Vivere la vocazione di fratello redentorista

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Dalle origini della Congregazione del Santissimo Redentore, la vocazione dei Fratelli è stata riconosciuta come parte integrante della nostra identità redentorista. Ora ci sono 334 Fratelli in tutto il mondo, le tre provincie con più Fratelli sono Sao Paolo, Vietnam e Denver. In occasione della festa di San Gerardo Maiella, un Fratello coadiutore della Congregazione Redentorista, abbiamo chiesto a Fratello Marcos Vinícius CSsR un’intervista, per conoscere da vicino come se vive oggi la vocazione di Fratello Redentorista.

Domanda – Cosa fa un fratello redentorista nella Congregazione Redentorista? Come puoi descrivere la sua vocazione e il suo ruolo nella comunità? 

Nel 1982, con la Communicanda 64, il Padre Pfab rispondeva questa domanda chiamando l’attenzione che il verbo “fare” non è giusto per dire chi è il fratello redentorista. Per avere una giusta comprensione di nostra vocazione nella congregazione redentorista serve utilizzare il verbo “essere”. Così, il fratello redentorista è un missionario: un uomo che si sente chiamato ad annunciare la copiosa redenzione a tutte le persone. Il fratello redentorista vive la sua vocazione missionaria facendo qualsiasi attività che contribuisce con l’evangelizzazione, potendo essere questa lavori pastorali o professionisti. Il suo ruolo nella comunità e nella chiesa è sempre essere testimone della fraternità, che è la caratteristica fondamentale della vocazione cristiana.

Domanda – Guardando la storia della nostra Congregazione, nel corso degli anni il numero dei fratelli religiosi è diminuito in proporzione al numero dei presbiteri. Attualmente, ci sono province in cui non ci sono affatto fratelli. Quale potrebbe essere la ragione di questo? 

Le ragioni sono diverse, perché ci sono quelle esterne e quelle interne alla propria congregazione. Tra quelle esterne vale ricordare che la vita religiosa laicale in se si trova in crisi, visto che il clericalismo è una minaccia costante nella chiesa. Tra quelle interne, bisogna riconoscere la consapevolezza di nostra identità consacrata e missionaria non sufficientemente chiara tra i confratelli. Basta dire che per molti redentoristi  il nostro carisma si esprime soltanto con l’esercizio del ministero presbiterale. Lo so che ci sono altre ragioni, ma queste sono ragioni notevoli che impediscono molti di abbracciare e perseverare nella congregazione come fratelli redentoristi.

Domanda – Qual è il lavoro della Commissione dei Fratelli annessa al Governo Generale?

Il lavoro della Commissione è stato quello di analizzare la situazione attuale dei fratelli nella congregazione e offrire dei programmi e suggerimenti concreti al Governo Generale per promuovere la vocazione del fratello redentorista. La commissione è stata una decisione del XXV Capitolo Generale. 

Domanda – Due anni fa, la Commissione ha prodotto un documento sulla vocazione e il ministero dei Fratelli nella Congregazione Redentorista. Quali sono le idee principali di questo documento? A chi è indirizzato questo documento? 

Il documento è composto da tre parti: la prima presenta la situazione sui fratelli nella congregazione oggi, con le ombre e le luci che possiamo vedere quando si tratta della loro vocazione; la seconda presenta una riflessione sull’identità del fratello redentorista, ricordando la sua caratteristica missionaria; e la terza parte presenta dei suggerimenti concreti per la promozione vocazionale, formazione e missione. I destinatari del documento sono tutti i confratelli redentoristi perché per promuovere nostra vita missionaria ci vuole l’impegno di tutti noi. È importante sapere che la mancanza di fratelli nella congregazione non è un problema soltanto dei fratelli redentoristi, ma è una sfida alla nostra propria sopravvivenza come consacrati nella chiesa. Allora, il documento è per tutti redentoristi ed è compito nostro conoscerlo ed applicarlo.

Domanda – Come possiamo promuovere la vocazione del fratello redentorista? 

Credo che la migliore maniera di promuovere la vocazione del fratello sia vivere con gioia e fedeltà la nostra vocazione missionaria. Quando si è redentorista al 100%, cioè, quando si vive  l’identità missionaria come la priorità della vita redentorista, molti giovani scopriranno che non bisogna essere sacerdoti per annunciare il Vangelo. Un’altra maniera, un po’ difficile, è combattere il clericalismo vivo nella chiesa che ancora produce la mentalità che ci sono cristiani di prima e seconda classe. Perciò vale ricordare la novità del messaggio di Gesù che ci dice che siamo “tutti fratelli” (Mt 23,8).

Domanda – Guardando alla persona di San Gerardo, come può ispirarci oggi, sia come Fratelli Redentoristi che come Sacerdoti Redentoristi? 

San Gerardo Maiella ci ispira a vivere nostra vocazione missionaria con semplicità e alegria. Da lui impariamo che la santità consiste nel fare la volontà di Dio, volendo ciò che Dio vuole e amando coloro che Dio ama, i poveri. La vicinanza ai poveri, malati e sofferenti vissuta da Gerardo ci insegna come dobbiamo vivere da redentoristi. Magari possiamo essere vicini alla gente come è ancora oggi il nostro fratello Gerardo.

Intervista di Scala News

Marcos Vinícius Ramos de Carvalho è fratello Redentorista dal 2004 e è membro della provincia di Goiás, in Brasile. Ha lavorato con diverse commissioni, come catechesi, formazione, è stato segretario provinciale e segretario personale del Padre Generale. Attualmente lavora come professore di filosofia e è direttore della casa editrice Scala, a Goiânia (Brasile).

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