Il Preside dell’Accademia Alfonsiana uno dei relatori nell’Aula Paolo VI in Vaticano

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Nell’ambito dell’Anno della Vita consacrata, sono stati accolti a Roma dal 15 al 19 settembre cinquemila giovani religiosi e religiose provenienti da ogni continente che hanno partecipato al convegno Mondiale loro dedicato dal titolo Svegliate il mondo – Vangelo, Profezia, Speranza. L’incontro è stato organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

La prima parte delle giornate è stata dedicata all’approfondimento biblico e teologico sulla realtà della vita religiosa; questo confronto si è svolto in Vaticano nell’aula Paolo VI e ha visto la presenza di tutti i partecipanti. Il Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata, il Cardinale João Braz de Aviz, ha aperto il dibattito “Svegliate il mondo” riferendosi direttamente al tema principale del convegno e alla lettera indirizzata da Papa Francesco ai religiosi e religiose. Mons. José Rodríguez Carballo, Arcivescovo Segretario della Congregazione, ha invece approfondito la realtà della vocazione e della ‘chiamata’ attraverso il confronto dal titolo “Maestro dove abiti? Venite e vedrete (Gv 1,38-39)”.

Tra i relatori erano presenti: il prof. Fabio Cardi del Claretianum – Istituto della Teologia della Vita Consacrata – che ha partecipato al convegno con l’intervento Come una matita nelle mani di Dio. Guidati dallo Spirito; suor Maria Ines Vieira Riberio, presidente della Conferenza delle Superiore Maggiori delle religiose del Brasile ha preso parte al convegno con l’intervento dal titolo La missione della vita consacrata nella Chiesa di oggi: un impegno socio-ambientale.

Ieri mattina nell’Aula Paolo VI è venuto per un incontro e un colloquio con giovani consacrati e consacrate il Papa Francesco. Ha risposto a braccio alle loro domande. Il Papa ha raccomandato di non adagiarsi nella comodità della vita consacrata, fatta di sola rigida osservanza di comandamenti e di regole. “Evangelizzare è testimoniare che Gesù Cristo è vivo” – ha spiegato Francesco. “Ma come fare questa testimonianza? – ha chiesto. “Con la carne, con la vita, la capacità di riscaldare i cuori che viene non solo dai libri, che sono ovviamente necessari nella nostra vita, ma viene dal cuore. “Gesù mi ha affascinato, la sua vicinanza a me! – ha risposto Francesco e ha aggiunto una memoria personale, rispondendo alla domanda: “Com’è stata la sua prima chiamata?”. Per evitare un certo narcisismo, “siate donne e uomini di adorazione” ha chiesto ai suoi interlocutori il Pontefice alla fine dell incontro.

Motivo di grande gioia per noi redentoristi è stata la presenza tra i relatori del Preside dell’Istituto Superiore di Teologia Morale dell’Accademia Alfonsiana, Prof. Andrzej Wodka che ha partecipato al convegno oggi (18 Settembre) con l’intervento La missione come ‘mistica dell’avvicinamento’ (cf EG 272) alla luce della Scrittura. Questo tema, che vede i suoi fondamenti nell’esortazione di Papa Francesco Evangelii gaudium, è stato sviluppato dal Prof. Wodka attraverso tre punti principali: (1.) Una mistica “in movimento”, (2.) Alla luce della Parola, (3) La grazia del momento attuale.

Secondo il professore, la mistica dell’avvicinamento significa mettersi in movimento per incontrare l’altro essere umano accogliendolo e soccorrendolo. Conseguentemente questa mistica richiede il coraggio di comunione di cui i religiosi e le religiose di oggi devono essere esperti. Nel suo intervento il prof. Wodka ha sottolineato che nel momento attuale è necessario per i giovani consacrati e consacrate una doppia conversione: quella missionaria – la prontezza dell’incamminarsi verso una “evangelizzazione-esodo” sull’esempio di Gesù – e quella pastorale che vuole essere presenza terapeutica dei religiosi e religiose nel mondo. E’ importante quindi che i consacrati e consacrate siano una continua ‘memoria vivente’ dell’eterno abbraccio del Padre con i suoi figli in Gesù, con infiniti ‘tocchi’ dello Spirito. Dal punto di vista del prof. Wodka questa mistica “quotidiana” dell’avvicinamento nella doppia conversione richiesta ai religiosi e alle religiose, è in grado di svegliare il mondo. “Svegliare il mondo” è il desiderio e l’aspettativa di Papa Francesco e della Chiesa nell’orizzonte dell’Anno della Vita Consacrata.

La programmazione delle giornate ha voluto rispecchiare lo spirito profondo del convegno: dall’ascolto silenzioso della Parola nel cuore della Chiesa e nella cornice della sala Paolo VI, al ‘movimento’ gioioso della condivisione in piccoli gruppi in vari luoghi di Roma concretizzando quella mistica dell’avvicinamento, quella cultura della prossimità che è incontro tra i religiosi e l’altro. Tre di questi gruppi hanno trovato accoglienza nelle aule dell’Accademia Alfonsiana.

Le giornate sono terminate con le preghiere comunitarie e dei momenti dedicati alla celebrazione Eucaristica, al sacramento della Penitenza e all’adorazione silenziosa. Tutto questo ha voluto ricordarci quali sono le fonti a cui attingere per rinnovare il nostro impegno e vivere con passione la vocazione della vita consacrata. E’ importante aggiungere che insieme con i nostri padri studenti del Collegio di S. Alfonso hanno partecipato al convegno tre giovani redentoriste contemplative del Monastero di Scala.

Krzysztof Bielinski CSsR, Roma – Accademia Alfonsiana

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