La festa dell’empatia di Dio

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Con gioia e familiarità, Mercoledì 16 dicembre, presso la sede della Accademia Alfonsiana si è svolta la festa natalizia della comunità.

Accolti e abbracciati dalla melodia del canto “Tu scendi dalle stelle”, il prof. Bielìnski Krzysztof ha moderato l’evento culturale/spirituale introducendo la giornata e dando un benvenuto affettuoso a tutti i presenti e a coloro che seguivano tramite internet. I saluti introduttivi hanno raggiunto anche due studenti collegati online dalla Repubblica Democratica del Congo.

Dopo questo primo momento di accoglienza, si è tenuta la riflessione meditativa di Natale guidata dal prof. Boies Mario, avente per tema: “L’incarnazione: L’empatia di Dio Padre e di Gesù Redentore verso l’umanità”. Con profondità e comunicabilità, ha consegnato ai partecipanti “una lente di ingrandimento”, chiamata EMPATIA; per guardare con ampiezza di mente e di cuore il mistero di un Dio che si fa carne. Ha enucleato il senso di questa parola partendo da una affermazione di Papa Francesco a riguardo. Il Pontefice afferma che “l’empatia implica la capacità di ascoltare l’altro in un modo incondizionato, richiede l’ascolto della sofferenza dell’altro”.

Alla luce di quanto detto, si evince che essere empatici vuol dire riconoscere le emozioni degli altri come se fossero proprie, immergendo la propria vita nella realtà altrui per comprenderne pensieri, sentimenti, punti di vista. In altre parole, richiede la capacità di “mettersi nei panni dell’altro” percependo, in questo modo, emozioni e pensieri. E Dio, nel mistero dell’Incarnazione, ha rivestito il suo unico Figlio con i panni dell’umanità.

Infatti l’amore “compassionevole” del Padre si manifesta in maniera piena nel Natale di Gesù, perché desiderava entrare profondamente nella vita dell’uomo per redimerlo e salvarlo.

Nell’ultima parte si è messo in luce come anche Sant’Alfonso Maria de’ Liguori adotti uno stile empatico nelle sue opere spirituali. In modo particolare ritroviamo ciò nella sua novena al Santo Natale in cui descrive l’amore del Padre verso il Figlio, del Figlio verso di noi, e di noi verso la Santissima Trinità e di conseguenza verso i fratelli e sorelle. L’uomo amato così da Dio, è chiamato ad agire e a vivere in empatia con la vita e con gli altri.

Dopo la meditazione, tutti si sono spostati nel Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso, adiacente all’Accademia Alfonsiana, per la celebrazione eucaristica: occasione per vedere realizzato sull’altare l’amore empatico di Dio per l’uomo. Ha presieduto la celebrazione il presbitero don Rodi Noura, primo sacerdote maronita, formatosi nel Seminario Redemptoris Mater di Galilea.  Don Angelo Rizzo, incaricato nel tenere l’omelia, ha condiviso il pane della Parola di Dio proferendo testuali parole: “Gesù insegna il modo più autentico per uscire dal tempo della crisi: non attraverso sofismi e dotti ragionamenti ma aprendo gli occhi sulle opere che costantemente Dio realizza nella vita di ciascuno”.

Al termine della Messa il preside Alfonso Amarante, ha ringraziato gli studenti presenti e coloro che avevano organizzato l’evento, e ha augurato di vivere questo tempo di avvento e di natale proprio come suggeriva Sant’Alfonso: “tempo degli amanti e tempo di effusione d’amore divino”.

Sac. Roberto Lonoce

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