Costruire case di speranza: Progetto d’immersione per il Brasile in partnership con SERVE

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Lo scorso 20 ottobre 2014, venti studenti del quinto anno, quattro insegnanti e due Redentoristi del Collegio Redentorista di S. Clemente, di Limerick, si sono recati in Brasile per costruire case, in partnership con SERVE, fondata da P. Gerry O’Connor, C.Ss.R., che era stato alunno del Collegio di S. Clemente.

P. O’Connor, assieme ad un altro ex alunno, P. Brian Nolan, C.Ss.R., ha guidato il viaggio. Quanto segue, è una riflessione su alcune delle esperienze degli studenti che hanno preso parte al viaggio. La riflessione è stata riportata per iscritto da Sean Kean, uno degli studenti del quinto anno.

Aspettative prima del viaggio 

Le nostre aspettative prima del viaggio erano il modo in cui saremmo sopravvissuti con una dieta principale a base di riso e fagioli. Durante la giornata di preparazione, ci era stato detto che questo era quanto avremmo mangiato, ma la realtà è stata  ben differente ed il cibo è stato eccellente. La maggior parte di noi si era troppo preoccupata per l’alloggio e quelle paure non erano nulla di cui essere preoccupati: i venti componenti del nostro gruppo avrebbero condiviso una grande camerata e si sarebbero abituati a dormire in amaca e a non cadere, fuori di essa, durante la notte.

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Molti di noi si aspettavano di vedere povertà, in Brasile, e abbiamo visto molte immagini di povertà, ma abbiamo anche visto una grande ricchezza, in ogni parte, assieme alla povertà ed alle favelas. Una delle cose straordinarie è stata che, nonostante la povertà, il modo di guardare della gente alla vita  è ancora positivo. Ovunque siamo stati accolti calorosamente dalle persone. Prima del viaggio il gruppo era stato informato su alcune delle cose che avrebbero potuto rappresentare un cambio di esperienza: il ballo brasiliano Forro, la Caipoera, che è una forma di Arte Marziale brasiliana, una possibilità di trascorrere un giorno in spiaggia e l’opportunità di giocare una partita di calcio contro una squadra locale della zona in cui stiamo costruendo le case. Non sapevamo realmente cosa aspettarci con tutte queste esperienze culturali extra, ma abbiamo fatto il nostro meglio per impegnarci verso ognuna di esse ed abbiamo goduto di tutte. Dagli 11 anni in cui SERVE si è recato in Brasile, il nostro gruppo è stato il più vicino a battere la squadra locale nella partita di calcio; non male, se si considera che la maggior parte dei componenti della squadra brasiliana erano alla fine dell’età adolescente o appena sopra i vent’anni.

Bella Vista (zona di violenza e droga)

Abbiamo visitato due zone di Bella Vista, un’area ad alto tasso di crimini, droga e violenza. La zona è divisa in due gruppi e tali gruppi sono molto diffidenti l’uno dell’altro. I due luoghi che abbiamo visitato erano chiese o centri parrocchiali locali. Le gang sembrano rispettare queste aree e permettono ad esse di svolgere le loro attività quando cercano di agire all’interno della comunità. Ovviamente, tra i gruppi c’è tensione nonché lotta. C’era stato detto che la maggior parte delle persone vengono colpite e spesso uccise nel week end, in queste aree, e questo a causa della violenza e della droga. E’ duro immaginare come qualcuno possa sopravvivere vivendo in un  luogo come questo senza essere introdotto in un giro di violenza e di crimini, ma per alcuni il lavoro che viene svolto all’interno della Parrocchia, che è tenuta dai Redentoristi, ha dato ad essi un’opportunità di uscire dalle gang e dal crimine e cercare di fare qualcosa di diverso e di positivo con le proprie vite.

Praia De Futuro (Favela)

Abbiamo fatto visita a due Sacerdoti Redentoristi irlandesi che vivono in una piccola baracca, proprio come tutti gli altri, nella Comunità di Praia De Futuro. Martin Murray e Ned Gowing vivono nella stessa piccola favela da 19 anni. Nella loro casa, essi hanno ogni cosa di cui hanno bisogno, ma sono ancora scioccati per quanto hanno di poco, ma il loro amore è la loro vita. Essi ci hanno detto che fanno parte di un movimento di Missionari Religiosi che hanno scelto di vivere con e tra coloro che sono i più poveri. La gente, nella Comunità, ha un grande rispetto per loro. Non possiamo passare sopra le condizioni in cui essi vivono, paragonate alle condizioni in cui viviamo tutti noi, in una casa, ma è lì che essi vogliono trascorrere la loro vita e ne sono felici.  Ci hanno fatto fare un giro dell’area e ci hanno accompagnato attraverso le piccole anguste strade della Favela verso il loro centro comunitario. Abbiamo percorso una zona dell’area, e tutt’intorno c’era una estrema povertà. Ned e Martin sono arrivati entrambi alla loro ottantina ed hanno trascorso la maggior parte delle loro vite come Redentoristi in Brasile. Essi si muovono molto per le diverse comunità durante il mese, possono visitare da 20 a 30 diverse aree in un mese e dire una Messa in ciascuna comunità. Entrambi guidano un motorino e spesso camminano. Ci hanno dato una grande accoglienza e sono stati lietissimi di mostrarci il luogo in cui essi vivono ed operano.

