Dal venerdì 10 ottobre al domenica 19 ottobre 2025, si è svolta nell’arcipretura di Olivenza (che in Italia corrisponde a un decanato), dell’Arcidiocesi di Mérida-Badajoz, nella splendida terra dell’Estremadura (Spagna), una intensa Settimana di Evangelizzazione. Diciassette missionari hanno animato diciassette paesi con le loro diciassette parrocchie, accompagnando la Visita Pastorale dell’arcivescovo, monsignor José Rodríguez Carballo, O.F.M.
Una formula innovativa
L’idea di missionare accompagnando la visita pastorale del vescovo è originale e poco diffusa in Spagna. Quando l’arcivescovo è stato interrogato su questa scelta, ha risposto: «Ho preso spunto da qualcosa che faceva il vescovo confinante di Évora (Portogallo), che già organizzava le sue visite con questo sistema». Monsignor José, già segretario del Dicastero per la Vita Consacrata in Vaticano, ha sicuramente influenzato questa iniziativa con il suo amore e la promozione della Vita Consacrata.
I missionari coinvolti
I missionari appartenevano a tre congregazioni e ai loro rispettivi team:
- (ECEM) Equipo Claretiano de Evangelización Misionera,
- (EMVE) Equipo Misionero Vicenciano de Evangelización (dei Paolotti),
- (CESPLAM) Centro de Estudios y Planificación Misionera (dei Missionari Redentoristi di Spagna).
In totale, 17 missionari tra consacrati e laici: 4 del team claretiano, 4 del team vicenziano e 9 del team redentorista, tra cui una laica e due religiose Oblate del Santissimo Redentore.
L’organizzazione e le attività
Per raggiungere ogni angolo e paese, i missionari si sono organizzati in 5 squadre di 2, 3 o 4 persone, visitando ogni parrocchia e i suoi abitanti. Durante la settimana, hanno svolto attività tipiche di una missione in zona rurale: incontrando gli agenti di pastorale per coordinare le iniziative locali, organizzando momenti di preghiera e riflessione per bambini, adolescenti e giovani, e promuovendo incontri per coppie per rafforzare i legami familiari e comunitari.
Non sono mancate le visite alle scuole e agli istituti, dove i missionari hanno portato la loro testimonianza di fede, e le visite agli ammalati, per offrire conforto e vicinanza a chi soffre. È stata organizzata anche una Scuola di Preghiera, per guidare i fedeli in un percorso di spiritualità più profonda, insieme a tempi di riconciliazione e ascolto, per accogliere le necessità e le domande della gente.
Le Eucaristie missionarie, arricchite da predicazioni appassionate, hanno chiuso ogni giornata, riunendo le comunità in un clima di fede e condivisione.

Un’esperienza di grazia e sfida
La proposta dell’arcivescovo è stata accolta con un misto di inquietudine e sorpresa: il territorio era vasto e il tempo limitato, ma l’opportunità è stata accolta con gratitudine. Il contatto con la gente semplice, la condivisione fraterna e l’accoglienza gioiosa dei missionari hanno riportato alla luce la bellezza e la vitalità del carisma redentorista: la missione.
Svolgere questa missione insieme ad altre congregazioni, laici, religiosi e sacerdoti, in modo sinodale, è stato un segno di grazia. «Remiamo insieme nella barca di Pietro», in un’Europa assetata e bisognosa di evangelizzazione. «Ojalá más iniciativas así» – «Che ci siano più iniziative come questa».
P. Víctor Chacón, CSsR








