A Canosa di Puglia una conferenza per conoscere e approfondire la figura di san Bartolo Longo, Oblato Redentorista

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Foto: Pagina Facebook "La Terra del Sole"

A seguito della canonizzazione di San Bartolo Longo, avvenuta domenica 19 ottobre 2025, nel mese del Rosario, in Piazza San Pietro, dove Papa Leone XIV lo ha proclamato santo, definendolo nella sua omelia insieme agli altri sei santi proclamati “luci gentili” e “benefattori dell’umanità”, si è tenuta a Canosa, mercoledì 18 novembre, presso l’Auditorium della Parrocchia di Gesù Giuseppe e Maria, una conferenza intitolata “Bartolo Longo, Oblato Redentorista: Influssi della spiritualità alfonsiana nella vita del Fondatore di Pompei”.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione per avvicinarsi alla figura di San Bartolo Longo, esempio di santità laica e cattolica moderna, che ha segnato la storia della Chiesa e del Mezzogiorno d’Italia. La sua canonizzazione, avvenuta in questo anno giubilare, costituisce un evento ecclesiale di notevole rilevanza, che coinvolge in particolare le chiese della Regione Campania e, più in generale, tutta l’Italia meridionale, che ancora oggi beneficia delle sue straordinarie realizzazioni.

L’incontro, promosso dall’Associazione Amici di P.A.M. Losito di Canosa e co-organizzato con il Servizio Diocesano delle Cause dei Santi e dalla Confraternita di Misericordia – sezione di Canosa, è stato introdotto da Donato Mele, presidente dell’Associazione, che ha portato i saluti della Commissione pro-beatificazione del venerabile Losito. La moderazione dell’evento è stata affidata a don Antonio Turturro, direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali. 

La figura di Bartolo Longo è stata presentata dal Redentorista Padre Vincenzo Maria La Mendola, dell’Istituto Storico Redentorista di Roma, che ha esordito portando i saluti e un apprezzato messaggio ufficiale superiore provinciale dei redentoristi dell’Europa sud, padre Gennaro Sorrentino C.Ss.R. 

Padre La Mendola ha tracciato un profilo completo e affascinante del Beato Longo, soffermandosi in particolare sul suo legame con la Congregazione Redentorista e sulla spiritualità alfonsiana. Il relatore ha messo in luce l’itinerario umano e spirituale del Fondatore di Pompei, ricordando la sua appartenenza all’Ordine Domenicano, come professo nel Terz’Ordine, e sottolineando la sua “filiazione” alla Congregazione Redentorista in qualità di “oblato”.

La vita dell’avvocato Longo si intreccia con quelle di molti santi e sante del suo tempo, fino a formare, alla fine, un disegno perfetto della volontà di Dio. Padre Emanuele M. Ribera, padre Antonio M. Losito e padre Giuseppe M. Leone sono stati per Longo i “fili” principali attorno ai quali si sono intrecciate altre figure di santità. Questi santi, per un meraviglioso disegno divino, sono venuti a conoscenza l’uno dell’altro, edificandosi vicendevolmente sulla strada verso la santità.

Nella storia della spiritualità, non raramente assistiamo a una vera e propria “comunione di santità”, in cui uomini e donne sono chiamati a edificare il Regno di Dio nel mondo. Pensiamo ad esempio al Piemonte, con Don Bosco, Cafasso, Murialdo, Cottolongo, Allamano; o alla Campania, con il medico Giuseppe Moscati, il francescano Ludovico da Casoria, Caterina Volpicelli, il medico Eustachio Montemurro. Strumenti eccezionali di questo legame spirituale sono stati tre Redentoristi che hanno accompagnato Longo come guide nei momenti cruciali della sua vita:

  • Il Venerabile Emanuele Ribera, l’anacoreta di Napoli, che lo guidò subito dopo la sua conversione, dal 1865 al 1872 circa, insieme al domenicano padre Alberto Radente, suo primo confessore;
  • Il mistico padre Giuseppe Maria Leone, provato dalla sofferenza, che fu moderatore e guida spirituale di Longo e della Contessa Marianna Farnararo De Fusco per diciotto anni, dal 1885 al 1902, diventando un punto di riferimento prezioso per la loro crescita spirituale.
  • e, dopo di lui, padre Antonio Maria Losito, amico e consigliere di San Pio X, maestro del vivere interiore e ultimo direttore spirituale di Longo dal 1902 al 1917.

Tre nomi e tre volti che, pur rimanendo spesso sullo sfondo della figura del Fondatore di Pompei, testimoniano la potenza della copiosa apud eum redemptio, la grandezza della misericordia divina e la forza trasformatrice della conversione. Grazie alla loro guida – oltre cinquant’anni complessivi – Bartolo Longo poté discernere la volontà di Dio e tradurre la sua fede in opere concrete di evangelizzazione e carità. La spiritualità di sant’Alfonso plasmò così la sua vita interiore, preparandolo alla missione che lo avrebbe portato a fondare il Santuario di Pompei e a servire i poveri e gli emarginati della Valle.

Al termine della relazione, alcuni intervenuti hanno condiviso le loro riflessioni e rivolto domande al relatore. A concludere i lavori è stato il vicepostulatore, don Mario Porro, che ha offerto un’immagine suggestiva della santità: avvicinarsi a un santo è come salire una montagna, scoprendo quanto impervia sia la strada che conduce alla vetta e quanto dura sia una vita segnata dalle intemperie. Anche il cammino di San Bartolo Longo fu un sentiero in salita, ricco di ostacoli ma disseminato di “sorgenti d’acqua pura” nelle quali trovare ristoro. Le amicizie sante che lo accompagnarono rappresentarono per lui riparo, conforto e sostegno nei momenti più difficili. 

Come egli stesso scrive nel volume I nostri amici intimi:

«Oh! Come sono ammirabili i consigli della Provvidenza, che attraverso anni ed anni intreccia lentamente e soavemente i fili della storia! E come attraverso le onde degli avvenimenti umani, si mostra sempre profondo nella sua serenità l’intuito dei Santi».

Le amicizie sante richiamano il desiderio di costruire una Chiesa aperta all’azione dello Spirito e una società che rispetta la dignità dell’uomo. I santi creano legami amicali stabili, ricchi di umanità e di esperienza spirituale; vivono con serietà ed eroicità il loro rapporto con Dio, donando le proprie energie per l’annuncio del Vangelo nella Chiesa e nel mondo. 

L’approfondimento offerto da padre La Mendola, autore di monografie, articoli e recensioni e studioso si storia redentorista, apre così un nuovo varco nella conoscenza della vita dei nostri Venerabili, rivelando l’importanza dell’amicizia cristiana e ricordandoci che il cammino di santità non si percorre mai da soli, ma in compagnia dei nostri amici e di coloro che già contemplano il volto di Dio.

Don Mario Porro

Le foto per gentile concessione della Pagina Facebook “La Terra Del Sole”.