Camminare uniti nella missione accademica

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L’intervista a P. Anísio Tavares, nuovo Direttore del Collegio Maggiore a Roma 

Con l’inizio del nuovo anno accademico 2025-2026, padre Anísio Tavares CSsR ha assunto l’incarico di direttore del Collegio Maggiore di Roma. Questa comunità è composta da redentoristi giunti nella Città Eterna per seguire corsi di licenza e di dottorato presso diverse università romane. Attualmente sono 22 confratelli, provenienti da diverse province della Congregazione.

Scala News ha chiesto a padre Anisio un’intervista per presentare ai nostri confratelli e ai partner nella missione sia il nuovo direttore del Collegio Maggiore, sia l’importante comunità formativa della nostra Congregazione che è il Collegio Maggiore di Roma.

Può raccontarci le origini della Sua vocazione e le esperienze che hanno segnato il Suo cammino verso il sacerdozio? 

Sono figlio di José Tavares e Helena Alves Tavares, nato il 19 maggio 1981 ad Avaré, nello Stato di San Paolo, in Brasile. Sono il più giovane di sei fratelli: due maschi e tre femmine. La mia vocazione sacerdotale ha radici profonde, che risalgono all’infanzia. La mia famiglia mi ha trasmesso una religiosità semplice ma intensa, fatta di rosari, novene e partecipazione alle celebrazioni parrocchiali. 

Un episodio che ha segnato la mia vita risale ai miei sei anni: durante la messa del Corpus Domini nella chiesa parocchiale São Benedito, mentre uscivamo per la processione, dalla torre risuonò il canto “Te amarei, Senhor”. Fu in quel momento che sentii accendersi nel mio cuore la chiamata alla vita sacerdotale.

Nel 1994, la mia famiglia si trasferì dalla zona rurale in città. Lì conclusi gli studi di base nel 1995 e iniziai a lavorare come riparatore di cucine e lavatrici. La vita urbana mi offrì anche una ricca esperienza ecclesiale: partecipavo ai gruppi giovanili della Parrocchia Nossa Senhora das Dores – Comunità Santo Expedito, fui catechista, suonavo la chitarra durante le messe e le celebrazioni, e vissi un breve fidanzamento di cinque mesi. In quel periodo, servii anche come Ministro Straordinario della Santa Comunione, assistendo gli infermi nella Parrocchia São José. 

Nonostante queste esperienze, la chiamata al sacerdozio si faceva sempre più forte. Iniziai un serio processo di discernimento, chiedendomi cosa significasse per la mia vita. Fu una signora della comunità, Dona Yolanda, a presentarmi i Missionari Redentoristi. Da quel momento, la vocazione missionaria iniziò a prendere forma e vigore. Ripresi gli studi e conclusi la scuola superiore tra il 2001 e il 2002. Decisi quindi di mettermi in contatto con i Redentoristi di Aparecida. Dopo un accompagnamento vocazionale, lasciai il lavoro ed entrai nel Programma Propedeutico nel febbraio 2003.

Quali sono state le tappe fondamentali della Sua formazione religiosa e dei ruoli ricoperti nella Congregazione? 

Il 2 febbraio 2008, emisi la professione nella Congregazione del Santissimo Redentore. Fui ordinato diacono il 24 marzo 2012 e sacerdote l’11 agosto dello stesso anno. Dopo gli studi di Teologia, fui nominato Direttore del Seminario Minore Santo Afonso ad Aparecida-SP. Tranne per gli anni 2015 e 2017, trascorsi nel Collegio Maggiore, ho sempre ricoperto ruoli di formatore: dal 2018 al 2020 nel Juniorato a San Paolo, e dal 2021 al 2024 nel Postulantato a Belo Horizonte. Questi anni sono stati per me un’occasione di approfondimento e maturazione della mia vocazione redentorista. 

