La Pasqua è lasciarsi afferrare dal Risorto, un messaggio da Roma

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Ci è giunto il messaggio di Pasqua da padre Giovanni Congiu, superiore della provincia romana.

Un messaggio propedeutico per vivere la settimana santa nell’impegno di far conoscere il Redentore:

“Mi piace raggiungervi con questa immagine, particolare di un grande mosaico del nostro confratello slovacco p. Kamil Dráb (nome d’arte Don Camillo), nel quale il Risorto viene rappresentato nell’atto di afferrare Adamo ed Eva, e in essi tutta l’umanità, risollevandoli dagli inferi e attirandoli a sé. Nella Pasqua il Cristo porta a compimento la Missione ricevuta dal Padre: renderci liberi dalle tenebre e partecipi del suo regno di luce e di gioia vera. Ma c’è nell’immagine un particolare che mi pare particolarmente interessante: i due personaggi vengono afferrati ai polsi, perché la presa sia più sicura e non si rischi che le mani scivolino via in una ricaduta, e quindi perché possano “rimanere” in Cristo”.

La Pasqua è lasciarsi afferrare in questo modo dal Risorto, è sperimentare l’Abbondanza della Redenzione che parte dalla Croce e vuole raggiungere ogni uomo di buona volontà. Quello della Pasqua è un messaggio che ci raggiunge e interpella la nostra vita come cristiani e come consacrati redentoristi.

Papa Francesco nella sua lettera apostolica ai religiosi all’inizio dell’Anno della Vita Consacrata scrive: “L’efficacia apostolica non dipende dall’efficienza e dalla potenza dei suoi mezzi. È la vostra vita che deve parlare, una vita dalla quale traspare la gioia e la bellezza di vivere il Vangelo e di seguire Cristo” (II.1). Le nostre Costituzioni redentoriste ci aiutano concretamente a operare in questa direzione secondo lo spirito di sant’Alfonso: “Ogni Redentorista, sempre docile al magistero della Chiesa, deve essere in mezzo al mondo un servo umile e audace della buona novella di Cristo, Redentore e Signore, principio e modello dell’umanità rinnovata. Questa buona novella ha per oggetto peculiare “l’abbondanza della Redenzione”, cioè l’amore di Dio Padre che “ci ha amati per primo e ha mandato il suo Figlio nel mondo come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4, 10) e che, per mezzo dello Spirito Santo, vivifica ognuno che crede in lui” (Cost. 6).

Alla luce di queste riflessioni auguro di vero cuore ai miei confratelli di vivere santamente la Pasqua ormai vicina, dicendo il nostro grazie al Signore che ci afferra con presa forte per attirarci a sé e per affidarci la Missione. p. Giovanni Congiu

La lettera completa:

http://portale.cssr.it/Home2/Circolari-Provinciali/BUONA-PASQUA-2015

Carlos Espinoza

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