Martin è per lo più l’uomo di preghiera della Comunità. Si reca nelle differenti aree ed ha molti piccoli gruppi di preghiera in cui la gente riflette sulla Bibbia. Ned è un po’ un inventore e la sua invenzione più recente è un forno ad energia solare in grado di cuocere cibo sfruttando il calore del sole. Non è il metodo di cucina più veloce, ma funziona, e noi abbiamo provato alcuni biscotti e dolci che Ned ha cucinato nel suo forno ad energia solare.

Costruzione di una Casa a Parnaiba

Siamo arrivati a Parnaiba giovedì 23 ottobre. Siamo stati accolti da Marcos Terto e Gerry O’Connor. Marcos Terto è l’incaricato principale di SERVE a Parnaiba, nonché colui che organizza tutta la logistica del progetto. Suo figlio, Lucas, è stato nostro principale interprete e fotografo. Abbiamo lavorato per la costruzione ogni giorno eccetto domenica. Tale lavoro include la demolizione della vecchia casa, ma anche la conservazione di ogni elemento prezioso che può essere utilizzato nella nuova casa.

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Giovedì, al nostro arrivo, siamo stati accompagnati a vedere alcune delle case costruite dai volontari del SERVE durante gli ultimi 10 anni. Con circa 25 minuti di pullman, ci siamo poi recati in un luogo chiamato Parque Estevao (Parco S. Stefano) dove avrebbe avuto inizio la costruzione dell’edificio progettato. I fondi raccolti dalla nostra scuola, che ammontano a circa €16.000, saranno di aiuto per la costruzione di 16 case di cui 14 già sono in lavorazione e, durante il nostro periodo di lavoro, ci siamo occupati di quasi tutti i siti.

Il processo include la demolizione della vecchia casa fatta di fango essiccato. Se piove, il fango scorre via facilmente esponendo la casa al freddo. Nonostante avessimo trovato caldo in ogni momento, in Brasile, i brasiliani sostengono che 27 Gradi Celsius è freddo per loro. Lo svantaggio delle case di fango è che i bambini che vivono in esse tendono ad ammalarsi, in particolare tendono a contrarre infezioni polmonari, e ciò significa che perdono giorni di scuola. Il non avere una toilette all’interno della casa significa, inoltre, che le persone si ammalano dovendo andare in bagno all’esterno. SERVE segue una politica di assicurare che le strutture per le toilette e per le docce vengano poste all’interno del nuovo edificio. Un modo, che rende possibile la misurazione del successo del progetto della costruzione dell’edificio, è quello di monitorare la frequenza della scuola da parte dei bambini che hanno tratto beneficio dalla sua costruzione.

Una volta che la casa è stata demolita ed il luogo pulito dall’eccesso di calcinacci, vengono scavate le fondamenta. Tale lavoro è faticoso poiché i calcinacci depositati sul suolo sono spesso molto duri a causa del sole. Un modo in cui il Pedreiro (Muratore) è solito aiutare in questo processo, è quello di bagnare prima il suolo. Una volta che vengono scavate le fondamenta vi vengono poste, tutt’intorno, delle enormi pietre. Queste ultime formano le fondamenta, mentre dei sassi più piccoli vengono usati per riempire tutti gli spazi vuoti. Una volta che le pietre per le fondamenta sono state collocate, viene posto un miscuglio asciutto di sabbia e calce all’interno di esse e poi si bagna il tutto con acqua e lo si amalgama nel mezzo. Tutto questo procedimento va a formare le fondamenta del nuovo edificio. Dopo che il Pedreiro ha passato il primo strato di mattoni, ad alcuni di noi è stato mostrato come posare la mattonella e costruire i muri. Il lavoro è duro, specialmente con il caldo intenso e l’umidità, ma ciascuno di noi si è messo di grande impegno. Giovedì mattina ci sarà una speciale cerimonia di consegna durante la quale noi faremo una distribuzione simbolica delle chiavi a quelle famiglie che avranno una casa costruita tutta per loro.

(Traduzione: Annalisa Pinca)

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