Dal 2019 al 2023, facevo parte del governo provinciale, proprio durante il periodo di preparazione al processo di riconfigurazione della Congregazione. Sempre nel 2019, sono stato nominato vice-postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di P. Vitor Coelho de Almeida, noto come l’Apostolo di Aparecida. 

Quest’anno ho concluso il mio percorso accademico presso la Facoltà Gesuita di Filosofia e Teologia (FAJE) di Belo Horizonte, in Brasile, conseguendo il dottorato in Teologia Morale. Giunto a Roma, ho assunto l’incarico di Direttore del Collegio Maggiore Sant’Alfonso e di professore assistente presso l’Accademia Alfonsiana. 

Come ha vissuto il momento della nomina a Direttore del Collegio Maggiore? 

La realtà del Collegio Maggiore non mi era del tutto sconosciuta: avevo già fatto parte di questa comunità durante gli studi di Licenza in Teologia Morale all’Accademia Alfonsiana tra il 2015 e il 2017, ricoprendo per un periodo anche il ruolo di vice-direttore. Tuttavia, dopo quasi dieci anni, la realtà attuale presenta nuove opportunità e sfide. Quando ho assunto ufficialmente l’incarico il 1º ottobre 2025, ho avvertito il peso della responsabilità, ma anche una grande gioia per l’opportunità di contribuire, insieme ai confratelli, a questa importante missione di studio e formazione. 

Qual è la realtà che caratterizza oggi il Collegio Maggiore? 

Il Collegio Maggiore Sant’Alfonso è una comunità dinamica, composta da confratelli che studiano in diverse università e facoltà di Roma, ognuno con ritmi di vita differenti rispetto a quelli della vita accademica tradizionale. La nostra missione principale è offrire un contesto comunitario che permetta di vivere appieno tutte le dimensioni della vita redentorista. Nonostante i continui arrivi e partenze, formiamo un corpo missionario che cerca di approfondire e vivere l’identità redentorista. 

Il Collegio fa parte della Comunità Sant’Alfonso, che include anche professori dell’Accademia Alfonsiana, confratelli della Curia Generalizia e del Santuario. Come intende collaborare con questa realtà più ampia?

La collaborazione tra i membri del Collegio e la comunità allargata è essenziale per formare un unico corpo missionario. Partecipiamo attivamente alle attività del Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso, al Consiglio di Comunità e ad altre iniziative. Gli studenti possono contare sul supporto dei confratelli che operano nei vari settori della Casa Generalizia, mentre altri confratelli, provenienti da diverse comunità, contribuiscono alla nostra formazione, ad esempio durante i ritiri o le visite ai luoghi di sant’Alfonso e san Clemente. 

Qual è la missione principale di un Collegio per gli studenti? 

Il Collegio ha l’obiettivo di offrire una struttura fisica, umana, spirituale e fraterna che permetta a ciascuno di sviluppare al meglio i propri studi. Essere parte del Collegio Maggiore Sant’Alfonso non significa interrompere l’azione missionaria, ma vivere gli studi come una dimensione missionaria fondamentale per affrontare le sfide attuali della Chiesa e della Congregazione. 

Quali opportunità di crescita vede per l’istituzione e per i confratelli che studiano a Roma? 

Vivere a Roma, nel Collegio Maggiore, rappresenta già di per sé un’opportunità di crescita personale e istituzionale. Ogni confratello ha la possibilità di ampliare la propria visione e comprensione della missione redentorista nel mondo. La Congregazione, a sua volta, si arricchisce grazie allo scambio di esperienze tra i confratelli. Un’altra grande opportunità è la vita accademica ed ecclesiale a Roma: partecipare a eventi e celebrazioni in Vaticano, o conoscere direttamente realtà che spesso si studiano solo sui libri, arricchisce l’esperienza di essere Chiesa missionaria. 

Quali qualità ritiene fondamentali per i giovani Redentoristi che si preparano al ministero? 

