I professori dell’Accademia Alfonsiana radunati insieme per cominciare l’anno accademico nuovo

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Dal 2 al 4 ottobre 2015 ad Ariccia vicino Roma, nella casa di ritiro dei Padri Paulisti, situata nei pressi del lago di Albano – dove già due volte ha svolto i suoi esercizi spirituali Papa Francesco con tutta la curia vaticana – ha avuto luogo il raduno dei professori dell’Accademia Alfonsiana, presieduto dal Preside prof. Andrzej Wodka.

L’incontro, primo nel suo genere, iniziato venerdì scorso, è stato inaugurato dal Rettore Magnifico dell’Università Lateranense Mons. Enrico dal Covolo, S.D.B., che ha invitato i partecipanti a rivolgere lo sguardo al tema della trasformazione delle università cattoliche in riguardo al cambiamento necessario del mondo odierno, secondo l’appello del Pontefice rivolto agli atenei. Il Rettore ha indicato le quattro priorità che devono essere perseguite con coraggio nelle università cattoliche per iniziare creativamente il processo di trasformazione atteso dal Papa:

  1. L’accoglienza generosa del magistero del Vescovo di Roma da parte dei docenti, in particolare nei loro programmi, nella progettazione di nuovi percorsi (inter) disciplinari, nel loro stile personale di vita e nelle relazioni con gli studenti. Il Rettore ha suggerito al corpo accademico alcuni documenti di riferimento del Magistero di Francesco in particolare l’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, la Bolla Misericordiae Vultus e l’Enciclica Laudato si’.
  2. L’urgenza di una pastorale universitaria nuova che sia espressione delle cure premurose della Chiesa nei confronti degli studenti.
  3. La testimonianza di vita del docente attraverso una relazione personale con lo studente costruita nel tempo, con la disponibilità e la passione per il proprio lavoro. L’incontro con l’insegnante pertanto, può essere un’occasione di cambiamento per “rendere una vita diversa da prima e favorire una trasformazione”.
  4. Il rinnovamento e la riqualificazione della didattica nell’Università, nella prospettiva del giubileo della Misericordia. Il Rettore ha ripreso le parole di Papa Francesco rivolte alla Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica dell’Argentina il 3 marzo 2015, per ricordare che senza la misericordia la pastorale accademica rischia di “franare nella meschinità burocratica o nell’ideologia”. Pertanto ha invitato tutti a interrogarsi durante il nuovo anno accademico su come coniugare insieme misericordia e giustizia in ambito universitario. Tale orizzonte deve guidare ciascun docente nel proprio lavoro.

Occorre sottolineare il clima di semplicità e vicinanza che il Rettore ha saputo creare con il suo uditorio mediante la sua capacità comunicativa di entrare in relazione personale con l’altro e grazie al suo carisma di oratore appassionato concretizzando tutto ciò che ha espresso nel suo intervento e nelle sue esortazioni rivolte ai docenti. Questa atmosfera di serenità e fratellanza ha fatto da cornice al convegno per tutta la durata del week-end. In quella occasione l’Accademia ha celebrato, con il suo Rettore Magnifico, i 55 anni dell’incorporazione alla Università Lateranense.

La celebrazione eucaristica che è incontro con Gesù – l’unico Maestro di noi tutti – e ascolto della sua Parola, ha guidato il corpo docente al secondo giorno di riflessioni all’interno della casa Divin Maestro ad Ariccia. Nel Vangelo del giorno, Gesù sottolineava l’importanza della cura dei più piccoli, ricordando quindi l’essenza della missione del docente accademico nel fedele accompagnamento degli studenti allo sviluppo dei loro vari aspetti. Durante il corso della giornata sono state svolte quattro sessioni che sono risultate interessanti, costruttive e stimolanti per tutti i professori partecipanti.

Nel corso del primo incontro, durante il quale l’attenzione di tutti i docenti si è focalizzata sull’aspetto amministrativo dell’Accademia che quest’ anno celebrava 66 anni di attività dalla sua nascita, il Preside ha sottolineato quanto l’ateneo sia una realtà in costante sviluppo. Nelle sue aule e all’interno della sua struttura hanno studiato infatti circa 5000 studenti, molti dei quali oggi insegnano teologia morale in tutto il mondo. Realtà preziosa e apprezzata, l’Istituto Superiore di Teologia Morale dei redentoristi costituisce un’opportunità di studio, di approfondimento e di arricchimento all’interno dei programmi di studio e nelle iniziative ad extra.

Le altre due sessioni hanno voluto focalizzare l’attenzione su come l’Accademia possa coniugare in futuro una didattica che rimanga fedele sia allo spirito della missione della Congregazione del Santissimo Redentore, quanto alla Dottrina Cattolica proposta dal Magistero della Chiesa. Pertanto, in questa prospettiva-guida, i docenti presenti hanno voluto dedicare una parte della loro riflessione al dibattito e al confronto relativamente ai piani strategici e ai progetti didattici e ai programmi inter-disciplinari che possono essere realizzati nel corso di questo anno accademico.

L’ultima riunione del giorno è stata dedicata allo studio di un problema teologico-morale concreto in riguardo al ruolo della coscienza, come è stato definito nel nr 137 del Instrumentum Laboris dello Sinodo sulla famiglia. E’ importante aggiungere che la proposta di affrontare questo problema è nata dagli studenti stessi, che vogliono mirare ad una comprensione adeguata della questione alla luce della tradizione alfonsiana nella teologia morale.

Alla fine del convegno mi è sorta una domanda. E’ possibile che oggi, dopo un’epoca di grandi studiosi e professori nell’ambito della teologia morale e nella storia dell’Accademia Alfonsiana, possa vedere la luce una nuova prospettiva che contempli e coniughi insieme il carisma profetico iniziale dell’insegnamento dei teologi morali all’interno dell’ambiente scientifico? Questi giorni vissuti insieme nel clima fraterno della “mens communis” (del pensiero comunitario) hanno contribuito a creare serenamente un “kairós nuovo per l’Accademia” – usando le parole teologicamente notevoli e convincenti, espresse dal prof. Terence Kennedy.

All’autorità dell’Accademia Alfonsiana voglio esprimere un sincero ringraziamento per l’impostazione, la forma e il contenuto del week-end, vissuto insieme tra colleghi docenti, che sarà – come sperano tutti i partecipanti- un punto fisso nell’calendario accademico del nostro ateneo!

P. Krzysztof Bieliński CSsR,

Accademia Alfonsiana, Roma

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