a \u201cquel \u201cs\u00ec\u201d cresciuto nel seno di una comunit\u00e0 cristiana\u201d. Nei momenti di difficolt\u00e0, di fragilit\u00e0, di debolezza, \u201cquando la peggiore di tutte le tentazioni \u00e8 quella di restare a rimuginare la desolazione\u201d, \u00e8 cruciale &#8211; afferma \u2013 \u201cnon perdere la memoria piena di gratitudine per il passaggio del Signore nella nostra vita\u201d che \u201cci ha invitato a metterci in gioco per Lui e per il suo popolo\u201d. La gratitudine \u201ce\u0300 sempre un\u2019arma potente. Solo se siamo in grado di contemplare e ringraziare concretamente per tutti i gesti di amore, generosit\u00e0, solidariet\u00e0 e fiducia, cosi\u0300 come di perdono, pazienza, sopportazione e compassione con cui siamo stati trattati, lasceremo che lo Spirito ci doni quell&#8217;aria fresca in grado di rinnovare (e non rattoppare) la nostra vita e missione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Francesco ringrazia i fratelli sacerdoti \u201cper la fedelt\u00e0 agli impegni assunti\u201d. E\u0300 \u201cveramente significativo\u201d &#8211; osserva &#8211; che in una societ\u00e0 e in una cultura \u201cgassose\u201d, ci siano delle persone che scoprono la gioia di donare la vita. Dice grazie per la celebrazione quotidiana dell&#8217;Eucaristia e per il ministero del sacramento della Riconciliazione, vissuto \u201csenza rigorismi n\u00e9 lassismi\u201d, facendosi carico delle persone e \u201caccompagnandole nel cammino della conversione\u201d. Ringrazia per l\u2019annuncio del Vangelo fatto \u201ca tutti, con ardore\u201d. \u201cGrazie per tutte le volte in cui, lasciandovi commuovere nelle viscere, avete accolto quanti erano caduti, curato le loro ferite&#8230; Niente \u00e8 pi\u00f9 urgente come queste cose: prossimit\u00e0, vicinanza, essere vicini alla carne del fratello sofferente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cuore del pastore &#8211; afferma Francesco &#8211; \u00e8 quello che \u201cha imparato il gusto spirituale di sentirsi uno con il suo popolo, che non dimentica di essere uscito da esso\u2026 con stile di vita austero e semplice, senza accettare privilegi che non hanno sapore di Vangelo\u201d. Ma il Papa ringrazia e invita a ringraziare anche \u201cper la santit\u00e0 del popolo fedele di Dio\u201d, espressa \u201cnei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Coraggio<\/strong><br \/>\nLa terza parola \u00e8 \u201ccoraggio\u201d. Il Papa vuole incoraggiare i sacerdoti: \u201cLa missione a cui siamo chiamati non implica di essere immuni dalla sofferenza, dal dolore e persino dall\u2019incomprensione, al contrario ci chiede di affrontarli e assumerli per lasciare che il Signore li trasformi e ci configuri di pi\u00f9 a Lui\u201d. Un buon test per sapere come si trova il cuore del pastore &#8211; scrive Francesco \u2013 \u201c\u00e8 chiedersi come stiamo affrontando il dolore\u201d. A volte infatti pu\u00f2 capitare di comportarsi come il levita o il sacerdote della parabola del Buon Samaritano, che ignorano l\u2019uomo che giace a terra, altre volte ci si avvicina al dolore intellettualizzando e rifugiandosi in luoghi comuni (\u201cla vita \u00e8 cos\u00ec, non si pu\u00f2 far nulla\u201d), finendo per dare spazio al fatalismo. \u201cOppure ci si avvicina con uno sguardo di preferenze selettive generando cos\u00ec solo isolamento ed esclusione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Papa mette anche in guardia da quello che Bernanos ha definito il \u201cpi\u00f9 prezioso elisir del demonio\u201d, cio\u00e8 \u201cla tristezza dolciastra che i Padri dell\u2019Oriente chiamavano accidia. La tristezza che paralizza il coraggio di proseguire nel lavoro, nella preghiera\u201d, che \u201crende sterili tutti i tentativi di trasformazione e conversione, propagando risentimento e animosit\u00e0\u201d. Francesco invita a chiedere \u201callo Spirito che venga a risvegliarci\u201d, a \u201cdare uno scossone al nostro torpore\u201d, per sfidare l\u2019abitudinariet\u00e0 e \u201clasciarci