In questo tempo di Ristrutturazione per la Missione, la disponibilità missionaria è fondamentale. Studiare per una Licenza o un Dottorato significa approfondire questioni rilevanti per la nostra missione, contribuendo a rendere l’annuncio della Copiosa Redemptio comprensibile nella cultura attuale. Lo studio non è solo preparazione alla missione, ma è missione in sé. Un’altra qualità essenziale è l’ardore missionario misericordioso: ogni missionario deve fare esperienza del Dio Misericordioso e annunciare questo amore ai fratelli. Sono importanti anche la vicinanza pastorale, la capacità di ascolto e la compassione verso chi soffre. In questo Anno Giubilare, non possiamo dimenticare la virtù della Speranza, che “non delude mai” (Rm 5,5). Il cuore del missionario redentorista deve essere sempre colmo di speranza evangelica. 

Come integrerà preghiera, vita comunitaria ed esperienza pastorale nella formazione quotidiana? 

La vita di preghiera e le attività comunitarie seguono il programma della Comunità Sant’Alfonso. Momenti come il ritiro annuale, la messa settimanale del martedì e le formazioni mensili sono riservati al Collegio, ma non esclusivi. L’attività pastorale si svolge attraverso cappellanie e iniziative missionarie occasionali, sia in Italia che all’estero. Tuttavia, la missione accademica rimane l’attività principale: ogni confratello è inviato dalla propria provincia per dedicarsi a tempo pieno agli studi. La spiritualità, la vita comunitaria e le attività missionarie con il popolo arricchiscono questo percorso. 

Quali sono le Sue priorità iniziali nel ruolo di Direttore? 

La priorità iniziale è conoscere i confratelli, provenienti da Paesi e culture diversi. Questo è essenziale per accompagnarli nel percorso di studi a Roma. Oltre all’accompagnamento accademico, è fondamentale curare la dimensione umana, spirituale e vocazionale. Dalla mia esperienza, ritengo che la promozione della vita comunitaria sia cruciale per affrontare e superare le crisi tipiche della vita accademica. Un’altra priorità è valorizzare le diversità a partire dall’identità redentorista che ci unisce, arricchendo così la convivenza nella Comunità Sant’Alfonso. 

Quali saranno le principali sfide e come intende affrontarle? 

La sfida interna principale è motivare la vita comunitaria, per affrontare insieme il processo di Ristrutturazione per la Missione che coinvolge tutta la Congregazione. Come Collegio, dobbiamo vivere questo periodo di studio a Roma senza perdere il contatto con le province di origine, condividendo le esperienze per una visione più globale della missione. Esternamente, siamo chiamati a restare in sintonia con una cultura globalizzata, tecnologica e plurale. Comprendere le crisi ambientali, migratorie, politiche ed economiche è fondamentale per interagire con la società di oggi. In un’epoca ricca di informazioni e connessioni, siamo chiamati a essere missionari del dialogo e della fraternità. 

Quali sono le Sue speranze per il futuro del Collegio? 

Spero di proseguire il lavoro già avviato, rimanendo attento alle nuove esigenze del presente. Il mio obiettivo è promuovere l’ascolto, il dialogo, l’accoglienza e la presenza come elementi chiave della mia direzione. Auspico una convivenza fraterna, un impegno intellettuale e vocazionale missionario, per il presente e il futuro del Collegio Maggiore Sant’Alfonso. 

Quale messaggio desidera rivolgere agli studenti all’inizio di questa nuova missione? 

Iniziamo un nuovo capitolo nella storia del Collegio. Onoriamo la tradizione costruita finora e affrontiamo il presente, con le sue opportunità e sfide. Camminiamo uniti nella missione accademica, sostenendoci a vicenda in questo percorso di apprendimento, in vista della nostra azione missionaria redentorista. 

Grazie, P. Anísio, per aver condiviso il Suo percorso e la Sua visione. Auguriamo che il Suo servizio porti buoni frutti alla comunità del Collegio Magiore e alla Congregazione redenotrista. 

Scala News