La vocazione, un mistero di amore
“Sono felicissima, ma non so spiegare, so solo che la vocazione è un mistero di amore e di fede, e che è entrato nella mia vita come un appello meraviglioso, una voce interiore che mi ha fatto sentire di lasciare la mia amata Terra (Madagascar), la mia famiglia, il mio lavoro e ora sono qui a donare la mia vita, a rispondere il mio “sì” a Colui che mi ha chiamata”. Con queste parole suor Maria Erminia commossa, ha ringraziato tutti i presenti per la partecipazione alla sua Professione Temporanea.
Il 25 gennaio scorso, domenica della Parola di Dio, ha visto il monastero di S. Agata de’ Goti, fondato nel 1766 da S. Alfonso M. De’ Liguori, vivere la Professione Temporanea di suor Erminia Raveloarimananache dopo il Noviziato è giunta a consacrare la propria vita a Dio nell’Ordine del SS. Redentore, professando i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.
Suor Erminia proviene dal Madagascar, la quarta isola più grande del mondo, la cui Chiesa è giovane e vivace. Le vocazioni sono tante e ogni famiglia che riceve questo dono lo ritiene come il più grande onore che si possa avere, ed è riconoscente e orgogliosa.
La Professione si è svolta nel Duomo di S. Agata de Goti, all’interno della Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo diocesano Monsignor Giuseppe Mazzafaro con la partecipazione di sacerdoti redentoristi e diocesani.
Il dono grande per la neoprofessa e per la Comunità monastica di S. Agata è stato la partecipazione dei Monasteri redentoristi italiani: Scala, Foggia e Magliano Sabina con un folto gruppo di monache e giovani postulanti riunite per accompagnare e sostenere con la preghiera Erminia e arricchito dalla presenza di Sr Imma Di Stefano, Presidente della Federazione “Beata Maria Celeste” che riunisce 21 monasteri dell’Ordine presenti tra l’Europa, l’Africa e l’America Latina.
La Celebrazione ha avuto inizio con il Rito della Vestizione durante il quale Erminia ha indossato l’abito religioso, dal particolare colore rosso scuro, che vuol significare l’immenso amore di Dio per l’umanità, indicando già la sua volontà di seguire Cristo con una vita nuova. Dopo c’è stato l’appello della Maestra, dove la candidata ha risposto con prontezza: Mi hai chiamata, eccomi, Signore!
Il Rito della Professione Temporanea è avvenuto dopo l’omelia, quando il Vescovo l’ha interrogata, Ella ha pronunciato una formula di accettazione dicendo: “lo voglio”. Suor Maria Erminia si è impegnata a custodire i consigli evangelici che esprimono le tre forme mediante le quali d’ora in avanti seguirà Cristo “più da vicino” per essere in Lui una “creatura nuova”. Tutto questo la candidata lo ha esposto nella Professione che ha emesso nelle mani della Superiora la quale ha accolto la sua volontà di vivere la vita religiosa redentorista. Infine le sono stati affidati i segni del velo che ha coperto il suo capo, segno esteriore di cambiamento e di un’appartenenza radicale a Dio, il libro della Liturgia delle ore, cioè il libro con cui la neoprofessa è delegata dalla Chiesa a pregare, lodando Dio e intercedendo per il mondo intero. Inoltre le è stato dato il Crocifisso che è il centro della vita, che le ricorda che l’amore deve essere totale fino al dono di se stessa,infine le Costituzioni che indicano il cammino concreto del carisma redentorista: una guida che aiuterà Erminia a vivere fedelmente il Vangelo nella forma di vita propria del nostro Ordine.
Una ghirlanda di fiori le ha poi coronato la sua fronte, lieta e orgogliosa di essere diventata sposa di Cristo.
A conclusione di questi riti suor Maria Erminia, si è rivolta all’assemblea: il suo volto si era radioso e rilassato. L’emozione ha contagiato tutta l’assemblea manifestando entusiasmo e gioia con un fragoroso applauso. Finalmente Sposa di Cristo!
La bellezza e la solennità della funzione è stata arricchita dal tocco della cultura malagasy che manifesta la sua fede con canti e danze espressive. Le nostre sorelle malagasy per l’occasione hanno indossato il caratteristico abbigliamento tradizionale, cioè il lamba, una specie di stolone coloratissimo che viene drappeggiato sul corpo, e così le sorelle hanno danzato il loro ringraziamento nel loro idioma pregando e cantando gioiose e felici.
Erminia, grata al Signore, ha concluso nel suo breve discorso: “Oggi si è compiuto il tempo nel quale ho dato la risposta al mio Amato, come dicevo prima non so spiegare, ma mi sento trasformata, non sono più io che vivo, da adesso sono suor Maria Erminia, redentorista, la sposa di Cristo Redentore. Perciò con il cuore colmo di gioia vi dico grazie e vi prometto la mia preghiera. Che siate tutti benedetti!”
Sr Anna Maria Ceneri, Redentorista
Foto: Michele Nuzzo























