La comunità di Marianella, a Napoli, ha celebrato con devozione e fervore la solennità di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, uno dei santi più venerati della città. La casa natale del santo, situata in Via del Borgo Alfonsiano, è stata il cuore delle celebrazioni, che si sono tenute dal 29 luglio al 1 agosto e hanno incluso un triduo di preghiera e predicazione, guidato da padre Vincenzo La Mendola CSsR.
Nella vigilia della festa, si è svolto un pellegrinaggio da Miano a Marianella, con la partecipazione di fedeli e sacerdoti, culminato in una concelebrazione eucaristica. La festa ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, che hanno preso parte alle messe, visitato le stanze del santo e ricevuto gli scapolari benedetti.
Maggiori informazioni sui partecipanti e sullo svolgimento della festa in onore di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Napoli sono disponibili nel resoconto pubblicato di seguito dal don Michele Marra.
Napoli – Marianella: triduo e solennità di sant’Alfonso
nella Rettoria della sua casa Natale
Anche quest’anno la città di Napoli, “terra di santi” ha reso omaggio ad uno dei suoi più illustri figli, “il più santo dei napoletani e il più napoletano dei santi”, come è stato definito sant’Alfonso.
La presenza dei Missionari Redentoristi nella citta partenopea, dopo la dolorosa chiusura della casa di S. Antonio e S. Alfonso a Tarsia, è rimasta soltanto nella casa natale del Santo Fondatore, cioè a Marianella, dove anche i dintorni prendono il nome da lui, il palazzo De Liguori infatti è sito in Via del Borgo alfonsiano. La piccola cappella, ora anche rettoria, è stata il centro delle iniziative per festeggiare al meglio sant’Alfonso, nel luogo dove è iniziato tutto, con la sua nascita.
Come ogni anno, la comunità dei Padri, ha organizzato un triduo di preghiera e di predicazione, per offrire ai fedeli del quartiere un’occasione di riflessione e un’opportunità per conoscere meglio sant’Alfonso e la sua spiritualità. A questo scopo hanno invitato p. Vincenzo La Mendola, archivista e membro dell’Istituto Storico dei Redentoristi a Roma, già noto alla gente di Marianella per precedenti predicazioni. Quest’anno i temi affrontati dal predicatore ci hanno aiutato a focalizzare la nostra attenzione su aspetti nodali della spiritualità alfonsiana: S. Alfonso e il coinvolgimento dei laici nella missione; S. Alfonso maestro di vita spirituale; S. Alfonso confessore e formatore della coscienza; Con un linguaggio semplice e uno stile immediato il predicatore ha sviluppato le tre tematiche, destando l’interesse dell’assemblea, ogni sera sempre numerosa, e facendoci ascoltare frequenti citazioni ed esempi tratti dalle opere e dalla vita di sant’Alfonso. Abbiamo ascoltato un sant’Alfonso vivo e con una grande forza di attrattiva. Un santo molto moderno, il cui carisma e messaggio spirituale sono perfettamente rispondenti al cammino dei cristiani di oggi.
La vigilia della festa è stata caratterizzata da un gemellaggio tra due comunità, entrambe legate al Santo Dottore: quella di Marianella e quella di Miano, entrambe nella periferia della città. Nel tardo pomeriggio dalla Parrocchia S. Alfonso e San Gerardo è partito un pellegrinaggio per Marianella. I fedeli di Miano, con il loro parroco don Salvatore Cinque, hanno voluto portare in processione una delle due statue che custodiscono nella loro chiesa, suscitando per le strade tanta curiosità ed entusiasmo, tra canti e preghiere. Al loro arrivo sono stati accolti dal superiore p. Ciro Avella, regista e organizzatore infaticabile di tutte le attività, dai Padri e dai fedeli marianellesi. Intronizzato il simulacro del Santo, accanto all’altare, ha avuto inizio la concelebrazione, a cui hanno preso parte altri sacerdoti e il parroco della Parrocchia di Marianella don Pasquale Fioretti, con un nutrito gruppo di collaboratori e fedeli. Terminata la celebrazione, si sono benedetti gli scapolari del Santo e sono stati distribuiti ai fedeli, in seguito il simulacro è stato posto su un camion e riportato nella chiesa di Miano.
Il primo agosto, fin dalle prime ore del mattino, un silenzioso pellegrinaggio ha avuto inizio: la visita alla cappella, la partecipazione alle sante messe e la visita alle stanze del Santo hanno occupato tutta la mattinata. Alcuni laici si sono resi disponibili per accogliere e accompagnare i visitatori.
Alle ore 9,00 la Messa è stata celebrata dal Parroco e animata dagli operatori parrocchiali. Alle 10,30 ha presieduto don Michele Marra, parroco della Parrocchia N. S. di Luordes a Capodichino, con un una rappresentanza della sua comunità e un bel gruppo di giovanissi ministranti. Alla Messa vespertina era stato invitato monsignor Beniamino De Palma, arcivescovo-vescovo, emerito di Nola, il quale, per un malore sopraggiunto, non è potuto essere presente, delegando il suo segretario p. Luigi Napoleone dei Missionari Vincenziani, cappellano dell’Ospedale dei Pellegrini, il quale ha presieduto la solenne concelebrazione. Dell’omelia è stato incaricato p. Vincenzo che ha presentato la figura di sant’Alfonso facendone emergere l‘attualità, per la Chiesa e per il mondo di oggi e mettendo in luce il contributo del santo alla crescita della cultura e dell’identità italiana.
Alla concelebrazione sono intervenuti altri sacerdoti, due diaconi, e un bel gruppo di ministranti. Hanno animato con il canto alcuni fedeli del gruppo di Rinnovamento carismatico e hanno partecipato alla celebrazione i membri della Pro loco di Marianella, il cui contributo alla festa è stato determinante.
Il superiore della comunità, e rettore della Cappella alla fine ha ringraziato tutti con evidente commozione, invocando sulle famiglie e su tutti gli abitanti di Marianella e della città di Napoli la protezione del Santo Vescovo. La festa del santo è stata un occasione per rinsaldare i vincoli di comunità e per vivere esperienze di fede profonde. Tante persone hanno chiesto di celebrare il sacramento della confessione, altre hanno sostato in preghiera prolungata, altre ancora hanno chiesto un libro su sant’Alfonso, per conoscerlo meglio.
Alcuni spari di fuochi d’artificio, durante la giornata, e il suono delle campane della rettoria, da tempo costrette al silenzio, hanno rallegrato la solennità, contribuendo a creare un clima di festa.
Veramente sant’Alfonso è sentito dalla comunità marianellese come uno di famiglia. L’orgoglio di custodire la sua casa natale e i suoi ricordi è unito al desiderio di conoscerlo sempre di più e di farlo conoscere a tutti.
Una celebrazione nel giardino di S. Alfonso, a cura della Parrocchia e di alcuni fedeli ha concluso i festeggiamenti, il giorno seguente.
Anche nella Parrocchia del quartiere dei Vergini il parroco e i fedeli hanno omaggiato sant’Alfonso, con un triduo e una celebrazione eucaristica in forma solenne, così come è avvenuto in altri luoghi della città, dove il suo ricordo e il suo culto sono vivi.
E’ innegabile che sant’Alfonso ha ancora tanto da dire a noi: egli continua a predicare attraverso i suoi figli e i suoi scritti, e ad essere luce e guida a tutti coloro che vogliono intraprendere il cammino della santità.
Don Michele Marra











