In un mondo spesso segnato da divisioni, il nostro carisma redentorista ci chiama a essere presenti ai margini della società, come missionari e pellegrini della speranza. Questa chiamata ha preso forma negli ultimi giorni, durante la Giornata per l’Unità dei Cristiani, tenutasi nella città di Roma, alla quale hanno partecipato due laici associati irlandesi. Per i laici associati della Provincia di Dublino, questo è stato un momento molto significativo che ci ha permesso di offrire, come redentoristi, il nostro contributo al dialogo interreligioso e alla ricerca della pace.
Ed Peterson e Dermot Kelly sono due laici redentoristi irlandesi che da diversi decenni lavorano nel ministero della giustizia e della pace, nonché nel ministero della pastorale giovanile redentorista. In questa occasione, hanno avuto l’opportunità di unirsi a un pellegrinaggio di 28 persone che partecipano al Festival “4 Corners” di Belfast. Questo pellegrinaggio si è svolto nella città di Roma e ha permesso loro di entrare come “Peace Connections” in un viaggio di dialogo, sinodalità e confronto con realtà emergenti,
Reimmaginare le nuove realtà: più che un viaggio fisico
Mentre la nostra Congregazione si avvicina alla conclusione di questo Anno dedicato alla Missione, anche noi laici ci siamo sentiti interpellati dalla chiamata della Communicanda: «Passiamo all’altra riva» (cfr. Mc 4, 35). Allo stesso modo, riflettendo sulla recente Esortazione Apostolica Dilexi te, riconosciamo che non si tratta semplicemente di un attraversamento strutturale o fisico. Concentrandoci sulla chiamata della Chiesa ad amare e servire i poveri, abbiamo la certezza che il Redentore è anche con noi sulla stessa barca, mostrandoci la via dell’amore, della riconciliazione e della pace.
Per Ed e Dermot, questo pellegrinaggio nel cuore della Chiesa universale è stato un’occasione per «ravvivare il dono di Dio», lasciandosi alle spalle le sicurezze umane del familiare per abbracciare le sfide del dialogo interecclesiale ad un altro livello. Il gruppo di pellegrini ha avuto importanti colloqui con gli ambasciatori presso la Santa Sede, il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e il Segretariato Generale del Sinodo. Tuttavia, il vero «passaggio interiore» è avvenuto negli spazi intermedi: le passeggiate nella Città Eterna, dove i pellegrini metodisti, presbiteriani, anglicani e cattolici si sono riconosciuti come fratelli, membri di un unico corpo.
Un saluto e un invito del Papa: «La pace sia con (tutti) voi»
Un momento decisivo del pellegrinaggio è stato l’incontro con Papa Leone. È stato molto significativo che il Santo Padre abbia salutato il gruppo con le stesse parole che hanno segnato l’inizio del suo pontificato: «La pace sia con voi…». Queste parole non erano solo un saluto di cortesia, ma una dichiarazione che si adatta perfettamente alle nostre priorità missionarie come redentoristi.
Al termine dell’incontro, Papa Leone ha rivolto un messaggio diretto a tutti i presenti, un messaggio che Ed e Dermot stanno ora trasmettendo alla provincia di Dublino: «Lavoriamo tutti insieme per la pace». Riflettendo su questa esperienza, Ed Peterson ha osservato:
«C’era un profondo senso di rispetto tra tutto il gruppo e una sincera gratitudine verso i nostri fratelli e sorelle di altre Chiese cristiane. Come cattolico, è stata una lezione di umiltà vedere la riverenza che i nostri fratelli e sorelle in Cristo mostrano verso la nostra fede cattolica, mentre partecipavamo ai diversi incontri e servizi liturgici».
Missionari in uscita
Per la famiglia redentorista, questo pellegrinaggio è servito a ricordare che i nostri associati laici sono fondamentali per mantenere la vitalità della nostra missione redentorista di fronte alle sfide del mondo contemporaneo. Questo è un momento che ci invita a lasciarci alle spalle routine che non si dimostrano più efficaci nell’opera di evangelizzazione, e la Provincia di Dublino mantiene ancora lo zelo apostolico e la creatività necessari per raggiungere gli emarginati.
Dermot Kelly ha colto lo spirito della chiamata redentorista con queste parole:
«Questo viaggio è essenziale per la nostra Congregazione perché ci aiuta a vedere tutti noi come missionari. Attraversare l’altra sponda ci offre l’opportunità di camminare insieme e imparare gli uni dagli altri. Tornando a casa con il ricordo di tante belle esperienze nei nostri cuori, portiamo anche la chiamata del Papa ad essere costruttori di pace nelle nostre comunità.
Questo è un modo in cui possiamo camminare insieme mentre realizziamo la missione redentorista».
«Perché siamo amici»
Mentre Ed e Dermot tornano in Irlanda per continuare il loro importante lavoro a favore della pace, dei giovani e della riconciliazione, ricordiamo le parole del defunto P. Gerry Reynolds, un gigante redentorista che ha lavorato per la pace nell’Irlanda del Nord. Quando una volta gli fu chiesto perché si fosse impegnato in un dialogo interecclesiale così difficile, la sua semplice risposta fu: «Perché siamo amici». La nostra Congregazione mantiene viva la missione redentorista con iniziative come «Peace Connections» (Connessioni di pace). Guardando al futuro della missione redentorista, camminiamo senza paura, con lo sguardo fisso su Gesù. E lo facciamo insieme come religiosi e laici redentoristi, in missione condivisa, sicuri che il Redentore rimane con noi aiutandoci ad attraversare le acque difficili del mondo attuale.
Dermot Kelly,
direttore della gioventù della provincia di Dublino