smuovere da ci\u00f2 che succede intorno a noi e dal grido della Parola viva del Risorto\u201d. \u201cDurante la nostra vita, abbiamo potuto contemplare come con Ges\u00f9 Cristo sempre rinasce la gioia\u201d. Una gioia &#8211; precisa il Pontefice &#8211; che \u201cnon nasce da sforzi volontaristici o intellettualistici ma dalla fiducia di sapere che le parole di Ges\u00f9 a Pietro continuano ad agire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 nella preghiera &#8211; spiega ancora il Papa &#8211; che \u201csperimentiamo la nostra benedetta precariet\u00e0 che ci ricorda il nostro essere dei discepoli bisognosi dell\u2019aiuto del Signore e ci libera dalla tendenza prometeica di coloro che in definitiva fanno affidamento unicamente sulle proprie forze\u201d. La preghiera del pastore \u201csi nutre e si incarna nel cuore del popolo di Dio. Porta i segni delle ferite e delle gioie della sua gente\u201d. Un affidamento che \u201cci rende tutti liberi dal cercare o volere risposte facili, veloci o prefabbricate, permettendo al Signore di essere Lui (e non le nostre ricette e priorit\u00e0) a mostrarci un cammino di speranza\u201d. Dunque \u201criconosciamo la nostra fragilit\u00e0, s\u00ec; ma permettiamo che Ges\u00f9 la trasformi e ci proietti in continuazione verso la missione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per mantenere il cuore coraggioso, il Papa osserva che non vanno trascurati due legami costitutivi. Il primo con Ges\u00f9. \u00c8 l\u2019invito a non trascurare \u201cl\u2019accompagnamento spirituale, avendo un fratello con cui parlare, confrontarsi, discutere e discernere il proprio cammino\u201d. Il secondo legame \u00e8 con il popolo: \u201cNon isolatevi dalla vostra gente e dai presbiteri o dalle comunit\u00e0. Ancora meno non rinchiudetevi in gruppi chiusi o elitari\u2026 un ministro coraggioso \u00e8 un ministro sempre in uscita\u201d. Il Papa chiede ai sacerdoti di \u201cessere vicini a coloro che soffrono, per stare, senza vergogna, vicini alle miserie umane e, perch\u00e9 no, viverle come proprie per renderle eucaristia\u201d. Di essere \u201cartigiani di relazione e comunione, aperti, fiduciosi e in attesa della novit\u00e0 che il Regno di Dio vuole suscitare oggi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lode<\/strong><br \/>\nL\u2019ultima parola proposta nella lettera \u00e8 \u201clode\u201d. \u00c8 impossibile parlare di gratitudine e incoraggiamento senza contemplare Maria che \u201cci insegna la lode capace di aprire lo sguardo al futuro e di restituire speranza al presente\u201d. Perch\u00e9 \u201cguardare Maria \u00e8 tornare a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell\u2019affetto\u201d. Per questo &#8211; conclude il Papa &#8211; \u201cse qualche volta ci sentiamo tentati di isolarci e rinchiuderci in noi stessi e nei nostri progetti proteggendoci dalle vie sempre polverose della storia, o se lamenti, proteste, critiche o ironia si impadroniscono del nostro agire senza voglia di combattere, di aspettare e di amare &#8230; guardiamo a Maria affinch\u00e9 purifichi i nostri occhi da ogni \u2018pagliuzza\u2019 che potrebbe impedirci di essere attenti e svegli per contemplare e celebrare Cristo che vive in mezzo al suo popolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cFratelli &#8211; sono le parole finali della lettera &#8211; ancora una volta, continuamente rendo grazie per voi \u2026 Lasciamo che sia la gratitudine a suscitare la lode e ci incoraggi ancora una volta alla missione di ungere i nostri fratelli nella speranza. Ad essere uomini che testimoniano con la loro vita la compassione e la misericordia che solo Ges\u00f9 pu\u00f2 donarci\u201d.<\/p>\n<p>Sergio Centofanti<\/p>\n<p>(vaticannews.va\/it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Citt\u00e0 del Vaticano) Papa Francesco scrive ai sacerdoti ricordando il 160\u00b0 anniversario della morte del\u00a0santo Curato d&#8217;Ars, patrono dei parroci del mondo. 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