San Giovanni Paolo II e i Redentoristi

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Visita fatta dal Santo Padre Giovanni Paolo II alla chiesa di S. Alfonso e la sua personale devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso. Il Papa era accompagnato dai cardinali Bevilacqua, titolare della chiesa S. Alfonso, e Camillo Ruini, Cardinale Vicario.

Ricorre oggi, 22 ottobre, la memoria di San Giovanni Paolo II, canonizzato da Papa Francesco il 27 aprile dell’anno scorso assieme a San Giovanni XXIII.
Fin dalla prima mattinata, tantissimi fedeli si stanno raccogliendo in preghiera alla tomba del Santo, nella Basilica Vaticana. Tra i Pontefici più amati della storia, Karol Wojtyla è stato, in particolare, il “Papa della famiglia” – come ha ricordato ieri Papa Francesco all’udienza generale – e dei giovani che lo celebreranno il prossimo anno nella GMG di Cracovia, sua terra natale.
Grande inoltre la sua devozione per la Divina Misericordia, aspetto che lo lega strettamente a Jorge Mario Bergoglio.
Per la Congregazione del Santissimo Redentore, Giovanni Paolo II ha lasciato un’eredità singolare nella Lettera Apostolica SPIRITUS DOMINI, per il bicentenario della morte di S. Alfonso Maria de’Liguori.

A voi l’opportunità di leggera questa lettera apostolica nella memoria di San Giovanni Paolo II:

http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1987/documents/hf_jp-ii_apl_01081987_spiritus-domini.html

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Ecco alcuni brani della Lettera Apostolica SPIRITUS DOMINI:

“Alfonso fu il rinnovatore della morale: a contatto con la gente incontrata in confessionale, specialmente nel corso della predicazione missionaria, egli gradualmente e non senza fatica sottopose a revisione la sua mentalità, raggiungendo progressivamente il giusto equilibrio tra la severità e la libertà”.
(SPIRITUS DOMINI n.1)

“La struttura della spiritualità alfonsiana potrebbe ridursi a questi due elementi: la preghiera e la grazia. La preghiera per sant’Alfonso non è un esercizio primariamente ascetico: essa è un’esigenza radicale della natura correlata alla dinamica stessa della salvezza, ed è evidente che una tale impostazione fa capire l’importanza che la preghiera assume nella pratica della vita cristiana, come «il gran mezzo della salvezza». Alla stregua dell’opera morale e dommatica, anzi in misura maggiore, la produzione spirituale di Alfonso nasce dall’apostolato e lo integra”.
(SPIRITUS DOMINI n.2)

“Sant’Alfonso fu molto amico del popolo, del popolo minuto, del popolo dei quartieri poveri della capitale del Regno di Napoli, del popolo degli umili, degli artigiani e, soprattutto, della gente della campagna. Questo senso del popolo caratterizza tutta la vita del Santo, come Missionario come fondatore, come vescovo, come scrittore. Per il popolo egli ripenserà la predicazione, la catechesi, l’insegnamento della morale e della stessa vita spirituale”.
(SPIRITUS DOMINI n.2)

“Il messaggio alfonsiano, anche quando egli rinnova, e soprattutto allora, emerge dalla coscienza plurisecolare della Chiesa. Il Santo ebbe come pochi il «sensus Ecclesiae»: un criterio che lo accompagnò nella ricerca teologica e nella prassi pastorale fino a diventare egli stesso in qualche modo la voce della Chiesa”.
(SPIRITUS DOMINI n.3)

“Tre aspetti della sua «lezione» di vita: la vicinanza al popolo, le missioni popolari e lo studio e l’insegnamento della dottrina morale”.
(SPIRITUS DOMINI n.3)

 

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